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Middle Earth Heroes -- Vers.1

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Wind


 


 


 I chiarissimi occhi di Legolas si aprirono lentamente, e ancora prima che li avesse aperti del tutto, un sorriso si era già fatto strada sul suo volto.
Elessar era là con lui, lo stava abbracciando teneramente, e Legolas si sentiva in pace col mondo intero. Anche se di giorno non potevano esibirsi in dimostrazioni affettuose d'amore reciproco, di notte potevano finalmente lasciarsi andare, esprimendo coi gesti quello che troppo spesso non riuscivano a dire con mere parole.

"Buongiorno, amore mio" gli mormorò per svegliarlo, posandogli un dolce bacio sulla tempia.

Aragorn aprì gli occhi e vide il volto sorridente di Legolas.
Il cuore gli si riempì di gioia, da tanto tempo non si sentiva così felice.
- Buon giorno a te amore. - gli disse.


"Dormito bene?" gli chiese poi l'elfo, posandogli un bacio sulla fronte.

Aragorn accarezzò una guancia di Legolas poi stiracchiandosi gli disse:
- Sinceramente, mai dormito meglio amore mio... -
Poi un'ombra passò nei suoi occhi limpidi, si rese conto che ancora non aveva detto a Legolas quello che era successo con Arwen. Non voleva ferire l'elfo spiegandogli il dolore che aveva provato nel dirle addio, ma lo amava e voleva condividere tutto con lui.
Inziò dicendogli:
- Legolas per quanto riguarda Arwen, se ne è andata lo sai... -

"Lo so, amore mio" rispose Legolas, guardandolo attentamente e stando bene attento a chiudere tutte le sue emozioni dentro di lui. Non voleva che Aragorn fraintendesse e non volesse più confidarsi con lui.

Aragorn lo guardò attentamente poi continuò:
- Sono stato male Legolas, ho provato un dolore immenso a vederla andare via... - respirò a fondo - non perchè io la ami ancora, ma lei è stata importante per me. Sto male al pensiero di essere la causa di tanto dolore per lei... non avrei mai voluto giungere a questo... ma... non sono pentito delle mie scelte Legolas, ti amo troppo... troppo intesamente... non potevo fare finta di niente, non potevo continuare a mentire a me stesso, a lei e a te, sarebbe stato ancora più ingiusto per tutti e tre... -
Una lacrima solitaria scese dagli occhi del Re di Gondor fino ad appoggiarsi sulle sue labbra.

"Non piangere..." Legolas mormorò subito, allacciando le braccia intorno alla vita di Elessar e stingendolo forte. L'uomo che amava era molto sensibile e sarebbe stato molto più strano sapere che non aveva provato niente quando Arwen era andata via.
"Dimmi cosa posso fare per alleviare il tuo dolore..."

- Innanzitutto perdonarmi... ultimamente non faccio altro che essere triste, sconsolato... e pensare che tutti mi considerano un grande Re. -
Aragorn guardò Legolas e mentalmente lo ringraziò per non averlo giudicato ed accusato per quello che aveva provato.
Poi accarezzò dolcemente le braccia che gli cingevano la vita e disse con voce bassa:
- Poi per alleviare il mio dolore ci sarebbe un metodo a dire il vero... -


"Ah davvero?" chiese l'elfo facendo di tutto per mostrarsi innocente e inconsapevole. Mentalmente però gli inviò un'immagine piuttosto vivida di quello che avevano fatto quella notte, facendo di tutto per trattenere un sorrisino da monello.

Aragorn si appoggiò una mano sulla fronte, poi si tirò a sedere in ginocchio sul letto guardando Legolas negli occhi.
Gli diede una pacca sulla spalla e poi gli disse:
- Malizioso di un elfo... ed io che pensavo ad un semplice massaggio... -

"Oh che peccato..." sospirò Legolas, portando gli occhi al cielo e sforzandosi di sembrare quantomeno dispiaciuto. "Come ho potuto pensare subito a quello? Devo essere diventato proprio un elfo cattivo..."

Aragorn lo guardò sbalordito per un attimo, ma poi non riuscì a trattenere le risate.
- Sai credevo di conoscere gli elfi, ma tu mi stai aprendo gli occhi su un nuovo mondo amore mio... Non ho mai conosciuto una creatura così dolce e maliziosa allo stesso tempo... però considera che io sono un uomo mi stanco presto... però... ora... vorrei... -


Legolas lo guardò con malizia e un mezzo sorriso dipinto sulle labbra. Si stava appena abbassando su di lui per baciarlo quando una cacofonia di immagini e suoni gli invase la mente, facendolo boccheggiare e causandogli un conato di vomito.
Rabbia, furore, odio e frustrazione.
Cosa stava succedendo agli abitanti del palazzo reale? Perchè tutti quei sentimenti negativi?

Quando si fu ripreso abbastanza da parlare, Legolas, terribilmente pallido e provato, si voltò a guardare Elessar.
"Temo che il male stia cercando d'impossessarsi anche di questo posto... è subdolo e striscia tra di noi, ma guardati intorno e te ne renderai conto da solo. Litigano tutti, si odiano, si lanciano accuse e parole pesanti... l'atmosfera è sempre più tesa. Dobbiamo fare qualcosa..."

Aragorn strinse forte a se Legolas, aveva bisogno di calmarsi.
Non disse niente, lui stesso avvertiva qualcosa, era indubbio che il male stesse strisciando nel cuore degli abitanti del palazzo.
Gli venne un'idea, che, per quanto bizzarra, poteva aiutarli.
- Legolas portiamo tutti fuori dalle mura della città! Lo so, sono il Re e questo è il mio posto, ma non potremo mai sconfiggere il male in queste condizioni. Fuori dalla città, dal palazzo, potremmo decidere il da farsi in modo del tutto normale, senza scannarci a vicenda... o... sarà la fine Legolas...-

ARRIVO ELROHIR

Elrohir si trovava fuori dalla porta della stanza del sovrano. un sorriso gli increspò le labbra, all'idea che i due fossero lì dentro insieme.
chiese telepaticamente all'elfo il permesso di entrare:non voleva rischiare di interrompere qualcosa!

Legolas strinse forte a sè Elessar, inalando il suo
profumo e chiudendo gli occhi. Quello che diceva aveva
del senso, ma non potevano stare via per sempre.
"Intendi dire come una gita? Non possiamo lasciare il
palazzo per troppo tempo, lo sai. La popolazione
cadrebbe nel panico".

Poco dopo, l'elfo alzò gli occhi per guardarlo in
viso.
"Sta arrivando Elrohir" gli mormorò.

- Sì esatto, una specie di gita... ma rischierei di essere preso per un pazzo a proporla. Forse se riuscissi a convincere Gandalf... non lo so. -
Aragorn sospirò, poi quando Legolas gli disse dell'arrivo di Elrohir si alzò dal letto e guardando Legolas negli occhi gli disse:
- Meglio vestirsi allora... ma ricorda, hai ancora un massaggio in sospeso... - e dopo avergli strizzato l'occhi si diresse verso il bagno.

Dopo aver sfoggiato un altro dei suoi sorrisi da monello, Legolas balzò dal letto e si affrettò ad infilare un paio di pantaloni e una lunga tunica. La stava ancora abbottonando quando aprì la porta, trovandosi davanti Elrohir con la mano a mezz'aria che stava per bussare.
"Buongiorno, in cosa possiamo esserti utili?"

l'elfo aprì e chiuse la bocca per un istante. certo che legolas era davvero bello!

poi si schiarì la voce e disse "vorrei parlarvi un momento...se non è troppo disturbo...posso entrare?"

"Certo, entra pure" rispose Legolas, facendosi da parte e lasciandolo entrare, per poi chiudere la porta e andare ad avvisare Aragorn che si trovava in bagno.

"Elrohir vuole parlarci, amore mio".

Elrohir si guardò intorno, curioso. La stanza emanava calore e affetto, e il letto disfatto gli diede un senso di struggente nostalgia. ricordava ancora quando, la mattina presto, entrava di soppiatto nella stanza dei suoi genitori. certo, Elrond solitamente lo cacciava in malo modo, ma non appena lui si alzava sua madre lo richiamava, e passavano ore da soli nel letto ampio, profumato di primavera, a farsi il solletico e raccontarsi di tutto. quanto gli mancava...


Aragorn uscì dal bagno completamente vestito. Si avvicinò a Legolas e gli cinse la vita con un braccio sorridendogli.
- Buon giorno Elrohir, cosa possiamo fare per te? -

"ecco,io...volevo scusarmi per la mia figura vergognosa di ieri sera...veramente...non so..."ancora scosso dai ricordi di poco prima,non potè evitare che alcune lacrime gli bagnassero le guance.

Legolas guardò Elrohir, poi distolse lo sguardo.
*Elrohir... quante volte devo dirti che piangere non risolve le cose?*

"Lo so.Scusatemi." Tirando su con il naso, Elrohir rialzò la testa e li fissò con sguardo deciso.

"Mi sono lasciato prendere per un attimo dalla malinconia, ma è passato. Ora, volevo chiedervi una cosa: che posso fare per aiutarvi? Vi prego, VOGLIO dare una mano. Per dimostrare a mio padre, a mio fratello, ma soprattutto a ME che posso farcela anche se non ho mia madre alle spalle." La voce tremò appena sull'ultima affermazione, ma stavolta il giovane elfo resistette.

Aragorn guardò il giovane elfo davanti a sè, e si chiese come potesse essere il gemello di Elladan. Erano molto diversi...

Elrohir gli sembrava un cucciolo sperduto e gli ispirava molta tenerezza.

Gli sorrise e gli disse:

- Stai tranquillo che qualcosa da fare ci sarà anche per te... però ora basta piangere... non farti sopraffare da pensieri tristi Elrohir, abbiamo bisogno di gente forte al nostro fianco ed io voglio poter contare su di te. -



Il volto di Elrohir si illuminò di gioia: quell'uomo imponente che lui aveva sempre ammirato contava su di lui!

gli sorrise con aria seria e rispose "Certo, Elessar, ve lo prometto. So di essere molto diverso da mio fratello, e di sembrare piuttosto infantile se paragonato a lui, ma vedete...io sono sempre stato un tipo solitario, sotto la grande ala protettrice di mia madre, e quindi approccio gli altri con un atteggiamento un po' egoista...me ne rendo perfettamente conto,ma non riesco a cambiarlo..."

ARRIVANO HALDIR E RUMIL

Così dicendo guidò suo fratello verso le stanze di Elessar, bussando e aspettando che gli rispondessero.

Dall'interno Legolas aprì la porta, sorridendo felice quando vide Rumil.
"Rumil! Ben arrivato!"
Facendogli posto li lasciò entrare e richiuse la porta alle sue spalle. Aveva notato che non appena aveva visto Elrohir, Haldir aveva chiuso la mente e si era messo sulla difensiva. Non lo biasimava, era sempre stato estremamente protettivo nei confronti dei fratelli.

Elrohir impallidì quando vide Rumil ed Haldir entrare nella stanza.

Il fatto poi che Haldir si fosse chiuso a riccio non lo aiutava a sentirsi più tranquillo.

Capiva perfettamente che il biondo amico di Elladan potesse avercela con lui per quanto accaduto,ma non aveva intenzione di litigare con lui.

Si era pentito,e si era scusato con le uniche persone con cui 'sentiva' di doverlo fare.E loro avevano capito.

Quindi rivolse ai nuovi venuti un sorriso incerto, per poi dire con voce neutra "Ciao Rumil, benvenuto, anche se la tua presenza qui non è un buon segno...forse le cose sono messe peggio di quel che pensavo..."

"Elrohir" lo richiamò Legolas con piglio severo. Non avrebbe mica cominciato a fare un'altra scenata proprio là in camera loro?

"Chiunque qui è il benvenuto, e sono sicuro che Elessar ti dirà lo stesso. Ogni aiuto in questo momento è più che necessario, quindi non implicare cose che non sai".

Haldir alzò un sopracciglio aristocraticamente e lanciò un'occhiata al fratello.
"Non mi aspettavo di meglio, da lui".

Il ragazzo avrebbe voluto gridare,frustrato.Possibile che l'avessero frainteso?!

"Non avete capito" disse calmo scotendo la testa.

"Intendevo dire che se perfino lui, che non si allontana mai dal fianco di Galadriel, ha deciso di accorrere in nostro aiuto significa che siamo in guai seri..."

Poi spostò lo sguardo su Haldir.

"Non mi conosci abbastanza dal sapere cosa puoi o non puoi aspettarti da me. Comunque le questioni personali ora sono un qualcosa di futile, abbiamo problemi più urgenti da trattare."

"Ti posso assicurare, Elrohir, che non ho nessuna intenzione di conoscerti meglio" rispose in modo gelido Haldir. "E si, le questioni personali sono qualcosa di futile in questo momento, peccato che te ne ricordi solo quando ti fa comodo. Noi qui abbiamo da fare, non stiamo giocando. La terra di Mezzo è di nuovo in pericolo, e non permetterò che tu turbi l'armonia che regna in questa corte, creando problemi a mio fratello o ad Elladan. Noi dobbiamo restare uniti, e se tu non sei capace di comportarti in modo maturo, allora faresti meglio a farti da parte".

Legolas osservò a lungo prima Haldir e poi Elrohir. Aveva passato molto tempo in passato col giovane elfo, eppure sembrava che tanti insegnamenti non fossero serviti. Come lui aveva ammesso, era rimasto sotto l'ala protettrice della madre per troppo tempo, ma adesso era venuto il momento di crescere. Non potevano essere rallentati da nessuno. Forse il contatto con la dura realtà delle cose e la ruvidezza di Haldir sarebbero serviti.
Con uno sguardo ad Elessar gli chiese mentalmente di non intervenire, a meno che le cose non degenerassero.

Elrohir era stanco di discutere. Stanco di essere trattato come se fosse la valvola di sfogo delle frustrazioni altrui. Aveva iniziato suo padre, e poi...un pensiero lo colpì, improvviso: Haldir gli ricordava suo padre. E gli si spiegavano tante cose.

Gli sorrise, con la nuova forza interiore data dalla consapevolezza, e rispose "Non voglio imporre la mia presenza a nessuno, Haldir. Ho parlato con Elladan, gli ho spiegato le mie ragioni e credo abbia capito. Mi ha perdonato. E' un momento difficile questo, per tutti, e ho solo reagito in modo istintivo ed eccessivo. Mi dispiace davvero, ti prometto che non si ripeterà." Poi lo fissò con sguardo limpido e sincero, sperando che gli credesse.

"Avevi già promesso, Elrohir, e non hai mantenuto" rispose Haldir, lanciandogli un altro sguardo di traverso prima di rivolgersi ad Elessar.

"Rumil è qui per aiutarci, ma non credo abbia molto senso restare qui a perdere tempo. Dobbiamo ancora organizzare la trappola e cercare quei mantelli. Tra poco saranno tutti nella sala da pranzo per la colazione, hai già deciso quali compiti assegnerai agli altri?"

Elrohir chinò il capo,mordendosi un labbro. Cercò di trasmettere ad Haldir la sua buona fede, sperando di raggiungerlo nonostante la barriera che questo aveva innalzato. Poi si strinse nelle spalle. Se non voleva credergli, gli avrebbe dimostrato che faceva sul serio.

Anche a Rumil. Non si sarebbe lasciato portare via l'unica persona a cui tenesse (e che teneva a lui) al mondo. Ma non per smania di possesso: perchè sapeva, sentiva che non avrebbe mai amato nessun altro. E purtroppo, per questo, non riusciva ad odiare Rumil.

Aragorn restò in silenzio, lo sguardo di Legolas era stato eloquente.
Non gli piacevano le discussioni, ma sperava che la durezza di Haldir potesse in qualche modo aiutare Elrohir.
Prima di rispondere all'elfo però sorrise a Rumil ed avvicinandosi a lui gli disse:
- Spero di non esserti sembra scortese con il mio silenzio Rumil, considerati il benvenuto a Minas Tirith. -
Rumil rispose al sorriso del Re e gli rispose:
- Niente affato Maestà... - e chinò il capo in segno di rispetto al Re - sono felice di potervi essere d'aiuto. -
Aragorn portò il suo sguardo su Haldir e gli disse:
- Sinceramente Haldir no, non ho ancora deciso nulla. La cosa più importante ora è trovare i mantelli. Ne abbiamo assoluto bisogno, Gilraen deve essere seguita passo a passo, non voglio assolutamente che le succeda niente. -


"Io e Rumil potremmo andare a cercarli, se il mio fratellino non è troppo stanco" rispose immediatamente Haldir. "Dovremmo organizzare tutto al più presto, non me lo perdonerei se quel mostro attaccasse di nuovo mentre noi non siamo pronti".

Legolas chiuse gli occhi per un lungo momento. Sembrava quasi essere volato via dalla stanza, perchè stava leggendo i pensieri di qualcun altro, qualcuno che gli stava molto a cuore, e che erano entrati prepotentemente nella sua testa.
*Amore mio, credo che tu debba intervenire in un'altra situazione, o rischierai di perdere una dedita suddita, e due amici molto cari, che potrebbero litigare per via di questa decisione*
Così dicendo, gli inviò mentalmente le immagini della scena appena intercorsa tra Faramir, Gilraen e Boromir, ansioso di sapere cosa ne pensava e cos'avrebbe fatto.

Elrohir mandò un messaggio ad Haldir.

*Immagino che rifiuterai, ma te lo chiedo lo stesso. Perchè non lasci riposare Rumil e lasci che ti accompagni io? Questo almeno credo di poterlo fare...*


Aragorn annuì alle parole di Haldir, ma il suo cuore era in pena per la scena che Legolas gli aveva mostrato.
- Bene Haldir, andate allora. Io devo cercare Gilraen. Legolas, te la senti di raggiungere Faramir e Boromir?- chiese all'elfo al suo fianco.

Rumil a sua volta disse al fratello:
- Andiamo a cercare questi mantelli Haldir. -

Haldir si voltò per un secondo a guardare Elrohir, alzando un sopracciglio. Ecco un'altra cosa che non gli piaceva di lui: traeva conclusioni su persone che nemmeno conosceva. Se anche avesse deciso di si, quel suo assumere che la sua risposta sarebbe stata negativa lo indispose di nuovo.
*Mio fratello non è stanco*

"Andiamo allora" disse poi a Rumil, chinando il capo in segno di saluto al re e agli altri prima di avviarsi alla porta con suo fratello.

"Tu cosa farai mentre io vado dai due fratelli?" chiese Legolas al suo amato, spostando la testa su un lato.


"Aspettate! Posso venire con voi?non mi va di restare qui senza fare nulla..."

Elrohir aveva parlato senza rendersene conto. Probabilmente Haldir aveva mal interpretato le sue parole, ma lui voleva COMUNQUE fare qualcosa.

Haldir guardò per un secondo Rumil, poi rispose.
"Siamo già in due, non ci serve altro aiuto. Se non ti và di stare fermo chiedi al Re se ha qualche altro compito per te". E così dicendo uscì dalla stanza col fratello. Elrohir non riusciva proprio a capire quando era di troppo, vero?


- Ho intenzione di cercare Gilraen, voglio parlare un pò con lei. -
Sorrise a Legolas e gli diede un bacio accarezzandogli i capelli.
- Avanti, andiamo. -

Elrohir sospirò.

Non c'era niente da fare,con Haldir.Magari,col tempo...si voltò verso il re.

"Allora,Elessar,cosa posso fare per voi?"

Aragorn guardò Elrohir, cosa poteva far fare al giovane elfo perchè non si sentisse inutile?

Ci riflettè un attimo poi gli disse:

- Saresti in grado di nasconderti fra gli uomini? Essere un uomo per un giorno? -

Gli occhi del moro si illuminarono.

"Sì,credo di sì!" rispose annuendo vigorosamente.

"Cosa devo fare?"


Legolas ricambiò il sorriso, portando una mano al viso di Elessar per accarezzarlo dolcemente prima di annuire. "Ci vedremo dopo, se tu volessi vederli tutti insieme ti basterà chiamarmi con la mente, sarò da te in un attimo".
Così dicendo, l'elfo baciò leggermente le labbra del suo amato, prima di rivolgere un sorriso a Elrohir e poi uscire dalla stanza.

Elrohir sorrise in risposta. Almeno Legolas non ce l'aveva con lui!


Dopo aver risposto al bacio di Legolas, Aragorn lo guardò lasciare la stanza sorridendo.
Subito dopo però rivolse la sua attenzione ad Elrohir.
- Vieni con me, - gli disse uscendo dalla stanza - voglio trovare Gilraen. Così avrò modo di spiegarti cosa voglio da te... -



 

 

 

 

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