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SALA DEL CONSIGLIO
"Oh non direi, ci sono riuscito per anni, posso andare benissimo avanti
ancora per tanti, tanti anni..." disse Elladan con un sorriso poco
rassicurante, prima di voltarsi ad aprire la porta della sala del consiglio.
Haldir e Legolas erano già seduti ai loro posti, parlottando tra di loro
quietamente, le loro voci talmente basse che era quasi impossibile sentire
cosa si stessero dicendo.
"Ma che razza di..." mugugnò Elrohir seguendo il fratello nella sala. Non
appena vide Haldir gli fece un sorriso radioso, per fargli capire che era
tutto a posto. Era anche e soprattutto merito suo se era riuscito a
rimettere le cose in ordine!
Quando entrarono nella stanza del Consiglio Aragorn osservò i presenti.
Haldir, Legolas, Elladan ed Elrohir.
Bene c'erano quasi tutti.
Salutò i presenti e si sedette al suo posto, mentre Frodo prendeva posto al
suo.
Gandalf entrò nella sala ed ebbe l'impressione che tutti gli occhi fossero
puntati su di lui, soprattutto, e a ragione, quelli di Re Elessar.
- Buona sera a tutti. - mormorò.
Poi prese posto.
Aragorn osservò Gandalf, uno dei primi punti da risolvere riguardava proprio
il comportamente del suo vecchio amico.
- Bene, - disse il Re, - qualcuno sa che fine hanno fatto Gilraen e Boromir...
e poi sapete se Merry ci raggiungerà? -
Guardò Frodo in attesa di una risposta per quando riguardava l'hobbit.
- Non lo so Aragorn, io l'ho lasciato nella sua stanza poi mi sono
preparato. - rispose Frodo
- D'accordo ora aspettiamo Gilraen e Boromir e vediamo se anche Merry ci
raggiunge. -
Aspetto che la porta fosse chiusa prima di entrare. Aveva visto il re e
Gandalf arrivare per un altro corridoio e si era nascosto nell'ombra per non
farsi vedere. Faramir non era dell'umore giusto per parlare con qualcuno.
Soprattutto con Gandalf: lui avrebbe letto nel suo cuore e avrebbe capito...
Trattenendo il respiro aprì la porta. Lanciò un'occhiata in giro: una
smorfia di disappunto gli increspò le labbra. Aveva paura di incontrare il
fratello, ma temeva anche il contrario.
Rabbuiato, salutò con un cenno i presenti e si sedette chiudendosi nel suo
mutismo.
Alzando gli occhi al cielo, disgustata da quella situazione, Gilraen
continuò a ignorarlo, e si affrettò a raggiungere la sala del Consiglio,
senza aspettarlo.
Una volta arrivata a destinazione, la guerriera prese posto accanto a
Faramir, rivolgendogli un debole e stanco sorriso e sospirando tra sè e sè.
Fortunatamente alcune cose non cambiavano, e Faramir era uno dei punti fissi
della sua vita.
Faramir ricambiò lo sguardo e sorrise. Ma subito il sorriso gli morì sulle
labbra e la gioia che aveva provato nel vedere la sua amica entrare nella
stanza scomparve. Aveva notato lo sguardo stanco e la tristezza di Gilraen e
la "colpa" non poteva essere che di Boromir. Un lampo di collera gli
attraversò il cuore: come poteva Boromir comportarsi così? Proprio con la
donna che più lo aveva amato e lo amava.
Si morse le labbra per impedirsi di dire o fare qualsiasi cosa e in silenzio
aspettò...
Entrando nella stanza lo sguardo di Boromir si posò immediatamente
su Faramir.
Aveva tante cose da dirgli, ma quello non era ne il luogo ne il
momento adatto per farlo.
Prese posto a fianco di Gandalf ed attese.
Poco dopo quelle parole, Elladan sentì la porta aprirsi, e le due persone in
questione si affrettarono a prendere posto. Si scambiò un'occhiata col
fratello, seduto al suo fianco, e poi riportò l'attenzione sul re,
aspettando di sapere quali erano le novità e perchè aveva convocato quel
consiglio.
Legolas dal canto suo aveva spaziato con lo sguardo in tutta la sala,
cercando di impedirsi di guardare Aragorn. Doveva considerarlo soltanto come
il re in quel momento, in quanto c'era in gioco la salvezza di Gondor, e non
voleva lasciarsi distrarre da questioni private.
Dal suo posto, Haldir osservò i gemelli entrare, e gli sorrise. Forse loro
non se ne accorgevano, ma quanto erano diversi! Come la luce e l'oscurità,
Elladan ed Elrohir potevano anche essere complementari ma erano due persone
così diverse che si stentava a credere che fossero fratelli.
Elladan era sempre stato un guerriero, un combattente che metteva su una
maschera di indifferenza e distacco, rimanendo sempre sulle sue per
osservare gli altri e decidere il da farsi. E nascondere le sue insicurezze.
Elrohir che invece era rimasto ancora un pò bambino, col suo fare
entusiastico e il suo agire senza pensare, sembrava non voler capire certe
regole del quieto vivere. Infondo infondo Haldir si chiese se sarebbe mai
cresciuto, e in un certo senso se lo augurò, visto che conosceva Elladan e
sapeva che non prediligeva certi comportamenti.
Quando il re e Gandalf entrarono nella sala tuttavia riportò la sua
attenzione su di loro, ansioso ormai di sapere cosa sarebbe successo.
Aragorn osservò tutti i presenti, bene, ognuno era al proprio posto.
Per un attimo posò lo sguardo su Boromir, era preoccupato per l'amico, non
riusciva nemmeno ad immaginare come dovesse sentirsi in quel momento... se
la sua mente non lo ingannava da quando era "tornato" era la prima volta che
vedeva Faramir.
Ora però non c'era tempo di pensare a nessuno... erano i fatti quelli che
contavano.
Si alzò in piedi e si decise a parlare.
- Signori vi ringrazio per essere tutti presenti. Ho convocato questo
Consiglio per mettervi al corrente degli ultimi sviluppi di questo strano
omicidio. Quest'oggi abbiamo trovato tracce di sangue in una stanza
adiacente a quella in cui è stato trovato il cadavere... ora il punto della
situazione è cercare di capire chi ha fatto questo, ma soprattutto cercare
una soluzione per bloccare questa persona, chiunque sia, prima che commetta
un altro omicidio. -
Faramir non aveva tolto gli occhi dal fratello nemmeno per un
istante, da quando lo aveva visto entrare nella sala. Era rimasto
seduto al suo posto, ipnotizzato dalla vista del fratello maggiore.
Era passato tanto tempo dall'ultima volta che lo aveva visto: Boromir
stava partendo per Gran Burrone e Faramir era andato a salutarlo,
come tante altre volte aveva fatto. L'aveva salutato con la speranza
nel cuore di vederlo tornare presto. Ma non lo aveva più rivisto...
Una scossa gli attraverso il corpo: rivide con la mente la visione di
Boromir morto, disteso nella barca, mentre l'Anduin lo portava.
Morto! MORTO! Suo fratello era morto! Aveva passato notti intere a
piangere prima di accettarlo. E ora Boromir era davanti a lui!
Convulsamente strinse la mano di Gilraen: aveva bisogno dell'appoggio
di qualcuno altrimenti sarebbe crollato.
Sentendo il calore della mano di Faramir, Gilraen si voltò discretamente a
guardarlo, in modo che gli altri presenti non se ne accorgessero. Dal modo
in cui stava osservando suo fratello sapeva benissimo cosa gli stava
passando per la testa, e sospirò tra sè e sè. Quanta sofferenza un lieto
evento come quello aveva causato in tutti coloro direttamente coinvolti!
Sapeva che lei e Faramir avrebbero dovuto essere più forti di tutti gli
altri, e sapeva anche che dovevano sostenersi a vicenda.
Sorridendogli in modo da cercare di calmarlo, Gil intrecciò le dita con le
sue, stringendo gentilmente la sua mano. Se solo avesse potuto l'avrebbe
abbracciato forte, soltanto per fargli capire che sarebbe andato tutto a
posto, perchè loro erano ancora una famiglia, nel bene e nel male.
Faramir avvertì la pressione della mano di Gilraen e si rilassò. Sapeva di
non essere solo in questa lotta e la cosa lo confortava.
Si impose di stare calmo e lentamente girò la testa verso il re: doveva
concentrarsi su quello che era successo in città e sulle possibili
conseguenze. Doveva rimandare il suo colloquio con Boromir alla fine del
consiglio.
Le parole di Aragorn fecero sussultare Elrohir,che si avvicinò
impercettibilmente al fratello,in modo che il calore del contatto tra le
loro braccia gli restituisse un po' di calma.Proprio mentre sembrava pian
piano recuperare il controllo di sè, sentì nella sua testa la voce di sua
sorella.
*Elrohir...fratellino...io me ne torno a casa,e anche Doris verrà con me.E'
meglio così per tutti.Aragorn ha bisogno di riprendere in mano la sua vita,e
io la mia.E' passato troppo tempo dall'ultima volta che lo abbiamo fatto.Ma
torniamo a noi:quando sei scappato via stavamo parlando di quello che ti
faceva star male.Doris mi ha detto poco,ma da quello che ho capito non sei
sereno...Vuoi venire via con noi?*
Elrohir guardò per un lungo istante il profilo di Elladan.Poi sorrise e
rispose.
*No,sorellina,ho finalmente trovato il mio posto.Non preoccuparti per me,e
stai vicina a Doris:ha bisogno di un'amica,ora che io l'ho lasciata sola.Ti
voglio bene!*
*anch'io...a presto*
e con questo saluto, Arwen lasciò Minas Tirith.
Legolas annuì a quelle parole, e poi, incrociando le braccia sul petto si
rivolse al'Istari.
"Hai qualche idea, Gandalf? Finora sei stato uno dei pochi che non si è
ancora voluto esprimere sull'accaduto..."
Gandalf guardò per un attimo Legolas poi disse:
- Innanzitutto porgo lei mi scuse a te Aragorn e ad Haldir per il mio
comportamento oggi... il fatto è che non avevo niente da dire. Per la prima
volta mi trovo di fronte a qualcosa che sfugge dalle mie conoscenze. Se devo
esprimere una mia opinione potrei azzardare che si tratti di magia.
Pensiamoci signori, solo poche gocce di sangue, ma il cadavere era
completamente dissanguato, se non è stata usata la magia come sarebbe
possibile spiegare l'accaduto? -
Aragorn ascoltò attentamente le parole di Gandalf, poi a sua volta disse:
- Certo tu hai ragione Gandalf, anche noi questo pomeriggio siamo giunti
alla conclusione che la magia possa essere un punto cruciale di tutta questa
vicenda, ma non vorrei sbagliarmi dicendo che si deve essere molto forti e
pratici di arti magiche per riuscire a fare una cosa simile... -
- Hai ragione Aragorn, - continuò Gandalf - non è facile compiere un simile
incantesimo. Non sono sicuro che un comune essere umano, pur conoscendo la
magia, possa arrivare a tanto... -
Frodo sorpreso chieso:
- Ma se non è stato un essere umano, chi può averlo fatto? Gandalf tu sei
l'ultimo della tua stirpe nella Terra di Mezzo vero? -
- Sì... - rispose Gandalf - almeno per quanto mi è dato di conoscere. -
Aragorn si mise una mano sulla fronte... le cose si mettevano male.
Guardò di nuovo le persone riunite, poi chiese:
- Signori qualcuno ha qualche altra idea? -
"Grima..." mormorò Haldir dopo un pò, quasi come se stesse parlottando tra
sè e sè. "E se fosse tornato anche lui? Non possiamo escludere niente...
nemmeno l'ipotesi che uno dei nostri guerrieri caduti del passato sia
tornato e sia impazzito... ci sono ancora troppe incognite".
"Dobbiamo spingerlo a mostrarsi di nuovo" disse a quel punto Elladan,
intervenendo per la prima volta. "Potrebbe fare un errore, o lasciare una
traccia che ci aiuti a svelare la sua vera identità".
Elrohir guardava confuso ora l'uno,ora l'altro dei suoi compagni.Non sapeva
e non capiva nulla di quelli che dicevano,ma la nota di preoccupazione che
sentiva vibrare nelle loro voci lo preoccupava.Voleva disperatamente fare
qualcosa anche lui per aiutare,ma non si era mai sentito così inutile.Chinò
il capo,sconfitto
Aragorn ascoltò attentamente le parole di Haldir ed Elladan poi disse:
- Tutto è possibile Haldir, molti guerrieri stanno tornando, - e guardò
Boromir - ma allora potrebbe esserci anche la possibilità di un ritorno di
Sauron... o Saruman... -
Boromir sussultò nel sentire quei due nomi poi chiese:
- Ma l'Anello non è stato distrutto? -
Frodo rispose prontamente:
- Sì è stato distrutto... ma se i morti ritornano... -
- ... allora tutto è possibile. - finì Gandalf per lui.
- Elladan, - continuò Aragorn - hai qualche idea su come fare a spingerlo a
mostrarsi ancora? -
"Mi offro io come esca" Gilraen disse a quel punto, inspirando profondamente
e lasciando la mano di Faramir prima di alzarsi in piedi. Espirò senza
guardare Boromir, sapendo benissimo quale sarebbe stata la sua reazione,
così come quella di Faramir. I suoi occhi erano fissi in quelli di Elessar.
"Lo sai che sono la tua unica possibilità, Aragorn. Non puoi inviare
un'altra donna, perchè non saprebbero difendersi, mentre io sono una
guerriera, sono stata addestrata a uccidere. Ce la posso fare".
Elladan lanciò un'occhiata preoccupata al fratello, avrebbe voluto
rassicurarlo, ma non sapeva cosa dire. Dal canto suo pensava che non fosse
una cattiva idea, anche se Haldir e Legolas sembravano piuttosto
contrariati.
"Credo che abbia ragione" esordì. "Se riuscisse a vederlo in faccia o a
fargli commettere un errore.. e poi ci saremmo noi pronti ad attaccare, che
ne dite?"
"E' troppo pericoloso, Gilraen" intervenne a quel punto Elrohir alzandosi in
piedi, con la voce straordinariamente calma. "Lascia che lo faccia io,
invece. Anche se non sembra, sono stato allenato a combattere fin da
quand'ero in fasce e me la so cavare. Inoltre, essendo un uomo ho molta più
resistenza e forza fisica, ed essendo un elfo sono in grado di avvertirvi
con molta più tempestività di qualsiasi cosa succeda mentre non siete nelle
immediate vicinanze...Infine,non sopporto di stare qui con le mani in mano
senza poter fare niente per aiutarvi. Gilraen vi serve qui,io no."
"Tu sei un uomo, Elrohir" gli fece notare Gilraen, distogliendo gli occhi
dal re. "Sappiamo soltanto che a quanto pare colpisce le donne, quindi
potrebbe ignorarti completamente e prendere qualche altra povera anima della
cittadella. Non posso permettere che accada".
Elladan si voltò a guardare il fratello, aggrottando le sopracciglia, prima
di scuotere la testa tra sè e sè e riportare l'attenzione sugli altri.
"Come sai che prenderà proprio te?" chiese a quel punto Haldir, intervenendo
nel dibattito.
"Non lo so, infatti" rispose Gil, scrollando le spalle. "Però possiamo
tentare. Non credi che se uccidesse qualche altra povera innocente saremmo
tutti divorati dai sensi di colpa perchè non abbiamo nemmeno tentato?"
Elrohir arrossì per la vergogna e chinò il capo di nuovo.Gli veniva da
piangere,ma non poteva umiliarsi ulteriormente.quindi si limitò a tirare su
col naso.aveva messo in imbarazzo suo fratello.come poteva sapere che le
persone colpite erano solo donne?a lui nessuno lo aveva detto!
*Non mi hai messo in imbarazzo, ma lo farai se continui con questo
atteggiamento* lo rassicurò Elladan, che aveva percepito le sue emozioni fin
troppo bene ma non poteva rassicurarlo là davanti a tutti per paura che li
scoprissero.
*Cerca di essere più sicuro di te, nessuno sta pensando male di quello che
dici o fai!*
*ok. sai com'è, gil è un po'...brusca...ma vedendo quanto tengono a lei, è
venuto anche a me istintivo proteggerla...*
Elrohir si sentì subito meglio,quando il fratello gli ebbe fatto capire che
era tutto a posto.alla fine,forse avrebbe fatto meglio a star zitto e
basta...
"NO!". Faramir scattò in piedi. "Non posso permettere che tu ti
esponga così! Non posso...". Si fermò prima di finire la frase:
avrebbe voluto dire "Non posso perderti" ma sentiva di non poterlo
fare. Il suo sguardo si posò su Boromir: perché non diceva nulla?
Gilraen sussultò quando Faramir balzò in piedi e gridò il suo diniego. Lo
guardò dritto negli occhi, le labbra leggermente aperte e un'espressione
sorpresa sul viso. Era così strano vederlo in quello stato! Di solito
Faramir era il più controllato dei due fratelli, e Gilraen non capiva perchè
si agitava tanto. Davvero teneva così tanto a lei?
"Andrà tutto bene, Faramir" gli mormorò, prendendogli di nuovo la mano e
cercando di sorridere. "Ti fidi di me?"
Faramir arrossì :non era da lui dare spettacolo così, davanti a tutti. Si
pentì per aver urlato i suoi sentimenti.
Strinse la mano di Gilraen e disse, in un sussurro: "Certo che mi fido di
te...l' ho sempre fatto. E' solo che...che...non voglio che tu corra qualche
rischio". Fece una smorfia da bambino discolo: "D'altronde sono il tuo
fratellone acquisito. Devo proteggerti, no?"
I suoi pensieri, però, erano diversi. Se avesse potuto le avrebbe detto:
"Non voglio perderti. Sei l'unica persona che conta ancora nella mia vita.
Mio padre è morto, per mio fratello sono un estraneo. Non lasciarmi solo,
Gil, ti prego..."
Sorridendo a Faramir, Gilraen prese ad accarezzargli la mano che stringeva
con il pollice, felice di notare che sembrava essersi calmato almeno un pò.
Quella smorfia poi era semplicemente irresistibile, e la donna non potè
impedirsi di ridacchiare piano.
"Lo so che vuoi soltanto proteggermi, io farei lo stesso per te" gli
sussurrò, ben sapendo quanto riservato lui fosse. "Ma ci sareste voi tutti,
pronti ad intervenire in caso ci possa essere un qualsiasi pericolo.. Ti
ricordi quando ti ho promesso che sarei stata sempre al tuo fianco? Beh, io
mantengo sempre le mie promesse..."
Faramir rise: "Oh lo so, lo so. Tu ti ricordi sempre tutto! Ma anch'io ho
promesso di proteggerti sempre: non vorrai che io venga meno ad una
promessa! Quindi ti sorveglierò da vicino, e non pensare di scappare! Sarò
la tua ombra!".
In quell'istante si rese conto che tutti lo stavano guardando sorpresi e
divertiti: arrossì e si mise a ridacchiare. Poi il suo sguardo si posò su
Boromir: il fratello era l'unico che non sorridesse. Anzi gli sembrava serio
e nervoso.
"Non potrei essere che contenta!" Gilraen ridacchiò, guardandolo dritto
negli occhi. E fu allora che notò lo sguardo che lanciò a Boromir.
Uh-oh... dall'espressione sul volto del gondoriano, Gil si rese conto di
essere nei guai.
*E ancora non hai visto niente* rispose Elladan , divertito dalla percezione
di Gilraen che aveva suo fratello.
Non gli erano sfuggite le occhiate che si erano lanciati Faramir e Gilraen,
nè il comportamento stranamente protettivo dell'uomo nei suoi confronti.
Aveva captato la fine della frase che lui non aveva pronunciato e si chiese
il perchè non avesse voluto finirla.
Probabilmente durante l'assenza di Boromir i due si erano avvicinati molto.
Elladan sapeva che gli umani tendevano a farlo quando il dolore li
perseguitava. Era soltanto questo, oppure c'era dell'altro?
Cercando di tenere a freno un sorrisino, Elladan inviò i suoi pensieri sui
due a suo fratello. Almeno l'avrebbe aiutato a sentirsi meno insicuro.
*che ne pensi?*
Elrohir rimase stupefatto. Non ci aveva pensato.
*mah...non potrebbe essere solo affetto filiale?Sai, fraterno...*
poi però pensò che anche lui se il fratello si fosse offerto avrebbe dato di
matto,e aggiunse *però forse...*
dopo un secondo, chiese timidamente *tu...avresti reagito così se ci fosse
stata la possibilità che fossi io ad andare?*
*Si, potrebbe* gli concesse Elladan. *E' che gli umani sono così strani a
volte, specialmente quando si tratta di amore e dolore. Il dolore li
avvicina e a volte li fa innamorare, mentre altre volte semplicemente li
allontana e distrugge ogni legame affettivo*.
Elladan lanciò uno sguardo a Boromir, come ad indicare ad Elrohir che
infondo il fratello era stato dato per morto, quindi Gilraen si sarebbe
potuta sentire una donna libera in un certo senso. Prima che lui tornasse,
ovviamente.
*Mi sarei comportato allo stesso modo, El. Anche io non avrei voluto
perderti, nè avrei voluto che tu mettessi la tua vita in pericolo. Capisco
Faramir in un certo senso...*
Boromir osservò attentamente tutta la scena. Faramir era sempre stato molto
legato a Gilraen, il suo comportamento non lo stupiva minimamente, ma ciò
non toglieva che l'intimità tra i due gli desse fastidio. Era stupido, un
corpotamento egoista da parte sua, ma non poteva farne a meno.
Avrebbe voluto a sua volta alzarsi in piedi, urlare a Gilraen di non fare
quello che si proponeva, ma non poteva. Aveva ascolta attentamente tutto
quello che era stato detto e sapeva che la proposta di Gilraen, fino a quel
momento, era la più sensata.
Guardò Aragorn e vide che il Re pareva intenzionato a non dire nulla.
Toccava a lui a quel punto parlare.
- Aragorn, - iniziò - Gilraen ha ragione. Tu sai cosa provo, sai quanto è
importante lei per me e sai anche che se potessi, se ci fosse un'altra
soluzione l'adotterei con molto piacere, ma non c'è. E come giustamente dice
lei non possiamo starcene con le mani in mano ad aspettare che un'altra
donna perda la vita... -
Aragorn osservò attentamente l'amico. Si chiese se al suo posto avrebbe
dimostrato la stessa maturità... sarebbe stato pronto a mandare Legolas a
fare da esca? Non era sicuro della sua risposta... e di Legolas si fidava
come di nessun altro in quella stanza. Sapeva quanto quelle parole erano
costate a Boromir e lo ammirò una volta di più.
- Gilraen tu sai che sono contrario a questa soluzione, già oggi ho
manifestato la mia contrarietà. Però, come è stato detto, non c'è altra
soluzione per farlo uscire allo scoperto. Perciò sia come vuoi... sarai
sempre seguita da qualcuno di noi... -
Poi rivolgendosi a Gandalf:
- Gandalf hai altre soluzioni da proporci? -
- No, - rispose l'Istaro - a questo punto questa mi pare la soluzione più
ovvia. -
Poi guardando Haldir gli chiese:
- Pensi che sia possibile avere ancora dei mantelli che Galadriel donò alla
Compagnia? Potrebbero tornarci utili per seguire Gilraen senza essere visti.
-
Le parole di Boromir la colpirono come un pugno nello stomaco. Si era dunque
sbagliata? Non solo non era arrabbiato ma sembrava non essere quasi
interessato al fatto che lei là fuori lei avrebbe potuto perdere la vita.
Perchè era così diverso dal Boromir partito qualche anno prima? Almeno
Faramir aveva espresso i suoi sentimenti. A lui importava di lei. Almeno una
persona nella sua vita sembrava tenerci a lei, e Gilraen si sentì un pò meno
sola.
Strinse la mano di Faramir, come per infondersi coraggio, e poi annuì al re.
Sapeva lui come la pensava.
"Io ne ho uno con me, e se non sbaglio gli altri sono stati conservati qui
nel palazzo" Haldir rispose, osservando lo scambio di battute con occhi
attenti.
"Sono in una stanza nella bianca torre" mormorò Legolas, per niente convinto
del fatto che quella fosse una buona idea.
Faramir ricambio la stretta di Gilraen. Era rimasto impietrito dalle parole
del fratello: come, proprio lui che l'aveva sempre difeso davanti alle ire
del padre, ora lasciava che la donna amata andasse incontro al pericolo? Il
Boromir che conosceva si sarebbe opposto come lui a questa idea.
Cerco di bloccare la rabbia, ma le parole gli uscirono lo stesso.
"Come puoi farle questo?" mormorò
"Va tutto bene, Faramir" mormorò Gil, cercando di sorridergli, anche se
debolmente. Era un sollievo sapere che non era sola, e forse sarebbe stato
un bene se lei e Faramir avessero parlato un pò dopo il Consiglio.
"Me la caverò... Dopotutto sono sempre stata sola, no? Ci sono abituata.."
"Non sei sola, Gil. Ci sono io accanto a te... e ci sarò sempre..." disse
Faramir, stringendole ancora di più la mano. Se avesse potuto l'avrebbe
abbracciata, ma capiva che non era il momento. Era meglio rimandare a dopo
il Consiglio.
"Grazie" gli rispose Gil, sorridendo apertamente per la prima volta dopo
giorni. Le veniva naturale sorridere ogni volta che c'era Faramir in giro.
"Non sai quanto è importante per me..."
Faramir sentì il cuore pieno di gioia: finalmente Gilraen sorrideva! Era
tanto, troppo tempo che non lo faceva più. Sorrise a sua volta e sussurrò:
"Per me è una gioia poterti stare vicino".
*Io non ho ancora capito una cosa...come ha potuto Boromir tornare in
vita?Insomma,gli è stato chiesto cosa è successo esattamente?Magari può
darci qualche indizio in più sulla magia che si è risvegliata...*
poi,riflettendo sulle parole di suo fratello,scosse impercettibilmente la
testa.
*Non so quello che prova Faramir,ma...riconosco lo sguardo di Gilraen quando
guarda Boromir.Ed è lo stesso che ho io...quando guardo te...lo sguardo di
una persona che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere un tuo gesto
d'affetto.Lei lo ama,ne sono certo.*
*Non ho ancora mai parlato con Boromir, quindi non so quello che è successo,
ma Haldir mi ha confidato che i Valar stanno riportando in vita i guerrieri
più valorosi periti durante la guerra dell'anello per combattere il male che
rischia di invadere di nuovo la terra di Mezzo*.
Prima di continuare, Elladan seguì attentamente lo scambio tra Boromir,
Faramir e Gilraen, scuotendo la testa e lanciando un significativo sguardo a
Elrohir.
*Lei lo amerà, come dici tu, ma non mi sembra che sia molto corrisposta,
almeno da quello che posso percepire. O almeno non è corrisposta da Boromir...
Credi sul serio che io ti avrei lasciato andare così facilmente? Saresti
dovuto passare sul mio cadavere prima di andare a fare da esca per un'entità
di cui on sappiamo niente. E se la prendesse mentre è invisibile? Non lo so,
El...sembra che l'unico che si accorga del reale pericolo che sta correndo
Gil sia Faramir.. guarda come si tengono la mano quei due...*
Elrohir guardò di sottecchi suo fratello. Com'era possibile che non
capisse?!
*Il fatto che non abbia impedito a Gil di andare, non vuol dire che sia
distrutto per questo* spiegò. *Per quello che riesco a ricordare, Boromir è
sempre stato una persona piuttosto riflessiva e contenuta.Io credo che stia
recuperando i suoi sentimenti,ma si renda perfettamente conto di essere in
una posizione che non gli permette di opporsi. In fondo, non ha diritti su
di lei,è mancato per troppo tempo e non sarebbe giusto.Credo che sia geloso
fino allo spasimo dell'intimità tra Gilraen e Faramir...lo capisco,perchè è
esattamente come mi sentivo io quando ti vedevo con qualcun altro.Volevo
venire a prenderti e portarti via con me,ma non potevo farlo e così mi
tenevo tutto dentro e finivo col trattarti più freddamente di quanto avrei
voluto...*
*Non lo so, El... a me sembra che ci sia più intimità tra Faramir e Gilraen
che non tra Boromir e lei* rispose Elladan, per niente convinto delle
argomentazioni del fratello. *Capto una certa ostilità e freddezza tra
Gilraen e Boromir, soprattutto da parte di lei. Forse è successo qualcosa?
Non credo comunque che sia una cosa facile accettare il ritorno di una
persona che si credeva morta. E dopo tutto quello che è successo poi...*
*Appunto,non è facile da accettare il ritorno di una persona morta,ma
tantomeno è facile accettare per una persona morta il ritornare in vita,no?
sei proprio un testone!* rispose divertito Elrohir. Suo fratello non era mai
stato un modello di sensibilità...
*Sarà che a me piacciono insieme?* Elladan rispose con una nota molto
divertita nella voce, rivolgendo velocemente un sorriso da monello al
fratello prima di tornare serio.
*probabilmente...* ripsose Elrohir,pensoso.La situazione era piuttosto
delicata fra quei tre.
*Se ci fosse stato Rumil sarebbe stato pronto a scommettere sull'esito di
questa vicenda* iniziò Elladan, inviando col pensiero una carezza a Elrohir,
perchè non voleva che si sentisse geloso. *Scommettiamo anche noi?*
Elrohir trattene un primo istinto omicida nei confronti di suo
fratello.Rumil?!Cosa c'entrava il malefico ladro di fratelli adesso?!E
proprio mentre si parlava di un triangolo...Certo che Elladan aveva proprio
la sensibilità di un elefante...Sospirò appena.Ormai c'era abituato.Quindi
accettò la carezza che gli era stata inviata e rispose *No,su queste cose
non si scherza...anche perchè non vorrei che qualcuno scommettesse sulla
nascita o durata di una mia relazione,e sai come si dice:non fare agli altri
quello che non vorresti fosse fatto a te!* non riuscì ad evitare una
frecciatina nei confronti dello zuccone al suo fianco.
*Antipatico* gli rispose Elladan, fingendosi mortalmente offeso. *Mi tratti
sempre malissimo*
*Te la cerchi* ribatté Elrohir per niente spaventato *Solo perchè hai
qualche minuto secondo più di me...*aggiunse arricciando il naso.
Boromir si mise una mano sulla fronte ed abbasso la testa.
Gilraen non aveva capito le sue parole... Faramir nemmeno...
Se avesse detto che era contrario lei lo avrebbe attaccato per questo...
aveva detto che non lo era... e quello era il risultato.
- Basta! - urlò alzandosi di scatto.
Quando si accorse che tutti gli occhi erano puntati su di lui capì che aveva
probabilmente commesso l'ennesimo errore.
Ma il comportamento di Gilraen e Faramir non gli piaceva. Amava Gil e suo
fratello era la persona più importante per lui, ma quello che aveva visto,
quella complicità lo feriva nel profondo.
Sapeva che probabilmente dopo la sua "morte" i due si erano avvicinati
ancora di più, ma era geloso... era forse un peccato esserlo?
- Boromir... - disse Aragorn alzandosi ed appoggiandogli una mano sulla
spalla. - che succede? -
Ma il Re sapeva benissimo quello che stava succedendo all'amico.
Non poteva fare nulla per lui, lo sapeva bene, l'unica cosa era fargli
sentire che lui c'era.
Boromir guardò il Re poi disse:
- Niente Aragorn... scusatemi... va tutto bene... - e riprese posto.
Anche Aragorn tornò al suo posto poi disse:
- Bene dobbiamo recuperare i mantelli e poi pensare a come agire al
meglio... dimenticavo di dirvi una cosa, Elladan ed Elrohir ormai dovrebbero
esserne a conoscenza. Elrond ed Arwen sono partiti alla volta di Gran
Burrone... hanno deciso di tornare a casa, comunque potremmo contare ancora
sull'aiuto di Elrond in caso di necessità. -
Elrohir sussultò al sentire menzionare sua sorella.
"A...anche Doris è andata via con loro" aggiunse con voce incerta,tenendo
gli occhi bassi perchè si vergognava a parlare con uomini del calibro degli
eroi che aveva di fronte.
Sussultando al tono rabbioso di Boromir, Gilraen involontariamente
indietreggiò. Sarebbe di certo caduta se non fosse stato per Faramir che
ancora le teneva la mano. Guardò l'uomo al suo fianco profondamente, per
qualche secondo più del dovuto, poi abbassò gli occhi e tornò a sedere. Il
sorriso era scomparso di nuovo, per far posto ancora una volta alla
confusione e all'incredulità. Perchè doveva sentirsi in colpa se con Faramir
stava bene?
Sperando che il Consiglio si sciogliesse presto, Gilraen pensò che forse
dopotutto sarebbe stato meglio se dopo tutti quegli anni si fosse spostata
dalla camera di Boromir. Ormai era inutile restare là con un perfetto
estraneo col quale non faceva altro che litigare.
"Cercherò i mantelli domani mattina appena sveglio" rispose Legolas ad
Aragorn, incrociando gli occhi di Boromir solo per un secondo e lanciandogli
uno sguardo ostile. No, decisamente non gli piaceva.
"Una volta trovati li porteremo nel tuo studio, e là ci riuniremo di nuovo
per discutere del nostro piano" continuò Haldir. "C'è altro di cui dobbiamo
discutere?"
"No, non credo" Elladan si affrettò a discutere. Non gli piaceva tutta
quella tensione accumulatasi tra gli altri.
Faramir non si era neanche accorto dello sguardo di Gilraen. Era rimasto
inebetito a guardare suo fratello. Boromir non aveva mai gridato contro di
lui. Mai. Neanche quando erano bambini. Aveva sempre cercato di spiegargli
le cose con calma. E non aveva mai gridato contro Gilraen... o almeno il
Boromir che conosceva.
Quando Gilraen gli lasciò la mano si riscosse e si mise a sedere. Le lacrime
gli salirono agli occhi ma si impose di non piangere. Doveva mantenere la
calma perché aveva intenzione di affrontare il fratello alla fine del
Consiglio.
- Bene signori, - disse Aragorn - direi che per questa sera possiamo
concludere il Consiglio. Haldir appena sono stati trovati i mantelli
avvertitemi. -
Detto questo il Re si alzò.
Il Consiglio era finito.
Seguendo l'esempio del re, Faramir si alzò ma invece di dirigersi verso la
porta insieme agli altri, si avvicinò al fratello e gli disse piano: "Boromir,
noi dobbiamo parlare".
Boromir fissò gli occhi in quelli del fratello e tutto ciò che aveva provato
poco prima lasciò spazio a tutto l'amore che provava per lui.
- Sì lo credo anche io... - disse - facciamo due passi in giardino... -
E detto questo si diresse verso i giardini del palazzo.
Elladan seguì Faramir con gli occhi, poi scosse la testa tra sè e sè,
facendo un cenno del capo al fratello per indicargli di seguirlo. Era ormai
ora di cena, e soltanto dopo avrebbero potuto parlare un pò.
"Ci vediamo dopo in sala ?" chiese Haldir a Aragorn e Legolas, che nel
frattempo si era alzato ed avvicinato al suo amato, aprendogli la mente per
lasciargli intravedere la preoccupazione che provava guardando il terzetto
di umani. "O preferite seguire me adesso?"
"Se Elessar non ha altro da fare per me potremmo avviarci , si è fatto
piuttosto tardi..." disse Legolas a quel punto, lanciando uno sguardo ad
Aragorn.
Aragorn guardò Legolas ed Haldir poi disse:
- Per me va bene, andiamo pure... -
Ma il suo sguardo non riusciva a staccarsi da Faramir e Boromir.
Gilraen nel frattempo, approfittò della momentanea distrazione degli altri
per sgattaiolare fuori indisturbata.
Elrohir si alzò per seguire il fratello,ma poi gli disse mentalmente *vai
avanti,ti raggiungo poi* e poi si avvicinò al terzetto poco distante. Ancora
non aveva parlato col re,non si era scusato con Legolas nè aveva ringraziato
Haldir per l'aiuto prezioso. E dato che fino a dopo cena non avrebbe potuto
comunque stare solo con suo fratello,preferiva occupare quel tempo in altro
modo. "Posso...disturbarvi?" chiese titubante.
La voce di Elrohir fece quasi sobbalzare Aragorn.
Il Re si girò e sorrise all'elfo.
- Elrohir ancora non ho avuto modo di darti il mio benvenuto a Minas Tirith...
-
Il giovane arrossì di imbarazzo. "Sono io che non avevo ancora avuto il
coraggio di venire a porgervi i miei omaggi...insomma,siete così...imponente,
ecco!Comunque spero di non creare problemi se resto.."
Aragorn sorrise divertito dell'imbarazzo del giovane, poi gli disse:
- Elrohir per favore... non sono imponente, anzi... sono semplicemente
Aragorn ricordalo... ed ora che ne dici di venire a cena con noi?-
"Ne...ne sarei onorato, Elessar!" rispose quindi Elrohir, felice
dell'invito. *Legolas...* disse poi mentalmente all'altro elfo *Ti
prego,perdonami,ho agito come un perfetto idiota...*
"Benissimo" sorrise Haldir, "allora andiamo pure!"
Mentre il terzetto si avviava alla sala da pranzo, Legolas lanciò uno
sguardo e un sorriso a Elrohir.
*Non preoccuparti, non è il caso di pensarci troppo*.
Dopo un altro sorriso, questa volta rivolto al suo Elessar, Legolas
s'incamminò al suo fianco, trattenendosi a stento dal prendergli la mano o
chiedergli della sua discussione con Arwen.
Aragorn rispose al sorriso di Legolas. Era contento di vederlo sereno,
sapeva che doveva esserci rimasto molto male quando Arwen si era
materializzata davanti alla sua porta, ma al più presto avrebbe avuto modo
di raccontargli quanto era successo con la Stella del Vespro.
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