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Middle Earth Heroes -- Vers.1
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La luna pallida e silenziosa illuminava la splendida città degli
uomini.
Rumil restò fermo ad osservare quella splendida città. Non aveva
la pace di Lothlorien, ma irradiava forza e novità.
Si avvicinò ai cancelli, ormai era notte inoltrata e sperava che
lo lasciassero entrare.
Disse alle guardie il suo nome e queste non appena videro il suo
aspetto lo lasciarono entrare.
Iniziò così a salire i vari livelli e quando si trovò ai limiti
della cittadella mandò con la mente un messaggio ad Elladan.
*Elladan sono appena arrivato, hai voglia di salutare un vecchio
amico?*
Si avviò poi alle stalle per sistemare il suo cavallo.
Elladan balzò a sedere sul letto, guardando immediatamente in
direzione della finestra. Era appena l'alba, aveva immaginato
tutto? Ma no, non era possibile... Era da quando se n'era andato
da Lothlorien che non aveva più sentito Rumil, e ora gli
chiedeva di andarlo a salutare?
Quella voce era la sua però. L'avrebbe riconosciuta tra mille, e
la sensazione di rassicurante calore che lo aveva avvolto era la
stessa che provava ogni volta che lui era in giro.
Si vestì in tutta fretta prima di precipitarsi giù nelle stalle,
senza fare alcun rumore nel castello ancora addormentato.
Quando aprì la porta rimase sulla soglia per un lungo momento a
guardarlo mentre dissellava il suo cavallo. Era proprio lui.
"Rumil...." mormorò quando ebbe ritrovato la voce.
La notte era sempre stata un'amica fedele per Elrohir.
Aveva perso il conto delle volte in cui non riuscendo a dormire
aveva usato i raggi di luna come illuminazione per realizzare i
suoi dipinti più tristi ma anche più belli o per scrivere
liriche disperate.
e ora, mentre l'alba iniziava a segnare l'orizzonte, con il
mento appoggiato sulle ginocchia rifletteva.
ok,senza dubbio aveva esagerato. Scoppiare così...davanti a
tutti...non era stato molto 'etico'.Però non era riuscito a
sopportare le parole di suo fratello. Come diavolo riusciva ad
essere sempre così insensibile? Non si rendeva conto di quanto
lui fosse insicuro riguardo i suoi sentimenti? Non poteva
uscirsene con una frase come 'Amare due persone'...lo sapeva. Si
era illuso che magari il suo sentimento dopo tutto quel tempo
fosse finalmente pronto a sbocciare, e invece...lui amava ancora
Rumil, ecco la verità.
Sospirò.
Beh, non poteva farci nulla, si ripetè, mentre una lacrima gli
bagnava la guancia.
All'improvviso sentì il rumore degli zoccoli di un cavalo, e ne
vide uno entrare nelle scuderie. Curioso, si alzò e si avvicinò
all'ingresso per guardare meglio.
E il suo cuore perse un battito.
Era l'incarnazione di tutte le sue parole.
Era Rumil.
Sentendo poi i passi di qualcuno che si avvicinava, si nascose
dietro l'edificio.
Non aveva bisogno di vedere chi fosse, lo sapeva già.
Rumil non si girò al suono di quella voce, ma continuò
tranquillamente a sistemare il suo cavallo.
Sul suo volto aleggiava un sorriso... perfido... pensò lui.
Sapeva che prima o poi si sarebbe girato, ma voleva farlo
aspettare... se lo meritava no? Come lo aveva trattato...
Quando finalmente si decise lo fece molto lentamente... si girò
e sfoderò uno dei suoi più bei sorrisi, guardò Elladan e gli
disse:
- Qui qualcuno si è svegliato di colpo eh? - si avvicinò e gli
diede una pacca sulla spalla.
Poi senza aspettare risposta uscì dalle stalle e disse:
- Quel dormiglione di mio fratello nemmeno si è degnato di
venirmi a salutare... elfo insensibile... - e scoppiò a ridere.
"E' così facile ridere... facile quando vorrei solo gettarmi tra
le tue braccia... ma non succederà Elladan..."
"E' soltanto l'alba, e abbiamo avuto tutti una giornata molto
pesante, forse è semplicemente stanco" stava dicendo Elladan,
che poi percepì quell'ultimo pensiero di Rumil e si voltò a
guardarlo, la fronte aggrottata.
"Non ti ho chiesto niente, Rumil. Non sapevo nemmeno che saresti
arrivato".
E così dicendo, lo guidò all'esterno. Una volta lasciatolo
davanti alla porta di Haldir sarebbe andato a fare colazione e
poi a cercare quei mantelli con Legolas. Avevano molto lavoro da
fare.
Vedendoli uscire insieme Elrohir sentì la familiare stretta allo
stomaco e chinò il capo. Erano perfetti insieme, e lui...non
poteva competere. Più aveva a che fare con Elladan più capiva
quanto fossero cresciuti in modo diverso e quanto per questo
sarebbero stati sempre troppo distanti per capirsi. Le lacrime
gli bagnavano le guance pallide, mentre si appoggiava alla
parete dell'edificio per poi lasciarsi scivolare contro essa
fino a sedersi a terra. Non sapeva cosa fare.
SOLI RUMIL ELLADAN
Rumil camminò per un pò al fianco di Elladan in silenzio, poi
gli disse:
- Elladan non volevo offenderti con quello che ho pensato
prima... e sono venuto fino qui da Lothlorien non è certo per
litigare con te... -
Sospirando profondamente, Elladan si voltò a guardare Rumil per
un lungo momento, ripensando ai lunghi anni passati insieme a
lui. No, nemmeno lui aveva voglia di litigare.
"Lo so... scusami, sono un pò nervoso ultimamente".
Rumil si fermò. Cosa stava succedendo ad Elladan? C'era qualcosa
che lo turbava, troppo.
- Elladan, che succede? -
"Non credo che ti farebbe molto piacere se lo sapessi, perciò...
che ne dici di andare?" rispose Elladan evasivamente, ben
sapendo però che non l'avrebbe passata liscia.
- Elladan per tutti i Valar! Vuoi dirmi cosa è successo? Non mi
interessa se non mi farà piacere... voglio saperlo. -
Rumil era più deciso che mai a sapere cosa turbava il cuore
dell'unica persona che avesse mai turbato il suo.
Sospirò a fondo cercando di calmarsi, poi lentamente si avvicinò
all'altro e gli appoggiò una mano sulla spalla stringendola
dolcemente.
- Elladan... sono qui solo per te... -
"E io ti deluderò ancora una volta, facendo male all'unica
persona che mi ha sempre amato..." mormorò Elladan, distogliendo
gli occhi e guardando al suolo pur di non dover affrontare il
volto di Rumil. Doveva farsi forza, perchè prima o poi l'avrebbe
saputo. Elrohir gliel'avrebbe detto di certo, ed Elladan non si
meravigliava nemmeno più di tanto, visto quello che aveva fatto
a cena. Era meglio che lo sapesse da lui, glielo doveva.
Si preparò psicologicamente a dover affrontare la sua schiena
mentre se ne andava, disgustato dalle sue rivelazioni, e poi
parlò.
"Quando me ne sono andato, l'ho fatto perchè mi ero convinto di
amare... qualcuno. Qualcuno che mi ha sempre disprezzato, ma che
io continuavo ad amare lo stesso. Sono stato uno stupido, me ne
rendo conto, ma non credo che stessi ragionando in modo
razionale. Un pò di tempo fa sono venuto a Minas Tirith perchè
nostro padre non ci aveva dato altre sue notizie e ho rivisto
Elrohir. Lui... lui ha confessato di amarmi, e ci siamo baciati.
Non è successo nient'altro, e lui sa benissimo che non gli ho
ripetuto la sua confessione d'amore, perchè non me la sento.
Soprattutto dopo quello che ha fatto ieri. Però... mi sento
confuso. Ora non sono più sicuro di amarlo in altro modo se non
come un fratello perduto... Non so più cosa fare, e mi sento uno
stupido..."
Perchè doveva essere tutto così difficile? Ogni cosa che diceva
sembrava distorcere la realtà, e così Elladan prese per un
momento la mano di Rumil, chiudendo gli occhi e lasciandogli
vedere tutto quello che era successo. Il suo ostinato rifiuto di
spingersi oltre con Elrohir, il loro bacio, le interminabili
discussioni, il fatto che il fratello sembrava volerlo spingere
ad un'ammissione che non si sentiva di fare, e il suo
imbarazzante comportamento della sera prima.
Adesso toccava a Rumil emettere un giudizio su di lui. Elladan
sapeva di non potersi aspettare molto, e così gli lasciò la mano
e si allontanò di un passo da lui.
Rumil aveva *visto* tutto quello che era successo tra i due
fratelli, ed in un certo senso se lo aspettava.
Non era da lui giudicare... non lo aveva mai trovato giusto.
Guardò Elladan poi gli disse:
- Posso dirti che ognuno di noi ha diritto di amare chi vuole,
come vuole e quando vuole... l'amore non lo si comanda. Io non
ti giudico per i tuoi sentimenti ne per quello che è successo
con tuo fratello, non potrei farlo e non sarebbe giusto. Non
biasimare Elrohir per il suo comportamento di ieri sera, lo
conosci bene Elladan, siete gemelli è vero, ma siete anche molto
diversi... difficilmente lui cambierà, ma perchè non dargli una
possibilità? -
L'elfo sospirò... ogni singola parola gli era costata una fatica
immensa, non avrebbe mai creduto di poter parlare così a lui...
sentì un dolore dentro di se... forte ed intenso come se
qualcosa si fosse spezzato in quel momento.
Stava spingendo l'unica persona che avesse mai amato tra le
braccia di un altro... certo era un elfo poco intelligente.
Un sorriso amaro gli incurvò le labbra.
"Perchè forse è meglio che io stia da solo" rispose Elladan,
allontanandosi da lui e chiudendosi a riccio di nuovo. "Non
voglio nessuno, tantomeno Elrohir. Lui ha bisogno di qualcuno
che lo faccia crescere, io non mi sento in grado. E poi forse,
Rumil, questo non è il tuo fardello, ma il mio. Non preoccuparti
per me".
Senza voltarsi, l'elfo si avviò verso i lunghi corridoi.
"Vieni, ti accompagno da tuo fratello".
Rumil restò fermo nello stesso punto in cui si trovava poco
prima. Le parole di Elladan erano così cariche di stanchezza ed
amarezza che lo avevano turbato molto.
Corse verso l'altro e gli afferrò un braccio costringendolo a
voltarsi e a guardalo in faccia.
- Elladan sia chiaro tu sei libero di fare ciò che vuoi... di
pensare ciò che vuoi, ma, accidenti a te! Lo sai quello che
provo per te, lo sai quanto sei importante per me... come puoi
chiedermi di non preoccuparmi? Come puoi farlo? - si rese conto
che stava quasi urlando.
Lasciò la presa su Elladan e si scostò da lui.
"Se ci tieni a me allora smettila di spingermi tra le braccia di
un altro" rispose Elladan, senza scomporsi minimamente. Non
abbassò mai lo sguardo, nè mostrò alcun segno del fatto che si
era accorto della disperazione nella voce di Rumil. Il soldato
era tornato, e non si sarebbe aperto tanto facilmente. Nemmeno
con Rumil.
- Hai altro da aggiungere Elladan? Perchè a questo punto io non
so più cosa dire ne che cosa fare con te! Anzi sai che ti dico?
Vuoi andare a buttarti dalle mura della città? Bene fallo!!! Da
questo momento poi saranno fatti tuoi! Sei solo un egoista...
uno stupido elfo che quando ha qualche problema si costruisce la
corazza di soldato! Continua così Elladan... continua a seguire
questa strada se vuoi, oppure segui il tuo cuore... oppure fai
quello che vuoi! -
Rumil ormai urlava... era arrabiato ed ormai la sua pazienza era
finita.
Cosa altro doveva fare con lui? Aveva fatto tutto per lui...
avrebbe rinunciato alla sua felicità per lui ed ora Elladan
dimostrava di non aver capito niente di lui! Niente di tutto ciò
che pensava, dei motivi che lo avevano mosso a spingerlo tra le
braccia di Elrohir.
Cosa altro poteva fare?
Si avvicinò ad una parete del corridoio e si lasciò cadere a
terra... per quanto tempo avrebbe dovuto lottare ancora con
Elladan?
Elladan lo guardò con un sopracciglio sollevato. Li detestava
tutti in quel momento. Tanti piccoli egoisti che pensavano
soltanto agli affari loro, senza provare mai nemmeno una volta a
capirlo o mettersi nei suoi panni. Si, ne aveva veramente
abbastanza.
"Hai finito? Molto bene, perchè dovresti veramente vergognarti
di te stesso, Rumil. Ti facevo più maturo. Dici di amarmi eppure
non sai fare altro che sbatacchiare quelle labbra sputando
sentenze contro di me. Se non mi avessi amato cos'avresti fatto,
mi avresti puntato un coltello alla gola? Non dirmi che è il mio
giorno fortunato!"
Aveva parlato con disprezzo verso l'elfo a terra, e malcelato
sarcasmo. Dopo aver scosso la testa con espressione
indecifrabile e occhi duri come l'acciaio, Elladan gli voltò le
spalle e si avviò lungo il corridoio.
"Vado a chiamare tuo fratello. E ti sarei molto grato se mi
stessi lontano per il resto del tuo soggiorno qui, visto che sai
soltanto offendere".
Rumil rimase in silenzio. Era stasto duro con Elladan, ma lui
voleva solo farlo reagire in qualche modo.
Un sorriso triste apparve sul suo viso perfetto... chiuse gli
occhi, sentiva che Haldir si stava avvicinando.
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