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Quando arrivarono alla sua stanza Rumil si lasciò cadere stancamente sul
letto.
Poi guardò Elladan e gli disse:
- Potevi restare a parlare con lui Elladan. Forse dovreste parlare non lo
so... o continuare a pensare... - sottolineò l'ultima parola.
Si appoggiò ai cuscini del letto e continuò:
- Non far caso a ciò che dico. Sono solo uno stupido elfo geloso... a questo
punto Haldir mi punirebbe davvero per la mia stupidità. -
Elladan sedette sul bordo del letto e guardò giù, negli occhi di Rumil. "Non
gli ho chiesto io di parlare con la mente, Rumil" gli spiegò, spostandogli
una ciocca di capelli dal viso con le sue lunghe dita. "Non ti avrei portato
con me se avessi avuto qualcosa da nascondere, non trovi?"
Quando sorrise, lo fece col cuore, e si vedeva da come si erano illuminati i
suoi occhi. "Haldir non ti punirebbe mai per questo, lo sai. Tu ed Orophin
siete le cose più preziose per lui..."
Rumil appoggiò la testa sulla spalla di Elladan e finalmente sorrise.
Quanto era stupido alle volte.
- Scusami... hai ragione, certo che non mi avresti portato con te... senti
non è che Gandalf ti ha minacciato di morte se non mi accompagnavi vero? -
Poi senza aspettare risposta si mise a ridere e disse ancora:
- Haldir non mi punirebbe? Credi alle mie parole, se dovessi lasciarti
andare ancora una volta non solo mi punirebbe... no... credo che sarebbe
capace di diseredarmi... -
"Credo che anche se mi avesse minacciato di morte per non farmi venire con
te ci sarei venuto lo stesso" disse Elladan con un sorriso poco
rassicurante, poggiando la testa su quella di Rumil.
"Oh quindi Haldir ha un'eredità da lasciare e io non ne sapevo niente? Ma tu
guarda un pò..."
Rumil si sentiva bene, rilassato ed un po’ più sereno di poco prima.
Elladan era l'unica persona che era in grado di dargli quel senso di pace e
di completezza.
Quando sentì la frase sull'eredità di Haldir, Rumil si mise a ridere, poi
disse:
- Eccome se ce l'ha... O almeno credo... Perché che vorresti fare ucciderlo
ora??? -
Non riuscì a trattenersi e diede una leggera gomitata allo stomaco di
Elladan.
- E' pur sempre mio fratello... -
Poi si girò dall'altra parte fingendosi offeso anche se l'istinto di ridere
era veramente molto forte.
Un Elladan totalmente ignaro dei pensieri del fratello, visto che aveva
chiuso la mente da quando aveva lasciato la stanza di Faramir e non voleva
pensare a lui perchè lo faceva star male pensare di essere stato già
rimpiazzato quando solo il giorno prima gli veniva professato amore eterno,
decise di far finta di pensare alla risposta di Rumil per un momento, prima
di saltargli addosso e mettersi a cavalcioni su di lui, bloccandogli i polsi
sopra la testa e guardandolo dritto negli occhi, un sorriso divertito sulle
labbra. Sapeva che Rumil poteva liberarsi in qualsiasi momento perchè non
stava stringendo per non fargli male.
"Non voglio ucciderlo però ho pensato che... beh se dovessi tornare a far
parte della famiglia in futuro ci sarà una grossa eredità per tutti...Su
avanti dì quanto sono cattivo... avanti.."
Rumil si trovò senza sapere come sdraiato sul letto con Elladan sopra di
lui.
Rispose al suo sorriso sorridendogli a sua volta, gli bastava un gesto
rapido per ribaltare la situazione, ma non aveva nessuna intenzione di
farlo. Stava bene così.
- Dirti quanto sei cattivo e darti una soddisfazione? Mai! - rispose Rumil
non staccando gli occhi da quelli di Elladan.
"C'era un tempo in cui adoravi darmi soddisfazioni" lo stuzzicò Elladan,
abbassandosi un pò così che fossero più vicini. "Cos'è cambiato?"
- Cambiato Elladan? Niente direi... niente... -
Rumil si morse un labbro, Elladan lo conosceva proprio bene.
- Vuoi sentirti dire che sei cattivo? D'accordo... lo sei... sei molto
cattivo... -
Il sorrisino che apparve sulle labbra di Elladan a quelle parole era
estremamente seducente. L'elfo aveva assunto l'aria da furbetto che teneva
ben nascosta con gli altri e non appena sentì quelle parole si gettò
avidamente sulle labbra di Rumil, baciando e mordicchiando ogni centimetro
di pelle che si trovasse anche solo accidentalmente a portata della sua
bocca.
Rumil si perse nelle mille sensazioni che le labbra di Elladan gli stavano
facendo provare.
D'istinto mise una mano sulla testa dell'altro accarezzandogli i capelli,
mentre l'altra mano percorreva la sua schiena, accerezzandola dolcemente.
- Elladan... - il suo nome uscì dalle sue labbra in un sospiro.
Seguendo il suo istinto Elladan cominciò a baciare il mento di Rumil, e poi
più giù, raggiungendo il suo bianchissimo collo e mordicchiandolo qua e là,
conscio dell'effetto che stava avendo sul suo partner.
Tutto ad un tratto un'idea lo fece sorridere il modo rassicurante e senza
nemmeno avvisare Rumil prese la punta del suo orecchio tra le sue labbra,
succhiando leggermente quello che forse era il punto più sensibile del corpo
degli elfi.
Rumil non riuscì a trattenere un gemito.
Iniziò a muoversi sotto il corpo di Elladan. Cercò di recuperare un attimo
di lucidità per togliere la casacca all'altro, ma lui non la smetteva... lo
stava torturando lentamente e lui si stava perdendo.
"C'è qualcosa che vuoi da me, Rumil?" gli chiese piano, con voce roca,
Elladan all'orecchio, senza smettere di torturarlo. "Avanti... dillo..."
Rumil tentò di respirare a fondo ma senza ottenere risultati...
- Toccami... ti prego Elladan... non ce la faccio più... -
Un sorrisino da monello apparve sul viso di Elladan quando sentì quella
richiesta e così deciso a non far soffrire ulteriormente il povero elfo
sotto di lui mise il peso del suo corpo su un solo braccio mentre l'altra
mano cominciò un lento viaggio verso il basso, fermandosi solo alla patta
dei suoi pantaloni.
Elladan non la slacciò ancora ma prese a massaggiare l'altro attraverso la
sottile stoffa.
Rumil inarcò la schiena non appena la mano di Elladan raggiunse il suo punto
più sensibile.
Con una mano si aggrappò alla spalla dell'altro mentre i suoi occhi
cercavano quelli di Elladan.
- Fammi sentire il tuo calore... le tue mani... Elladan... - un gemito più
forte uscì dalle sue labbra.
Senza preavviso Elladan rotolò di lato, staccandosi completamente da Rumil e
poi voltandosi a guardarlo.
"Spogliati per me" gli chiese con voce roca, guardandolo fisso negli occhi.
"Lentamente".
Rumil sentì come se l'aria stessa gli venisse a mancare quando Elladan si
staccò da lui e non potè fare altro che gemere di frustrazione.
Si girò a guardare Elladan.
- Ti stai divertendo vero? - gli chiese.
Ma non aspettò una risposta.
Si alzò dal letto e lentamente iniziò a slacciarsi i bottoni della tunica.
Quando ebbe finito la lasciò cadere a terra.
Le sue mani poi raggiunsero i pantaloni sfilandoli dolcemente.
Guardò Elladan e gli chiese in un sussurro:
- Ora cosa vuoi? -
"Spoglia me" gli chiese Elladan, che adesso ansimava leggermente e non
riusciva a staccare gli occhi di dosso a quell'elfo: era veramente stupendo
e lo desiderava più di ogni altra cosa.
"Per favore..."
- Per favore... ti adoro quando lo dici... -
Poi allungò le braccia verso di lui:
- Vieni qui... -
"Forse perchè sei una delle pochissime persone alle quali lo dico" disse
Elladan a bassa voce, con un mezzo sorriso sulle labbra. Quando si alzò
rimase in piedi di fronte a lui, guardandolo dritto negli occhi e aspettando
di vedere cos'avrebbe fatto.
Lenti brividi di piacere attraversarono il corpo di Rumil solo a sentire la
voce di Elladan. Era come una carezza sul suo corpo bollente.
Piano si avvicinò a lui appoggiando le mani sulle sue spalle forte, poi
iniziò a scendere e a slacciare i bottoni della sua tunica. Quando ebbe
finito gliela sfilò e la buttò a terra accarezzando con i palmi aperti il
torace di Elladan.
La sensazione della sua pelle sotto le mani era splendida. Si avvicinò
ancora a lui ed iniziò a baciarlo sul collo, sul torace, mentre con le mani
armeggiava per togliere i pantaloni ad Elladan e liberarlo finalmente
dall'unica cosa che gli impediva di assaporare appieno il calore del suo
corpo.
Non appena fu libero dai suoi vestiti Elladan afferrò Rumil per il bacino,
tirandolo a sè con facilità finchè i loro corpi non furono premuti l'uno
contro l'altro. Si strofinò su di lui per un pò prima di guidarlo verso il
letto di nuovo e poi farlo inginocchiare davanti alla testiera,
divaricandogli leggermente le gambe e facendogli posare le mani sul supporto
di legno davanti a lui in modo da non fargli perdere l'equilibrio.
Quando lo ebbe sistemato si inginocchiò dietro di lui, mentre Rumil eseguiva
i suoi comandi lui aveva in qualche modo preso una boccettina di liquido
oleoso e la teneva ora in mano. Dopo averlo spalmato sulle sue parti
inferiori cominciò a strofinarsi sul sedere di Rumil, mentre una delle sue
mani ormai oleose cominciò a toccare l'eccitazione dell'altro.
"Dimmi cosa vuoi che ti faccia".
Rumil si fece guidare con piacere da Elladan, ogni gesto, ogni movimento.
Quando inizò ad accarezzarlo Rumil gemette sempre più forte.
- Prendimi Elladan... ora... voglio essere tuo... -
Senza farselo ripetere una seconda volta Elladan si spinse lentamente dentro
Rumil, incapace di attendere oltre. Si sentiva a casa in un certo senso e
prima di iniziare a muoversi si chiese brevemente come aveva potuto anche
solo pensare di vivere senza di lui.
Rumil gemettè quando Elladan si spinse in lui. Era da molto che non stava
più con qualcuno e dove riabituarsi all'intrusione, ma il dolore scomparve
subito quando ondate di piacere iniziarono a travolgerlo.
Solo quando Elladan sentì Rumil rilassarsi iniziò a muoversi con vigore
dentro di lui, aggrappandosi ai suoi fianchi e affondando in profondità. Con
gli occhi chiusi l'elfo aveva poggiato il viso sui capelli di Rumil,
inalando profondamente quel profumo dolce che gli avrebbe sempre ricordato
Lorien e che in quel momento non faceva altro che eccitarlo ancora di più.
Rumil gemeva sempre più forte, stava arrivando al limite e lo sapeva.
Cercò di parlare, di dire qualcosa ad Elladan ma non ci riuscì... non riuscì
a dire nulla nemmeno quando tutto intorno a lui esplose in forme indistinte.
Il piacere lo colse violento, intenso... non si era mai sentito così...
Il nome di Elladan come un urlo troppo a lungo trattenuto uscì dalle sue
labbra.
Poco dopo anche Elladan raggiunse il punto di non ritorno, gemendo piano
contro la spalla di Rumil, abituato com'era a rimanere sempre inflessibile e
distaccato in qualsiasi momento.
Lentamente si ritrasse dal corpo caldo dell'altro elfo, spostandosi di lato
in modo da poter vedere il suo viso.
"Tutto bene?" gli chiese, spostandogli i lunghi capelli biondi su un lato in
un gesto molto tenero.
Rumil stava piano tornando alla realtà.
Le parole di Elladan eccheggiavano nella sua mente, andava tutto bene?
Come poteva a parole spiegare all'altro come si sentiva?
- Va più che bene - iniziò - non riesco a spiegarti come mi sento, felice mi
sembra poco... Valar... -
Accarezzò una guancia ad Elladan guardandolo negli occhi:
- Mi sei mancato tanto, ti amo Elladan... -
Elladan, da sempre restio ad ammettere i propri sentimenti, sorrise un pò
imbarazzato, e gli mormorò un "Ti amo anch'io" prima di stendersi e tirarlo
a sè, facendogli poggiare la testa sul suo petto.
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