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Middle Earth Heroes -- Vers.1

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Wind


 




Quando arrivarono alla sua stanza Rumil si lasciò cadere stancamente sul letto.
Poi guardò Elladan e gli disse:
- Potevi restare a parlare con lui Elladan. Forse dovreste parlare non lo so... o continuare a pensare... - sottolineò l'ultima parola.
Si appoggiò ai cuscini del letto e continuò:
- Non far caso a ciò che dico. Sono solo uno stupido elfo geloso... a questo punto Haldir mi punirebbe davvero per la mia stupidità. -

Elladan sedette sul bordo del letto e guardò giù, negli occhi di Rumil. "Non gli ho chiesto io di parlare con la mente, Rumil" gli spiegò, spostandogli una ciocca di capelli dal viso con le sue lunghe dita. "Non ti avrei portato con me se avessi avuto qualcosa da nascondere, non trovi?"

Quando sorrise, lo fece col cuore, e si vedeva da come si erano illuminati i suoi occhi. "Haldir non ti punirebbe mai per questo, lo sai. Tu ed Orophin siete le cose più preziose per lui..."

Rumil appoggiò la testa sulla spalla di Elladan e finalmente sorrise.
Quanto era stupido alle volte.
- Scusami... hai ragione, certo che non mi avresti portato con te... senti non è che Gandalf ti ha minacciato di morte se non mi accompagnavi vero? -
Poi senza aspettare risposta si mise a ridere e disse ancora:
- Haldir non mi punirebbe? Credi alle mie parole, se dovessi lasciarti andare ancora una volta non solo mi punirebbe... no... credo che sarebbe capace di diseredarmi... -

"Credo che anche se mi avesse minacciato di morte per non farmi venire con te ci sarei venuto lo stesso" disse Elladan con un sorriso poco rassicurante, poggiando la testa su quella di Rumil.

"Oh quindi Haldir ha un'eredità da lasciare e io non ne sapevo niente? Ma tu guarda un pò..."



Rumil si sentiva bene, rilassato ed un po’ più sereno di poco prima.
Elladan era l'unica persona che era in grado di dargli quel senso di pace e di completezza.
Quando sentì la frase sull'eredità di Haldir, Rumil si mise a ridere, poi disse:
- Eccome se ce l'ha... O almeno credo... Perché che vorresti fare ucciderlo ora??? -
Non riuscì a trattenersi e diede una leggera gomitata allo stomaco di Elladan.
- E' pur sempre mio fratello... -
Poi si girò dall'altra parte fingendosi offeso anche se l'istinto di ridere era veramente molto forte.

Un Elladan totalmente ignaro dei pensieri del fratello, visto che aveva chiuso la mente da quando aveva lasciato la stanza di Faramir e non voleva pensare a lui perchè lo faceva star male pensare di essere stato già rimpiazzato quando solo il giorno prima gli veniva professato amore eterno, decise di far finta di pensare alla risposta di Rumil per un momento, prima di saltargli addosso e mettersi a cavalcioni su di lui, bloccandogli i polsi sopra la testa e guardandolo dritto negli occhi, un sorriso divertito sulle labbra. Sapeva che Rumil poteva liberarsi in qualsiasi momento perchè non stava stringendo per non fargli male.
"Non voglio ucciderlo però ho pensato che... beh se dovessi tornare a far parte della famiglia in futuro ci sarà una grossa eredità per tutti...Su avanti dì quanto sono cattivo... avanti.."

Rumil si trovò senza sapere come sdraiato sul letto con Elladan sopra di lui.
Rispose al suo sorriso sorridendogli a sua volta, gli bastava un gesto rapido per ribaltare la situazione, ma non aveva nessuna intenzione di farlo. Stava bene così.
- Dirti quanto sei cattivo e darti una soddisfazione? Mai! - rispose Rumil non staccando gli occhi da quelli di Elladan.

"C'era un tempo in cui adoravi darmi soddisfazioni" lo stuzzicò Elladan, abbassandosi un pò così che fossero più vicini. "Cos'è cambiato?"

- Cambiato Elladan? Niente direi... niente... -
Rumil si morse un labbro, Elladan lo conosceva proprio bene.
- Vuoi sentirti dire che sei cattivo? D'accordo... lo sei... sei molto cattivo... -

Il sorrisino che apparve sulle labbra di Elladan a quelle parole era estremamente seducente. L'elfo aveva assunto l'aria da furbetto che teneva ben nascosta con gli altri e non appena sentì quelle parole si gettò avidamente sulle labbra di Rumil, baciando e mordicchiando ogni centimetro di pelle che si trovasse anche solo accidentalmente a portata della sua bocca.

Rumil si perse nelle mille sensazioni che le labbra di Elladan gli stavano facendo provare.
D'istinto mise una mano sulla testa dell'altro accarezzandogli i capelli, mentre l'altra mano percorreva la sua schiena, accerezzandola dolcemente.
- Elladan... - il suo nome uscì dalle sue labbra in un sospiro.

Seguendo il suo istinto Elladan cominciò a baciare il mento di Rumil, e poi più giù, raggiungendo il suo bianchissimo collo e mordicchiandolo qua e là, conscio dell'effetto che stava avendo sul suo partner.
Tutto ad un tratto un'idea lo fece sorridere il modo rassicurante e senza nemmeno avvisare Rumil prese la punta del suo orecchio tra le sue labbra, succhiando leggermente quello che forse era il punto più sensibile del corpo degli elfi.

Rumil non riuscì a trattenere un gemito.
Iniziò a muoversi sotto il corpo di Elladan. Cercò di recuperare un attimo di lucidità per togliere la casacca all'altro, ma lui non la smetteva... lo stava torturando lentamente e lui si stava perdendo.

"C'è qualcosa che vuoi da me, Rumil?" gli chiese piano, con voce roca, Elladan all'orecchio, senza smettere di torturarlo. "Avanti... dillo..."

Rumil tentò di respirare a fondo ma senza ottenere risultati...
- Toccami... ti prego Elladan... non ce la faccio più... -

Un sorrisino da monello apparve sul viso di Elladan quando sentì quella richiesta e così deciso a non far soffrire ulteriormente il povero elfo sotto di lui mise il peso del suo corpo su un solo braccio mentre l'altra mano cominciò un lento viaggio verso il basso, fermandosi solo alla patta dei suoi pantaloni.
Elladan non la slacciò ancora ma prese a massaggiare l'altro attraverso la sottile stoffa.

Rumil inarcò la schiena non appena la mano di Elladan raggiunse il suo punto più sensibile.
Con una mano si aggrappò alla spalla dell'altro mentre i suoi occhi cercavano quelli di Elladan.
- Fammi sentire il tuo calore... le tue mani... Elladan... - un gemito più forte uscì dalle sue labbra.

Senza preavviso Elladan rotolò di lato, staccandosi completamente da Rumil e poi voltandosi a guardarlo.
"Spogliati per me" gli chiese con voce roca, guardandolo fisso negli occhi. "Lentamente".

Rumil sentì come se l'aria stessa gli venisse a mancare quando Elladan si staccò da lui e non potè fare altro che gemere di frustrazione.
Si girò a guardare Elladan.
- Ti stai divertendo vero? - gli chiese.
Ma non aspettò una risposta.
Si alzò dal letto e lentamente iniziò a slacciarsi i bottoni della tunica. Quando ebbe finito la lasciò cadere a terra.
Le sue mani poi raggiunsero i pantaloni sfilandoli dolcemente.
Guardò Elladan e gli chiese in un sussurro:
- Ora cosa vuoi? -

"Spoglia me" gli chiese Elladan, che adesso ansimava leggermente e non riusciva a staccare gli occhi di dosso a quell'elfo: era veramente stupendo e lo desiderava più di ogni altra cosa.

"Per favore..."

- Per favore... ti adoro quando lo dici... -
Poi allungò le braccia verso di lui:
- Vieni qui... -

"Forse perchè sei una delle pochissime persone alle quali lo dico" disse Elladan a bassa voce, con un mezzo sorriso sulle labbra. Quando si alzò rimase in piedi di fronte a lui, guardandolo dritto negli occhi e aspettando di vedere cos'avrebbe fatto.

Lenti brividi di piacere attraversarono il corpo di Rumil solo a sentire la voce di Elladan. Era come una carezza sul suo corpo bollente.
Piano si avvicinò a lui appoggiando le mani sulle sue spalle forte, poi iniziò a scendere e a slacciare i bottoni della sua tunica. Quando ebbe finito gliela sfilò e la buttò a terra accarezzando con i palmi aperti il torace di Elladan.
La sensazione della sua pelle sotto le mani era splendida. Si avvicinò ancora a lui ed iniziò a baciarlo sul collo, sul torace, mentre con le mani armeggiava per togliere i pantaloni ad Elladan e liberarlo finalmente dall'unica cosa che gli impediva di assaporare appieno il calore del suo corpo.

Non appena fu libero dai suoi vestiti Elladan afferrò Rumil per il bacino, tirandolo a sè con facilità finchè i loro corpi non furono premuti l'uno contro l'altro. Si strofinò su di lui per un pò prima di guidarlo verso il letto di nuovo e poi farlo inginocchiare davanti alla testiera, divaricandogli leggermente le gambe e facendogli posare le mani sul supporto di legno davanti a lui in modo da non fargli perdere l'equilibrio.
Quando lo ebbe sistemato si inginocchiò dietro di lui, mentre Rumil eseguiva i suoi comandi lui aveva in qualche modo preso una boccettina di liquido oleoso e la teneva ora in mano. Dopo averlo spalmato sulle sue parti inferiori cominciò a strofinarsi sul sedere di Rumil, mentre una delle sue mani ormai oleose cominciò a toccare l'eccitazione dell'altro.
"Dimmi cosa vuoi che ti faccia".

Rumil si fece guidare con piacere da Elladan, ogni gesto, ogni movimento.
Quando inizò ad accarezzarlo Rumil gemette sempre più forte.
- Prendimi Elladan... ora... voglio essere tuo... -

Senza farselo ripetere una seconda volta Elladan si spinse lentamente dentro Rumil, incapace di attendere oltre. Si sentiva a casa in un certo senso e prima di iniziare a muoversi si chiese brevemente come aveva potuto anche solo pensare di vivere senza di lui.

Rumil gemettè quando Elladan si spinse in lui. Era da molto che non stava più con qualcuno e dove riabituarsi all'intrusione, ma il dolore scomparve subito quando ondate di piacere iniziarono a travolgerlo.

Solo quando Elladan sentì Rumil rilassarsi iniziò a muoversi con vigore dentro di lui, aggrappandosi ai suoi fianchi e affondando in profondità. Con gli occhi chiusi l'elfo aveva poggiato il viso sui capelli di Rumil, inalando profondamente quel profumo dolce che gli avrebbe sempre ricordato Lorien e che in quel momento non faceva altro che eccitarlo ancora di più.

Rumil gemeva sempre più forte, stava arrivando al limite e lo sapeva.
Cercò di parlare, di dire qualcosa ad Elladan ma non ci riuscì... non riuscì a dire nulla nemmeno quando tutto intorno a lui esplose in forme indistinte.
Il piacere lo colse violento, intenso... non si era mai sentito così...
Il nome di Elladan come un urlo troppo a lungo trattenuto uscì dalle sue labbra.

Poco dopo anche Elladan raggiunse il punto di non ritorno, gemendo piano contro la spalla di Rumil, abituato com'era a rimanere sempre inflessibile e distaccato in qualsiasi momento.
Lentamente si ritrasse dal corpo caldo dell'altro elfo, spostandosi di lato in modo da poter vedere il suo viso.
"Tutto bene?" gli chiese, spostandogli i lunghi capelli biondi su un lato in un gesto molto tenero.

Rumil stava piano tornando alla realtà.
Le parole di Elladan eccheggiavano nella sua mente, andava tutto bene?
Come poteva a parole spiegare all'altro come si sentiva?
- Va più che bene - iniziò - non riesco a spiegarti come mi sento, felice mi sembra poco... Valar... -
Accarezzò una guancia ad Elladan guardandolo negli occhi:
- Mi sei mancato tanto, ti amo Elladan... -

Elladan, da sempre restio ad ammettere i propri sentimenti, sorrise un pò imbarazzato, e gli mormorò un "Ti amo anch'io" prima di stendersi e tirarlo a sè, facendogli poggiare la testa sul suo petto.

 

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