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Middle Earth Heroes -- Vers.1

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Wind


 
"Dobbiamo andare immediatamente al quinto circolo" disse ad Elessar una volta chiusa la porta. "Pare che sia comparso un cadavere dal nulla in una sala da ballo. Stringe un pettine in una mano e pare che non abbia nemmeno una goccia di sangue in corpo. Potrebbe essere un altro segnale del male in arrivo".

Aragorn si alzò in piedi e guardando Legolas disse:
- Ora mi vesto, poi possiamo andare... -
Si avviò verso il bagno, ma una volta arrivato alla porta si voltò a guardare all'elfo e gli disse:
- Toglitelo da testa Legolas... il mio posto non è accanto ad Arwen, ma a te... - e detto questo sparì nella stanza da bagno.
Una volta chiusa la porta alle sue spalle sospirò... era tutto così difficile con Legolas, sembrava che non volesse capire quello che lui diceva, o meglio, sembrava che capisse solo ciò che voleva.
Lo conosceva così bene che aveva intuito i suoi pensieri, anche perchè dopo la notte trascorsa il loro legame si era intensificato.
Chiuse gli occhi e poi li riaprì, in quel momento doveva restare lucido... qualcosa si stava muovendo nell'ombra, ancora una volta. Cosa poteva essere successo?
Si vestì in fretta e quando uscì dal bagno disse a Legolas:
- Andiamo. -

Legolas si trovò a fissare la porta del bagno con aria assente. Non aveva considerato il fatto che Elessar ora poteva, se non leggere, almeno percepire i suoi pensieri.

Quando uscì dal bagno, il Legolas preoccupato sembrava essere sparito, per lasciare il posto all'efficiente guerriero, che annuì brevemente al suo re prima di aprire la porta e avviarsi verso l'uscita.
Fu là che incontrarono Haldir, e l'elfo si unì a loro senza una parola. Legolas guardò Elessar, ma non gli parve che lui avesse obiezioni al riguardo, così spiegò tutto all'amico strada facendo.

RISVEGLI: DORIS + HALDIR-DORIS

Doris si svegliò quella mattina piena di energia.
*Basta fare la pigrona! Oggi riprenderò i miei allenamenti... E poi se ho bisogno di perfezionarmi con la spada posso sempre chiedere a Messer Haldir di aiutarmi. Anzi! E' proprio quello che farò a colazione*
Come al solito Doris balzò giù dal letto ed il tocco con i soffici tappeti, colore della terra, le davano l' impressione di camminare su un prato erboso.
La sua amicizia con Galdalf le aveva fatto ottenere tutti gli onori di un ospite di riguardo. Le sue stanze erano accanto a quelle dell' Istaro e aveva anche un bagno annesso alla camera.
Quando, qualche minuto dopo, uscì dalle sue stanze, il suo profumo inondava il corridoio.
Prima di affaciarsi sulla sala per la colazione, Doris si ricontrollò i vestiti: Pantaloni e tunica verde muschio. Si! Stava bene! E poi era comoda per il suo allenamento.
Ma vedendo che Haldir non c' era, le venne un' idea in mente
*E se gli porto la colazione in camera? Magari mi aiuterebbe più volentieri* si disse.
Senza rifletterci molto, scese nelle cucine e, preso un vassoio con ogni ben di dio, lo portò nelle stanze del capitano. Ma una volta davanti alla sua porta si sentì venire meno
*Accidenti a me! Ma perchè non rifletto mai prima di fare le cose? Sono troppo invadente così! Accidenti a me e al mio caratterino del cavolo! Magari busso e gli lascio il vassoio qui fuori...* stava pensando, quando udì un suono, una voce, provenire dall' interno...

Essendo un elfo, Haldir aveva già sentito che qualcuno si stava avvicinando alla sua camera. In quel momento era sprofondato nel morbido letto, la coperta di pelo gli copriva il corpo fino alle anche, e il torace muscoloso e glabro era nudo.

Quando non sentì bussare, si alzò e infilò un paio di pantaloni di color grigio chiaro, camminando poi fino alla porta.
"Chi è?"

Buongiorno, Haldir... ehm... capitano... cioè... Messere Haldir. Io ecoo..." Doris era rimasta di stucco vedendolo. Era così... perfetto! Era solo quella la parola che veniva in mente a Doris quando lo vedeva. Un rossore d' imbarazzo le coprì il viso... La sua mente vagava... Notando lo sguardo divertito ed indagatore di Haldir, Doris cercò di riprendere il controllo di se e delle sue parole ed azioni
"Dicevo... Ho pensato che dopo un viaggio lungo quanto il suo e gli avvenimenti di ieri, potevate gradire la colazione a letto o in camera vostra. Così... Eccomi qui con un vassoio pieno di tutto ciò che ho reperito nelle cucine. Non sapevo i vostri gusti e ho preso tutto... Ma scusatemi! Voi vi siete appena alzato ed io vi bombardo di parole senza senso"



Dal canto suo il Capitano dei Galadhrim si era morbidamente appoggiato allo stipite della porta, la sua pelle bianchissima quasi si confondeva col candore delle mura del palazzo, che come il resto della città erano biancastre.
Se l'avesse fatta entrare, Doris avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni, ed Haldir non avrebbe mai voluto una cosa del genere. D'altro canto, non poteva lasciarla lì sulla soglia dopo che si era premurata di portarle la colazione.

"Entra pure" disse infine, camminando a piedi nudi sui tappeti e andandosi a sedere su una comodissima poltrona accanto al fuoco, proprio vicino a un tavolino di forma rotonda.
"Però non far caso al disordine, non ho ancora avuto tempo di sistemare tutte le mie cose".

Doris era rimasta senza fiato a vederlo così. Era convinta che lui non l'avrebbe mai invitata nelle sue stanze. Per cui quando le disse di entrare rimase un attimo sorpresa.
*E che cavolo! Se pur sempre la figlia di Feanor. Reagisci!* si era detta, e così entrò dietro di lui.
Appena vide il tavolino vi posò il vassoio sopra e, dopo aver sistemato meglio i cibi in esso si sedette di fronte ad Haldir, osservando, il meno impunemente possibile, tutti i suoi gesti. Se Haldir avesse percepito i suoi pensieri, l' avrebbe buttata fuori a calci dalla stanza. Doris ne era certa! Eppure non riusciva a farne a meno. Abbassò lo sguardo, cercando di non far trasparire le sue emozioni ed in un fil di voce gli chiese
"Messere, scusate la mia impudenza, ma sareste così gentile da aiutarmi?"

Alzando un sopracciglio, Haldir annuì quietamente.
"Certo, se posso" rispose. "Cosa devo aiutarvi a fare?"

Doris lo guardò un attimo imbarazzata. Non sapeva come avrebbe potuto prenderla lui dei suoi allenamenti. Ma lei ne aveva bisogno...
"..Ehm.. Vede... mio padre mi ha insegnato a lottare, poco prima della sua morte. E a combattere con le armi. Ma non ho avuto molto tempo per imparare con lui, per cui quello che so fare l'ho dovuto imparare da sola. Mi alleno quasi ogni giorno. Ho pensato... se non le è di troppo disturbo... Lei è il capitano dei Galadrim... insomma... se volesse aiutarmi con i miei allenamenti. Sopratutto con la spada..." disse lei imbarazzata.
Era seduta rigida sulla poltrona e stava torturando un lembo della tunica con le mani. Aveva lo sguardo basso e il viso in fiamme.
*Mi dirà di no. Lo sento! Mi dirà che ha da fare e che non può perdere tempo con una stupida ragazzina che vuole giocare a fare l'eroe. Perchè non posso essere altro che questo per lui: Una stupida ragazzina!!! E ha ragione! Guardati Doris! Quando mai sei stata così impacciata!!! Oh! Valar! Ma perchè non mi risponde subito?!?* pensava, sentendo lo sguardo di Haldir su di lei.

Haldir non fu molto sorpreso dalle parole di Doris. Tra i suoi galadhrims c'erano anche delle donne, e di lui non si poteva certo dire che fosse un maschilista. Aveva addestrato per un pò anche Gilraen, insieme a Legolas, e quindi non capiva perchè la ragazza sembrasse così inibita nel chiedere. Uomini... erano un tale mistero per lui!

"Non vedo perchè dovrei rifiutare" rispose. "Però non posso dartene la certezza fino a che non avrò parlato con il Re. Non so quali missioni possa avere in serbo con me, e se me ne dovesse assegnare qualcuna non potrei rifiutarmi. I miei Signori mi hanno mandato qui per aiutarlo..."

"Certo! Capisco... Il dovere prima di tutto..."disse lei convinta.
Rimasero ancora qualche secondo in silenzio, poi Doris gli chiese, rossa come un peperone,
"Ti sembro una stupida bambina, vero? Cioè! Voglio dire... I miei atteggiamenti, le mie richieste... Devo sembrarti una mezzelfa molto strana... Sopratutto la mia parte umana ti sembrerà incomprensibile, vero?"
Doris non sapeva perchè, ma aveva la sensazione che per lui fossero un vero mistero gli umani...
*Chissà che penserà di me quando scoprirà la mia natura Hobbit...*
E per la prima volta, in vita sua, temeva il giudizio di qualcuno...


Le soffici e bianche labbra di Haldir si curvarono in un mezzo sorriso a quelle parole. Ancora una volta non riusciva a capire perchè le donne si complicavano la vita a quel modo. Non gli era sembrato di aver detto o fatto nulla di strano, eppure percepiva il disagio di Doris.
"Esattamente. Il dovere prima di tutto. Credo di aver sempre vissuto seguendo questa massima" disse lui, annuendo leggermente, e poi spostando una ciocca di capelli dorati dietro la delicata punta di una delle sue orecchie.
"E cerco di non giudicare mai le persone in modo avventato. Mi chiedi se ti considero una bambina, ebbene la mia risposta è no. Non ti conosco, e non posso per questo giudicarti, sarebbe presuntuoso da parte mia farlo.."

*Ecco! Ho rovinato tutto. Volevo solo conoscerlo meglio, mentre ora... Non lo dice, ma sono sicura che mi reputa una sciocca. E avrebbe ragione a pensarlo. Chi sarebbe così stupido da considerare e giudicare le persone per il loro aspetto esteriore?*
Questo turbine di pensieri invadeva Doris, mentre pensava a ciò che si erano detti. Poi all' improvviso le tornarono le parole che le ripeteva spesso suo padre

"Non tutto ciò che vediamo è reale e non tutto è come appare. Le persone, le cose, le azioni... Tutto va conosciuto, capito ed accettato perchè dove meno te lo aspeti trovi il meglio che puoi ricercare, e a volte puoi restare deluso da ciò che credevi di conoscere"

*Papà... Quanto mi manchi...* pensò, non riuscendo a trattenere le lacrime

Quando la vide piangere Haldir non potè evitare di grattarsi la testa in un gesto imbarazzato. Cosa doveva fare adesso? Non gli sembrava di essere stato brusco, eppure gli umani erano così fragili che spesso anche la parola più semplice poteva ferirli! E se c'era una cosa che odiava profondamente, era una donna che piangeva. Non sapeva mai come comportarsi, e si sentiva sempre troppo in imbarazzo.

"Mi dispiace se vi ho offeso in qualche modo" tentò di dire. "Non era mia intenzione".

"Cosa?" Doris non parve rendersi conto subito di aver messo in imbarazzo Haldir, ma quando gli vide quell'espressione adorabile non potè fare a meno di giustificarsi
"Oh, no capitano. Non siete stato assolutamente offensivo, nè tanto meno avete avuto espressioni ed atteggiamenti, per così dire, <equivoci>. E' solo che pensare a mio padre mi fa sempre quest'effetto. Anche lui la pensava come voi sulle persone che incontrava, e sentirvi parlare mi ha ricordato lui. Scusatemi voi, piuttosto. Devo avervi imbarazzato e non poco" sorrise lei a mò di scusa

Un'espressione alquanto sollevata apparve sul viso di Haldir. Ah, benissimo! Per una volta almeno non era colpa sua! Si sentiva molto meglio a dire il vero.
"Non scusatevi, non è successo niente di male" stava dicendo, quando captò dei pensieri di Legolas. A dir poco frenetici e preoccupati. Stava accadendo qualcosa di grave.

Alzandosi in piedi, l'elfo si precipitò ad infilare una tunica e gli stivali, voltandosi poi a guardare Doris.
"Devo correre dal re, credo abbia bisogno di me" le disse. "Mi dispiace di essere così brusco, ma come abbiamo detto prima... il dovere prima di tutto. Ci saranno altre occasioni per noi, Lady Doris". E con questo si precipitò fuori dalla stanza.


Doris rimase a guardare Haldir mentre con grazia e velocità si vestiva e poi correva verso la porta.
*Deve essere successo qualcosa di grave... I pensieri di Haldir erano molto preoccupati... Sarà il caso di avvisare Gandalf*si disse, uscendo anche lei di corsa e dirigendosi verso la sala della colazione...


RISVEGLI: MERRY

Merry pensava di non riuscire a dormire per l'emozione, ma infine si addormentò in un sonno profondo e felice. Glielo si poteva leggere sulle labbra anche mentre dormiva che era felice. Stava sognando i momenti fantastici che finalmente passerà insieme a Frodo, dopo tanti anni finalmente si rivedono.
La mattina quando si sveglio, andò a farsi un bagno caldo nella vasca, e poi si cambiò d'abito finalmente poteva mettere degli abiti puliti e meravigliosi.
Quando ebbe finito di vestirsi andò al salone principale per aspettare tutti.

Mentre Mery aspettava che qualcuno venisse nel salone, trovò il libro scritto da Bilbo e lo iniziò a leggere...quanti ricordi raffioravano mentre leggeva.
Non vedeva l'ora di rivedere Frodo e parlare un pò con lui.
Sapere come sta cosa ha fatto in tutti questi anni e sapere il più possibile su tutti


Quella mattina Arwen era silenziosa... Avrebbe voluto parlare con Legolas riguardo il re, ma ne Aragorn nè il biondo elfo erano lì a colazione.
*Di sicuro avranno passato insieme la notte* pensò, mentre un dolore sempre più forte la pervadeva. Pensare che non era lei ad essere abbracciata da Elessar le fceva provare una fitta di gelosia talmente forte che credeva di non riuscire a sopportare ancora per molto. Ma l' affetto per i due amanti era talmente vivo, che non poteva che essere felice per loro. Stava meditando di andare alla ricerca di Legolas, quando avvertì i pensieri preoccupati e confusi del caro amico e si convinse che non era prorpio il momento più opportuno.
*Aspettare e seguire gli eventi, come sempre... E' questo il mio compito!* si ripeteva mentre cercava di capire cosa dovesse fare.
Fu allora che alzato lo sguardo vide Elrohir entrare in sala
*Oh! Per tutti i Valar! Che ha fatto* pensò preoccupata la stella del vespro
Si alzò e raggiunse il suo amato fratello
"Buongiorno Elrohir. Vieni!" gli disse, semplicemente.
Non era sua intenzione giudicare le sue azioni. Sapeva che il gesto del fratello era stato dettato dalla disperazione e lei poteva solo stargli vicino.
"Perchè?" gli chiese telepaticamente, senza alcuna nota di giudizio nel tono...

Elrohir sobbalzò quando udì la voce di sua sorella nella sala. l'ansia era quasi palpabile a palazzo,ed era totalmente concentrato nel cercare di capire cosa stesse accadendo. Poi i grandi occhi di Arwen si specchiarono nei suoi e il suo interrogativo divenne manifesto nel messaggio telepatico che gli inviò. Senza rispondere,il ragazzo rimosse semplicemente la schermatura dei suoi pensieri,permettendo così alla donna di percepire tutto quello che lo stava facendo soffrire.Poi attese una sua parola guardandola con amarezza.



 

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