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"Dobbiamo andare immediatamente al quinto circolo" disse ad Elessar una
volta chiusa la porta. "Pare che sia comparso un cadavere dal nulla in una
sala da ballo. Stringe un pettine in una mano e pare che non abbia nemmeno
una goccia di sangue in corpo. Potrebbe essere un altro segnale del male in
arrivo".
Aragorn si alzò in piedi e guardando Legolas disse:
- Ora mi vesto, poi possiamo andare... -
Si avviò verso il bagno, ma una volta arrivato alla porta si voltò a
guardare all'elfo e gli disse:
- Toglitelo da testa Legolas... il mio posto non è accanto ad Arwen, ma a
te... - e detto questo sparì nella stanza da bagno.
Una volta chiusa la porta alle sue spalle sospirò... era tutto così
difficile con Legolas, sembrava che non volesse capire quello che lui
diceva, o meglio, sembrava che capisse solo ciò che voleva.
Lo conosceva così bene che aveva intuito i suoi pensieri, anche perchè dopo
la notte trascorsa il loro legame si era intensificato.
Chiuse gli occhi e poi li riaprì, in quel momento doveva restare lucido...
qualcosa si stava muovendo nell'ombra, ancora una volta. Cosa poteva essere
successo?
Si vestì in fretta e quando uscì dal bagno disse a Legolas:
- Andiamo. -
Legolas si trovò a fissare la porta del bagno con aria assente. Non aveva
considerato il fatto che Elessar ora poteva, se non leggere, almeno
percepire i suoi pensieri.
Quando uscì dal bagno, il Legolas preoccupato sembrava essere sparito, per
lasciare il posto all'efficiente guerriero, che annuì brevemente al suo re
prima di aprire la porta e avviarsi verso l'uscita.
Fu là che incontrarono Haldir, e l'elfo si unì a loro senza una parola.
Legolas guardò Elessar, ma non gli parve che lui avesse obiezioni al
riguardo, così spiegò tutto all'amico strada facendo.
RISVEGLI: DORIS + HALDIR-DORIS
Doris si svegliò quella mattina piena di energia.
*Basta fare la pigrona! Oggi riprenderò i miei allenamenti... E poi se ho
bisogno di perfezionarmi con la spada posso sempre chiedere a Messer Haldir
di aiutarmi. Anzi! E' proprio quello che farò a colazione*
Come al solito Doris balzò giù dal letto ed il tocco con i soffici tappeti,
colore della terra, le davano l' impressione di camminare su un prato
erboso.
La sua amicizia con Galdalf le aveva fatto ottenere tutti gli onori di un
ospite di riguardo. Le sue stanze erano accanto a quelle dell' Istaro e
aveva anche un bagno annesso alla camera.
Quando, qualche minuto dopo, uscì dalle sue stanze, il suo profumo inondava
il corridoio.
Prima di affaciarsi sulla sala per la colazione, Doris si ricontrollò i
vestiti: Pantaloni e tunica verde muschio. Si! Stava bene! E poi era comoda
per il suo allenamento.
Ma vedendo che Haldir non c' era, le venne un' idea in mente
*E se gli porto la colazione in camera? Magari mi aiuterebbe più volentieri*
si disse.
Senza rifletterci molto, scese nelle cucine e, preso un vassoio con ogni ben
di dio, lo portò nelle stanze del capitano. Ma una volta davanti alla sua
porta si sentì venire meno
*Accidenti a me! Ma perchè non rifletto mai prima di fare le cose? Sono
troppo invadente così! Accidenti a me e al mio caratterino del cavolo!
Magari busso e gli lascio il vassoio qui fuori...* stava pensando, quando
udì un suono, una voce, provenire dall' interno...
Essendo un elfo, Haldir aveva già sentito che qualcuno si stava avvicinando
alla sua camera. In quel momento era sprofondato nel morbido letto, la
coperta di pelo gli copriva il corpo fino alle anche, e il torace muscoloso
e glabro era nudo.
Quando non sentì bussare, si alzò e infilò un paio di pantaloni di color
grigio chiaro, camminando poi fino alla porta.
"Chi è?"
Buongiorno, Haldir... ehm... capitano... cioè... Messere Haldir. Io ecoo..."
Doris era rimasta di stucco vedendolo. Era così... perfetto! Era solo quella
la parola che veniva in mente a Doris quando lo vedeva. Un rossore d'
imbarazzo le coprì il viso... La sua mente vagava... Notando lo sguardo
divertito ed indagatore di Haldir, Doris cercò di riprendere il controllo di
se e delle sue parole ed azioni
"Dicevo... Ho pensato che dopo un viaggio lungo quanto il suo e gli
avvenimenti di ieri, potevate gradire la colazione a letto o in camera
vostra. Così... Eccomi qui con un vassoio pieno di tutto ciò che ho reperito
nelle cucine. Non sapevo i vostri gusti e ho preso tutto... Ma scusatemi!
Voi vi siete appena alzato ed io vi bombardo di parole senza senso"
Dal canto suo il Capitano dei Galadhrim si era morbidamente appoggiato allo
stipite della porta, la sua pelle bianchissima quasi si confondeva col
candore delle mura del palazzo, che come il resto della città erano
biancastre.
Se l'avesse fatta entrare, Doris avrebbe potuto fraintendere le sue
intenzioni, ed Haldir non avrebbe mai voluto una cosa del genere. D'altro
canto, non poteva lasciarla lì sulla soglia dopo che si era premurata di
portarle la colazione.
"Entra pure" disse infine, camminando a piedi nudi sui tappeti e andandosi a
sedere su una comodissima poltrona accanto al fuoco, proprio vicino a un
tavolino di forma rotonda.
"Però non far caso al disordine, non ho ancora avuto tempo di sistemare
tutte le mie cose".
Doris era rimasta senza fiato a vederlo così. Era convinta che lui non
l'avrebbe mai invitata nelle sue stanze. Per cui quando le disse di entrare
rimase un attimo sorpresa.
*E che cavolo! Se pur sempre la figlia di Feanor. Reagisci!* si era detta, e
così entrò dietro di lui.
Appena vide il tavolino vi posò il vassoio sopra e, dopo aver sistemato
meglio i cibi in esso si sedette di fronte ad Haldir, osservando, il meno
impunemente possibile, tutti i suoi gesti. Se Haldir avesse percepito i suoi
pensieri, l' avrebbe buttata fuori a calci dalla stanza. Doris ne era certa!
Eppure non riusciva a farne a meno. Abbassò lo sguardo, cercando di non far
trasparire le sue emozioni ed in un fil di voce gli chiese
"Messere, scusate la mia impudenza, ma sareste così gentile da aiutarmi?"
Alzando un sopracciglio, Haldir annuì quietamente.
"Certo, se posso" rispose. "Cosa devo aiutarvi a fare?"
Doris lo guardò un attimo imbarazzata. Non sapeva come avrebbe potuto
prenderla lui dei suoi allenamenti. Ma lei ne aveva bisogno...
"..Ehm.. Vede... mio padre mi ha insegnato a lottare, poco prima della sua
morte. E a combattere con le armi. Ma non ho avuto molto tempo per imparare
con lui, per cui quello che so fare l'ho dovuto imparare da sola. Mi alleno
quasi ogni giorno. Ho pensato... se non le è di troppo disturbo... Lei è il
capitano dei Galadrim... insomma... se volesse aiutarmi con i miei
allenamenti. Sopratutto con la spada..." disse lei imbarazzata.
Era seduta rigida sulla poltrona e stava torturando un lembo della tunica
con le mani. Aveva lo sguardo basso e il viso in fiamme.
*Mi dirà di no. Lo sento! Mi dirà che ha da fare e che non può perdere tempo
con una stupida ragazzina che vuole giocare a fare l'eroe. Perchè non posso
essere altro che questo per lui: Una stupida ragazzina!!! E ha ragione!
Guardati Doris! Quando mai sei stata così impacciata!!! Oh! Valar! Ma perchè
non mi risponde subito?!?* pensava, sentendo lo sguardo di Haldir su di lei.
Haldir non fu molto sorpreso dalle parole di Doris. Tra i suoi galadhrims
c'erano anche delle donne, e di lui non si poteva certo dire che fosse un
maschilista. Aveva addestrato per un pò anche Gilraen, insieme a Legolas, e
quindi non capiva perchè la ragazza sembrasse così inibita nel chiedere.
Uomini... erano un tale mistero per lui!
"Non vedo perchè dovrei rifiutare" rispose. "Però non posso dartene la
certezza fino a che non avrò parlato con il Re. Non so quali missioni possa
avere in serbo con me, e se me ne dovesse assegnare qualcuna non potrei
rifiutarmi. I miei Signori mi hanno mandato qui per aiutarlo..."
"Certo! Capisco... Il dovere prima di tutto..."disse lei convinta.
Rimasero ancora qualche secondo in silenzio, poi Doris gli chiese, rossa
come un peperone,
"Ti sembro una stupida bambina, vero? Cioè! Voglio dire... I miei
atteggiamenti, le mie richieste... Devo sembrarti una mezzelfa molto
strana... Sopratutto la mia parte umana ti sembrerà incomprensibile, vero?"
Doris non sapeva perchè, ma aveva la sensazione che per lui fossero un vero
mistero gli umani...
*Chissà che penserà di me quando scoprirà la mia natura Hobbit...*
E per la prima volta, in vita sua, temeva il giudizio di qualcuno...
Le soffici e bianche labbra di Haldir si curvarono in un mezzo sorriso a
quelle parole. Ancora una volta non riusciva a capire perchè le donne si
complicavano la vita a quel modo. Non gli era sembrato di aver detto o fatto
nulla di strano, eppure percepiva il disagio di Doris.
"Esattamente. Il dovere prima di tutto. Credo di aver sempre vissuto
seguendo questa massima" disse lui, annuendo leggermente, e poi spostando
una ciocca di capelli dorati dietro la delicata punta di una delle sue
orecchie.
"E cerco di non giudicare mai le persone in modo avventato. Mi chiedi se ti
considero una bambina, ebbene la mia risposta è no. Non ti conosco, e non
posso per questo giudicarti, sarebbe presuntuoso da parte mia farlo.."
*Ecco! Ho rovinato tutto. Volevo solo conoscerlo meglio, mentre ora... Non
lo dice, ma sono sicura che mi reputa una sciocca. E avrebbe ragione a
pensarlo. Chi sarebbe così stupido da considerare e giudicare le persone per
il loro aspetto esteriore?*
Questo turbine di pensieri invadeva Doris, mentre pensava a ciò che si erano
detti. Poi all' improvviso le tornarono le parole che le ripeteva spesso suo
padre
"Non tutto ciò che vediamo è reale e non tutto è come appare. Le persone, le
cose, le azioni... Tutto va conosciuto, capito ed accettato perchè dove meno
te lo aspeti trovi il meglio che puoi ricercare, e a volte puoi restare
deluso da ciò che credevi di conoscere"
*Papà... Quanto mi manchi...* pensò, non riuscendo a trattenere le lacrime
Quando la vide piangere Haldir non potè evitare di grattarsi la testa in un
gesto imbarazzato. Cosa doveva fare adesso? Non gli sembrava di essere stato
brusco, eppure gli umani erano così fragili che spesso anche la parola più
semplice poteva ferirli! E se c'era una cosa che odiava profondamente, era
una donna che piangeva. Non sapeva mai come comportarsi, e si sentiva sempre
troppo in imbarazzo.
"Mi dispiace se vi ho offeso in qualche modo" tentò di dire. "Non era mia
intenzione".
"Cosa?" Doris non parve rendersi conto subito di aver messo in imbarazzo
Haldir, ma quando gli vide quell'espressione adorabile non potè fare a meno
di giustificarsi
"Oh, no capitano. Non siete stato assolutamente offensivo, nè tanto meno
avete avuto espressioni ed atteggiamenti, per così dire, <equivoci>. E' solo
che pensare a mio padre mi fa sempre quest'effetto. Anche lui la pensava
come voi sulle persone che incontrava, e sentirvi parlare mi ha ricordato
lui. Scusatemi voi, piuttosto. Devo avervi imbarazzato e non poco" sorrise
lei a mò di scusa
Un'espressione alquanto sollevata apparve sul viso di Haldir. Ah, benissimo!
Per una volta almeno non era colpa sua! Si sentiva molto meglio a dire il
vero.
"Non scusatevi, non è successo niente di male" stava dicendo, quando captò
dei pensieri di Legolas. A dir poco frenetici e preoccupati. Stava accadendo
qualcosa di grave.
Alzandosi in piedi, l'elfo si precipitò ad infilare una tunica e gli
stivali, voltandosi poi a guardare Doris.
"Devo correre dal re, credo abbia bisogno di me" le disse. "Mi dispiace di
essere così brusco, ma come abbiamo detto prima... il dovere prima di tutto.
Ci saranno altre occasioni per noi, Lady Doris". E con questo si precipitò
fuori dalla stanza.
Doris rimase a guardare Haldir mentre con grazia e velocità si vestiva e poi
correva verso la porta.
*Deve essere successo qualcosa di grave... I pensieri di Haldir erano molto
preoccupati... Sarà il caso di avvisare Gandalf*si disse, uscendo anche lei
di corsa e dirigendosi verso la sala della colazione...
RISVEGLI: MERRY
Merry pensava di non riuscire a dormire per l'emozione, ma infine si
addormentò in un sonno profondo e felice. Glielo si poteva leggere sulle
labbra anche mentre dormiva che era felice. Stava sognando i momenti
fantastici che finalmente passerà insieme a Frodo, dopo tanti anni
finalmente si rivedono.
La mattina quando si sveglio, andò a farsi un bagno caldo nella vasca, e poi
si cambiò d'abito finalmente poteva mettere degli abiti puliti e
meravigliosi.
Quando ebbe finito di vestirsi andò al salone principale per aspettare
tutti.
Mentre Mery aspettava che qualcuno venisse nel salone, trovò il libro
scritto da Bilbo e lo iniziò a leggere...quanti ricordi raffioravano mentre
leggeva.
Non vedeva l'ora di rivedere Frodo e parlare un pò con lui.
Sapere come sta cosa ha fatto in tutti questi anni e sapere il più possibile
su tutti
Quella mattina Arwen era silenziosa... Avrebbe voluto parlare con Legolas
riguardo il re, ma ne Aragorn nè il biondo elfo erano lì a colazione.
*Di sicuro avranno passato insieme la notte* pensò, mentre un dolore sempre
più forte la pervadeva. Pensare che non era lei ad essere abbracciata da
Elessar le fceva provare una fitta di gelosia talmente forte che credeva di
non riuscire a sopportare ancora per molto. Ma l' affetto per i due amanti
era talmente vivo, che non poteva che essere felice per loro. Stava
meditando di andare alla ricerca di Legolas, quando avvertì i pensieri
preoccupati e confusi del caro amico e si convinse che non era prorpio il
momento più opportuno.
*Aspettare e seguire gli eventi, come sempre... E' questo il mio compito!*
si ripeteva mentre cercava di capire cosa dovesse fare.
Fu allora che alzato lo sguardo vide Elrohir entrare in sala
*Oh! Per tutti i Valar! Che ha fatto* pensò preoccupata la stella del vespro
Si alzò e raggiunse il suo amato fratello
"Buongiorno Elrohir. Vieni!" gli disse, semplicemente.
Non era sua intenzione giudicare le sue azioni. Sapeva che il gesto del
fratello era stato dettato dalla disperazione e lei poteva solo stargli
vicino.
"Perchè?" gli chiese telepaticamente, senza alcuna nota di giudizio nel
tono...
Elrohir sobbalzò quando udì la voce di sua sorella nella sala. l'ansia era
quasi palpabile a palazzo,ed era totalmente concentrato nel cercare di
capire cosa stesse accadendo. Poi i grandi occhi di Arwen si specchiarono
nei suoi e il suo interrogativo divenne manifesto nel messaggio telepatico
che gli inviò. Senza rispondere,il ragazzo rimosse semplicemente la
schermatura dei suoi pensieri,permettendo così alla donna di percepire tutto
quello che lo stava facendo soffrire.Poi attese una sua parola guardandola
con amarezza.
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