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Middle Earth Heroes -- Vers.1
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Era appena sorto il sole, quando l'Istaro si alzò dal suo letto. Aveva
passato una notte strana... Aveva sognato e rivissuto attimi di vita che
nemmeno ricordava. Eppure sapeva che erano scorci del suo passato... Si alzò
dal letto e uscì sul terrazzo illuminato dal sole... Un nuovo giorno stava
sorgendo a Gondor e istintivamente si chiese cosa sarebbe successo. Ormai
erano già tre giorni che Boromir era tornato e lui non l' aveva ancora
visto. Ma oggi non poteva più evitare. In realtà si sentiva strano all' idea
di incontrarlo... In fondo se lui era morto un pò era anche colpa sua che
non aveva saputo proteggerlo...
Gandalf assaporò a fondo la lieve brezza del mattino poi, velocemente,
rientrò in camera e si diresse verso il bagno attiguo...
*Sire Aragorn è sempre un ospite perfetto* pensò, mentre osservava il
candore delle sue stanze.
Una volta pronto, si diresse verso la sala per la colazione...
ELROHIR - GANDALF
"Buongiorno, Elrohir. Perchè sei tu, vero?" lo salutò da lontano l'Istaro.
Non poteva credere che il giovane avesse fatto una scelta del genere, una
scelta che, ne era sicuro, gli avrebbe creato non poche consequenze. Ma lui
era poco propenso a giudicare le azioni degli altri, visto che anche lui, in
passato aveva fatto scelte ed operate azioni definite dai più, alquanto
strane ed inappropriate.
Vedendo il giovane fermarsi, affrettò il passo e si avvicinò a lui.
sorpreso dalla cordialità che sentiva nella voce di Gandalf,il ragazzo lo
guardò,annuendo poi col capo.
"Mi chiamo Elrohir"rispose"ma non so più molto bene chi sono..."
Gandalf lo guardò attentamente. Certo non si poteva dire che il ragazzo non
avesse fegato, ma di sicuro il suo coraggio era scaturito da un profondo
senso di inadeguatezza.
"Elrohir, ciò che siamo vive dentro di noi... Tu non sei diverso perchè hai
tagliato i tuoi capelli. Se vuoi essere visto in modo diverso, devi maturare
il cambiamento dentro di te. Cosa senti cambiato nel tuo cuore?" gli chiese,
guardandolo con tanta dolcezza.
Non lo so" rispose il ragazzo,evitando lo sguardo di Gandalf.
"Quello che sento è quello che mi fa stare male da tanto,troppo tempo,e
visto che non riuscivo a trasmetterlo in nessun modo e lo volevo
disperatamente ho deciso di mostrarlo..."la sua voce era poco più di un
sussurro,e forse il suo interlocutore non l'aveva neppure sentita, ma si
stava rendendo conto di quante conseguenze il suo gesto gli avrebbe portato.
"Elrohir... Tenere i propri dolori e i propri pensieri dentro di se, senza
avere modo di esprimerli e risolverli, non fa altro che aumentarne la loro
intensità. Un migliore rapporto con tuo padre, per quanto conflittuale, non
è impossibile da instaurare. Sei sicuro che non ti criticherà vedendoti? E
credi che lui capirà il motivo per cui ha fatto una tale decisione? Non
pensi che ancora una volta ti criticherà?" gli disse l'Istaro, con voce
gentile, come se parlasse ad un bambino.
Elrohir sospirò."Tanto avrebbe trovato il modo di umiliarmi comunque.Se non
questa,un'altra delle mie azioni lo avrebbe comunque deluso.Ormai temo che
non ci sia nulla da fare per salvare il nostro rapporto padre-figlio.Forse
fra qualche anno riusciremo a costruire un rapporto di pacifica convivenza...anche
se ne dubito,Gandalf"rispose poi invidiando la sicurezza e la tranquillità
che trasparivano dall'uomo.quanto avrebbe potuto anch'egli possederle!
Gandalf lo osservò un attimo sorpreso. Sapeva che tra Elrond e suo figlio
non c' era comprensione, ma il dolore che sentiva nelle parole di Elrohir lo
stupiva e lo rattristava
"Non giudicare tuo padre, Elrohir. Non è stato facile per lui allevarvi da
solo e adempiere ai suoi doveri. E poi tu gli ricordi così tanto la sua
amata moglie... Lui ha sofferto molto, come te. E come te soffre ancora.
Dovresti cercare di comprenderlo, tu che hai un animo nobile e gentile" gli
disse cercando di calmarlo " E non invidiare un vecchio stolto quale sono...
Tu non puoi sapere quanta di questa tranquillità sia effimera e quanto la
sicurezza sia infondata. Il mio animo non è così limpido e sereno come puoi
pensare..." continuò, perdendosi nei suoi pensieri più profondi ed intimi...
il ragazzo si appoggiò all'intelaiatura della finestra e guardò fuori,mentre
la brezza mattutina gli scompigliava i capelli.
con la coda dell'occhio vide Gandalf avvicinarsi a lui."Mi rendo conto che
per mio padre è stato un compito gravoso tirarci su,e soprattutto so di non
essere stato una persona facile da prendere,ma questo non giustifica il
fatto che cerchi sempre di farmi sentire...sbagliato.."deglutì
rumorosamente,ricacciando indietro le lacrime che una volta di più
minacciavano di inondargli il viso."Mia madre era la mia ancora nel
vento,era la mia maestra,la mia amica, il mio unico amore.Anche per me è
stato difficile ricominciare a vivere nonostante tutto!Avrei avuto bisogno
di lui più che mai!Ma lui non c'era.Non c'è mai stato per me.Il fatto che io
sia più sensibile comporta anche che io sia più fragile,eppure mi ha sempre
colpito senza pietà,cercando di forgiare il mio spirito a suo piacimento.Io
ho spesso cercato di capirlo,scusarlo,accettarlo con tutti i suoi pro e
contro,ma alla fine non ce l'ho fatta più...ed è per questo che ho deciso di
compiere un atto che sapevo lo avrebbe ferito.Forse così,ho pensato,si
renderà conto che esisto..."
Si voltò verso l'anziano saggio e gli sorrise.
"Tu sei quanto io spero di avere la fortuna di diventare,un giorno lontano,Gandalf."
Elrohir..." Gandalf sospirò, scuotendo il capo. Non gli piaceve essere preso
a modello, ma si rendeva conto che, forse, per quel ragazzo così insicuro,
lui doveva apparire come la sua ancora di salvezza. L'unica rimastagli,
visto che anche sua sorella soffriva in quel periodo. Voleva aiutarlo...
Doveva farlo...
"Elrohir... Presto ti renderai conto che sei una persona speciale. Ma è
tutto qui, dentro di te, dentro il tuo cuore. Col tempo imparerai ad
accertarti e questo ti renderà forte. Non temere... Hai ancora tempo... E di
sicuro avrai l' appoggio delle persone che ami, Arwen, Legolas... ed anche
il mio" gli sorrise comprensivo.
Alle sue parole piene d'affetto,che erano proprio quello di cui avrebbe
avuto bisogno fin dall'inizio,Elrohir sentì finalmente sciogliersi il nodo
che gli aveva stretto la gola fino a quel momento.
guardò lo sguardo sincero di Gandalf ed annuì,per poi gettarsi
istintivamente tra le sue braccia,in cerca di conforto.in fondo,un padre non
era solo qualcosa di biologico ma colui che ti fornisce l'appoggio al
momento giusto.poi si pentì,pensando di aver forse in qualche modo offeso o
messo in imbarazzo il saggio.ma si sa,il ragazzo spesso agiva prima di
pensare...
"Non sentirti in imbarazzo, Elrohir. Le nostre debolezze, a volte, ci
rendono più forti" gli disse, con il suo solito modo gentile il vecchio
saggio.
"Ora vieni! E' ora per te di affrontare le tue paure. Ma non sarai solo...
Tua sorella è già in sala e io ti sarò vicino... E poi sono sicuro che avrai
una gradita sorpresa quando scoprirai chi è nel castello" gli disse
sorridendo e spingendolo leggermente per avviarsi nella sala della colazione
DORIS-FRODO-HALDIR
Doris era immersa nei suoi pensieri: Non si spiegava proprio cosa le fosse
preso, nel vedere Haldir. Era, al dir poco, impazzita...
*Ma che razza di atteggiamento da stupida bambina!* continuava a ripetersi,
mentre bussava alla porta di Gandalf.
Non ricavendo risposta, girò i tacchi e si avviò lungo il corridoio, per
sbucare nella sala dove avevano fatto colazione al mattino.
*Chissà se si potrà mangiare qualcosa* si disse.
Il suo lato Hobbit stava prendendo il sopravvento. Aveva sempre avuto un
buon appetito, anche se il suo fisico non ne risentiva, ma da quando era
stata nella Contea aveva imparato ad apprezzare le loro abitudini culinarie,
e quando poteva, mangiava ai loro ritmi.Ora poi, con lo stomaco in
subbuglio, aveva bisogno di riempirlo per placarlo dei crampi. Stava per
avvicinarsi al tavolo, quando dalla direzione opposta arrivò un piccolo uomo
seguito da una donna con un cesto pieno di cibo.
"Buongiorno" salutò loro Doris
"Scusi! Dove posso trovare del cibo per me? Vorrei mangiare qualcosa se non
è di troppo disturbo" disse poi rivolgendosi alla donna
"Se aspettate qui, vi porto un cesto, Dama Eldalie" rispose la donna,
riverente
"Va bene, grazie. Ma chiamatemi Doris. Non mi sento a mio agio con le
formalità" rispose lei.
Quando la donna si allontanò, Doris si girò verso il piccolo compagno e
sorridendo si rivolse a lui
"Buongiorno Frodo Baggings!"
- Buon giorno a lei Dama Doris. - rispose Frodo inchinandosi goffamente
difronte alla donna.
Di lì a poco tornò la donna con cesto ancheper Doris.
"Che bello! Avevo una fame!" disse lei sedendosi accanto a Frodo.
"Sai! Da quando sono stata nella Contea, ho preso tutte le vostre abitudini"
disse lei, cercando di conversare un pò.
Frodo sorrise alla donna al suo fianco. Quella ragazza lo incuriosiva
molto... era molto strana.
- La Contea, si viene sopraffatti dalla magia della nostra terra. E poi
sappiamo essere molto convincenti ad invitare gli altri a comportarci come
noi... in caso contrario non saremmo Hobbits non trova?-
- Certo... Doris... - gli rispose Frodo sorridendole.
Poi chiuse gli occhi, ricevette l'immagine di una stanza e di un uomo, o
meglio un elfo... non sapeva che fosse giunto a palazzo.
Provò a chiedere a Doris:
- Che tu sappia, Haldir è arrivato a Minas Tirith? -
Doris arrossì lievemente ad udire quel nome. Si sentiva ancora molto sciocca
per il suo comportamento.
"Dici Haldir, il capitano dei Galadrim?"
Ad un cenno d' assenso del suo compagno, gli rispose affermativamente
"L' ho lasciato che parlava con Legolas ed il Re. Erano vicino le stanze di
Lady Arwen. Credo che le sue stanze siano lì. Se vuoi ti accompagno da lui"
gli propose Doris sperando di poter rivedere quell' elfo che l' aveva
enormemente turbata...
- Sì mi ha fatto capire che si trova a Minas Tirith e sono curioso di
rivederlo, andiamo da lui... - rispose Frodo alla donna.
Doris gli sorrise...
*Che bello! rivedrò Haldir...* si disse, mentre si alzava e faceva segno a
Frodo di seguirlo
"E' qui vicino. Vieni"
Dopo qualche minuto erano davanti alle sue stanze, ma dopo aver bussato non
rispose nessuno
"Magari non c'è!" disse la mezzelfa facendo spallucce "Omagari si è
addormentato. Entriamo lo stesso?"
Frodo si guardò attorno nel corridoio deserto poi disse:
- Non mi sembra il caso di entrare così nella stanza di una persona,
proviamo a bussare di nuovo... -
Detto questo bussò ancora alla porta.
Essendo un elfo, Haldir aveva già sentito quando qualcuno aveva bussato la
prima volta, ma non essendo presentabile, non aveva ancora aperto.
Nel sentire che avevano bussato di nuovo, Haldir rinunciò ad indossare la
tunica, andando ad aprire con indosso soltanto un paio di pantaloni di pelle
marrone. Il pavimento era ricoperto di soffici tappeti, per cui l'elfo non
risentì del fatto che i suoi piedi erano nudi.
"Frodo!" esclamò, non appena aprì la porta. "Dunque non mi ero sbagliato,
sei anche tu qui!"
*Oh! Valar! Ma cos' è? Cielo! Potrei morire se solo si accorgesse di me!*
pensò Doris quando lo vide in tutto il suo splendore. Era rimasta
imbambolata e senza parole a quella vista.
Frodo sorrise all'elfo.
Sin dalla prima volta che aveva visto i membri appartenenti a quella razza
ne era rimasto affascinato. Durante la Guerra, prima che la Compagnia si
sciogliesse, aveva osservato a lungo Legolas credendo fosse una delle
creature più belle che avesse mai visto.
Haldir però non aveva niente da invidiare a Legolas.
- Sì è un pò di tempo ormai che vivo qui a Minas Tirith, mi piace e poi
posso stare con Aragorn e Legolas. Inoltre ogni giorno arriva qualcuno... è
bello rivedere i vecchi amici Haldir.-
"A quanto pare è destino che noi ci incontriamo spesso, Doris", Haldir disse
poi rivolto alla giovane, sollevando un sopracciglio in modo alquanto
eloquente.
"Credevo avessi deciso di partire per Valinor..." disse l'elfo poi,
rivolgendosi a Frodo. Non era sua abitudine porre domande a Dama Galadriel,
e quindi non aveva chiesto niente riguardo a Frodo. Però era comunque bello
vederlo di nuovo.
- L'idea di partire per Valinor mi ha sempre affascinato Haldir, - disse
Frodo guardando l'elfo - ma poi un giorno sono arrivato qui per trovare
Aragorn... ed ho ritrovato la pace che cercavo. Poi qui c'è tanto da fare ed
io posso tenermi impegnato, fino al giorno in cui mi sentirò abbastanza
forte per lasciare tutti i miei amici... -
Un ombra scusa passò sul volto del giovane hobbit che piano chinò la testa
per non far notare il suo turbamento ad Haldir e Doris.
"Non dev'essere per forza una cosa dolorosa..." rispose Haldir dolcemente,
visto che non gli era sfuggita l'ombra sul volto del piccolo Frodo. "A
Valinor potresti incontrare tanti amici, vecchi e nuovi. E chissà forse ti
sarà data la possibilità di viaggiare fin là con le persone che ami. Non
essere così triste, Valinor è un luogo di gioia.."
Frodo sorrise ad Haldir. Il suono della sua voce, la grande calma che
emanava l'elfo avevano avuto il potere di tranquillizzarlo, di non farlo
pensare a quello che il futuro gli avrebbe dato.
Il giovane hobbit disse ancora all'elfo:
- Penso che nessuno meglio di un elfo sappia come sia Valinor... è la da
dove siete partiti... ed è la dove siete destinati a tornare... te l'ho
detto fosse un giorno raggiungere quel luogo di pace, ma non credo sia
ancora ora per me. -
Guardò l'elfo ancora un attimo poi disse:
- Forse ora è meglio lasciarti solo, vorrai sistemarti immagino... -
Haldir spostò per un attimo la testa di lato, come se fosse in ascolto di
qualcosa. Aveva captato brevi frammenti di pensieri di Legolas, e
riguardavano Lothlorien. Casa.
"No, non preoccuparti" rispose l'elfo con un sorriso. "Ho già fatto un bagno
e vorrei raggiungere un momento Legolas. Credo sia con Aragorn. Metto su una
tunica e gli stivali, poi andrò là. Vuoi venire?"
- Certo, ti accompagno con piacere, così possiamo parlare ancora un pò. -
rispose Frodo.
Poi si rivolse a Doris e disse:
- Tu vieni con noi? -
"Eh?? Cosa?? Ah! Si! Volentieri! Se non vi sono d'intralcio, naturalmente"
dise lei d' un fiato.
Era rimasta fino ad allora in silenzio ed estasiata alla vista di Haldir.
Inoltre il modo in cui lui aveva descritto Valinor le ricordava i discorsi
che le faceva suo padre. La sua voce calda e sensuale era ipnotica. Sentiva
le guance arderle quando lui si rivolse a lei, e a mala pena riuscì a
farfugliare quella frase sensata.
Si era persa nei suoi ricordi e nelle sue emozioni, e si stava dando della
stupida. Lei non era mai imbarazzata difronte alle persone. Non era una
stupida oca. Era una guaritrice e, se necesario, una guerriera. Suo padre le
aveva insegnato a difendersi ed a combattere, dovendo spesso lasciarla sola.
Ma ora, davanti ad Haldir, si comportava come una sciocca bambina...
Era ancora immersa nei suoi pensieri quando percepì dei frammenti dei
pensieri di Elrohir
*Elrohir è qui??? Ma cosa...?* ma la sua attenzione venne catturata da una
figura che si avvicinava loro...
- Certo che puoi venire con noi. - disse Frodo sorridendo alla ragazza.
"Benissimo allora" Haldir sorrise ad entrambi, rientrando un momento in
camera sua per infilare velocemente una tunica pulita e degli stivali. Non
poteva certo andare in giro per il palazzo in quel modo!
Non appena pronto, uscì dalla stanza e si premurò di chiudere a chiave,
indicando il corridoio con un cenno della testa.
"Andiamo?"
- Sì, andiamo. - rispose Frodo sorridendo.
Frodo si mise di fianco ad Haldir e lo seguì nel lungo corridoio.
I due aspettarono educatamente anche Doris, poi cominciarono a camminare
verso un altro corridoio. Il palazzo reale sembrava praticamente un
labirinto, ma Haldir sapeva orientarsi molto bene.
"Allora Frodo... che novità ci sono? Hai più visto i tuoi amici della
Contea?"
Doris intanto camminava dietro di loro, in silenzio. Cercava di
riflettere... Era sicura di aver visto una figura camminare venire loro
incontro, ma in realtà non c' era nessuno.
*Sarà stata solo la mia immaginazione, o...* Doris non sapeva proprio più
che pensare. Aveva avuto paura e aveva sentito un brivido gelido correrle
lungo la schiena.
*E come per papà... La stessa sensazione... Ma questa volta pare diverso...
Non so proprio che pensare* si disse.
Poi, con grande sforzo, cercò di prestare attenzione alle parole di Frodo...
Frodo regalò ad Haldir uno splendido sorriso, tutte le volte che sentiva
parlare della Contea si illuminava, ma subito un ombra di malinconia oscurò
i suoi grandi occhi blu.
- No, non li ho più visti da che sono a Minas Tirith, ma nel mio cuore nutro
la speranza di rivederli un giorno... -
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