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AL QUINTO CIRCOLO: ARAGORN-LEGOLAS-HALDIR-EOWYN-GANDALF + GANDALF-EOWYN
Quando i tre arrivarono a destinazione una piccola folla si era creata
attorno al teatrino.
All'arrivo del Re le guardie fecero spostare la gente in modo che potesse
passare indisturbato. La gente mormorava... la sorpresa per il ritrovamente
del cadavere aveva lasciato il posto ad un paura sorda in ogni abitante
della città.
Aragorn si avvicinò ad una guardia e gli chiese dove si trovava il corpo, la
guarda rispose che era esattamente dove era stata trovata, nessuno aveva
toccato nulla mentre li aspettavano.
Il Re si girò e vide il corpo senza vita a terra. Lentamente si avvicinò e
si chinò vicino al cadavere. Girò la donna ed osservò il suo viso contratto
dallo stupore.
Si rialzò e chiese alla guardia:
- Dov'è la donna che per prima l'ha vista? -
- E' quella la seduta Maestà, è ancora sconvolta. -
- Lo immagino, ma dovrò parlare con lei. - poi si girò a guardare Haldir e
Legolas e chise loro - Che ne pensate?-
"Lasciate fare a me" mormorò Haldir agli altri due, avvicinandosi lentamente
alla donna. Nel suo regno, l'elfo aveva appreso molti incantesimi di
guarigione, e soprattutto moltissime tecniche per leggere la mente.
Queste le aveva poi trovate particolarmente utili in quanto spessissimo era
capitato ai Galadhrim di trovare qualche guerriero ferito e privo di sensi
nei dintorni del Bosco d'Oro, e non potendogli chiedere il modo in cui era
finito là, lo stesso Capitano aveva dovuto utilizzare la tecnica che avrebbe
usato ora sulla donna.
Legolas intanto si era avvicinato ad Elessar, e poggiandogli una mano sulla
spalla gli aveva inviato un flusso di immagini, cercando di spiegare con
esse quello che di lì a poco sarebbe accaduto.
Haldir infatti si inginocchiò di fronte alla donna, evidentemente scossa, e
dopo averle sorriso dolcemente per rassicurarla, le poggiò una mano sul
capo, chiudendo gli occhi.
Subito sembrò che nella sua mente fluissero immagini vividissime di quello
che era successo, come se lui stesso fosse là. L'incantesimo gli stava
facendo vedere con gli occhi della donna il ritrovamento del cadavere.
Non appena ebbe finito, l'elfo mormorò un antico incantesimo elfico per
calmare la donna, e poi tornò dai compagni.
"Stavano ballando, era molto tardi e c'erano quasi soltanto donne al centro
della pista" spiegò poi in tono sommesso per evitare che anche gli altri
sentissero.
"Lei si è voltata e all'improvviso ha visto il corpo della sconosciuta
riverso al suolo. Non l'aveva mai vista prima e non era uno degli invitati
alla festa. La sua pelle era bianchissima, e gli occhi erano completamente
bianchi. Subito dopo dev'essere svenuta, perchè ho visto soltanto il buio
più totale".
Sospirando profondamente, Legolas scosse la testa. "Ci troviamo ancora una
volta a fronteggiare il male.. quando finirà? Quando potremmo vivere
finalmente in pace, senza dover temere per il nostro futuro?"
Nonostante tutto camminare tra le possenti mura del palazzo dava ad Eowyn
una certa tranquillità, un senso di sicurezza, come se lì dentro potesse
essere difesa da qualunque nemico. Passeggiava per i corridoi, senza fretta,
guardando l'immenso panorama di cui si poteva godere dalle finestre, quando
il suo sguardo fu attirato da tre figure che scendevano velocemente verso i
cerchi inferiori della città. Si sporse dalla finestra quasi senza
rendersene conto e, appoggiata al davanzale, stava per urlare il nome del Re
per richiamare la sua attenzione. Appena aveva visto Aragorn, Haldir e
Legolas recarsi con tanta sollecitudine verso la città bassa si era subito
resa conto che qualcosa non andava. Si trattenne dal chiamare il nome del
sovrano e prese a correre giù, verso il cortile, fuori dal palazzo. Fermò un
soldato e scoprì con facilità che era successo qualcosa al quinto circolo.
Continuò quindi a scendere velocemente i cerchi di Minas Tirith. Poteva
percepire l'angoscia crescente e la sempre maggiore agitazione man mano che
scendeva..forse la città non era protetta come pensava.
Finalmente, giunta al quinto cerchio, riuscì a trovare il re. Stava parlando
coi due elfi.
"Aragorn..!" lo chiamò. Lo sguardo dei compagni aumentò ancora di più la sua
ansia. "Cos'è accaduto?"
Aragorn si avvicinò di nuovo al cadavere ed osservò il volto della donna.
Chiuse gli occhi e respirò profondamente...
Cosa aveva detto Legolas? Fronteggiare ancora il male...
Si chiese quando mai avessero smesso... la guerra era finita, ma il male,
quello purtroppo perdurava.
Si girò ancora verso la guardia e gli disse poche parole sotto voce.
Poi tornò da Legolas ed Haldir e disse loro:
- Ho detto alla guardia di portare il cadavere alle case di guarigione.
Voglio che Gandalf lo esamini, forse lui potrà dirci qualcosa di più.
Qualcosa di oscuro si sta muovendo, da quanto mi dici Haldir non possiamo
pensare sia opera di un Uruk, o di un semplice orco, chiunque avrebbe notato
una creatura del genere a Minas Tirith... no, ora dobbiamo scoprire chi può
aver commesso un delitto così atroce... -
Stava per dire ancora qualcosa quando sentì la voce di una donna chiamarlo,
si girò di scatto e vide Eowyn avvicinarsi a loro.
Si precipitò da lei e la fermò prima che potesse vedere il cadavere.
- Eowyn... è meglio andare, ti spiego tutto tornando al palazzo. - disse
alla donna.
Voltandosi verso Haldir e Legolas chise:
- Tornate anche voi a palazzo? -
I due elfi si scambiarono un'occhiata, poi annuirono entrambi. Haldir
rivolse un mezzo sorriso ad Eowyn per salutarla, ma la situazione non era
delle più felici, quindi non trovò nient'altro da dire.
Mentre camminavano Aragorn raccontò ad Eowyn quello che era successo, mentre
alle sue spalle sentiva la presenza dei due elfi silenziosi.
Si girò verso di loro e chiese:
- Vi siete fatti un'idea di cosa possa essere successo a quella donna? -
"Per niente..." ammise Legolas, abbassando lo sguardo quando i suoi occhi
incontrarono quelli di Elessar. Sapeva di dover pensare a quello che
accadeva, ma il discorso di poco prima gli rieccheggiava ancora nella mente.
"E' come se fosse stata uccisa altrove, poi le sia stato tolto il sangue e
grazie a qualche magia è stata fatta apparire nel bel mezzo della festa.
Qualcuno sapeva che avrebbe creato scompiglio" disse Haldir.
"Si sa almeno chi sia?" chiese poi a quel punto Legolas.
Il racconto di Aragorn aveva rafforzato i timori di Eowyn: neanche a Minas
Tirith erano più al sicuro. Ascoltava attentamente le parole degli altri, ma
non riusciva a partecipare al discorso. Si trovava di nuovo, in così poco
tempo, davanti ad una situazione a cui non sapeva davvero porre rimedio, ne
tantomeno capiva come rendersi utile. Ascoltò la domanda di Legolas e attese
in silenzio la voce di qualcuno che potesse dare una risposta.
Aragorn ascoltò le parole di Haldir e Legolas soffermandosi su quelle del
Capitano.
Magia, di nuovo.
Per un attimo permise alla sua mente di allontanarsi da lì... il turbamento
nello sguardo di Legolas gli faceva male, ma quello non era il momento di
pensare a loro, c'erano cose troppo importanti in ballo.
- No Legolas. Nessuno sa chi sia. Le guardie dicono che nessuno dei presenti
conosceva quella donna. Dobbiamo aspettare, ormai la voce del delitto si
sarà sparsa in città, qualcuno verrà a reclamare il corpo... dobbiamo
sperare che non fosse sola. - disse Aragorn, poi guardando Haldir disse
ancora: - Dobbiamo assolutamente mettere Gandalf al corrente di tutto ciò,
se di magia si tratta nessuno meglio di lui ci può aiutare
Gandalf stava scendendo i cerchi di fretta. Ciò che aveva percepito e ciò
che credeva fosse successo lo agitavano terribilmente. Il male era ancora in
agguato, o meglio, era tornato più subdolo di prima e loro non potevano più
stare a guardare ed aspettare. Ma cosa potevano fare? Lui poteva solo
cercare di capire e consigliare...
*Comunque! Ora è presto per demolarizzarsi. Vediamo prima cosa succede e poi
troveremo il modo di agire* si disse
Stava appunto riflettendo su queste cose, quando si trovò di fronte Aragorn,
Legolas, Haldir e la bella Eowyn.
"Buongiorno!" salutò loro Gandalf "Vi cercavo. Ho percepito qualcosa... mi
sapreste spiegare?" chiese con la sua solita gentilezza
Legolas annuì, tornando a guardare dritto di fronte a lui.
Haldir, dal canto suo, aveva notato la freddezza tra i due, e si chiese cosa
mai poteva essere successo. In tutti quegli anni era diventata una
consuetudine per lui vedere Legolas e Aragorn combattere fianco a fianco e
sostenersi nei momenti difficili. Da quando era arrivato però si era accorto
di quanto fossero cambiati, entrambi. Si augurò che risolvessero presto
qualsiasi cosa fosse successa, e si chiese se si rendevano conto di quello
che avrebbero perso se non l'avessero fatto.
"Sono d'accordo" disse poi. "Io e Lady Eowyn potremmo andare a chiamarlo".
Ad un tratto Legolas chiuse gli occhi, come se una fitta di dolore intenso
gli avesse attraversato il corpo. Rimase per un momento là, fermo nel bel
mezzo della strada, in ascolto di qualcosa o qualcuno.
Quando riaprì gli occhi, la sua voce era piatta.
"E' successo qualcosa a Gilraen. Riguarda Boromir".
All'arrivo di Gandalf, Legolas scambiò un'occhiata d'intesa con Haldir,
prima di stringere per un momento la spalla di Aragorn in un gesto
affettuoso di supporto, e poi si allontanò in tutta fretta per correre in
camera di Boromir. Era da là che proveniva il segnale che aveva ricevuto.
Haldir lasciò che fosse il re in persona a spiegare tutto a Gandalf, e
rimase al suo posto, seguendo Legolas con lo sguardo.
Mentre camminavano per tornare alla cittadella, Aragorn raccontò
dettagliatamente a Gandalf quanto era successo, nella speranza che il
vecchio amico potesse in qualche modo dargli qualche informazione in più.
Con la mente però era lontano, stava pensando a cosa fosse potuto succedere
a Gilraen, era preoccupato per Boromir. Però l'idea che Legolas fosse andato
da loro lo faceva stare un pò meglio.
Guardò Haldir, al fianco di Gandalf e disse:
- Ho tralasciato qualcosa Haldir? -
"Sei stato molto accurato come al solito, Elessar" Haldir si affrettò a
replicare. Non sentiva niente provenire da Legolas, Gilraen o gli altri. Era
un pò preoccupato. Cosa diamine stava succedendo? L'amico gli aveva detto
che Boromir era pericoloso e che Gilraen era in pericolo. E adesso?
Gandalf osservò bene sia il re che il capitano e si accorse che c' era dell'
altro. Per analizzare al meglio la situazione doveva sapere esattamente cosa
era successo, anche ciò che non volevano dirgli.
"C' è dell' altro? Vi sento preoccupati e turbati. Se non vi fidate di me,
come faccio ad aiutarvi?" chiese, cercando di sembrare il più sereno
possibile
Eowyn aveva salutato Gandalf con un leggero sorriso e aveva ascoltato
nuovamente la storia dell'accaduto da Aragorn, sforzandosi di pensare se una
qualunque delle cose che erano successe negli ultimi tempi potesse esservi
collegata. Ma faticava a concentrarsi perchè non poteva fare a meno di
chiedersi dove fosse andato Legolas. Cosa era successo a Gilraen? E
soprattutto cosa c'entrava Boromir? Non riusciva a togliersi quelle domande
dalla testa. Ma non poteva interrompere il discorso; così guardò Aragorn,
attendendo che desse risposta alle domande dell'istaro.
Aragorn scosse la testa.
Guardo i tre e, rivolto a Gandalf disse:
- Non so cosa sia successo di preciso, ma pare che centrino Gilraen e
Boromir, Legolas è andato da loro. Io ora non posso raggiungerli, ma
cerchiamo di stare tranquilli, sono certo che Legolas saprà risolvere la
situazione, o almeno spero... -
Il Re guardò Haldir in cerca di un aiuto, mai prima di quel momento aveva
sentito così forte il bisogno dell'appoggio dell'elfo.
Prima la discussione con Legolas, poi l'omicidio, poi Boromir... cos'altro
poteva succedere?
Gandalf sorrise, scuotendo leggermente la testa in senso affermativo.
*E' come pensavo!* si disse, ma aveva bisogno di una conferma, ancora. Per
cui, girandosi verso il re gli chiese
"Aragorn... Boromir non ricorda nulla, o ha degli sprazzi di memoria?"
"Non sappiamo ancora nulla di preciso a riguardo" Haldir rispose
immediatamente. Non gli era sfuggito il fatto che Elessar aveva bisogno di
una mano. Aveva così tanto a cui pensare!
"Credo che sia il caso che tu vada a vedere il corpo, Mithrandir. Non
abbiamo tempo da perdere. E' stato portato nelle case di guarigione, e
avremmo bisogno di un tuo parere al più presto possibile"
"Si! Andiamo!" disse in direzione del capitano e si avviò verso il luogo
dov' era il corpo in attesa di una risposta su Boromir...
Mentre Gandalf si avviava, Haldir guardò Elessar, in attesa di sapere cosa
fare. Poi chiuse gli occhi, come colpito intimamente da qualcosa. E gli
inviò un messaggio telepatico.
"Elessar... Legolas ha bisogno di te. Devi fermarlo, non è più lui... ed è
con Arwen. Non credo che le cose si metteranno bene da quello che
percepisco... Potrebbe aver abbandonato la sua solita gentilezza in favore
di un atteggiamento più aperto..."
Aragorn era rimasto in silenzio, ringraziando Haldir per l'aiuto che gli
stava dando.
Quando percepì il messaggio telepatico di Haldir rimasa molto stupito...
cosa stava succedendo?
Non disse niente, nemmeno una parola a Gandalf o ad Eowyn, l'unica cosa che
gli interessava era Legolas.
Così correndo si avviò verso il palazzo.
GANDALF-EOWYN
Vengo con te, Gandalf" disse Eowyn, avvicinandosi allo stregone e camminando
al suo fianco, mentre andavano verso il luogo dove era stato posto il
cadavere.
"Gandalf" chiese la dama con voce incerta "..Boromir.. è tornato?" Nessuno
l'aveva ancora avvisata dell'avvenimento. Mentre ascoltava le loro parole
aveva iniziato a capire come stavano le cose.. aveva iniziato a capire
cos'era che turbava tanto Faramir, ed ora non riusciva a togliersi questa
domanda dalla testa, voleva sapere cosa stava succedendo
"Cara Eowyn... Tornato... Si! Fisicamente Boromir è tornato. Ma è la sua
memoria che non c'è! Ricorda pochi eventi e del tutto insignificanti. Non ha
riconosciuto la sua Gilraen, nè Aragorn, nè nessun altro. Non ho ancora
avuto modo di vederlo, ma se le mie intuizioni sono esatte, presto lo
riavremo tra noi..." le rispose gentilmente Gandalf.
"Bene! Eccoci arrivati. Sicura che te la senti?" le chiese poi, prima di
dare uno sguardo al corpo esamine...
Sentire la notizia del ritorno di Boromir dalla voce di Gandalf le aveva
fatto decisamente effetto. Tornato.. come poteva sentirsi Faramir? Senza
memoria, senza ha ricordi! Come doveva essere sopportare questo per Gilraen..
e per Faramir? Avrebbe voluto porre ancora un sacco di domande all'istaro,
ma si rese conto che non era quello il momento adatto.
"Sì, me la sento, non preoccuparti" rispose decisa. Non era il primo
cadavere che vedeva, ne aveva visti molti sul campo di battaglia. Non si era
mai abituata alla vista di un cadavere, ma riusciva a osservarlo senza
troppi problemi, se era necessario. Ed ora lo riteneva necessario.
Quando entrarono nella stanza Gandalf si avvicinò subito al corpo della
donna. Era giovane, con ancora tanti anni avanti nella vita se non avesse
avesse avuto la sfortuna di incontrare... Già! Cosa aveva incontrato quella
poveretta? L' Istaro analizzò ogni singolo graffio, ogni ferita che
riportava quel corpo. Passò più volte il bastone sul suo corpo, mormorando
frasi in un linguaggio antico, dimenticato da tempo...
"Vieni Eowyn, possiamo andare ora. E' il caso di parlare con il re" disse
assorto, e giratosi si avviarono verso l'ingresso del palazzo dove trovarono
Haldir ed Elladan che chiacchieravano...
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