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NEI GIARDINI : HALDIR-BOROMIR

"Certo che si!" rispose subito Haldir, incamminandosi senza alcuna fretta con il Signore di Gondor verso i bellissimi giardini di palazzo. Non erano belli come Lothlorien, ma Haldir dovette ammettere a se stesso che gli uomini avevano fatto un ottimo lavoro.

"Allora, Boromir... come ti senti dopo tutto quello che è successo?" gli chiese in tono amichevole, sperando che l'altro non lo considerasse un impiccione.

Boromir era assorto nei suoi pensieri e la voce calma e delicata di Haldir lo riportò alla realtà.
Sorrise all'elfo al suo fianco e disse:
- Sinceramente Haldir? Non lo so... non ne faccio una giusta, soprattutto con Gilraen. Prima abbiamo litigato il che non è affatto strano, ma mi spiace. Soprattutto il motivo per cui lo abbiamo fatto... ah Legolas! Accidenti a lui ho sbagliato dovrò pagare per il resto dei miei giorni per questo? -
Guardò Haldir... aspettava una risposta da lui... sperava in una sua risposta.




La prima reazione di Haldir fu sghignazzare alle parole di Boromir. Lui e Gilraen che litigavano? E qual'era la novità? Poi però resosi conto che l'altro si sarebbe potuto offendere, l'elfo si affrettò a ricomporsi.

"Avete entrambi caratteri molto forti, è per questo che litigate così spesso. E' ovvio che entrambi poi ci state male, ma l'importante è che facciate pace, no?"

Quando però si soffermò a pensare al nome dell'amico, Haldir osservò attentamente Boromir.
"Legolas?"

Boromir si fermò osservando il vuoto davanti a se.
- Già... ho combinato un bel pasticcio sai... - disse ad Haldir - quando sono tornato senza memoria, a quanto mi hanno detto, ho picchiato Gilraen ed Aragorn e Legolas ora mi odia. Io gli ho chiesto scusa, lo so di aver sbagliato... ma anche quando ho ritrovato la memoria lui non ha fatto altro che aggredirmi ancora... comunque alla fine poco importa sai, faccia quello che vuole... -
Si mosse di qualche passo, poi disse:
- E dimmi tu ora Haldir, come vanno le cose a Lothlorien? -

"Lo so..." mormorò gravemente l'elfo. Gli era stato detto dell'aggressività di Boromir, e credeva che l'uomo si sentisse molto in colpa per quello che aveva fatto. Non era un comportamento da uomo d'onore quale lui era, e certe cose sono difficili da accettare. "Credo però che ti abbiano già perdonato."

Boromir sembrava ansioso di cambiare argomento, e Haldir glielo concesse, ma non prima di aggiungere un'ultima cosa su Legolas.
"Cerca di capirlo, Boromir. Non è stato un periodo facile per lui, e noi elfi non abbiamo un cuore di pietra come molti credono. Anche noi proviamo emozioni e delusioni e frustrazioni come voi mortali..."

"Lothlorien è bellissima come sempre" sorrise infile il capitano dei Galadhrim. "E' un pò che non ho notizie dei miei fratelli o dei miei Signori, ma ci sono abituato. Ho smesso di pormi domande sull'operato di Lady Galadriel centinaia di anni fa... "


Boromir chiuse gli occhi un attimo e ripensò alla bellezza di Lothlorien... quel luogo affascinava chiunque per la sua magia.
- Dunque è molto che non torni a casa a quanto mi dici... e non ti mancano i tuoi fratelli? E un'altra cosa... pensi che dovrei parlare con Legolas? Magari con qualcuno vicino che mi dia cento buoni motivi per non prenderlo a pugni alla prima provocazione? -

"Mi mancano tantissimo" Haldir ridacchiò, pensando a loro. "Quando mi sono intorno continuo a ripetermi che ho bisogno di un pò di solitudine, perchè a lungo andare i loro scherzi e battute diventano piuttosto difficili da sopportare. Ma poi quando parto mi mancano sempre".

Boromir sorrise alle parole di Haldir. Pensò a quello che aveva passato lui quando aveva dovuto salutare Faramir per recarsi a Gran Burrone. Egli stesso molto spesso aveva cercato la solitudine, ma poi era sempre tornato dal suo amato fratello. Probabilmente succedeva così a tutti i fratelli.



"Credimi amico mio... dalle vibrazioni che percepisco non sta succedendo niente di buono laggiù in città" sospiro poi l'elfo. "Non credo che Legolas abbia voglia di provocarti o di creare problemi. In questo momento più che mai dobbiamo restare uniti..."

- Sono preoccupato per questa faccenda Haldir, - disse poi l'uomo - non ho mai sentito niente di simile. Spero che gli altri tornino presto e che abbiano qualche indizio in più di cui renderci partecipi. -


"Lo spero anch'io, amico mio" sospirò Haldir, poggiandogli una mano sulla spalla in un gesto amichevole.
Era molto preoccupato per la piega che stavano prendendo gli eventi, e più di una volta da quando gli altri erano usciti era stato pervaso da un senso di malessere. Probabilmente gli altri elfi si trovavano in una situazione di pericolo, anche se non mortale, ed ad Haldir pesava non poter correre in loro soccorso.
Aragorn gli aveva detto di aspettare a palazzo, e così avrebbero fatto.

Boromir guardò l'amico, c'era qualcosa che lo turbava.
- Haldir è successo qualcosa? Senti qualcosa che non va? -
Gilraen era fuori con gli altri, era preoccupato.

"Spero di no..."mormorò l'elfo, poi con un cenno gli indicò di seguirlo, e si avviò verso l'ingresso principale. "Dovrebbero essere vicini... ma... non riesco a capire cosa stia succedendo, è tutto troppo confuso".






 

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