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ARWEN-LEGOLAS + ARRIVO HALDIR-ARAGORN
Arwen stava uscendo in giardino quando, d' istinto si girò e procedette per
le stanze di Boromir. Era appena arrivata nel corridoio, quando vide Legolas
entrare nella stanza. Non sapevabene cosa ci facesse lì, ma di sicuro era
nervoso
*Legolas nervoso... Deve essere successo qualcosa di grave se emanava rabbia
da tutti i pori* si disse. Non sapeva se esserne preoccupata o sorriderne.
Si avvicinò alla porta ma una delle guardie la bloccò
"Non si può entrare" le disse brusco, ma appena la riconobbe sbiancò e
continuò "Dama Arwen... Mi scusi... Io... Il fatto è che Messere Legolas ha
chiesto di non far entrare nessuno e io... Non volevo..."
"Non si preoccupi, guardia. Lei sta svolgendo egregiamente il suo compito.
Aspetterò Messer Legolas qui fuori" e detto questo si sedette su una sedia
poco distante.
"Legolas... Se riesci a sentirmi ti prego, vieni fuori... Dobbiamo
assolutamente parlare!" e pazientemente aspettò che il giovane amico si
facesse vivo...
Legolas uscì dalla stanza di Boromir come una furia. Non voleva spaventare
Frodo, ma in quel momento non era sicuro di riuscire a pensare in modo
coerente.
Quando poi incontrò Arwen che evidentemente lo aspettava, la sua prima
reazione fu di chiudere la sua mente, costruendosi un muro tutt'intorno come
si era abituato a fare. Incrociando le braccia sul petto, l'elfo alzò un
sopracciglio guardando nella sua direzione.
"Suppongo che questa conversazione alla quale sembri tenere tanto si sarebbe
dovuta fare prima o poi. Bene, ora sono qui. Cosa c'è?"
Arwen lo guardò sorpresa. Era proprio lui Legolas? Quello che lei conosceva
come una persona dolce e gentile? Un elfo premuroso? Un amico attento? Si
accorse che lui era al limite della sopportazione, ma certo non lo avrebbe
lasciato andare senza prima avergli fatto un bel discorsetto...
"Sai bene cosa c'è! Ed il MIO AMICO Legolas sarebbe venuto da me prima.
Anche se hai creato una barriera nella tua mente per non permettermi di
entrare, questo non ti dispendierà dal parlare con me. Ed ora, se hai capito
il concetto, seguimi. Voglio parlarti in camera... " disse lei con il suo
stesso tono di voce aggiunta ad una nota di rimprovero
"E non preoccuparti per Elessar! Presto lo raggiungerai" gli comunicò
telepaticamente, sperando che almeno a quell' affermazione si
tranquillizzasse
"Non prendo ordini da te, Arwen" rispose a quel punto Legolas, per nulla
scosso e senza muoversi di un millimetro. "Non accetto la tua autorità, nè
che tu mi parli con quel tono. Se hai qualcosa da dire, puoi farlo benissimo
qui. Le guardie sono lontane abbastanza, e affiderei la mia vita a Frodo
senza pensarci due volte, tanto mi fido di lui. Il *tuo amico* Legolas
potrebbe essere stanco di sopportare i tuoi capricci senza dire una parola.
Il *tuo amico*Legolas non tollera questo tuo atteggiamento, e non riconosce
più la *sua amica* Arwen. Perchè non la smetti di fare la principessina
altezzosa?"
"Va bene, Legolas. Come preferisci. Volevo solo dirti che se tu ed Aragorn
avete deciso di stare insieme io non mi metterò tra di voi. Non vorrei mai
che Elessar soffrisse a causa mia. Credevo che tu, che sei sempre stato
gentile e sensibile, o almeno una volta lo eri, ne avresti potuto soffrire.
Avresti potuto sentirti in colpa per il vostro amore. Ma vedo che mi
sbagliavo. Scusa questa principessina altezzosa se si era preoccupata per
voi. Ma ricorda... Questa principessina altezzosa ha rinunciato al suo
grande amore per vederlo felice... E non voleva perdere neanche l' amico
fraterno... Ma si era solo illusa che tu le riservassi il dono della sua
amicizia. " gli disse d'un fiato Arwen. Aveva gli occhi di fuoco pieni di un
dolore enorme e di un a delusione immensa, ma cercò di dire tutto ciò che
sentiva senza cercare di farlo sentire in colpa, nonostante tutto. Poi,
rivolgendosi a Frodo, gli disse, con gli occhi gonfi di lacrime ed un
sorriso amaro
"Non volevo, mio giovane amico, che tu assistessi a questo scontro per non
imbarazzarti. Perdonami!"
"Tu non volevi?" Legolas disse con una risata sprezzante. "Hai lasciato
andare il tuo amore? Ma se sei di continuo a lamentarti, a fare la vittima,
a minacciare il suicidio se lui non torna da te! Per cortesia,
Principessina, almeno abbi l'onestà di ammettere che hai tentato di fargli
cambiare idea di continuo, e che solo quando lui ti ha confermato che è me
che ama, tu hai deciso di arrenderti! E continui a voler essere considerata
un'amica. Ma quali consigli potresti dargli, eh? Consigli volti a farlo
tornare da te, cara Arwen. Perchè è così che sei fatta, principessina
viziata. Credi che tutto questo faccia bene ad Aragorn? Pensi che ci faccia
bene dover sopportare le tue pressioni, i tuoi capricci e le tue lamentele,
il tuo frignare di continuo? La tua lagna non fa che farlo star male, e tu
lo dovresti sapere meglio di tutti! Dici di conoscerlo e di amarlo ancora,
ma se davvero lo amassi, la smetteresti di fargli pressioni e cercheresti di
crescere e lasciarci vivere la nostra vita. Credi sia facile avendo sempre
intorno te che fai la vittima? Rispondimi Arwen!"
L'unico viziato qui sei tu, sono-perfetto-bellissimo-stupendo-meraviglioso...
Non ti sei posto neanche il più misero dubbio che se Aragorn soffre è anche
a causa tua? Mi sono lamentata? Davvero? Strano... Fino a tre giorni fa
eravamo fidanzati... Felici in un certo senso... Che motivo avevo di
lamentarmi? Non è che dai a me colpe tue? Io non ho mai fatto la vittima...
Se l' avessi fatto, Aragorn sarebbe ancora con me..." gli rispose lei con
rabbia e stringendo i pugni talmente forte da sbiancare le nocchie
"Quello che tu forse non hai capito è che Elessar non è un pupazzo da
muovere a tuo piacimento! Io non ho nessuna colpa, ho cercato di negare i
miei sentimenti per farvi stare insieme,.. Gli ho proposto di andarmene via,
e proprio questa mattina mi ha detto che mi vuole qui. Cosa credi che
significhi, o suprema Principessa del Dramma?" la prese in giro Legolas. "Al
cuore non si comanda. Mai. Tuo padre dovrebbe avertelo insegnato, perchè so
che Elrond è un elfo che ha un suo codice d'nore e sbiancherebbe nel sapere
come ti stai comportando! La dignità, Arwen. Quella l'hai persa quando
subdolamente lo hai fatto star male facendoti 'casualmente' trovare mezza
morta. E cercando di fargli cambiare idea. Lui mi dice tutto, Arwen. Non
provare nemmeno a negarlo. Io ho cercato da subito di negare e di andare via
mentre tu ti sei proposta di restare qui a tormentarlo e farlo sentire in
colpa. Io ho negato i miei sentimenti, cercando di spingerlo da te. Tu no!
Il tuo comportamento non fa che confermare quanto sei meschina! Elessar
soffre, Arwen, e soffre perchè con la tua ombra costante ci rendi tutto
anche più difficile!"
"Ma come ti permetti!?!? Come ti permetti di giudicare le mie azioni e i
miei gesti? Cosa ne sai tu del mio dolore? Tu, elfo perfettino, che giudichi
tutti quelli che non si comportano come te? E' vero, sono rimasta, ma perchè
è stato proprio Elessar a chiedermelo. Anch' io volevo andarmene... Credi
che sia facile per me vedervi insieme? Eppure sono rimasta perchè lui me lo
ha chiesto. La mia dignità, Legolas, non è venuta meno. Ma non posso dire
altrimenti di te. Io sarei meschina? Forse è vero! Sono così subdola che ho
spinto lui tra le tue braccia... Io sarei un' ombra costante tra di voi?
Credi davvero che andandomene tutto si risolverà? Se ne fossi convinta
partirei oggi stesso. Ma tu sai bene, nel tuo cuore, che non è questo il
vero problema" rispose lei piangendo.
*Ma cosa ti è successo, amico mio?* pensò, mentre vedela Legolas avvicinarsi
a lei sempre più furibondo...
Tu vorresti che io facessi qualcosa di stupido, così che lui tornerebbe tra
le tue braccia" disse ancora Legolas, sorridendo con disprezzo. Molto tempo
fa aveva perso il rispetto per quella che pretendeva di essere una
principessa degli elfi e che invece si era rivelata una fredda manipolatrice
sempre pronta a spillare qualche lacrima per convincere la gente della sua
sincerità. "Non ti darò la soddisfazione. Te l'ho detto e te lo ripeto,
Aragorn è dotato di un suo cervello, non siamo io o tu a manovrarlo, prende
le sue decisioni da solo. Non sei tu che l'hai spinto tra le mie braccia,
mia cara. E' lui che è venuto da me perchè mi ama".
"Non ho mai messo in dubbio che Elessar ti amasse e che avesse un cervello
per decidere da solo, Legolas. Nè ho messo in dubbio il tuo amore per lui.
Ma non ti permetto di giudicare o criticare le mie azioni ed i miei
sentimenti. Non sono perfetta, come te. Ma non sono mai stata una fredda
manipolatrice" rispose convinta. Poi, con una calma che non credeva d'avere,
aggiunse "E io che credevo ti avrebbe reso felice parlare con me... Credevo
che così facendo avrei dissipato i tuoi dubbi. Ma vedo che sei così tronfio
da non voler ascoltare"
Haldir intanto si era precipitato sul posto, e rimase bloccato nel sentire
quest'ultima frase. Guardò Arwen per un lungo momento, incrociando le
braccia sul petto e poi lanciando uno sguardo ad Elessar. Era impossibile
che lui non avesse sentito quell'ultima frase.
Anche lui avrebbe voluto qualcuno al suo fianco capace di difenderlo a quel
modo e rispettare le sue decisioni. Erano secoli che aspettava, e ancora i
Valars non glielo avevano concesso.
Quando Arwen si rese conto che lì vi erano anche Haldir ed Aragorn, decise
che era giunto il momento di troncare lì la discussione con l'elfo. Non
voleva che loro, e sopratutto Aragorn, sentissero le cattiverie di Legolas.
Non voleva che il suo amato soffrisse ancora a causa sua. Per cui, guardando
Legolas con uno sguardo freddo e deluso, gli disse
"E' inutile continuare questa discussione. Tu non vuoi capirmi"
Aragorn rimase immobile, incapace di dire qualsiasi cosa.
Si avvicinò lentamente a Legolas e posandogli un braccio sulla spalla gli
disse:
- Avanti Legolas, ora calmati. -
Poi guardando Arwen disse:
- Non so chi abbia iniziato questa discussione e certo non mi interessa
saperlo, siete grandi abbastanza per risolvere i vostri problemi. Il punto
Arwen è che voglio che tu mi capisca, sono grande abbastanza per prendere le
mie decisioni, nessuno mi ha spinto tra le braccia di Legolas, ci sono
finito da solo, perchè lo amo... -
Il Re si voltò e sorrise all'elfo al suo fianco.
Poi rivolgendosi ad Haldir disse:
- Io e Legolas dobbiamo chiarire alcune cose, per favore puoi pensare tu a
questa storia al momento? Ho bisogno di essere informato su tutte le
possibili novità. -
Nel vedere Aragorn, lo sguardo di Legolas si addolcì, e un sorriso gli
illuminò il volto quando il suo amato lo abbracciò. Certo che era più calmo!
La mera presenza di Elessar lo faceva sentire in pace col mondo intero!
"Ti amo anch'io" gli mormorò poi.
Haldir, a quella vista, non potè fare a meno di sorridere, annuendo poi al
Re Elessar.
"Non preoccuparti. Non c'è comunque molto che possiamo fare finchè non
riceviamo notizie da Gandalf" rispose. Dopo aver salutato tutti, l'elfo poi
si avviò verso il cortile antistante al portone d'ingresso. Voleva aspettare
Gandalf.
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