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BOROMIR-GILRAEN

Boromir fece qualche passo tenendo sempre per mano per Gilraen, fissava il corridoio davanti a sè.
Dopo un pò le disse:
- Scusami per prima... ho esagerato... -


Stringendogli un pò di più la mano per fargli sentire in qualche modo il suo supporto, Gilraen si affrettò a rassicurarlo.
"Non è niente, non devi preoccuparti".

Boromir sorrise alla donna e camminando al suo fianco la portò fino alla porta di quella che era la loro stanza.
Si appoggiò alla porta, poi guardandola negli occhi le chiese:
- Pensi che io possa tornare a casa? -

"Sei già a casa..." mormorò lei, senza mai abbassare lo sguardo. Una mano salì a spostargli un ciuffo ribelle di capelli dalla fronte, soltanto sfiorandogli la pelle. Quasi che si fosse dimenticata di tutte le notti passate insieme, e dei lunghi anni vissuti al suo fianco. Per Gilraen il nuovo Boromir era ancora un mistero.

Boromir sorrise a Gilraen poi aprì la porta della loro camera ed entrò aspettando la donna.
Notando il fatto che Boromir non sembrava intenzionato a parlarle, Gilraen sospirò tra sè e sè, entrando in camera e fermandosi solo un attimo per sfilarsi gli stivali prima di stendersi sul letto. Era stanca, anche se non l'avrebbe mai ammesso apertamente, e in pochi minuti si addormentò, ripetendo a sè stessa che ormai viveva con un maledettissimo sconosciuto.

La guerriera dormì per circa un'ora, svegliandosi di soprassalto pensando di essere già in ritardo. Infilando velocemente gli stivali, lanciò uno sguardo poco interessato a Boromir.
"Io mi avvio nella sala del consiglio" disse, ormai sulla soglia della porta. "Vieni anche tu oppure ci vediamo là?"

Boromir rimase per tutto il tempo seduto accanto al letto ad osservare Gilraen.
Non voleva lasciarla... non voleva muoversi e fare rumore, la donna aveva bisogno di riposare.
Quando lei si svegliò lui osservò divertito ogni suo movimento, non era in ritardo, anzi... ma non le disse niente.
- No vengo con te. - le rispose semplicemente.


"Oh..." fu la prima cosa che rispose Gilraen. Pensava che lui le dicesse di avere altro da fare, visto soprattutto il fatto che non sembrava particolarmente entusiasta di passare del tempo con lei.
Il mezzo sorriso dipinto sul suo volto la fece rabbuiare per un attimo. Rideva di lei?
Decisa a ignorarlo, la donna aprì la porta e si avviò in corridoio.
"Andiamo?"

Boromir uscì dalla stanza ma si fermo in mezzo al corridoio.
- Gilraen... - disse chiamando la donna - smettila di pensare che ogni cosa che faccio sia contro di te! Io sono Boromir... e ti amo... -
Non aspettò nessuna risposta da parte della donna ed a passo spedito proseguì verso la stanza del consiglio.


Alzando gli occhi al cielo, disgustata da quella situazione, Gilraen continuò a ignorarlo, e si affrettò a raggiungere la sala del Consiglio, senza aspettarlo.

Una volta arrivata a destinazione, la guerriera prese posto accanto a Faramir, rivolgendogli un debole e stanco sorriso e sospirando tra sè e sè. Fortunatamente alcune cose non cambiavano, e Faramir era uno dei punti fissi della sua vita.


Entrando nella stanza lo sguardo di Boromir si posò immediatamente su Faramir.
Aveva tante cose da dirgli, ma quello non era ne il luogo ne il momento adatto per farlo.
Prese posto a fianco di Gandalf ed attese.


 

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