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Dopo aver lasciato il suo cavallo nelle stalle, Haldir ringraziò con un cenno della testa la cameriera che si offrì di sistemare il suo bagaglio in camera sua, e si avviò verso l'ingresso del Palazzo Reale. Erano anni e anni che a Minas Tirith gli veniva offerta sempre la stessa stanza. La sua preferita. Era ampia, spaziosa e molto luminosa. Di primo mattino l'elfo poteva vedere le prime luci del giorno che lambivano la bianca torre di Echtelion, mentre tutto il mondo intorno a lui era ancora addormentato.
Non aveva bisogno di essere accompagnato dunque. Conosceva la via alla perfezione.

Ma non era in camera sua che si stava dirigendo ora, sebbene aveva assoluto bisogno di fare un bagno caldo. Voleva prima parlare col re, o con uno degli altri importanti ospiti che lui sapeva essere a Minas Tirith.
Doris si era persa nel palazzo. Non era da molto che camminava per i suoi corridoi, ma era sicura di essere in un'ala dove non doveva essere

*Ecco! Mi sono messa in mezzo ai guai! Lo sento!* si ripeteva mentre continuava a camminare.
*Andiamo in fondo al corridoio! Vedo una luce e magari trovo qualcuno che mi indica la giusta direzione per tornare in camera mia*

Arrivata in fondo, percorse un anticamera. Quindi varcò una porta intarsiata.

*Bhè! Sono fortunata! Non c'è che dire! Sono in una sala e non c'è nessuno in giro* si disse, mentre si inoltrava nel centro della stanza.

Pochi passi e vide da lontano una figura, un uomo, che camminava spedito.

*Forse può aiutarmi* pensò, mentre affrettava il passo verso di lui.

"Buongiorno, Signore!Mi scusi se la importuno, ma mi sono persa. Non potrebbe indicarmi le stanze di Dama Arwen o di Gandalf?" chiese Doris tutta d'un fiato, all'uomo che le dava le spalle.

Haldir si voltò a guardarla, aggrottando le sopracciglia per un attimo. I lunghi capelli biondi ricadevano ai lati del suo viso come una cascata luminosa, e i suoi occhi brillavano della luce mattutina.

"Buongiorno a voi" rispose educatamente. "Gandalf è qui? Benissimo... dovrei proprio parlare con lui. Se volete seguirmi, credo di conoscere questo palazzo come le mie tasche ormai. Se è stato sistemato nella sua solita stanza non sarà difficile rintracciarlo".

Doris rimase affascinata da quell' elfo. I suoi lunghi capelli parevano d' oro e la sua voce era così profonda... Aveva un modo di fare come di qualcuno abituato a comandare, ma nonostante questo atteggiamento autoritario, era gentile nei modi.
A Doris pareva un principe...
Lo seguì per un pò, ma poi si rese conto di essere stata maleducata a non presentarsi

"Ehm...Scusi, Signore. Non mi sono presentata. Sono Doris Eldalie di Rivendell, figlia di Feanor. E voi, Messere?" chiese, osservandolo timidamente

"Il mio nome è Haldir di Lothlorien" l'elfo rispose, voltandosi a guardarla per un momento, senza mai esitare nel suo passo sicuro e deciso.
"Sono il capitano dei Galadhrim e messaggero dei Signori di quei luoghi".

"Allora è lei che mio padre tanto ammirava! Mi parlava spesso del suo valore..." disse Doris mentre una lacrima le scendeva silenziosa sul volto a pensare al suo adorato padre
"Ha detto che è anche Messaggero di Lothlorien? Quanto vorrei andarci un giorno. Mio padre mi raccontava spesso delle sue bellezze e di Dama Galadriel. E' davvero come si racconta? Una Dama saggia e gentile?" chiese Doris, guardando il suo <accompagnatore>

"Temo di non poterti dare un giudizio imparziale su Lothlorien" rispose l'elfo, voltandosi di nuovo a guardarla curiosamente. "Amo troppo quelle terre. Il bosco d'oro è dentro di me, mi scorre nelle vene, e non potrei mai separarmene. Noi galadhrim siamo profondamente legati a quei luoghi, e faremmo di tutto per proteggerli da eventuali attacchi esterni. Di solito il mio compito di routine è quello di pattugliare i confini, visto che non ci è permesso di far entrare nessuno. Però se tu dovessi arrivare con Gandalf probabilmente il permesso ti sarebbe accordato..."

L'elfo stava ancora parlando quando vide arrivare Legolas. La sua espressione era assolutamente neutrale, ma dai suoi occhi Haldir potè capire che c'era qualcosa che non andava. Qualcosa che aveva profondamente turbato l'amico di sempre. A lui non poteva mentire, lo conosceva fin troppo bene.

"Haldir...." Legolas esclamò quando lo vide, stando bene attento a controllare la sa voce e fare in modo che tutto sembrasse normale. "Quando sei arrivato? E' un piacere rivederti!"
Così dicendo lo abbracciò brevemente, ma con calore, sorridendo come sempre a quel contatto che lo aveva rassicurato almeno un pò.

"E' un piacere rivederti, Legolas" fu la risposta di Haldir, accompagnata da un genuino sorriso. "Sono arrivato pochi minuti fa, e stavo accompagnando Lady Doris da Gandalf. Vi conoscete già?"

"Certo, era a colazione con noi poco fa" Legolas rispose, sorridendo alla ragazza.
"Buongiorno Messere. Messere Haldir mi stava accompagnando nelle mie stanze, confinanti con quelle di Gandalf. Mi stava raccontando delle bellezze di Lothlorien e del divieto di accedervi. Ma un girno, chissà..." raccontò allegramente Doris, ma notando lo sguardo turbato dell'elfo, gli chiese innocentemente "Tutto bene, Legolas?"



"Non stento a crederlo" Legolas ridacchiò, incrociando le braccia sul petto. "Haldir passerebbe delle ore a decantare la bellezza di casa sua!"
Quando poi la ragazza gli pose quella domanda che a chiunque altro poteva sembrare innoqua, Legolas si sentì quasi colpito allo stomaco, ma si sforzò di sorridere.
"Si, va tutto benissimo. Come mai mi fai questa domanda?"

“Scusatemi se vi sembro inopportuna, eredità di mia madre, sapete, ma vi vedo turbato e direi anche triste. A me non piace vedere la gente che soffre. E mi rammarico quando vedo che a soffrire è proprio una persona gentile come voi, almeno per quello che ricordo quando vi vedevo a Gran Burrone. Se posso esservi d’ aiuto e conforto… Anche se non mi conoscete, io so molte cose di voi…” gli disse lei, guardandolo benevolmente, senza alcuna malizia.



"No... non sei inopportuna" Legolas si affrettò a rassicurarla, mentre Haldir osservava lo scambio con aria divertita. Si sentiva un pò in colpa, perchè non ricordava di averla vista in precedenza.
"Immagino cos'avrai sentito dire su quest'elfo rubacuori!" A quel punto ridacchiò Haldir, per cercare di alleviare la tensione, facendo l'occhiolino a Doris.


"Ne ho sentite tante, è vero! Sopratutto sul suo coraggio e sul suo valore. Ed anche sulla sua lealtà verso i suoi amici, i signori di Rivendell e il nostro Re. A dire il vero, da piccola, vi osservavo affascinata, vedendovi giocare con i figli di Sire Elrond. Avrei voluto essere lì con voi, ma non ho mai avuto il coraggio di manifestarmi a nessuno, quando ero ospite di Sire Elrond. E lui non mi ha mai costretto a fare nulla che non volessi. L' unico dei suoi figli che conosco è Elrohir, poichè veniva spesso nel bosco da solo per comporre i suoi versi e creare quadri meravigliosi. Non credo che possiate ricordarvi di me, ma una volta vi siete anche fermato a parlare con mio padre, nella nostra casa nel bosco. Ma è passato così tanto tempo da allora..." raccontò Doris, mentre arrossiva sotto lo sguardo intenso di Haldir...



Legolas ci pensò su per qualche momento, ma aveva ragione lei. Non ricordava il suo volto, anche se sembrava che lei lo conoscesse molto bene.
"Non credo di ricordarmi di te infatti" l'elfo rispose, incrociando lo sguardo con Haldir per un momento prima di continuare. "E non credo di essere così valoroso come dicono. Ho sempre fatto soltanto quello che reputavo giusto, combattendo per difendere quello che amo. Esattamente come il nostro Capitano qui..."

A quelle parole Haldir alzò un sopracciglio con aria divertita ma non replicò.


"Ed anche della sua modestia ricordo. Non è forse vero che senza di voi il nostro Re si sarebbe abbattuto nella battaglia dell' anello? E che senza di Voi, Haldir, Alcune battaglie sarebbero di sicuro state perse? Come dicevo al Capitano, mio padre mi ha raccontato delle vostre gesta e del vostro valore, più volte. Ma, mentre conoscevo voi, Legolas, mi sono sorpresa di trovare un sì bell'elfo davanti a me quale capitano dei Galadrim" sorrise maliziosamente Doris, mentre guardava con aria sognante il bel capitano

Piuttosto colpito dalle sue parole, Haldir tossicchiò in imbarazzo. Non succedeva poi così spesso di essere adulato in quel modo. Forse semplicemente non era più abituato alla compagnia femminile, essendo sempre di guardia coi fratelli o con altri elfi.

Legolas decise di sciogliere la tensione, sorridendo di nuovo e rivolgendosi al Capitano.
"Sei già stato da Elessar per avvisarlo del tuo arrivo?"

"No, stavo prima scortando Lady Doris alle stanze di Gandalf" rispose Haldir gentilmente, indicando Doris con un cenno del capo.

"Benissimo dunque. Spero che non vi dispiaccia la scorta di due elfi, mia cara" Legolas disse con un sorrisino a Doris.



"Assolutamente! Anzi! Non potrei desiderare scorta migliore" Gli sorrise Doris, riprendendo il cammino con i due guerrieri.


Quando il gruppetto arrivò davanti la porta di Lady Arwen, lo stesso Haldir si premurò di bussare alla porta, arretrando poi di un passo per lasciare spazio a Doris.
Legolas aggrottò le sopracciglia. Sentiva la presenza di Elessar all'interno della stanza. La cosa non avrebbe dovuto sorprenderlo, infondo si trattava della sua fidanzata. Però la sofferenza che irradiava non era da lui.
Era successo qualcosa?

 

 

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