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![]() Dopo aver cavalcato tutta la notte,finalmente il giovane elfo vide di fronte a sè stagliarsi la città degli uomini. rimase un momento senza fiato,ad osservare la luce del sole che scivolava lungo le guglie dando all'insieme un aspetto quasi magico. rimpianse ardentemente di non avere il tempo di tirar fuori i suoi pennelli e i suoi colori per tracciare,com'era sua abitudine,un perfetto ritratto che avrebbe saputo riproporgli in futuro quello che gli si stava agitando nell'animo. ma doveva fare presto,non voleva incontrare suo padre in mezzo agli altri ospiti del re, non ora che si aspettava una lunga e accesa discussione... *** le guardie al cancello lo lasciarono passare,riconoscendo in lui il figlio di re Elrond, e così Elrohir si ritrovò quasi senza rendersene conto all'interno del grande cortile. un paggetto venne timidamente verso di lui,offrendosi di portare il cavallo alle scuderie,e così il giovane elfo smontò prendendo a girovagare pel giardino,saziandosi dei colori e dei profumi dei fiori che vi crescevano a profusione. si sentiva in pace con se stesso,ed intimamente felice...fino a che non notò una sagoma familiare a pochi metri da lui. Elrond aguzzò la vista nel notare la figura che si stagliava contro il cielo mattutino. Sulle prime credette che l'insofferenza e il disagio che provava nel trovarsi a palazzo gli stessero giocando un brutto tiro. Ma poi si provò a guardare meglio... Elrohir! Non poteva credere a ciò che vedeva! Possibile che fosse lì, a Minas Tirith? Eppure niente era più concreto di quell'apparizione. Si avvicinò, non visto scivolò alle spalle di suo figlio, e gli sfiorò la guancia con la punta delle dita.... Si aspettava si sentire il giovane trasalire, al contatto. Elrohir si voltò di scatto. "Papà..." mormorò,confuso. era da tanto,troppo tempo che suo padre non aveva un gesto tenero per lui,e mai se lo sarebbe aspettato proprio in quel momento. distolse lo sguardo,aspettandosi parole dure per il suo colpo di testa. Elrond fu per pentirsi del gesto impulsivo. La reazione del figlio aveva confermato i suoi timori. Gli anni passati nell'indifferenza e nel distacco, avevano eretto tra di loro una barriera. Se non fosse stato per la propria testarda noncuranza, pensò amaramente, adesso i rapporti avrebbero potuto essere diversi. Se non di reciproca confidenza, per quello erano entrambi troppo orgogliosi, ma per lo meno più simili a quelli di una normale famiglia. Troppo tardi per i rimpianti. Ancora una volta, doveva rassegnarsi all'evidenza. Ancora una volta, Elrohir lo respingeva. Ancora... Ritratta bruscamente la mano, fissò intensamente il ragazzo negli occhi, aspettandosi un minimo cenno d'affetto. Elrohir era piuttosto confuso. era come se suo padre si aspettasse qualcosa da lui. ma cosa? si portò istintivamente la mano sulla guancia, dove gli sembrava quasi di sentire il calore della mano di suo padre indugiare ancora. "Vedi, papà,io...ecco...non ce la facevo a restare a casa, solo, di nuovo in disparte.volevo esserci anch'io con voi, nel bene e nel male. voglio diventare un uomo. e non è chiuso in una prigione dorata che ci riuscirò..."
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