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![]() Haldir aveva già sentito la presenza di Elladan e si chiese brevemente perchè l'elfo non fosse con Rumil. "Si?" "Tuo fratello Rumil è appena arrivato" annunciò Elladan, in modo molto distaccato. "Ha bisogno di te, lo troverai all'ingresso secondario". L'elfo si scusò immediatamente con Boromir, e nel mentre tentò di scrutare nella mente di Elladan, senza ottenere risultati. Questo lo insospettì molto, e così senza attendere oltre si precipitò verso l'ingresso che dal palazzo portava alle stalle reali, e lì vi trovò Rumil seduto in terra. "Cosa succede?" gli chiese, preoccupatissimo per il fratello. Rumil si alzò in piedi ed appoggiò una mano sulla spalla del fratello. Gli sorrise e gli disse: - Innanzitutto succede che sono felice di rivederti Haldir... poi ho litigato con Elladan... gli ho detto che egoista esattamente cinque minuti dopo averlo spinto tra le braccia di Elrohir... e sto male... perchè lo amo... e lui ora non vuole più parlarmi, ma che ci vuoi fare fratellone, è la vita... - Alzo le spalle in segno di resa e sorrise ancora al fratello. Haldir strinse per un momento il fratello, massaggiandogli la schiena con una mano come faceva quando erano piccoli. "L'ho visto poco fa" disse, allontanandosi un poco ma tenendo ancora Rumil davanti a sè, stringendogli le spalle. "Lo dovresti conoscere ormai... è insicuro e tende a chiudersi a riccio se si sente attaccato... perchè gli hai parlato di Elrohir? Ti ho mandato a chiamare proprio per via di quello che è successo tra loro, Elladan mi preoccupa..." Rumil guardò Haldir negli occhi poi gli disse con tono adirato: - Tu mi hai mandato a chiamare perchè aveva bisogno di me, non mi è stato spiegato il motivo Haldir! - Si staccò dal fratello e gli girò le spalle. Respirò a fondo poi si voltò di nuovo e disse: - Haldir scusami, prendermela con te non ha alcun senso. L'unico qui con cui prendermela sono solo io... ma parlami di lui ancora per favore... - Haldir rispose lo stesso a Rumil, anche se l'espressione oltraggiata che aveva in viso non lasciava spazio a dubbi: Come osava suo fratello minore rivolgersi in quel modo a lui? "Elrohir mi aveva detto di essere cambiato, e di amarlo. Gli ho consigliato di parlarne con Elladan e per un paio di giorni i due sono andati d'amore e d'accordo. Poi l'altra sera a cena Elrohir si è alzato come una furia in sala da pranzo, facendo una scenata ad Elladan. E' stato allora che ho sentito qualcosa cedere dentro di lui. Quei due non sono compatibili, finirebbero soltanto per farsi del male. Adesso ho paura che Elladan possa perdersi in questa spirale di dolore. Lo vedi anche tu che si sta sempre più chiudendo in se stesso..." Rumil ascoltò in silenzio le parole di Haldir. Quando ebbe finito gli disse: - Haldir mi spiace averti mancato di rispetto, non dovevo. Per quanto riguarda Elladan, se avessi saputo certo non gli avrei detto di provare a capire Elrohir, ma come si può essere così stupidi? Fare una scenata davanti al Re... è assurdo, impensabile! - "Ah non dirmelo" sospirò profondamente Haldir. "Aveva detto di essere cambiato, di essere più maturo. Mi chiedo come mai debba mentire così spudoratamente, visto che rimarrà sempre infantile nei modi e nel pensiero. Pretende rispetto dagli altri, ma non rispetta nessuno. Onestamente, Rumil, non saprei nemmeno cosa dirgli se venisse di nuovo da me. Sai bene che non tollero certe cose". Rumil riflettè un attimo, poi disse: - Ti conosco abbastanza bene per dire che sarai sincero con lui, qualsiasi sia il tuo pensiero... e la stessa cosa farò io, anche se, sinceramente, spero di non trovarmelo di fronte. - Poi sorridendo al fratello gli appoggiò una mano sulla spalla e gli disse: - Ed ora fratellone che ne dici di mostrarmi la mia stanza? Poi dovrei proprio andare a porgere i miei omaggi a Re Elessar. - "Mi conosci troppo bene evidentemente.." Haldir ridacchiò. Si, Rumil aveva ragione, non avrebbe esitato a dire tutto ad Elrohir, qualora si fosse presentata l'occasione. Più volte nel corso degli anni si era chiesto come Elrohir potesse essere il gemello di Elladan e figlio di Elrond. Era troppo diverso dal resto della famiglia, sempre pronto a piangere e vittimizzarsi se gli altri non facevano quello che voleva. I due erano gemelli, ma uno era maturo e controllato, l'altro non riusciva proprio a maturare o controllare le sue emozioni, nemmeno nelle situazioni ufficiali. "Cercheremo di non incontrarlo, allora. Ma so già che se ci dovesse essere un litigio non saresti tu a innescarlo..."
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