Menu

 

Home
Regolamento
Lista personaggi liberi
Banners
Wallpapers
Partecipanti
Sala di lettura
 

Links

Gilraen's FF Page
Wicked Games
APE
 

Linkati a noi

 

Note


Middle Earth Heroes -- Vers.1

Site best viewed at 1024x768

Punto di contatto


Mail
 

Disclaimer

 Questo è un sito senza scopo di lucro, creato da fans del Signore degli Anelli per altre fans. Non otteniamo alcun beneficio economico dalla nostra attività, e i copyright di tutte le immagini usate in questo sito non sono nostri ma dei rispettivi proprietari.
Non intendiamo infrangere nessuna legge con il nostro lavoro.

 

Credits

Design & Graphics by:Gilraen
Template by: GraficaMente
Template Html:
Wind


 


Elrohir si era alzato.
Quell'albero imponente aveva una strana influenza su di lui:lo faceva sentire più sereno.
accarezzò la corteccia,e guardando verso l'alto vide la luce filtrare tra le fronde.
gli venne voglia di raggiungerla,così si tolse il mantello dalle spalle lasciandolo accanto alle radici e salì agilmente fino ai rami più alto.era sempre stato bravo ad arrampicarsi.
una volta seduto sul ramo si guardò intorno.
sembrava tutto un gioco da lassù.gli errori,i problemi,le incomprensioni...tutto spariva in un tripudio di colori e figure grandi un pollice sotto di lui.
il suo sguardo si fermò su due di queste,che camminavano verso di lui.
una delle due figure aveva i capelli biondi che rifulgevano come un piccolo sole,contrastando incredibilmente con quelli dell'altra che li aveva neri,perfettamente acconciati e che ricadevano come un soffice mantello sulle spalle muscolose.
anche se non avesse avuto dalla sua la proverbiale vista elfica non avrebbe avuto problemi a riconoscere i due.
Haldir ed Elladan.

Alzando gli occhi, come sentendo la presenza anche troppo familiare del fratello, Elladan incontrò i suoi occhi per un lungo momento, prima di tornare a fissare un punto indefinito davanti a sè come se nulla fosse successo.

Lo stava ignorando!Quel...quel...borioso irritante pieno di sè!Sapeva benissimo che l'aveva visto,aveva sentito gli occhi color acciaio scivolare lungo la sua persona,e allora...perchè?Non aveva neppure fatto caso a quello he aveva fatto ai suoi capelli!Aspettò che i due fossero più vicini,poi con un balzo elegante saltò giù dall'albero.Appoggiò la schiena al tronco e incrociò le braccia sul petto,fissando con aria di sfida Elladan che diventava sempre più grande. Io credo che sia proprio ora che parliamo, 'fratellino'.


Elladan dovette utilizzare tutto il suo self control per non sbuffare quando vide il suo "caro" e tanto immaturo fratellino saltare in modo sgraziato dall'albero. Si premurò di schermare bene i suoi pensieri, perchè lo conosceva troppo bene e sapeva che avrebbe cercato di leggergli la mente.

Haldir guardò Elrohir con occhi grandi dalla sorpresa. Cos'aveva fatto quello sciagurato? Sapeva della sua immaturità, ma quello era troppo! Immaginò la vergogna di Elrond nell'avere un figlio del genere che aveva osato fare l'unica cosa che un elfo non avrebbe mai e poi mai dovuto fare: tagliarsi i capelli.

Elladan dal canto suo proruppe in una risata priva di umorismo a quella scena.
"Ancora una volta hai dimostrato la tua pochezza, Elrohir" gli disse poi, con voce alquanto fredda. "Se il tuo scopo era dimostrare ancora una volta quanto sei immaturo ed evidentemente infelice di essere un elfo, direi che ci sei riuscito in pieno. Ora potrai aggirarti soltanto da solo, visto che non avrai accesso a nessun regno elfico, e gli umani ti tratteranno con eguale rispetto. Immagino tu sia anche molto soddisfatto di te... no, aspetta, non dirmelo... sei felice perchè così potrai infierire ancora una volta su nostro padre, giusto?"



Elrohir sentì le lacrime pungergli gli angoli degli occhi,ma mai e poi mai avrebbe dato a quell'odioso la soddisfazione di vedere quanto male gli facessero le sue parole,quindi le ricacciò indietro e gli rispose con lo stesso tono "E tu ancora una volta hai dimostrato la tua superficialità,Elladan.Non mi aspettavo certo che tu capissi cosa mi ha spinto a questo gesto,chi ha tutto non riuscirà mai a vedere le cose come chi non ha niente!E perchè sei qui?Perchè il nostro caro paparino ti ha mandato a chiamare e tu sei corso come una bestiolina ubbidiente?Sei patetico!Se secondo te io ho gettato il mio orgoglio di elfo,tu non l'hai mai avuto!"

"Non ho alcuna intenzione di sprecare il mio tempo con te" rispose Elladan, per nulla turbato da quelle parole. Ormai ci era abituato, per lui il fratello era un estraneo, e come tale andava trattato. "Non hai mai capito niente di me, nè delle mie responsabilità, quelle che evidentemente non vuoi accettare. Mio padre non mi ha chiamato qui, ma sono venuto a vedere cosa gli fosse successo. Ora spostati, al contrario di te, io mi rendo conto che non esisto soltanto io nell'universo. L'egoismo è sempre stato uno dei tuoi difetti più grandi".

Haldir osservava la scena senza fiatare. Non gli era mai successa una cosa del genere con i suoi fratelli, nè mai l'avrebbe tollerata.

Ma Elrohir,contrariamente a quello che la sua testa lo implorava di fare,invece di spostarsi fece un passo verso di lui."Beh,il tuo difetto più grande invece è sempre stato scappare dai problemi invece di affrontarli!" si voltò verso Haldir. "Sentiamo,ti ha chiesto dei tuoi fratelli?di quello che doveva essere il suo 'grande amore'?No,vero?Ne ero sicuro!Sei un vigliacco,Elladan,questo è quanto!Stai scappando anche adesso,da me...ma si sa,forse hai ragione:è molto più facile vivere come fai tu,piuttosto che sbatterci la faccia,contro quello che non mi piace!"

Se c'era una cosa che Haldir non tollerava, a parte la mancanza di rispetto, era qualcuno che parlava in quel modo dei suoi fratelli, l'unica famiglia che aveva.
"Adesso basta!" gridò, afferrando Elrohir per il colletto e scuotendolo in modo molto brusco. "Ho ascoltato abbastanza da te, e non ho intenzione di tollerare ancora questo atteggiamento! Non ti rendi conto di quanto sei odioso e infantile? La vita privata delle altre persone non è affar tuo, tantomeno quella dei miei fratelli e di coloro che gli sono vicini! Smettila di importunare gli altri, e impara il senso dell'umiltà. Dovresti vergognarti, non ti rendi nemmeno conto di quanto sei disgustoso".

Sbattendolo di lato e lasciandolo cadere contro l'albero, Haldir inviò un comando silenzioso ad Elladan, che continuò a camminare al suo fianco come se il fratello non esistesse.

Ben presto i due raggiunsero il palazzo, ma Haldir aveva ricevuto un messaggio da Legolas, per cui aveva ben pensato di non disturbare la coppia.
"Vieni, ti mostro la tua stanza" disse ad Elladan, che annuì e lo ringraziò, seguendolo verso un corridoio e poi all'interno di una enorme stanza con annessa una sala da bagno.

Viste le relazioni che intercorrevano tra i due fratelli, Haldir aveva ben pensato di sistemare Elladan al lato opposto di dov'era stato sistemato Elrohir. E sperava che l'altro gemello andasse presto via da Minas Tirith, visto che la sua presenza era alquanto molesta.

Elrohir rimase per un istante a guardare le loro schiene allontanarsi.Poi lentamente si tirò su.Dannazione,era forte quell'elfo!Anzi,a ben pensarci,chiunque sarebbe stato forte,se paragonato a lui.
Non era mai stato in grado di far capire al fratello cosa realmente pensasse o provasse,e per quanto potesse decidere come comportarsi,poi quando se lo trovava davanti faceva e diceva esattamente il contrario di ciò che avrebbe voluto.Era una maledizione,forse.Comunque,si rendeva conto di aver esagerato,soprattutto nei confronti di Haldir che non c'entrava nulla.E lui stesso non capiva perchè gli fosse uscita di bocca una frase tanto acida.Non era nel suo carattere.Eppure quando si trattava di Elladan diventava un'altra persona.Mah...
In ogni caso,doveva subito scusarsi con Haldir.Non si meritava la sua ostilità.
Così lo invitò mentalmente a raggiungerlo sotto il portico,cercando di trasmettergli quanto fosse dispiaciuto per l'accaduto.

Haldir captò il messaggio, ma schermandolo da Elladan, gliene inviò un altro.
*Non credo che sia il caso, non adesso. Rifletti su quello che ti è stato detto, e dammi del tempo. Non accetto che altre persone trattino male i miei cari o quelli che li amano, tantopiù se queste persone lo fanno solamente per ferire gli altri. Il tuo comportamento è deplorevole, non so perchè sei cambiato così tanto, ma mi dispiace di constatare che non sei una delle persone con le quali vorrei passare del tempo".

non lo faccio per ferire gli altri...è qualcosa che non capisco...e ho bisogno dell'aiuto di qualcuno che sia in grado di darmelo.Ti prego,concedimi solo qualche minuto.Non ti chiedo altro.Non sono poi così forte...

Si sedette di nuovo,sospirando.Lui non era cambiato,stava solo attraversando un momento...difficile.Se Haldir lo conosceva davvero,forse avrebbe capito quanto gli era costato dire quelle parole...

HALDIR-ELROHIR

Sospirando tra sè e sè, Haldir alla fine decise di dare quest'ultima possibilità ad Elrohir. Anche se non aveva detto niente ad Elladan, e sapeva che non poteva leggergli la mente perchè non lo permetteva a nessuno, il Capitano era sicuro che l'elfo avesse già capito chi l'avesse chiamato.

Qualche momento dopo aveva raggiunto l'altro figlio di Elrond, e lo fronteggiò con le braccia incrociate sul petto, i capelli dorati che ricadevano ai due lati del volto sembravano essere fili di seta.

Elrohir guardò i lunghi capelli d'oro del Capitano,e per un momento sentì un'intensa nostalgia per i suoi.Poi però si riscosse:non era il momento di perdersi in fantasticherie.Doveva parlargli."Mi dispiace,Haldir"cominciò"non avevo nessuna intenzione di offendere o ferire la tua famiglia.Solo che...quando mi trovo davanti ad Elladan avrei mille cose da dirgli,ma mi escono solo parole dure.E non capisco perchè!Anche la storia che ebbe con tuo fratello;mi ha fatto male!!Ma non ne capisco il motivo!Ti prego,aiutami,io non voglio che lui mi odi..." e mentre diceva queste parole le lacrime che aveva trattenuto fino a quel momento decisero di liberarsi "ma forse è troppo tardi..."

"Se vuoi veramente crescere, dovrai lasciare invidia e gelosia da parte, Elrohir" disse Haldir con voce pacata, senza muoversi di un millimetro. "Quello che fa Elladan è parte della sua vita, delle sue esperienze in quanto elfo, e non ha nessun dovere di spiegare a te cosa lo ha portato a fare determinate scelte. Dovresti essere solamente felice per lui, perchè ti posso assicurare che con Rumil lui era molto, molto felice. Questo è quanto. Fa parte della loro vita, non puoi pretendere di intrufolarti anche in questo..."

Il giovane elfo dandogli le spalle colpì col pugno serrato il tronco dell'albero dietro di lui."Non sono geloso,maledizione!"si morse il labbro inferiore,mentre il volto era ormai rigato dalle lacrime che non controllava più."Quello che sentivo era una stretta allo stomaco quando lo vedevo sorridere...perchè con me non aveva mai sorriso così..."tornò a guardare il biondo Capitano e sorrise tristemente. "A quanto pare,poi,il dolore non se n'è ancora andato.Sento la stessa sofferenza quando i suoi occhi mi guardano come se non mi vedessero,e vorrei solo gridargli 'sono qui!accorgiti di me!' e finisco con l'attaccarlo,per paura che capisca quanto una sua parola abbia influenza su di me."


Haldir era ormai praticamente sicuro che si trattasse di un caso lampante di gelosia, ma preferì tenersi tutto per sè, schermando bene i suoi pensieri come al solito.

"Forse ha smesso di guardarti perchè tutto quello che gli hai sempre trasmesso è odio e ostilità" suggerì tranquillamente. "Forse non vuole più tollerare il tuo atteggiamento e ha deciso di far finta di non avere più un fratello, ci hai mai pensato?"

Elrohir abbassò il capo."Forse"rispose incerto."Ma come posso fare a fargli capire che si sbaglia?"Fu proprio mentre diceva quelle parole che un pensiero lo attraversò come un fulmine a ciel sereno:e se invece fossi proprio tu,inconsciamente,a non voler essere suo fratello?Il giovane elfo sgranò gli occhi,sorpreso,e rimase ancora più sorpreso nel rendersi conto che era davvero così.Era come se una parte di lui rifiutasse quel ruolo,anche se non era mai riuscito a spiegarsene il motivo.si guardò intorno:chi gli aveva comunicato quella verità?chi lo aveva capito così bene?si augurò che il Capitano non avesse colto nulla,non voleva che lo giudicasse peggio di come già faceva.


Haldir scosse la testa quando percepì quei pensieri. Elrohir poteva essere bravo a cercare di bloccare gli altri fuori dai suoi pensieri, ma lui aveva centinaia di anni più di lui, ed era vissuto in un regno dove grazie a Galadriel molti ormai conoscevano tutti i segreti della mente.

"Forse non è lui a sbagliarsi, Elrohir. Forse sei tu, non essere presuntuoso. Forse sei tu che ti sei sempre sbagliato... impara a dare valore a tuo fratello, perchè un giorno potresti scoprirti veramente solo..."

"è quello il problema!sono già solo!e credimi,lo so quanto vale...lo so...e lo ammiro anche,per questo,dannazione,lo ammiro molto!solo che non ho mai saputo dimostrarglielo,avevo paura di sembrargli ancora più inferiore.."nel petto del ragazzo si allargava un dolore sempre maggiore.Haldir era molto duro con lui.sapeva perfettamente che aveva ragione,ma in quel momento...avrebbe voluto essere anche rassicurato!

"Forse te lo sei meritato, Elrohir" rispose Haldir con una scrollata di spalle indifferente. "Non ti è dovuto tutto, dovresti impegnarti per cercare di guadagnarti le cose invece di fare la vittima. Sarebbe più facile per tutti, te per primo".

"Cosa proponi,Haldir?" domandò il giovane elfo."Vorrei lasciarmi alle spalle il passato e ricominciare...anche se so che non condividi la mia scelta,ho dovuto marcare la mia decisione in modo indiscutibile,e l'ho fatto soprattutto per me stesso.Credo di essere stato io,il vigliacco..."


"Non è con me che devi parlarne, Elrohir" rispose Haldir. "L'unico che può darti le risposte che cerchi è tuo fratello Elladan. Nessun altro potrà mai dirti cosa fare, anche se sono sicuro che tante persone si dimostreranno disponibili, dicendoti di fidarti di loro o cercando di farti proposte allettanti. Ricordati sempre di Elladan, e ricorda anche che sei a un passo dal perderlo per sempre. Solo un piccolissimo passo, e potrebbe crearsi un baratro che più niente riuscirebbe a colmare".

Elrohir impallidì. "E tu...credi che io l'abbia già fatto,quel passo?O posso ancora sperare di risolvere le cose?Io non lo voglio perdere..."


"Oggi ci sei andato molto vicino, Elrohir" rispose Haldir con tono grave. "Troppo."

invece di preoccuparsi, il giovane gioì interiormente. vero, c'era andato vicino, ma le parole del Capitano lasciavano intendere che aveva ancora qualche speranza!"Cosa suggerisci, Haldir?"chiese quindi sperando in un consiglio da parte dell'uomo che,oltre ad essere saggio,sembrava conoscere suo fratello meglio di lui.Una fitta di gelosia lo trafisse,a quel pensiero.


"Suggerisco di parlare con lui, decisamente" rispose Haldir, sorridendo finalmente al giovane e inesperto elfo di fronte a lui. "Sii sincero, per una volta. Altrimenti rovinerai tutto.."

Il cuore di Elrohir riprese a battere normalmente, mentre il ragazzo si calmava. "Lo farò!" rispose quindi, sorridendo a sua volta. "A dire la verità lo avrei già fatto,se me lo avesse permesso...anche se forse è meglio così,ora sono più preparato all'incontro." Il sorriso del Capitano dava ad intendere che aveva capito, che non lo riteneva cattivo."Mi perdoni?" chiese tuttavia titubante."Io davvero...non volevo offendere nè te nè Rumil..."


"Nessuno è perfetto, Elrohir" rispose Haldir con un altro sorriso benevolo. "Nonostante gli umani pensino che noi siamo creature perfette, anche il migliore di noi ha sempre qualche piccolo difetto. So che non volevi offendere nè me nè la mia famiglia, ma hai solo bisogno di imparare a pensare prima di parlare, e lasciare da parte il tuo orgoglio mentre lo fai".

"Hai ragione, Haldir. Lo farò. Ora..." lo guardò titubante "Credi di potermi aiutare a convincere mio fratello a parlare con me? Mi rendo conto che tu alla fine lo conosci meglio di me, e questo...fa male..."ammise.

"No, questo non posso farlo, Elrohir" rispose Haldir. "Hai ragione, probabilmente conosco Elladan meglio di te, ma questo è perchè ho cercato di essere come un fratello per lui, senza condannarlo di continuo per cose di cui non ha colpa, e senza aspettarmi sempre la luna... io credo che tu debba parlarci da solo, e debba renderti conto che tuo fratello non è perfetto come tu pensi. Tutti abbiamo le nostre preoccupazioni, le nostre paure, e lui non fa eccezione".

"Ma io voglio parlargli da solo!" rispose il giovane elfo,di getto. "Solo che ho provato prima a contattarlo,ma non ha risposto.Ho bisogno di vederlo!"

"Temo che abbia chiuso la mente ad ogni contatto dall'esterno" rispose Haldir dopo aver chiuso gli occhi e cercato di contattare Elladan. "Se vuoi ti accompagnerò in camera sua, ma da qui ti sarà impossibile chiamarlo. Sai quanto sa essere testardo tuo fratello..."

Il giovane elfo scrollò il capo. "Oh, più di quanto tu non creda" rispose con uno strano lampo negli occhi."Se non è un disturbo, te ne sarei grato Capitano. Potrei perdermi, girando da solo in questo palazzo. Però" aggiunse preoccupato "sei sicuro che questo non ti causerà problemi con Elladan?"

"Mio caro Elrohir, io provengo da Lothlorien" disse Haldir con un lampo di divertimento negli occhi, avviandosi in direzione della camera di Elladan. "La nostra Signora mi ha insegnato a controllare la mia mente, anche a creare false informazioni se lo volessi. Nessuno può leggermi la mente se non sono io a volerlo, quindi Elladan non saprà nemmeno che io mi sto avvicinando alla sua stanza. In ogni caso, non è tipo da rinfacciare una cosa del genere, soprattutto a me".

Elrohir lo seguì, tirando un sospiro di sollievo. "Beh, lo so. Solo che già ti ho creato abbastanza problemi e non volevo peggiorare la situazione! Non so davvero come ringraziarti, Haldir..."

"Non devi ringraziarmi, Elrohir" sorrise di nuovo Haldir, notando con piacere che l'elfo sembrava essersi calmato rispetto a prima. Sperò segretamente che il suo umore non mutasse appena avesse attraversato quella soglia.

"Se c'è una cosa che non mi piace è vedere dei fratelli che litigano. Quindi cerco sempre di dare una mano quando c'è qualcosa che posso fare per loro".



 

 

Back