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Middle Earth Heroes -- Vers.1
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Elrohir si era alzato.
Quell'albero imponente aveva una strana influenza su di lui:lo faceva sentire
più sereno.
accarezzò la corteccia,e guardando verso l'alto vide la luce filtrare tra le
fronde.
gli venne voglia di raggiungerla,così si tolse il mantello dalle spalle
lasciandolo accanto alle radici e salì agilmente fino ai rami più alto.era
sempre stato bravo ad arrampicarsi.
una volta seduto sul ramo si guardò intorno.
sembrava tutto un gioco da lassù.gli errori,i problemi,le incomprensioni...tutto
spariva in un tripudio di colori e figure grandi un pollice sotto di lui.
il suo sguardo si fermò su due di queste,che camminavano verso di lui.
una delle due figure aveva i capelli biondi che rifulgevano come un piccolo
sole,contrastando incredibilmente con quelli dell'altra che li aveva
neri,perfettamente acconciati e che ricadevano come un soffice mantello sulle
spalle muscolose.
anche se non avesse avuto dalla sua la proverbiale vista elfica non avrebbe
avuto problemi a riconoscere i due.
Haldir ed Elladan.
Alzando gli occhi, come sentendo la presenza anche troppo familiare del
fratello, Elladan incontrò i suoi occhi per un lungo momento, prima di tornare a
fissare un punto indefinito davanti a sè come se nulla fosse successo.
Lo stava ignorando!Quel...quel...borioso irritante pieno di sè!Sapeva benissimo
che l'aveva visto,aveva sentito gli occhi color acciaio scivolare lungo la sua
persona,e allora...perchè?Non aveva neppure fatto caso a quello he aveva fatto
ai suoi capelli!Aspettò che i due fossero più vicini,poi con un balzo elegante
saltò giù dall'albero.Appoggiò la schiena al tronco e incrociò le braccia sul
petto,fissando con aria di sfida Elladan che diventava sempre più grande. Io
credo che sia proprio ora che parliamo, 'fratellino'.
Elladan dovette utilizzare tutto il suo self control per non sbuffare quando
vide il suo "caro" e tanto immaturo fratellino saltare in modo sgraziato
dall'albero. Si premurò di schermare bene i suoi pensieri, perchè lo conosceva
troppo bene e sapeva che avrebbe cercato di leggergli la mente.
Haldir guardò Elrohir con occhi grandi dalla sorpresa. Cos'aveva fatto quello
sciagurato? Sapeva della sua immaturità, ma quello era troppo! Immaginò la
vergogna di Elrond nell'avere un figlio del genere che aveva osato fare l'unica
cosa che un elfo non avrebbe mai e poi mai dovuto fare: tagliarsi i capelli.
Elladan dal canto suo proruppe in una risata priva di umorismo a quella scena.
"Ancora una volta hai dimostrato la tua pochezza, Elrohir" gli disse poi, con
voce alquanto fredda. "Se il tuo scopo era dimostrare ancora una volta quanto
sei immaturo ed evidentemente infelice di essere un elfo, direi che ci sei
riuscito in pieno. Ora potrai aggirarti soltanto da solo, visto che non avrai
accesso a nessun regno elfico, e gli umani ti tratteranno con eguale rispetto.
Immagino tu sia anche molto soddisfatto di te... no, aspetta, non dirmelo... sei
felice perchè così potrai infierire ancora una volta su nostro padre, giusto?"
Elrohir sentì le lacrime pungergli gli angoli degli occhi,ma mai e poi mai
avrebbe dato a quell'odioso la soddisfazione di vedere quanto male gli facessero
le sue parole,quindi le ricacciò indietro e gli rispose con lo stesso tono "E tu
ancora una volta hai dimostrato la tua superficialità,Elladan.Non mi aspettavo
certo che tu capissi cosa mi ha spinto a questo gesto,chi ha tutto non riuscirà
mai a vedere le cose come chi non ha niente!E perchè sei qui?Perchè il nostro
caro paparino ti ha mandato a chiamare e tu sei corso come una bestiolina
ubbidiente?Sei patetico!Se secondo te io ho gettato il mio orgoglio di elfo,tu
non l'hai mai avuto!"
"Non ho alcuna intenzione di sprecare il mio tempo con te" rispose Elladan, per
nulla turbato da quelle parole. Ormai ci era abituato, per lui il fratello era
un estraneo, e come tale andava trattato. "Non hai mai capito niente di me, nè
delle mie responsabilità, quelle che evidentemente non vuoi accettare. Mio padre
non mi ha chiamato qui, ma sono venuto a vedere cosa gli fosse successo. Ora
spostati, al contrario di te, io mi rendo conto che non esisto soltanto io
nell'universo. L'egoismo è sempre stato uno dei tuoi difetti più grandi".
Haldir osservava la scena senza fiatare. Non gli era mai successa una cosa del
genere con i suoi fratelli, nè mai l'avrebbe tollerata.
Ma Elrohir,contrariamente a quello che la sua testa lo implorava di fare,invece
di spostarsi fece un passo verso di lui."Beh,il tuo difetto più grande invece è
sempre stato scappare dai problemi invece di affrontarli!" si voltò verso Haldir.
"Sentiamo,ti ha chiesto dei tuoi fratelli?di quello che doveva essere il suo
'grande amore'?No,vero?Ne ero sicuro!Sei un vigliacco,Elladan,questo è
quanto!Stai scappando anche adesso,da me...ma si sa,forse hai ragione:è molto
più facile vivere come fai tu,piuttosto che sbatterci la faccia,contro quello
che non mi piace!"
Se c'era una cosa che Haldir non tollerava, a parte la mancanza di rispetto, era
qualcuno che parlava in quel modo dei suoi fratelli, l'unica famiglia che aveva.
"Adesso basta!" gridò, afferrando Elrohir per il colletto e scuotendolo in modo
molto brusco. "Ho ascoltato abbastanza da te, e non ho intenzione di tollerare
ancora questo atteggiamento! Non ti rendi conto di quanto sei odioso e
infantile? La vita privata delle altre persone non è affar tuo, tantomeno quella
dei miei fratelli e di coloro che gli sono vicini! Smettila di importunare gli
altri, e impara il senso dell'umiltà. Dovresti vergognarti, non ti rendi nemmeno
conto di quanto sei disgustoso".
Sbattendolo di lato e lasciandolo cadere contro l'albero, Haldir inviò un
comando silenzioso ad Elladan, che continuò a camminare al suo fianco come se il
fratello non esistesse.
Ben presto i due raggiunsero il palazzo, ma Haldir aveva ricevuto un messaggio
da Legolas, per cui aveva ben pensato di non disturbare la coppia.
"Vieni, ti mostro la tua stanza" disse ad Elladan, che annuì e lo ringraziò,
seguendolo verso un corridoio e poi all'interno di una enorme stanza con annessa
una sala da bagno.
Viste le relazioni che intercorrevano tra i due fratelli, Haldir aveva ben
pensato di sistemare Elladan al lato opposto di dov'era stato sistemato Elrohir.
E sperava che l'altro gemello andasse presto via da Minas Tirith, visto che la
sua presenza era alquanto molesta.
Elrohir rimase per un istante a guardare le loro schiene allontanarsi.Poi
lentamente si tirò su.Dannazione,era forte quell'elfo!Anzi,a ben
pensarci,chiunque sarebbe stato forte,se paragonato a lui.
Non era mai stato in grado di far capire al fratello cosa realmente pensasse o
provasse,e per quanto potesse decidere come comportarsi,poi quando se lo trovava
davanti faceva e diceva esattamente il contrario di ciò che avrebbe voluto.Era
una maledizione,forse.Comunque,si rendeva conto di aver esagerato,soprattutto
nei confronti di Haldir che non c'entrava nulla.E lui stesso non capiva perchè
gli fosse uscita di bocca una frase tanto acida.Non era nel suo carattere.Eppure
quando si trattava di Elladan diventava un'altra persona.Mah...
In ogni caso,doveva subito scusarsi con Haldir.Non si meritava la sua ostilità.
Così lo invitò mentalmente a raggiungerlo sotto il portico,cercando di
trasmettergli quanto fosse dispiaciuto per l'accaduto.
Haldir captò il messaggio, ma schermandolo da Elladan, gliene inviò un altro.
*Non credo che sia il caso, non adesso. Rifletti su quello che ti è stato detto,
e dammi del tempo. Non accetto che altre persone trattino male i miei cari o
quelli che li amano, tantopiù se queste persone lo fanno solamente per ferire
gli altri. Il tuo comportamento è deplorevole, non so perchè sei cambiato così
tanto, ma mi dispiace di constatare che non sei una delle persone con le quali
vorrei passare del tempo".
non lo faccio per ferire gli altri...è qualcosa che non capisco...e ho bisogno
dell'aiuto di qualcuno che sia in grado di darmelo.Ti prego,concedimi solo
qualche minuto.Non ti chiedo altro.Non sono poi così forte...
Si sedette di nuovo,sospirando.Lui non era cambiato,stava solo attraversando un
momento...difficile.Se Haldir lo conosceva davvero,forse avrebbe capito quanto
gli era costato dire quelle parole...
HALDIR-ELROHIR
Sospirando tra sè e sè, Haldir alla fine decise di dare quest'ultima possibilità
ad Elrohir. Anche se non aveva detto niente ad Elladan, e sapeva che non poteva
leggergli la mente perchè non lo permetteva a nessuno, il Capitano era sicuro
che l'elfo avesse già capito chi l'avesse chiamato.
Qualche momento dopo aveva raggiunto l'altro figlio di Elrond, e lo fronteggiò
con le braccia incrociate sul petto, i capelli dorati che ricadevano ai due lati
del volto sembravano essere fili di seta.
Elrohir guardò i lunghi capelli d'oro del Capitano,e per un momento sentì
un'intensa nostalgia per i suoi.Poi però si riscosse:non era il momento di
perdersi in fantasticherie.Doveva parlargli."Mi dispiace,Haldir"cominciò"non
avevo nessuna intenzione di offendere o ferire la tua famiglia.Solo che...quando
mi trovo davanti ad Elladan avrei mille cose da dirgli,ma mi escono solo parole
dure.E non capisco perchè!Anche la storia che ebbe con tuo fratello;mi ha fatto
male!!Ma non ne capisco il motivo!Ti prego,aiutami,io non voglio che lui mi
odi..." e mentre diceva queste parole le lacrime che aveva trattenuto fino a
quel momento decisero di liberarsi "ma forse è troppo tardi..."
"Se vuoi veramente crescere, dovrai lasciare invidia e gelosia da parte, Elrohir"
disse Haldir con voce pacata, senza muoversi di un millimetro. "Quello che fa
Elladan è parte della sua vita, delle sue esperienze in quanto elfo, e non ha
nessun dovere di spiegare a te cosa lo ha portato a fare determinate scelte.
Dovresti essere solamente felice per lui, perchè ti posso assicurare che con
Rumil lui era molto, molto felice. Questo è quanto. Fa parte della loro vita,
non puoi pretendere di intrufolarti anche in questo..."
Il giovane elfo dandogli le spalle colpì col pugno serrato il tronco dell'albero
dietro di lui."Non sono geloso,maledizione!"si morse il labbro inferiore,mentre
il volto era ormai rigato dalle lacrime che non controllava più."Quello che
sentivo era una stretta allo stomaco quando lo vedevo sorridere...perchè con me
non aveva mai sorriso così..."tornò a guardare il biondo Capitano e sorrise
tristemente. "A quanto pare,poi,il dolore non se n'è ancora andato.Sento la
stessa sofferenza quando i suoi occhi mi guardano come se non mi vedessero,e
vorrei solo gridargli 'sono qui!accorgiti di me!' e finisco con l'attaccarlo,per
paura che capisca quanto una sua parola abbia influenza su di me."
Haldir era ormai praticamente sicuro che si trattasse di un caso lampante di
gelosia, ma preferì tenersi tutto per sè, schermando bene i suoi pensieri come
al solito.
"Forse ha smesso di guardarti perchè tutto quello che gli hai sempre trasmesso è
odio e ostilità" suggerì tranquillamente. "Forse non vuole più tollerare il tuo
atteggiamento e ha deciso di far finta di non avere più un fratello, ci hai mai
pensato?"
Elrohir abbassò il capo."Forse"rispose incerto."Ma come posso fare a fargli
capire che si sbaglia?"Fu proprio mentre diceva quelle parole che un pensiero lo
attraversò come un fulmine a ciel sereno:e se invece fossi proprio
tu,inconsciamente,a non voler essere suo fratello?Il giovane elfo sgranò gli
occhi,sorpreso,e rimase ancora più sorpreso nel rendersi conto che era davvero
così.Era come se una parte di lui rifiutasse quel ruolo,anche se non era mai
riuscito a spiegarsene il motivo.si guardò intorno:chi gli aveva comunicato
quella verità?chi lo aveva capito così bene?si augurò che il Capitano non avesse
colto nulla,non voleva che lo giudicasse peggio di come già faceva.
Haldir scosse la testa quando percepì quei pensieri. Elrohir poteva essere bravo
a cercare di bloccare gli altri fuori dai suoi pensieri, ma lui aveva centinaia
di anni più di lui, ed era vissuto in un regno dove grazie a Galadriel molti
ormai conoscevano tutti i segreti della mente.
"Forse non è lui a sbagliarsi, Elrohir. Forse sei tu, non essere presuntuoso.
Forse sei tu che ti sei sempre sbagliato... impara a dare valore a tuo fratello,
perchè un giorno potresti scoprirti veramente solo..."
"è quello il problema!sono già solo!e credimi,lo so quanto vale...lo so...e lo
ammiro anche,per questo,dannazione,lo ammiro molto!solo che non ho mai saputo
dimostrarglielo,avevo paura di sembrargli ancora più inferiore.."nel petto del
ragazzo si allargava un dolore sempre maggiore.Haldir era molto duro con lui.sapeva
perfettamente che aveva ragione,ma in quel momento...avrebbe voluto essere anche
rassicurato!
"Forse te lo sei meritato, Elrohir" rispose Haldir con una scrollata di spalle
indifferente. "Non ti è dovuto tutto, dovresti impegnarti per cercare di
guadagnarti le cose invece di fare la vittima. Sarebbe più facile per tutti, te
per primo".
"Cosa proponi,Haldir?" domandò il giovane elfo."Vorrei lasciarmi alle spalle il
passato e ricominciare...anche se so che non condividi la mia scelta,ho dovuto
marcare la mia decisione in modo indiscutibile,e l'ho fatto soprattutto per me
stesso.Credo di essere stato io,il vigliacco..."
"Non è con me che devi parlarne, Elrohir" rispose Haldir. "L'unico che può darti
le risposte che cerchi è tuo fratello Elladan. Nessun altro potrà mai dirti cosa
fare, anche se sono sicuro che tante persone si dimostreranno disponibili,
dicendoti di fidarti di loro o cercando di farti proposte allettanti. Ricordati
sempre di Elladan, e ricorda anche che sei a un passo dal perderlo per sempre.
Solo un piccolissimo passo, e potrebbe crearsi un baratro che più niente
riuscirebbe a colmare".
Elrohir impallidì. "E tu...credi che io l'abbia già fatto,quel passo?O posso
ancora sperare di risolvere le cose?Io non lo voglio perdere..."
"Oggi ci sei andato molto vicino, Elrohir" rispose Haldir con tono grave.
"Troppo."
invece di preoccuparsi, il giovane gioì interiormente. vero, c'era andato
vicino, ma le parole del Capitano lasciavano intendere che aveva ancora qualche
speranza!"Cosa suggerisci, Haldir?"chiese quindi sperando in un consiglio da
parte dell'uomo che,oltre ad essere saggio,sembrava conoscere suo fratello
meglio di lui.Una fitta di gelosia lo trafisse,a quel pensiero.
"Suggerisco di parlare con lui, decisamente" rispose Haldir, sorridendo
finalmente al giovane e inesperto elfo di fronte a lui. "Sii sincero, per una
volta. Altrimenti rovinerai tutto.."
Il cuore di Elrohir riprese a battere normalmente, mentre il ragazzo si calmava.
"Lo farò!" rispose quindi, sorridendo a sua volta. "A dire la verità lo avrei
già fatto,se me lo avesse permesso...anche se forse è meglio così,ora sono più
preparato all'incontro." Il sorriso del Capitano dava ad intendere che aveva
capito, che non lo riteneva cattivo."Mi perdoni?" chiese tuttavia titubante."Io
davvero...non volevo offendere nè te nè Rumil..."
"Nessuno è perfetto, Elrohir" rispose Haldir con un altro sorriso benevolo.
"Nonostante gli umani pensino che noi siamo creature perfette, anche il migliore
di noi ha sempre qualche piccolo difetto. So che non volevi offendere nè me nè
la mia famiglia, ma hai solo bisogno di imparare a pensare prima di parlare, e
lasciare da parte il tuo orgoglio mentre lo fai".
"Hai ragione, Haldir. Lo farò. Ora..." lo guardò titubante "Credi di potermi
aiutare a convincere mio fratello a parlare con me? Mi rendo conto che tu alla
fine lo conosci meglio di me, e questo...fa male..."ammise.
"No, questo non posso farlo, Elrohir" rispose Haldir. "Hai ragione,
probabilmente conosco Elladan meglio di te, ma questo è perchè ho cercato di
essere come un fratello per lui, senza condannarlo di continuo per cose di cui
non ha colpa, e senza aspettarmi sempre la luna... io credo che tu debba
parlarci da solo, e debba renderti conto che tuo fratello non è perfetto come tu
pensi. Tutti abbiamo le nostre preoccupazioni, le nostre paure, e lui non fa
eccezione".
"Ma io voglio parlargli da solo!" rispose il giovane elfo,di getto. "Solo che ho
provato prima a contattarlo,ma non ha risposto.Ho bisogno di vederlo!"
"Temo che abbia chiuso la mente ad ogni contatto dall'esterno" rispose Haldir
dopo aver chiuso gli occhi e cercato di contattare Elladan. "Se vuoi ti
accompagnerò in camera sua, ma da qui ti sarà impossibile chiamarlo. Sai quanto
sa essere testardo tuo fratello..."
Il giovane elfo scrollò il capo. "Oh, più di quanto tu non creda" rispose con
uno strano lampo negli occhi."Se non è un disturbo, te ne sarei grato Capitano.
Potrei perdermi, girando da solo in questo palazzo. Però" aggiunse preoccupato
"sei sicuro che questo non ti causerà problemi con Elladan?"
"Mio caro Elrohir, io provengo da Lothlorien" disse Haldir con un lampo di
divertimento negli occhi, avviandosi in direzione della camera di Elladan. "La
nostra Signora mi ha insegnato a controllare la mia mente, anche a creare false
informazioni se lo volessi. Nessuno può leggermi la mente se non sono io a
volerlo, quindi Elladan non saprà nemmeno che io mi sto avvicinando alla sua
stanza. In ogni caso, non è tipo da rinfacciare una cosa del genere, soprattutto
a me".
Elrohir lo seguì, tirando un sospiro di sollievo. "Beh, lo so. Solo che già ti
ho creato abbastanza problemi e non volevo peggiorare la situazione! Non so
davvero come ringraziarti, Haldir..."
"Non devi ringraziarmi, Elrohir" sorrise di nuovo Haldir, notando con piacere
che l'elfo sembrava essersi calmato rispetto a prima. Sperò segretamente che il
suo umore non mutasse appena avesse attraversato quella soglia.
"Se c'è una cosa che non mi piace è vedere dei fratelli che litigano. Quindi
cerco sempre di dare una mano quando c'è qualcosa che posso fare per loro".
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