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Wind


L' uscita repentina di Aragorn dal palazzo lasciò sconcertato Gandalf. Non sapeva cosa poteva essere successo ma di sicuro doveva essere urgente se Lady Gilraen richiedeva la sua presenza immediata. Repentinamente i suoi pensieri accorsero alle ultime notizie e nel suo cuore iniziò a farsi largo la speranza di un desiderio esaudito.

" Vogliate scusarmi, ma devo assolutamente parlare con il re " disse Gandalf ai suoi compagni che scherzavano.

E giratosi, si affrettò verso la stalla...

" Allora siamo rimasti soli Frado? Bene. Vieni a passeggiare con me e raccontami di ciò che è accaduto in mia assenza " chiese la stella del vespro all' hobbit che le sorrideva

Frodo aveva accompagnato Arwen nei giardini del palazzo ed ora si trovavano seduti su una panchina sotto una grande pianta al riparo dal sole.
Il giovane hobbit osservava in silenzio l'orizzonte... da giorni si sentiva inquieto, non lo aveva detto a nessuno ma il dolore alla spalla era tornato ad essere insistente.
Non voleva preoccupare inutilmente Aragorn già afflitto dai suoi problemi e poi, con molta probabilità, si trattava solo di un pò di stanchezza passaggera.
- Ho deciso di tornare a Minas Tirith dopo essere tornato nella Contea, mi mancavano i miei amici, soprattutto Aragorn, - iniziò a dire sorridendo ad Arwen - però non posso negare che Sam, Merry e Pipino mi manchino moltissimo. Non è stato facile scegliere di lasciarli, ma loro dovevano vivere la loro vita indipendenti da me, senza doversi preoccupare di tutto ciò che mi poteva riguardare... ogni tanto, soprattutto la notte, mi sveglio di colpo... rivedo quegli ultimi momenti nel cratere del monte Fato... e ripenso a Sam e a tutto quello che ha fatto per me... è sento la sua mancanza, ma ora lui ha Rosie ed è felice... e poi qui io sono circondato dall'affetto di tutti ed il cibo è ottimo. -
Detto questo guarda la donna al suo fianco e si mise a ridere.

" Posso capire quello che provi, Frodo. Ma sento che c' è qualcosa di più profondo che ti turba. Come se il tuo animo non riuscisse a risollevarsi. I ricordi sono vivi in noi per permetterci di andare avanti, dandoci forza nelle avversità e permettendoci di non compiere gli stessi errori. Ma io sento che tu hai quasi paura di essi. Sbaglio forse? E poi vedo che continui a portare la mano alla tua spalla. E' lì che ti ha ferito il Nazgul? " chiese innocentemente Arwen, sotto lo sguardo sorpreso dell' amico.
Frodo riflettè un attimo sulle parole di Arwen, poi le disse:
- No, non ho paura dei ricordi, essi mi aiutano ad andare avanti. Alcuni di essi sono legati a momenti molto belli della mia vita e non me ne separerei mai. Ma altri, quelli più dolorosi li cancellerei se fosse possibile, ma purtroppo non lo è... - l'hobbit si fermò un istante continuando a fissare l'orizzonte -... sì questa è la spalla dove sono stato ferito, ecco un altro ricordo che vorrei cancellare. -

" E' a quelli belli che devi attaccarti, per sconfiggere quelli peggiori, ma anche loro hanno una funzione. Quella di permetterci di non sbagliare più. La ferita del Nazgul non si rimarginerà mai del tutto... Lo sai anche tu, Frodo. Ma il suo ricordo, per doloroso che sia, ti consente di ricordare tutto il male che l' ha scaturito, e di evitare che possa accadere di nuovo. Anche se sorgono novi pericoli e nuove minacce, c' è sempre la speranza che il bene trionfi. Non sei d' accordo? "

- Sì sono d'accordo, con la Guerra contro Sauron abbiamo dimostrato che tutto è possibile. Dunque non mi resta che sorridere al futuro.-

Detto questo l'hobbit si alzò.

- Ora se vuoi ti posso accompagnare alle tue stanze, poi raggiungerò Gandalf, voglio parlare un pò con il mio vecchio amico.-

**********************

Ormai era scesa la sera e Frodo si trovava nella sua stanza.
Era comodamente seduto allo scrittoio e di fronte a lui un foglio bianco... aveva voglia di scrivere a Sam, di parlare con lui...
La chiacchierata fatta nel pomeriggio con Arwen gli aveva fatto sentire ancora di più la mancanza dei suoi amici, si sentiva solo.
A Minas Tirith si trovava molto bene, tanto era l'affetto che lo legava ad Aragorn, ma ora il Re era sempre più impegnato e purtroppo erano ormai rare le volte che avevano tempo di scambiare poche parole in tranquillità.
Si alzò dallo sgabello ed aperte le finestre uscì sul balcone respirando l'aria fresca della sera. Le stelle brillavano nel cielo ed il suo pensiero corse inevitabilmente a tutte le notti passate a dormire sotto un cielo così bello ma che lui non riusciva più a vedere, troppo era il peso dell'Anello...
Un brivido gli corse lungo la schiena al solo ricordo di quell'oggetto, così piccolo e così malvagio.
Doveva riposare ora, i prossimi giorni sarebbero stati pieni di novità, ne era certo. Gandalf non recava buone notizie e lui aveva paura che quella pace tanto agoniata presto sarebbe stata messa di nuovo in pericolo.
Lentamente si svestì e si mise a letto, poi cadde in un sonno senza sogni e, per una volta, senza incubi.

 

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