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Middle Earth Heroes -- Vers.1

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Wind


 


 Quando i primi raggi di sole entrarono dalla finestra Boromir era già da diverse ore sveglio.
Le parole di Faramir continuavano a ronzargli nella mente, non sapeva cosa fare.
Non voleva perdere suo fratello, ma nemmeno Gilraen.
Il suo cuore era combattuto... cosa poteva fare?
Si decise a lavarsi e vestirsi, poi uscì dalla sua stanza.
"Forse l'aria fresca mi schiarirà un pò le idee".
Così si avviò per i corridoio del palazzo... tutto quello che vedeva era legato al suo passato, ai suoi ricordi.

Subito dopo il vivido sogno con Galadriel, Haldir piombò in un sonno profondo. Se anche aveva sognato dell'altro non lo ricordava, ma quando si svegliò ebbe la certezza che suo fratello Rumil fosse là a Minas Tirith.
Doveva aver viaggiato per tutta la notte per arrivare al più presto in città, e il Capitano si trovò a sorridere a quel pensiero.
Alzandosi in piedi, si affrettò a raggiungere l'ingresso principale del palazzo. Le vibrazioni che giungevano da Elladan e Rumil non erano esattamente quelle che si era aspettato.

Haldir si stava incamminando per i lunghi corridoi di palazzo quando si imbattè in Boromir. L'uomo pareva alquanto sconsolato e pensieroso, e l'elfo per un lungo momento si chiese se avrebbe dovuto disturbarlo. Quando si decise ad avvicinarsi lo fece soltanto perchè pensava che avrebbe potuto aver bisogno di un buon amico col quale parlare.

"Buongiorno, Boromir di Gondor" gli sorrise. "Non posso fare a meno di notare dal tuo volto che hai dormito pochissimo..."

Boromir si girò quando sentì la voce di Haldir.
Gli sorrise stancamente e lo salutò con un cenno del capo.
- Sì non ho dormito molto, un pò di pensieri... passeranno Haldir. Anche tu non sembri molto riposato a dire il vero... -


"Ti capisco" rispose l'elfo con un sospiro. "Hai ragione, ho dormito poco e male... suppongo che spesso non si riescano a chiudere le preoccupazioni e i dubbi fuori dalla porta prima di mettersi a letto..."

- Haldir cosa devo fare?- chiese Boromir quasi in un sussurro.
Non sapeva nemmeno lui perchè aveva fatto quella domanda proprio all'elfo, forse perchè era l'unico che gli aveva dimostrato di capirlo più di tutti gli altri.
O forse aveva solo bisogno di aiuto, per la prima volta in vita sua non sapeva cosa fare... non era il guerriero forte, coraggioso di sempre... era solo un uomo innamorato in quel momento, un uomo a cui pareva che il suo mondo e le sue certezze stessero crollando come un castello di sabbia.

Haldir si voltò a guardare Boromir, sorpreso dal tono disperato che aveva usato l'altro. Cosa stava succedendo?
Ad un tratto ripensò alle conversazioni a pranzo, poco prima che Elrohir desse ancora una volta prova della sua immaturità. Faramir e Gilraen. Ecco cosa lo turbava tanto.
"Saresti disposto a dividerla con qualcun altro?"

Boromir conosceva perfettamente la risposta a quella domanda... la conosceva così bene che si sentì egoista come mai prima di quel momento, ma sapeva che era inutile nascondere i suoi pensieri ad Haldir. In quel momento lui era vulnerabile e l'elfo non avrebbe avuto problemi a leggere la sua mente anche se sapeva che non lo avrebbe mai fatto contro la sua volontà.
- No Haldir, non sono disposto a dividerla con nessuno. Sono egoista e me ne rendo conto, ma Gilraen è tutta la mia vita... la persona più importante... non ho mai amato nessuno come amo lei e ti giuro che combatterò come non ho mai fatto prima per riguardagnarmi la sua stima ed il suo amore... solo come devo fare? Tutto ciò che faccio, che dico... lei lo prende per il verso sbagliato... sai, ho quasi paura a rivolgere la parola... Valar... è una situazione ridicola... -

"Neppure per tuo fratello?" gli chiese Haldir, poggiandogli una mano sulla spalla in un gesto che allo stesso tempo era amichevole ma anche volto a fermarlo nell'eventualità che avesse un altro dei suoi scatti d'ira. Sembrava che da quando era tornato accadeva sempre più spesso.
"Se lei sceglierà, inevitabilmente uno dei due resterà solo e col cuore spezzato, Boromir..."

Boromir riflettè alle parole di Haldir, sapeva che l'elfo aveva ragione, uno dei due avrebbe inevitabilmente sofferto.
Strinse i pugni nervosamente, amava Gilraen e la voleva per sè, ma, allo stesso tempo odiava l'idea di veder star male Faramir.
Avrebbe voluto fare tutto quanto era in suo potere per non procurare dolore alle due persone più importanti della sua vita.
- Haldir... - disse - sarò io! Io ad avere il cuore spezzato... e non mi interessa. C'è una sola cosa che voglio, la felicità delle due persone più importanti per me. Non posso combattere contro mio fratello... non posso farlo. Quanto ha già sofferto a causa mia? Ha bisogno ora di essere felice... non credo ci sia altro che io possa fare. Tu cosa dici? -

"Sai Boromir..." iniziò l'elfo, sospirando quasi tra sè e sè. "Noi elfi non ci diamo tante regole come amate fare voi umani. Ci comportiamo in modo spontaneo e naturale, soprattutto quando facciamo i conti con l'amore. Per noi non è scandaloso amare qualcuno dello stesso sesso come lo è per voi... e non è poi così male condividere una persona, soprattutto se si tratta di due uomini che amano la stessa donna. Credimi, l'ho visto succedere, e anche se non credo sia stato facile da accettare, è stato sicuramente meno doloroso di una scelta. Perchè scegliere poi? Sei sicuro che lei sceglierebbe Faramir? E se scegliesse te, sei sicuro del fatto che non ti tormenterai chiedendoti se stia pensando a tuo fratello? No, Boromir. So che non è facile, ma tenta di liberarti dei tuoi schemi mentali da umano, e pensa come un elfo... almeno per un momento, considera tutte le possibilità".


Boromir riflettè un attimo alle parole dell'elfo, poi sorrise guardandolo e gli disse:
- Capisco cosa intendi Haldir... ma mettiamo che io mi liberi dei miei schemi, so che potrei, chi mi dice che Faramir e Gilraen siano in grado di fare lo stesso? -


"Meglio rischiare anche di perdere tutto o vivere per sempre col rimorso, chiedendoti cosa sarebbe potuto succedere se tu avessi osato di più?" gli chiese enigmaticamente Haldir.

Boromir stava per rispondere ad Haldir ma dei passi attirarono la sua attenzione.
Quando si girò vide Faramir e Gilraen venire verso di loro... il suo cuore perse un colpo.
"Ecco ci siamo..." pensò l'uomo.





 

 

 

 

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