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Wind


 

Gandalf sorrise al giovane uomo e gli disse:
- Non temere Faramir, non ci sono problemi. In questi giorni abbiamo tutti la testa altrove. -

In quel momento Elrohir entrò in sala da pranzo. Aveva capito che la conversazione tra Aragorn e Gilraen sarebbe andata per le lunghe e aveva deciso di raggiungere gli altri. Sorrise ai commensali di cui incrociò gli sguardi e si sedette poi in un angolo. Vide Elladan con Rumil, e sentì una fitta di gelosia nel petto. Ma non disse una parola. Aveva avuto la sua occasione, l'aveva sprecata. Il fratello si era allontanato da lui, era libero...libero di essere felice con chi voleva. Si sentiva fuori luogo, completamente. *Perchè sono venuto qui?* si chiese con amarezza.


Dopo aver scambiato due parole con Faramir, Gandalf tornò alla sua colazione, ma l'entrata nella sala di Elrohir catturò la sua attenzione.

Si accorse della tristezza nello sguardo del giovane figlio di Elrond.

Alzandosi dal tavolo si avvicinò a lui.

- Buon giorno Elrohir. - gli disse sedendosi al suo fianco.

"Gandalf..." mormorò il giovane elfo. Poi, dopo averlo guardato per un istante, gli sorrise amaramente.

"Le cose non sono cambiate un granchè dal nostro ultimo incontro..."

Gandalf sorrise al ragazzo e gli appoggiò una mano sulla spalla.

- Elrohir ricorda le parole di un vecchio. I problemi vanno affrontati. Anche quando sembrano insommortabili... devi avere un pò più di fiducia in te e nelle tue capacità... -

Il sorriso di Elrohir si allargò un poco.

"E' che non so come farlo. Vedi,ho ferito una persona a cui voglio bene senza volerlo, e non sono riuscito a fargli capire che l'ho fatto solo perchè avevo paura..."

Poi si fermò un attimo,come inseguendo un pensiero,e poi guardò di nuovo l'Ishtaro domandandogli "Gandalf,è normale avere più paura di amare che di correre rischi materiali ben più pericolosi?"

Gandalf osservò un attimo in silenzio Elrohir, poi disse:

- Non sono forse la persona più adatta a parlare d'amore mio caro, ma di una cosa sono certo: paura ed amore non possono stare insieme. Si può avere paura di far del male all'amato e basta! Tutto il resto deve essere solo amore amico mio... purchè l'amore sia vero saprà affrontare qualsiasi prova, qualsiasi difficoltà. Se c'è paura c'è il rischio di perdersi prima di trovarsi... -

"e questo all'amato come lo fai "capire?" domandò Elrohir scherzosamente. "Se è l'altra persona che ha paura di essere ferita e non vuole lasciarsi andare...come si fa a fargli capire che non gli si vuole fare del male ma solo stargli vicino?"

Gandalf riflettè un attimo poi disse:
- Con tanta pazienza mio caro Elrohir... tantissima pazienza... -

*Proprio quella che a me manca...* pensò l'elfo.
poi proseguì:"sai, il re voleva mandarmi tra gli uomini a verificare la situazione, e ne ha parlato a Gilraen che però si è dimostrata contraria. Poi, dato che continuavano a scambiarsi sguardi imbarazzati, come se fossi di troppo, ho preferito lasciarli parlare tra loro e sono venuto qui. Appena avranno finito,mi richiameranno, no? Gilraen non mi conosce, e mi sembra più che normale che sia diffidente nei miei confronti..."

- Strane idee passano nella mente di Aragorn, ma non credo di manderà a fare nulla di simile. Se lo conosco abbastanza bene come credo il nostro Re ha voluto solo vedere la tua reazione. Comunque credimi, se avrà bisogno di te immagino che ti farà chiamare. -

"la mia reazione?in che senso?io voglio solo rendermi utile,fare qualcosa....non sp che dire di più..."

- Elrohir cerca di capire Aragorn. Lui è il Re. Ha bisogno di fidarsi di coloro che lo circondano e lavorano con lui. Devi ammettere che ieri sera non hai dato segno di grande maturità e questo può aver preoccupato Elessar... - rispose l'Istaro.

"Hai ragione,hai perfettamente ragione" rispose Elrohir chinando il capo. "E' stata una giornata piuttosto dura per me, ieri. Cosa mi suggerisci? Non posso stare con le mani in mano mentre...!" si fermò di botto arrossendo. Non poteva parlare a Gandalf del suo desiderio di dimostrare al fratello che...

Gandalf guardò il giovane elfo e gli disse:
- Mentre? -

Non c'era niente da fare,qualcosa avrebbe dovuto dire. *D'accordo, cominciamo dalla cosa più facile* pensò l'elfo.

"Mentre tutti rischiano la vita e si rendono utili. Non sono mai stato un buon guerriero, un buon figlio, un buon fratello, un buon amico. Ho sbagliato, lo so, ma se nessuno mi aiuta non so come cambiare! E in questo momento mi sento ancora più inutile, ecco la verità."

*Senza contare che mio fratello si sta allontanando da me per l'ennesima volta e non so come fermarlo* si disse.

Poi, sottovoce, aggiunse "Alla fine tutte le persone a cui tengo mi lasciano."


Gandalf riflettè un attimo poi disse:

- Elrohir non hai mai pensato che sia proprio questo atteggiamento vittimistico che ti allontana dalle persone alle quali tieni? Non credi di essere abbastanza grande da prendere in mano la tua vita, da fare le tue scelte e soprattutto Elrohir cambiare non è facile, ma lo si fa sempre da soli. Difficilmente troverai qualcuno che ti aiuterà, per cambiare devi crescere... -

Elrohir guardò l'anziano saggio con sguardo perso e confuso. Non sapeva davvero cosa fare. Poi però si riscosse e disse, deciso:

"La cosa importante ora è scoprire chi è che sta seminando il terrore e la morte, e mettergli un freno. Ai miei problemi egoistici penseremo poi. Vorrei solo poter essere di qualche aiuto."

- Non preoccuparti Elrohir, qualcosa da fare ci sarà per tutti... credimi... -

Elrohir sospirò. "Beh, allora aspetterò paziente che qualcuno mi dica quale sarà il mio compito. Cercherò di svolgerlo al meglio, puoi dirlo tu al re, qualunque esso sia. Io esco a fare due passi,non mi sento molto bene. Ti prego di perdonarmi" concluse alzandosi e uscendo dalla sala, dopo aver salutato Gandalf con un cenno del capo.



 

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