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Design & Graphics
by:Gilraen
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Faramir fu scosso dall'invito dell'elfo: perché voleva parlargli?
Da quando l'aveva conosciuto, subito dopo la Guerra dell'Anello, non
si erano parlati spesso e mai da soli.
Subito capì: come elfo, Legolas doveva aver sentito quello che era
successo prima, nella stanza di Boromir.
"Certo. Andiamo in giardino, vuoi? Così potremo parlare più
liberamente" disse Faramir: sentiva ancora il peso della discussione
con Boromir e Gilraen. Aveva proprio bisogno di parlarne con qualcuno!
Legolas sorrise in modo rassicurante a Faramir, aveva percepito il
fatto che inizialmente l'uomo non sembrava molto convinto, però poi
dal suo tono dedusse che non era ostile.
Lo guidò fin nei giardini, premurandosi di portarlo in un'area semi
nascosta dalla vegetazione, in modo che non li sentissero orecchie
indiscrete.
Dopo essersi seduto su una panchina, l'elfo attese che Faramir facesse
lo stesso, chiedendosi se avrebbe iniziato a parlarne da solo.
Faramir continuava a guardare in terra, incapace di rivolgere lo
sguardo verso l’altro. Era ancora turbato: i suoi pensieri si
confondevano in lui, non sapeva da dove cominciare.
Poi sussurrò: “Sono un mostro… mi sono innamorato di Gil e ho rovinato
la sua felicità e quella di Boromir…dovevo stare zitto e nascondere i
miei sentimenti. Ma non potevo. L’amo e voglio stare con lei.”
Guardò negli occhi l’elfo: “L’amore è sempre così doloroso?”
Legolas posò una mano sulla spalla del giovane, stringendola in un
gesto di solidarietà. Conosceva molto bene la confusione, la paura e
il dolore di certi momenti, in quanto aveva provato tutte quelle
sensazioni non molto tempo prima.
"Se la ami perchè ti arrendi in questo modo?" chiese Legolas a quel
punto. "Lo vedo chiaramente dal tuo volto, che ti sei già arreso.
L'amore può essere doloroso ma se si lotta per salvaguardarlo e per
stare con la persona che si ama, allora questo sentimento ti può
rendere la persona più felice di questo mondo. Credimi, Faramir".
"Oh, ma io vorrei lottare per lei, vorrei dimostrarle il mio amore. Ma
appena vedo mio fratello, la sua sofferenza... Beh, il mio cuore perde
tutto il coraggio e non ce la faccio. Non posso farlo soffrire".
Faramir sospirò "E non posso nemmeno far soffrire Gil come sto facendo
in questo momento. Lei era già confusa per i suoi sentimenti per
Boromir e io ho peggiorato la situazione rivelandole il mio amore. Ora
lei non sa cosa fare e per non farci litigare preferisce andarsene."
Si chinò e si prese la testa tra le mani: "Sono così confuso..."
"Su cosa sei confuso, Faramir?" gli chiese Legolas con gentilezza.
"Sei confuso sui tuoi sentimenti per lei? Vedi anch'io mi trovavo in
una posizione scomoda fino a poco tempo fa. Dovevo tenere a bada i
miei sentimenti perchè pensavo che Elessar fosse felice con Arwen
quando invece non lo era. Qualunque cosa facessi sembrava sbagliata,
avrei fatto soffrire sia lui che Arwen. So quanto tu ti possa sentire
solo e confuso perchè lo ero anch'io! L'unico punto fermo era e
resterà sempre il mio amore per Elessar..."
Faramir sorrise vedendo la gioia dipinta sul volto dell'elfo nel
ricordare il suo amore per Aragorn: "No, Legolas. L'unico punto fermo
della mia vita è il mio amore per Gilraen. Mi ci è voluto un po' di
tempo per capirlo, però ora che so cosa provo veramente per lei voglio
essere libero di amarla."
Il suo sguardo si perse nella contemplazione del giardino: "Il mio
amore per Gil e per Boromir sono le uniche due certezze della mia
vita..."
"Eppure c'è qualcosa che non permette che questo amore venga fuori,
giusto?" chiese Legolas a quel punto. "Qualcuno di voi tre non è
d'accordo per quanto riguarda lo stare insieme, ma tu non mi sembri di
quest'opinione. Chi è, Faramir? Tuo fratello? E Gilraen cosa ne pensa
di tutta questa situazione?"
Faramir rifletté un attimo, prima di rispondere. Stava raccogliendo i
suoi pensieri su quanto era successo poco prima, in camera di Boromir.
"Pur di stare con Gil avrei accettato di dividere il suo amore con mio
fratello. Tra noi uomini è una cosa insolita, solitamente se un uomo o
una donna ha una relazione con un'altra persona ciò avviene di
nascosto. E in maniera ipocrita: basta che il resto del mondo non
sappia... Ma quello che ho proposto a Gil e Boromir non era un
tradimento bensì un'unione. Ti sembrerà un'idea stupida ma era l'unica
soluzione che mi è venuta in mente per evitare la sofferenza futura.
Ma Gil e Boromir non sono di questo avviso: lei teme il dolore futuro,
un nostro tradimento; lui la ama talmente tanto da non volerla
dividere con nessuno. Posso capire i loro sentimenti, ma non riesco a
vedere un'altra via di uscita che non comporti il dolore per qualcuno
di noi... o per tutti e tre..."
"Non lo trovo per niente stupido" si affrettò a rispondere l'elfo.
La morale degli uomini era ancora qualcosa d'incomprensibile per
Legolas, nonostante lui avesse trascorso lunghi anni in mezzo a loro.
A volte sembrava che, nonostante tutto, l'ego umano fosse così fragile
che potesse andare in pezzi al primo segno di competizione. Era questo
il problema di Boromir? E la paura di Gilraen?
"La tua proposta è stata un atto di grande saggezza, Faramir. Non
tutti potrebbero anche solo pensare a una situazione del genere eppure
tu ti sei offerto di fare un tentativo per il bene di tutti. Non
capisco le paure di Gilraen, anche se credo che faccia male pensare
che un giorno si possa essere accantonati in favore di qualcun altro.
Le possibilità di tradimento ci sono sempre, sia in un rapporto a due
che in uno a tre. Il trucco sta nel fidarsi dell'altro e lasciargli la
sua libertà. Se poi il tradimento avviene lo stesso, allora vuol dire
che quella persona non ci meritava, non trovi? Per quanto riguarda
Boromir lo sappiamo tutti che è sempre stato geloso...Però forse se
voi tre cominciaste a passare più tempo insieme, senza pensare ai
legami o alle implicazioni che essi comportano, quei due potrebbero
abituarsi all'idea. Quello che ho notato in tutti questi anni passati
tra gli umani è che spesso le cose non dette si accettano meglio
perchè avvengono in modo spontaneo, mentre si ha molta più paura delle
parole e delle implicazioni che esse comportano".
Faramir si voltò verso l'elfo e gli sorrise: "Grazie. Avevo bisogno di
queste parole."
Gli strinse la mano con amicizia: "Ora però sarà meglio pensare alla
cattura dell'assassino..."
Legolas ricambiò il sorriso e la stretta, poi si alzò in piedi.
"Và pure nella sala da pranzo, Aragorn arriverà presto e quando ci
saremo tutti potremmo organizzare quest'imboscata".
Prima di allontanarsi, l'elfo si voltò ancora una volta. "E non
esitare a cercarmi se mai avessi bisogno di parlare con me!"
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