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Faramir fu scosso dall'invito dell'elfo: perché voleva parlargli? Da quando l'aveva conosciuto, subito dopo la Guerra dell'Anello, non si erano parlati spesso e mai da soli.
Subito capì: come elfo, Legolas doveva aver sentito quello che era successo prima, nella stanza di Boromir.
"Certo. Andiamo in giardino, vuoi? Così potremo parlare più liberamente" disse Faramir: sentiva ancora il peso della discussione con Boromir e Gilraen. Aveva proprio bisogno di parlarne con qualcuno!

Legolas sorrise in modo rassicurante a Faramir, aveva percepito il fatto che inizialmente l'uomo non sembrava molto convinto, però poi dal suo tono dedusse che non era ostile.
Lo guidò fin nei giardini, premurandosi di portarlo in un'area semi nascosta dalla vegetazione, in modo che non li sentissero orecchie indiscrete.
Dopo essersi seduto su una panchina, l'elfo attese che Faramir facesse lo stesso, chiedendosi se avrebbe iniziato a parlarne da solo.

Faramir continuava a guardare in terra, incapace di rivolgere lo sguardo verso l’altro. Era ancora turbato: i suoi pensieri si confondevano in lui, non sapeva da dove cominciare.

Poi sussurrò: “Sono un mostro… mi sono innamorato di Gil e ho rovinato la sua felicità e quella di Boromir…dovevo stare zitto e nascondere i miei sentimenti. Ma non potevo. L’amo e voglio stare con lei.”

Guardò negli occhi l’elfo: “L’amore è sempre così doloroso?”

Legolas posò una mano sulla spalla del giovane, stringendola in un gesto di solidarietà. Conosceva molto bene la confusione, la paura e il dolore di certi momenti, in quanto aveva provato tutte quelle sensazioni non molto tempo prima.

"Se la ami perchè ti arrendi in questo modo?" chiese Legolas a quel punto. "Lo vedo chiaramente dal tuo volto, che ti sei già arreso. L'amore può essere doloroso ma se si lotta per salvaguardarlo e per stare con la persona che si ama, allora questo sentimento ti può rendere la persona più felice di questo mondo. Credimi, Faramir".

"Oh, ma io vorrei lottare per lei, vorrei dimostrarle il mio amore. Ma appena vedo mio fratello, la sua sofferenza... Beh, il mio cuore perde tutto il coraggio e non ce la faccio. Non posso farlo soffrire". Faramir sospirò "E non posso nemmeno far soffrire Gil come sto facendo in questo momento. Lei era già confusa per i suoi sentimenti per Boromir e io ho peggiorato la situazione rivelandole il mio amore. Ora lei non sa cosa fare e per non farci litigare preferisce andarsene."
Si chinò e si prese la testa tra le mani: "Sono così confuso..."

"Su cosa sei confuso, Faramir?" gli chiese Legolas con gentilezza. "Sei confuso sui tuoi sentimenti per lei? Vedi anch'io mi trovavo in una posizione scomoda fino a poco tempo fa. Dovevo tenere a bada i miei sentimenti perchè pensavo che Elessar fosse felice con Arwen quando invece non lo era. Qualunque cosa facessi sembrava sbagliata, avrei fatto soffrire sia lui che Arwen. So quanto tu ti possa sentire solo e confuso perchè lo ero anch'io! L'unico punto fermo era e resterà sempre il mio amore per Elessar..."

Faramir sorrise vedendo la gioia dipinta sul volto dell'elfo nel ricordare il suo amore per Aragorn: "No, Legolas. L'unico punto fermo della mia vita è il mio amore per Gilraen. Mi ci è voluto un po' di tempo per capirlo, però ora che so cosa provo veramente per lei voglio essere libero di amarla."
Il suo sguardo si perse nella contemplazione del giardino: "Il mio amore per Gil e per Boromir sono le uniche due certezze della mia vita..."

"Eppure c'è qualcosa che non permette che questo amore venga fuori, giusto?" chiese Legolas a quel punto. "Qualcuno di voi tre non è d'accordo per quanto riguarda lo stare insieme, ma tu non mi sembri di quest'opinione. Chi è, Faramir? Tuo fratello? E Gilraen cosa ne pensa di tutta questa situazione?"

Faramir rifletté un attimo, prima di rispondere. Stava raccogliendo i suoi pensieri su quanto era successo poco prima, in camera di Boromir. "Pur di stare con Gil avrei accettato di dividere il suo amore con mio fratello. Tra noi uomini è una cosa insolita, solitamente se un uomo o una donna ha una relazione con un'altra persona ciò avviene di nascosto. E in maniera ipocrita: basta che il resto del mondo non sappia... Ma quello che ho proposto a Gil e Boromir non era un tradimento bensì un'unione. Ti sembrerà un'idea stupida ma era l'unica soluzione che mi è venuta in mente per evitare la sofferenza futura. Ma Gil e Boromir non sono di questo avviso: lei teme il dolore futuro, un nostro tradimento; lui la ama talmente tanto da non volerla dividere con nessuno. Posso capire i loro sentimenti, ma non riesco a vedere un'altra via di uscita che non comporti il dolore per qualcuno di noi... o per tutti e tre..."

"Non lo trovo per niente stupido" si affrettò a rispondere l'elfo.

La morale degli uomini era ancora qualcosa d'incomprensibile per Legolas, nonostante lui avesse trascorso lunghi anni in mezzo a loro. A volte sembrava che, nonostante tutto, l'ego umano fosse così fragile che potesse andare in pezzi al primo segno di competizione. Era questo il problema di Boromir? E la paura di Gilraen?

"La tua proposta è stata un atto di grande saggezza, Faramir. Non tutti potrebbero anche solo pensare a una situazione del genere eppure tu ti sei offerto di fare un tentativo per il bene di tutti. Non capisco le paure di Gilraen, anche se credo che faccia male pensare che un giorno si possa essere accantonati in favore di qualcun altro. Le possibilità di tradimento ci sono sempre, sia in un rapporto a due che in uno a tre. Il trucco sta nel fidarsi dell'altro e lasciargli la sua libertà. Se poi il tradimento avviene lo stesso, allora vuol dire che quella persona non ci meritava, non trovi? Per quanto riguarda Boromir lo sappiamo tutti che è sempre stato geloso...Però forse se voi tre cominciaste a passare più tempo insieme, senza pensare ai legami o alle implicazioni che essi comportano, quei due potrebbero abituarsi all'idea. Quello che ho notato in tutti questi anni passati tra gli umani è che spesso le cose non dette si accettano meglio perchè avvengono in modo spontaneo, mentre si ha molta più paura delle parole e delle implicazioni che esse comportano".

Faramir si voltò verso l'elfo e gli sorrise: "Grazie. Avevo bisogno di queste parole."
Gli strinse la mano con amicizia: "Ora però sarà meglio pensare alla cattura dell'assassino..."

Legolas ricambiò il sorriso e la stretta, poi si alzò in piedi.
"Và pure nella sala da pranzo, Aragorn arriverà presto e quando ci saremo tutti potremmo organizzare quest'imboscata".

Prima di allontanarsi, l'elfo si voltò ancora una volta. "E non esitare a cercarmi se mai avessi bisogno di parlare con me!"

 

 

 

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