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Eomer continuò a camminare per il corridoio dopo aver salutato Faramir, le braccia abbandonate lungo i fianchi e un'espressione pensierosa in viso. Si sentiva stanco ma non fisicamente: la sua stanchezza era piuttosto di tipo mentale. Non aveva mai chiesto di essere Re proprio perchè sapeva quanto difficile fosse gestire un regno grande come Rohan e allo stesso tempo cercare di mantenere buoni rapporti con tutti gli alleati, assicurandosi di avere sempre truppe pronte da inviare loro in caso di bisogno.

Il Re di Rohan era immerso nei suoi pensieri quando Haldir gli mise una mano sulla spalla per fermarlo. Solo allora si rese conto che erano arrivati in una parte del palazzo nella quale era stato poche volte.
"Mi dispiace, ero sovrapensiero" disse, voltandosi finalmente a guardare l'elfo quando sentì una risatina provenire da lui.
"Ti ho guidato io fin qui" gli rispose Haldir, palesemente divertito dalla confusione che leggeva in volto al Re. Senza nemmeno dargli tempo di capire cosa stesse succedendo, allacciò le possenti braccia intorno al busto di Eomer, tirandolo a sè non troppo gentilmente. Una luce strana gli brillava negli occhi. "Abbiamo bisogno tutti di una distrazione, vero Rohirrim?"

Inizialmente Eomer si trovò a fissarlo come se tutto ad un tratto ad Haldir fossero spuntate due teste. Faceva sul serio? Poi evidentemente recuperò la ragione in quanto cercò di divincolarsi, poggiando le mani sul petto dell'elfo per spingersi indietro. Una piccola parte del suo cervello però si meravigliò dalla forza che trovo là, sentendo muscoli duri come marmo sotto le dita e pelle molto più fresca di quella degli altri umani: sembrava che la temperatura corporea degli elfi fosse più bassa della loro.
"Andiamo a dormire, Haldir, non è il caso di indulgiare in certe cose".

"Ah no?" rispose a sua volta l'elfo, il sorrisino divertito ancora sulle sue labbra. Non sembrava per nulla turbato, anzi per sottolineare il suo scopo strinse il suo corpo a quello del guerriero, tremando leggermente quando lo sentì premere contro di lui. Non gli era indifferente quindi, ma non avrebbe mai capito gli umani. Che male c'era a lasciarsi andare una volta ogni tanto?
"Perchè non dovremmo, Eomer? Sai che sono uno dei pochi che ti apprezza e ti stima qui a Minas Tirith. Non ho mai offeso nè te nè la tua terra mentre invece molti altri lo fanno di continuo, pensando che Rohan sia meno importante perchè siete allevatori di cavalli. Dopo tutto quello che è successo oggi è possibile che tu ti faccia ancora scrupoli? Per chi, poi? La tua promessa sposa che tu non hai mai voluto in questo momento sta pensando ad un altro, ti ha già dimenticato. Se non mi credi và a controllare in giardino e ne avrai la conferma. Le infatuazioni come la sua vanno via così in fretta come sono venute. Decisamente una brutta scelta in fatto di mogli, lasciatelo dire. E' la stessa cosa che ho detto ad Elladan circa suo fratello Elrohir. Dice di esserne innamorato ma sono convinto che alla prima occasione si butterà in un'altra storia, dimenticando persino il suo nome. Succede sempre così, non tutti hanno una certa costanza nei propri sentimenti".

Eomer era rimasto senza fiato ma non sapeva se fosse per l'aver sentito quelle parole o per il corpo muscoloso di Haldir premuto contro il suo. Le sue rivelazioni lo avevano però colpito come un pugno allo stomaco. Haldir aveva confermato le sue paure, come se gli avesse letto nell'anima. Tutti credevano che i Rohirrim non fossero altro che mandriani che andavano a letto con i propri cavalli, buoni a nient'altro che fare gli stallieri. Venivano sempre sottovalutati quando poi proprio l'Eorlingas di Eomer si era dimostrata decisiva al Fosso di Elm e aveva salvato Aragorn, Legolas e gli altri. Eppure tutti tendevano a dimenticarlo, a parte qualche rara eccezione. Tutti si comportavano con aria di superiorità nei loro confronti, dimenticando che le migliori razze dei loro cavalli da guerra erano state create proprio a Rohan.
E Lothiriel... avrebbe dovuto immaginarlo, dopotutto. Già gli era sembrato strano che lei volesse fargli dire certe cose soltanto poche ore dopo che si erano conosciuti, poi gli aveva mandato quella lettera infantile quanto noiosa e adesso faceva la smorfiosa con qualcun altro. Perchè non era sorpreso? Infondo in un certo senso da una come lei se lo aspettava.
"Cosa vuoi?" gracchiò infine ad Haldir, che intanto aveva aperto la porta della sua stanza senza lasciarlo e lo stava lentamente guidando verso l'interno.

"Voglio soltanto darti una possibilità di lasciarti andare e dimenticare tutte le tue preoccupazioni, almeno per un pò. Non voglio umiliarti e lo sai, guardami negli occhi e decidi da solo se sto mentendo oppure no. Domani ci comporteremo come se nulla fosse successo, altrimenti non lo farei. Non mi aspetto altro da te se non che tu e io ci diamo piacere a vicenda. Solo questo".
Haldir chiuse la porta alle loro spalle senza far rumore, per non spaventare il Re che sembrava essere teso come una corda di violino. Sempre senza far rumore girò la chiave nella toppa, in caso qualcuno dovesse avere la brillante idea di andare a bussare alla sua porta. Quando fu sicuro che nessuno li avrebbe disturbati si staccò un attimo da Eomer, iniziando a slacciare lentamente i bottoni della sua tunica, rivelando man mano un petto muscoloso che sembrava scolpito nel marmo, la sua pelle bianchissima e lucente sulla quale la luce delle candele sembrava danzare sensualmente.

Eomer rimase a fissarlo come imbambolato, godendosi quello spettacolo che non aveva mai visto prima. Mai aveva visto un elfo spogliarsi per lui nè aveva condiviso con loro una notte d'amore. Gli erano sempre parsi in qualche modo irragiungibili eppure adesso Haldirera là che gli prometteva una notte di piacere che avrebbe soddisfatto entrambi. Il giorno dopo si sarebbero comportati come se nulla fosse successo, perchè era solo conforto quello che volevano, il conforto che si scambiano due commilitoni subito dopo una battaglia che li avrebbe potuti uccidere entrambi.
Quando la tunica di Haldir cadde a terra Eomer abbandonò la sua reticenza e fece un passo in avanti verso l'elfo. Dopotutto, perchè non avrebbe dovuto farlo? Lo disprezzavano tutti in ogni caso ed erano solo pronti ad ingannarlo mentre Haldir aveva messo le cose in chiaro da subito.

Come se avesse sentito il corso dei suoi pensieri Haldir lo tirò a sè, sapendo di aver vinto. Le sue dita affondarono nei biondi capelli del Maresciallo e le sue labbra si chiusero su quelle bruciate dal sole di Eomer. Erano labbra fresche e morbidissime che però cercarono le altre con bruciante passione, come se alimentate da un fuoco che non si sarebbe mai spento: l'elfo era insaziabile.

Eomer in quel momento smise di pensare, abbandonandosi semplicemente al piacere offerto dalle mani e dalla bocca di Haldir, stendendosi sul letto e perdendosi in quelle sensazioni così forti che non provava da tanto, tanto tempo.

Qualche tempo dopo, ormai completamente esausto dopo ore di attività con l'instancabile elfo, Eomer cadde addormentato tra le sue braccia mentre Haldir vegliava sul suo sonno, studiando il viso dell'umano e ripensando a quello che avevano fatto. Sarebbe stata una notte e basta eppure era bastata a spazzare via almeno per un pò tutte le preoccupazioni e le paure dalla mente del Maresciallo.

Era appena l'alba quando Eomer aprì gli occhi. Una piacevole sensazione di benessere lo pervase quando inspirò profondamente: era da tanto che non si sentiva così.
Voltandosi lentamente vide che l'elfo al suo fianco stava dormendo. Non sapeva che proprio Haldir si era accorto che si stava svegliando e aveva chiuso gli occhi per non imbarazzarlo. Tutto sarebbe stato più facile se il confronto tra loro non ci fosse stato.

Eomer non si era accorto di niente e così osservò a lungo il corpo muscoloso di Haldir morbidamente appoggiato sulle lenzuola. La sua pelle bianchissima creava un contrasto quasi irreale con le lenzuola di seta di un colore blu molto scuro e per questo Eomer non potè fare a meno di osservare anche i capelli spettinati di quell'elfo così bello e così enigmatico. Gli si era concesso senza preoccuparsi del domani, donandogli una notte che non avrebbe facilmente dimenticato e promettendogli che nulla sarebbe cambiato tra di loro il giorno seguente.

Alzandosi con un sospiro Eomer raccolse i suoi indumenti , i suoi capelli di un biondo scuro erano arruffati ma tutto si sarebbe sistemato con una spazzolata. Mentre si vestiva si osservò nello specchio sistemato proprio di fronte al letto. Non sembrava tanto male col suo fisico decisamente diverso da quello di Haldir ma comunque molto muscoloso . La sua pelle era molto più scura e abbronzata, segno del fatto che gli piaceva trascorrere più tempo possibile all'aria aperta. No, decisamente non era male.
Si sentì un pò meglio quando aprì la porta della stanza di Haldir. Rimase immobile per lunghi minuti a scrutare il corridoio ma sembrava che dormissero ancora tutti. Quando fu sicuro che nessuno l'avrebbe visto chiuse la porta e tornò in camera sua a prepararsi per la colazione.

Haldir dal canto suo si alzò con un sorriso soddisfatto sulle labbra quando Eomer fu uscito. Si preparò un bagno e rimase in ammollo per un bel pò, c'era tempo prima di andare nella sala da pranzo.
Ripensò agli avvenimenti di quella notte. Decisamente la ragazzina non sapeva cosa stava perdendo: Eomer era stato un amante eccezionale.
 

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