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Poco dopo che aveva bussato alla stanza di Merry, Elrohir lo aveva visto uscire con l'aria assonnata tipica di un hobbit che non aveva dormito. Sapeva bene che non lo avrebbe neanche visto, e infatti Merry passò oltre diretto in giardino. Sorridendo tra sè, il giovane elfo scosse il capo e si diresse a fare colazione. Non si aspettava di trovarsi di fronte suo fratello, non così presto almeno.
"Ehi..." disse a mezza voce.
Ora che aveva deciso di rinunciare a lui si sentiva già più leggero e non era più arrabbiato con lui, ma senz'altro Elladan lo odiava per come si era comportato la sera prima.

"Buongiorno" rispose freddamente Elladan, a malapena alzando gli occhi dalla mela che stava sbucciando
prima di continuare a farlo.

Elrohir deglutì. Non sarebbe stato facile, ma questo lo sapeva.

Sedette di fronte a suo fratello, prendendo anch'egli una mela.

"Mi dispiace, per ieri" disse. "Più tardi andrò a parlare anche col re. Sono molto nervoso in questi giorni, ma ho esagerato e me ne rendo conto. E' dura, per me, vedere che le cose si fanno pericolose ed io non posso fare niente per aiutarvi. Mi sento inutile, e non ti nego che è piuttosto frustrante."


"Non stavamo parlando di pericolo, ma cercavamo soltanto un modo per distrarci da tutte le
preoccupazioni e le minacce che ci attendono" rispose Elladan con voce piatta, senza degnarlo di uno
sguardo.
"Per quanto mi riguarda è un capitolo chiuso, ma non sta a me decidere se puoi restare oppure no. Fosse
stato nostro padre il re, invece di Elessar, non avrebbe esitato a cacciarti via, lo sai bene".

"non si può cercare di sfuggire dalle preoccupazioni, Elladan...te lo dice uno che non fa altro da anni.E non vado a parlare con il re perchè temo che mi cacci" aggiunse alzandosi,visto che la sua maschera si stava sgretolando "ma solo perchè spero che possa darmi un buon consiglio. Nostro padre...lascialo fuori,con me ha chiuso." e con queste parole si diresse verso la porta del salone.


"Non è solo lui che ha chiuso con te, Elrohir" mormorò Elladan, scuotendo la testa tra sè e sè. Suo fratello
non sarebbe mai cambiato.

Elrohir si fermò. Le parole di suo fratello erano come lame di ghiaccio, ma decise di non lasciarsi ferire. Si voltò piano, e gli disse "Lo so, pensi che non cambierò mai, vero? Che sono un immaturo, e non sono alla tua altezza...non c'è bisogno di leggere la tua mente, per capirlo. Beh, ti dico solo una cosa: io ti amo così come sei, col tuo egoismo e la tua forza, con i tuoi pensieri duri e i tuoi sorrisi tanto gentili quanto forzati, a volte. Mi fai infuriare, ma non per questo ti allontano dal mio cuore. Comunque sai, hai fatto bene a troncare prima di coinvolgerci troppo. Almeno soffrirò meno."

"Vedi, Elrohir, questo tuo fare sempre la parte della vittima è alquanto seccante" rispose Elladan,
sollevando un sopracciglio e voltandosi a guardarlo. "Tu sei sempre il povero cucciolo ferito, quello che
la gente non capisce, che nessuno apprezza. In realtà il tuo è solo egoismo. Non dire che mi apprezzi così
perchè ieri hai dato dimostrazione del contrario, e io sono stanco di dovermi giustificare, qualsiasi cosa io
faccia, con te, con nostro padre, con Rumil o chiunque altro. Sono io, Elladan. Non vi sta bene? Nessuno vi
ha mai chiesto di ronzarmi intorno. Non conoscete che una parte di me, quella che IO vi ho voluto mostrare, eppure avete la pretesa di volermi criticare. Sei tu che hai messo la parola fine, non io. Non provare nemmeno a scaricare le tue responsabilità su di me perchè sono stufo di questo tuo atteggiamento, hai capito bene?"

"Io non ho fatto altro che sentirmi ferito dalle tue parole!" replicò calmo Elrohir. "Posso anche essere un egoista, come posso avere dei momenti di rabbia in cui dico cose che non penso. Ma non mento e non faccio niente di cui io non sia sicuro. Anche se poi magari mi rendo conto che non avrei dovuto. Rumil è qui, vero? Lo so. Anche lui ha detto qualcosa per farti del male? Incredibile, credevo fossimo le uniche due persone su cui potessi contare! Per me ci sei e ci sarai solo tu, è un dato di fatto. Poi puoi non credermi, o potrò non saperlo dimostrare, ma è così. E sentirti dire che invece per te è una cosa normale amare due persone alla volta, beh...scusa se mi ferisce!"


"La libertà di pensiero è uno dei fondamenti su cui è basata una società civile, Elrohir" rispose Elladan,
continuando a sbucciare la sua mela. "Pensare una cosa non vuol dire necessariamente che questa cosa è
accaduta o debba accadere, ma vedo che il concetto era evidentemente troppo complesso per te. Ovviamente tutto quello che tu dici è successo veramente, e non fai mai ipotesi quando parli. Molto interessante".

*beh,forse tengo troppo da conto la tua opinione* gli disse mentalmente,perchè se avesse parlato gli si sarebbe incrinata la voce *e soprattutto tengo troppo da conto TE. Comunque mi sono già scusato per aver esagerato...ma evidentemente c'è dell'altro...avanti, dimmi tutto stavolta, in modo che non ci siano più possibili fraintendimenti...*

"Non ho niente da dire" rispose verbalmente Elladan. "Non ho più voglia di dire niente, nè di parlare con
nessuno. Adesso basta, Elladan non ha nessuna intenzione di fare le cose soltanto per far piacere
agli altri. Sono stanco, Elrohir, che tu ci creda oppure no. Questa non è vita, e io ho intenzione di
continuare in questo modo. Non m'importa più di avere l'approvazione degli altri, prima o poi arriverà
qualcuno che mi amerà per quello che sono, e che lo farà davvero."

"ma di che approvazione parli?!" proruppe Elrohir, ormai incapace di continuare a fingere una calma che non aveva. "Io vorrei solo stare con te,maledizione!Vorrei che permettessi a *ME* di essere quella persona!Perchè non mi lasci provare?!Perchè non mi aiuti?!Non credo di sapere tutto, anzi, non so niente! Vuoi che ti veda solo come un fratello? Va bene, lo farò! Vuoi che procediamo con gradi? Ti aspetterò anche cento anni! Per tutti i Valar, credimi, io sono sincero!"

"E poi aspetteresti che io mi fidi di te prima di affondare la lama come hai fatto ieri" disse Elladan, la voce ormai bassa e priva di emozione. "Forse questa persona non esiste, Elrohir. Forse non me la merito. Ma non lascerò che nessuno si prenda più gioco di me e tenti di ferirmi. Nè tu, nè Rumil con le sue belle prediche e pesanti accuse. Nessuno, a costo di andarmi a nascondere nell'angolo più remoto della Terra di Mezzo".

Ora era tutto chiaro. Nel cuore di Elrohir ci fu un moto di tenerezza. Elladan voleva fare il duro, ma in realtà era molto più insicuro di lui. Se davvero c'era il male che serpeggiava tra loro, senz'altro dipendeva da lui quello che stava succedendo. Certo, ma questo voleva dire che forse anche la rabbia che ora allontanava suo fratello da Rumil era falsa. Ma non era quello il momento di preoccuparsene.

Tornò verso l'altro elfo e guardandolo intensamente gli parlò con voce carica di sentimento. "Io non ho affondato la lama, Elladan. Io ho solo attaccato perchè mi sono sentito attaccato da te. Non credo che tu volessi farlo, e certo io non volevo farti del male. Vorrei solo che potessi credermi."


"Non ti voglio fare del male, Elrohir, ma in questo momento sono troppo confuso e non voglio pensare a
niente" rispose Elladan, piuttosto sorpreso nel notare che per una volta Elrohir non l'haveva attaccato.
Strano.

"Sono soltanto stanco di sentirmi attaccato da tutti i fronti. Stanco di dover vivere senza un attimo di
respiro per non deludere nostro padre. Stanco di vedere l'espressione delusa sul volto della gente
quando scoprono che non sono perfetto come pensavano".

"e non sai invece quanto io sia felice di sapere che non sei come pensavo" rispose Elrohir sorridendogli "e stai tranquillo, io non ho nessuna fretta. anzi, devo dirti la verità:la tensione che provavo prima,quando ero convinto di dover accellerare i tempi, ora è sparita, per lasciare spazio alla serenità di aver accettato le cose come stanno. ci siamo persi per tanti,troppi anni. cominciamo a riavvicinarci come fratelli,e poi si vedrà. che ne dici?" e nel concludere la frase gli strinse il braccio con affetto.

Incapace di dire altro, Elladan guardò Elrohir per un lungo momento, annuendo. Per questa volta doveva
bastargli, lui aveva già espresso tutto quello che poteva.
Nel momento in cui lo sentì stringergli il braccio però Elladan si irrigidì. Poco dopo si rilassò, e
tentò di sorridere, anche se non sapeva quanto ilrisultato potesse essere soddisfacente.

"Mi accontento di questo per ora" lo riprese Elrohir con tono fintamente burbero "ma sappi che non era il massimo,come sorriso!"

gli fece la linguaccia,e poi corse via,a cercare il re e Legolas. Voleva parlare con loro.



 

 

 

 

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