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 Elrohir si trovava di fronte alla porta della stanza di Doris da almeno mezz'ora.
Continuava a camminare avanti e indietro, si allontanava di qualche passo per poi riavvicinarsi al battente.
Gli mancava il coraggio per affrontarla.
Certo, il suo cuore era pieno di Elladan, dei suoi sguardi, del suo abbraccio caldo e possessivo...
Ma allo stesso tempo non poteva dimenticare le emozioni di quella mattina, la vibrazione nella voce di Doris quando gli aveva rivelato i propri sentimenti, la sua gelosia verso Haldir.
E tutto questo riusciva solo a confonderlo di più.
Si era preoccupato a tal punto quando lui gli aveva trasmesso quell'immagine spaventosa che era scappato via, lasciando sua sorella da sola, per correre a cercarlo. Poi però la situazione si era fatta più calma e aveva così preso il corridoio che l'avrebbe portato dalla mezz'elfa.
A questo punto doveva parlare con lei, glielo doveva.
E magari trovandosela di fronte avrebbe capito meglio cosa sentiva.
Vero era che suo fratello non si era poi sbilanciato molto, il che rendeva l'intera situazione ulteriormente precaria, ma lui doveva avere le idee chiare, nel bene e nel male, anche se questo avesse voluto dire starci male in seguito.
Proprio in quel momento avvertì la presenza di Elladan nel castello. Era tornato! Liberò un profondo sospiro di sollievo, cercando di trasmetterglielo, mentre finalmente trovava la forza di bussare alla porta.
Sentì dei passi veloci, poi un tonfo sordo seguito da un mugolìo di dolore.
A quel punto, preoccupato, aprì la porta ed entrò senza aspettare l'autorizzazione.
Di fronte a lui c'era Doris, con i lunghi capelli fradici che le gocciolavano sulle spalle nude, avvolta da un asciugamano bianco piuttosto corto.
Nella foga di raggiungere la porta, aveva travolto il mobiletto su cui si trovava una brocca cadendovi addosso.
Elrohir arrossì violentemente, poi si voltò di scatto.
"Io...ehm...ero venuto...per...i capelli..." mugugnò.
"Ah...sì..." rispose Doris altrettanto in imbarazzo.
Stava pensando a lui fino a un attimo prima, ma non era pronta a mostrarglisi così.
D'altra parte, se l'elfo era davvero confuso come lei credeva, forse calcare un po' la mano non sarebbe stata poi una così cattiva idea.
Facendo un grosso respiro, Doris gli cinse la vita con le braccia,appoggiando il suo seno alla schiena del ragazzo.
"Elo..." gli sussurrò "guardami..."
Elrohir si voltò piano, per poi specchiarsi negli occhi verdi della sua amica d'infanzia.
Lei era ancora premuta contro il suo corpo, e la sua pella aveva un tenue profumo di sapone.
Lasciandosi andare, seguendo un istinto dettato dalle sensazioni che gli turbinavano dentro, Elrohir la strinse forte, per poi spingerla dolcemente sull'ampio letto.
Facendo leva sulle mani, appoggiate aperte ai lati del suo volto, la guardò un lungo istante.
Le loro bocche erano così vicine che il loro respiro si era fuso.
Ma proprio mentre stava per abbandonarsi a quel bacio che avrebbe cambiato tutto, si allontanò di scatto.
Non era così che doveva andare.
Non erano quelli gli occhi in cui voleva perdersi.
Sedette sul bordo del letto, dandole nuovamente le spalle.
"Cosa c'è?" chiese la voce di lei, leggermente agitata.
Lui non rispose.
"Insomma, Elrohir, dimmi cosa diavolo ti prende!" insistette Doris, stavolta più concitata.
"Io...noi...ecco, credo di aver fatto uno sbaglio, con te" iniziò il moro incerto.
"Ah, sì? e quando avresti avuto questa rivelazione? No, perchè sai solo questa mattina io ero l'unica donna della tua vita, e..."
"Ma questo lo sei ancora, Doris" la interruppe Elrohir afferrandole le mani.
"Non ci sarà mai un'altra donna nella mia vita."
La consapevolezza di ciò che quelle poche parole celavano colpì in pieno Doris come una secchiata di acqua gelida.
"Capisco" disse asciutta.
"Beh, in fondo non c'è stato molto, no? Appena un bacio e neanche così passionale..." aggiunse alzandosi e dirigendosi verso l'armadio in cui erano riposti i suoi vestiti.
"Ora, se non ti dispiace, vorrei vestirmi. Credo di essermi resa ridicola a sufficienza, per oggi." concluse.
"Ma..."
"Vattene, Elrohir! Lasciami in pace! Voglio stare da sola, è così difficile da capire?!" gli gridò contro.
Il giovane chinò il capo, e raggiunse la porta.
Aprì la bocca, come se avesse voluto dire qualcos'altro, ma poi scosse la testa e se ne andò.
Chiudendo il battente alle sue spalle provò una dolorosa stretta allo stomaco. Aveva ferito Doris, che non lo meritava, e forse solo per seguire un'illusione passeggera.
Poi però si fece forza: indipendentemente da ciò che Elladan provava per lui, lui l'amava. E non avrebbe più avuto paura di ammetterlo.
A passi veloci, si diresse verso il punto da cui sentiva provenire la presenza del fratello.




ELLADAN-ELROHIR

Quando percepì il sollievo di Elrohir, Elladan riaprì gli occhi, sorridendo a se stesso. Poteva ancora sentire che c'era qualcosa che non andava, ma non si permise di cedere allo sconforto. Se il sentimento che Elrohir diceva di provare era così forte, allora il suo gemello sarebbe tornato da lui. Era proprio per questo che non si era spinto oltre, quella mattina. Non era ancora giunto il momento, dovevano entrambi capire cosa c'era nel loro cuore e dovevano fare la loro scelta senza costrizioni di alcun tipo.

Fu solo qualche momento dopo che sentì distintamente che il fratello si stava avvicinando alla sua camera.
*Avanti, entra.. è aperto*

Elrohir deglutì e poi spinse l'uscio entrando così nella stanza. Si accorse che il fratello era praticamente nudo. Venne colpito da una sferzata di adrenalina che gli corse lungo tutta la schiena, mentre il cuore prendeva a martellargli furiosamente nel petto. Sperò con tutto il cuore che i suoi pensieri fossero ancora schermati abbastanza da evitargli l'immagine patetica che altrimenti avrebbe mostrato. "Ehm" si schiarì la voce "Bentornato, El...che cos'è successo in città?"chiese poi restando a distanza di sicurezza.


Resosi conto soltanto allora del fatto che non si era rivestito, Elladan balzò in piedi, avvolgendosi un lenzuolo intorno alla vita, e avviandosi all'armadio.
Aprì un'anta, così che lo nascondesse alla vista di Elrohir, e solo allora lasciò cadere il lenzuolo, perchè infilò rapidamente un paio di comodi pantaloni.
Chiudendo l'armadio, sorrise al fratello prima di andarsi a sedere sul davanzale della finestra chiusa.
"Ti ho inviato le immagini di quello che ho visto..." rispose allora. "Tra un pò ci sarà un incontro nella sala del consiglio, re Elessar ci vuole tutti presenti. Stiamo ancora brancolando nel buio..."


"Uhm..." disse meditabondo Elrohir, distratto dallo specchio che rifletteva l'immagine del corpo statuario di suo fratello. Sussultò impercettibilmente, quando notò che pur essendo identico al suo quello di Elladan aveva un'aria decisamente più vissuta ed adulta."Sai, Elladan..." mormorò "io invece non brancolo più nel buio..."

"No?" chiese Elladan, lanciando un'occhiata fuori per rendersi conto di che ora fosse in base al sole. "C'è qualcosa di cui vuoi parlarmi?"

Era il momento. Doveva dirgli tutto. Non voleva avere rimorsi o rimpianti, non poteva rischiare di imbastire la cosa più importante della sua vita sulla menzogna. Anche se così facendo rischiava di perderlo. "Sono appena stato da Doris" iniziò con voce decisa. "Dovevo parlarle e chiarirmi con lei, perchè stamattina...prima di vederti...l'ho baciata."

"Ah..." fu tutto quello che Elladan riuscì a rispondere. Distogliendo lo sguardo dal fratello, l'elfo sistemò le gambe sul davanzale davanti a lui, così da poter comodamente guardare fuori, facendo finta di essere miglia lontano da quella stanza.

"Divertito?"


"Non essere stupido!" ribatté Elrohir avvicinandosi a lui. "Sono andato da lei proprio per capire. In fondo, Doris non si è sbilanciata più di tanto, proprio come non hai fatto tu, quindi io...avevo bisogno di chiarire le cose almeno dentro di me!" Fece una pausa per riprendere fiato. "E beh...mi si è offerta, era lì, mi bastava allungare una mano per prenderla...ma non era lei che volevo, Elladan. Stamattina le ho detto che era l'unica donna della mia vita, e lo è ancora..." ormai era a pochi centimetri da lui, e gli mise una mano sul braccio. "...Proprio come Arwen sarà per sempre l'unica donna della vita di Elessar..."mormorò sperando di essersi spiegato in modo abbastanza chiaro.


"Non rinfacciarmi che *non mi sbilancio*, Elrohir!" sbottò a quel punto Elladan, balzando giù dal davanzale e allontanandosi di qualche passo dal fratello, guardandolo negli occhi con espressione evidentemente risentita. "Quando capirai che se mi deciderò sarà per sempre? Come posso prendere una decisione così importante a cuor leggero?"

Alla menzione di Arwen, Elladan scosse la testa, sospirando profondamente. Invidiava Legolas e Aragorn, e si vergognava di questo.
"Per loro è diverso... non è così difficile, sono già così felici perchè sono stati amici per anni, mentre noi eravamo troppo impegnati a farci una stupida guerra senza senso..."

Elrohir si rasserenò, riconoscendo finalmente il fratello ora che aveva messo un po' da parte la sua corazza. "Non volevo rinfacciarti la tua decisione di prendere tempo" disse quindi con tono dolce "Ma solo farti capire quanto questo mi abbia confuso. So anch'io che non sarà facile, per noi, tutt'altro, ma credo che ogni storia abbia le sue peculiarità. Io non avrei mai potuto starti accanto come amico per anni vedendoti tra le braccia di qualcuno che non ero io...forse sono debole" concluse sorridendogli apertamente "ma vorrei che le tue braccia stringessero solo me!"

"Io non penso che tu sia debole" rispose dolcemente Elladan, il suo scoppio d'ira già placato grazie alle parole del fratello. "Non l'ho mai pensato, e ho provato a dirtelo tantissime volte. Non era colpa mia se nostro padre continuava ad esaltare me... non l'ho mai voluto, Elrohir... Mi credi?"

"Ma certo" rispose Elrohir. Non aveva mai *davvero* odiato suo fratello...più che altro aveva cercato di stargli lontano usando quella come scusa. E gli riempì il cuore di gioia vedere che aveva ancora la capacità di calmare la sua rabbia.


"Bene..." rispose Elladan, finalmente sorridendogli. E per la prima volta dopo tanto tempo, il sorriso finalmente gli illuminò gli occhi. Era felice, nonostante tutto. Non doveva più fingere, non doveva più stare sempre sulla difensiva.
"Non sono così perfetto come tu credi, sai? E' solo che a volte ho paura di deludere tutti, soprattutto te..."


"Non potresti mai deludermi, neanche se volessi..." gli rispose Elrohir. "Sei la cosa più preziosa che ho, nel bene e nel male, e a prescindere da tutto quello che sarà di noi questo non cambierà, te lo garantisco."

"A volte mi chiedo dove sono stato mentre tu stavi diventando così saggio..." Elladan sorrise di nuovo, facendo qualche passo in avanti e poi abbracciando il fratello, tenendolo stretto al suo petto.

*Grazie*

Intrecciando le sue dita con quelle di Elladan e abbandonandosi contro il suo petto, Elrohir respirò sollevato. Sentiva la felicità vicina tanto da toccarla. "E' merito tuo, indirettamente. Volevo essere all'altezza della persona che sei. E anche io avevo paura di deluderti,sai..."

"Siamo insieme adesso..." mormorò Elladan, inalando il profumo dei capelli del fratello, così fresco e inconfondibile. "M'importa solo questo, nient'altro..."

"Concordo" rispose Elrohir voltandosi nell'abbraccio e premendo dolcemente le labbra su quelle del fratello, mentre lasciava correre le dita nei suoi capelli lunghi.


Sorridendo contro le sue labbra, divertito dall'impazienza piuttosto evidente del fratello, Elladan lo lasciò fare, permettendogli di baciarlo e di esplorare la sua bocca come più gli piaceva. Non sapeva se avesse altre esperienze o meno, ma in ogni caso gli lasciò il comando, curioso di sapere dove volesse arrivare.


Il cuore di Elrohir saltò un battito quando suo fratello non lo fermò. Era il momento? Insomma...non aveva mai...però...l'unica cosa che sapeva era che lui era l'unico da cui si sarebbe lasciato toccare. Quindi chiuse a doppia mandata il suo cervello e lasciò le mani libere di vagare sull'ampia schiena di Elladan, fermandosi però di botto e staccandosi di scatto da lui. "Non sapevo avessi una cicatrice" mormorò dolorosamente sorpreso.



"Non è niente, ho soltanto incontrato un gruppo di orchetti mentre venivo qui. E' molto recente, ma tra qualche giorno non lascerà traccia" rispose Elladan con un'alzata di spalle. Riaprendo l'armadio l'elfo prese la sua tunica, abbottonandola con calma e poi sedendosi in poltrona per allacciare gli stivali.
"Vieni anche tu consiglio, vero?"

"Pensi che possa? Insomma,non ho ancora visto il re e alla fine sono una specie di clandestino,qui..." rispose Elrohir, che provava un forte senso di abbandono dopo che il fratello si era allontanato.
Il lato 'forte' che Elladan dimostrava lo spiazzava sempre,era un qualcosa che non avrebbe mai potuto condividere, e forse avrebbe creato una voragine col tempo...
Sospirò.
Ormai la frittata era fatta,almeno per quanto lo riguardava.
Certo che il fratello,in quel momento...
"Non muoverti" gli intimò all'improvviso.
Afferrò un blocco che si trovava sul tavolo lì accanto e,tirata fuori la sua inseparabile matita, prese a graffiare la carta con aria assorta.

Elladan aspettò pazientemente che Elrohir finisse lo schizzo, poi si alzò. Giudicando dal sole, sembrava fosse ora di andare.
"Elessar non è come gli altri, lo sai, Elrohir" rispose Elladan, avviandosi alla porta. Non riusciva proprio a capire perchè il fratello non potesse essere un pò più sicuro di sè. "Non potrebbe essere che felice nel vederti. Allora, vuoi venire? La sala è dall'altro lato del palazzo, sai che non mi piace arrivare in ritardo..."


"Sì, adesso andiamo."
Tirando un grosso respiro, come sempre faceva quando terminava un disegno,Elrohir lo raggiunse e gli mostrò il foglio, con le guance che si imporporavano perchè sapeva quanto di lui si capisse guardando i suoi lavori.
"Che ne pensi?" chiese un po' ansioso.


Elladan prese il foglio dalle mani del fratello, studiando il tratto fine e delicato della matita sul foglio. Elrohir aveva un gran talento, se solo loro padre se ne fosse accorto, invece di incolparlo perchè non era portato per il combattimento!

"E' molto bello" gli sorrise, restituendogli il disegno e poi pizzicandogli gentilmente una guancia in un gesto affettuoso. "Non ricordo nemmeno più l'ultima volta che ho visto i tuoi lavori, mi sembra sia passata un'eternità..."


un sorriso immenso illuminò il viso di Elrohir a quel semplice gesto."Però ci sei sempre stato...nei miei lavori,intendo.Ma se tornando dalla sala del consiglio passeremo dalle scuderie, potrò prendere la mia sacca e ti farò vedere. Ora muoviamoci,però:prima andiamo,prima torniamo indietro..."mentre finiva di parlare avvampò,rendendosi conto di quello che aveva appena detto.non sapeva neanche dove fosse la sua camera da letto,o se Elladan avrebbe voluto dividere la sua...


Non sai cosa darei per capire perchè arrossisci di continuo..." mormorò Elladan, scuotendo leggermente la testa. "Perchè sei sempre imbarazzato in mia presenza? Faccio qualcosa di sbagliato? Non mi pare di averti mai intimidito più di tanto prima..."

"ecco...è che...io..." Elrohir si diede mentalmente dell'idiota. Ecco, aveva fatto pensare al fratello di essersi comportato male con lui!Doveva tirare fuori il coraggio e dirgli quello che pensava! Perciò lo guardò dritto negli occhi,anche se temeva di essere completamente paonazzo, e disse "Non hai fatto niente di sbagliato, Elladan. E' solo che non ero pronto ad averti così vicino, e soprattutto non pensavo di VOLERTI così vicino!Insomma,per dirla tutta, io vorrei fare l'amore con te." poi chinò lo sguardo perchè si vergognava troppo."Ma non ho nessun tipo di esperienza pregressa, non so neppure baciare...e poi tu hai detto che volevi andarci piano,quindi non volevo forzarti,e..."


Sospirando tra sè e sè, Elladan rimase per un lungo momento in silenzio, cercando di raccogliere i propri pensieri e di parlare con tatto.

"E' per questo che non l'abbiamo ancora fatto, Elrohir" disse piano. L'ultima cosa che gli serviva era uno scandalo. "Non è un contratto scritto, per cui se ci si bacia lo si deve fare per forza e subito. Dicendomi quello che hai appena detto, arrossendo e insistendo di continuo mi fai solo capire che non sei pronto. Non fraintendermi, anche io mi sono comportato allo stesso modo la prima volta, ma poi ho capito che non sarei riuscito a vivere appieno quest'esperienza così bella, perchè l'avrei ridotta a puro piacere fisico, tagliando fuori tutto il resto. Io non voglio che tra noi sia solo sesso, voglio renderti felice, voglio stare al tuo fianco e capire quello che pensi anche prima che tu lo abbia pensato. Ecco quello che voglio, Elrohir... non voglio solo il tuo corpo. Tra noi è anche tutto più complesso perchè siamo fratelli, e per di più gemelli. Se non dovesse funzionare, se ci accorgessimo troppo tardi di aver fatto uno sbaglio, finiremmo con prendere strade separate, ed ognuno perderebbe un pezzo di sè nel processo.. Mi capisci?"


"lo so" rispose Elrohir "ne sono perfettamente consapevole.però ho voluto dirtelo perchè capissi quello che mi innervosisce.sei stato un sogno per tanto,troppo tempo,e ora devo ancora abituarmi a che finalmente c'è la possibilità che condividiamo un po' di noi. ci avevo quasi rinunciato,sai?"

Io non ci avevo nemmeno mai pensato" sorrise tristemente Elladan, aprendo la porta e facendogli segno di seguirlo fuori. "Non me lo sono permesso, perchè pensavo che non sarebbe mai successo, quindi non era inutile illudersi..."

"ma io sono un sognatore" ribatté Elrohir con un sorrisino furbo "gli artisti sono tutti un po' pazzi!" aggiunse poi. Improvvisamente era come se la sua ansia si fosse sciolta come neve al sole, e sereno come non era da tanto uscì nel corridoio, e fece due passi di corsa. Poi si fermò e si voltò, camminando come un gambero per continuare a guardare suo fratello mentre si dirigevano verso la Sala del Consiglio. Si rendeva conto che forse poteva sembrare un po' infantile, ma voleva farlo ridere. Era così bello Elladan quando rideva!


Ridacchiando al comportamento del fratello, Elladan lo raggiunse, tirando fuori la lingua per un secondo, riscoprendosi un pò bambino. Quando gli si avvicinò abbastanza, gli pizzicò il naso, affrettandosi ad allontanarsi per paura di una possibile vendetta.

"Ehi! Se ti prendo..." scattò Elrohir inseguendolo. Era tutto così lontano, nel mondo c'erano solo loro due.

"Andiamo, su forza!" ridacchiò l'elfo, prima di prenderlo tra le braccia e stampargli un sonoro bacio sulle labbra, guardandosi velocemente intorno.
Poi così come l'aveva abbracciato lo lasciò andare. Erano davanti alla sala del consiglio, potevano essere scoperti.
"Dobbiamo stare attenti".

Elrohir si rabbuiò un po'. Lo slancio del fratello lo aveva fatto sentire il centro del mondo,e poi il brusco ritorno alla serietà che lo contraddistingueva era piuttosto frustrante,ma capiva che doveva adattarsi.Non avevano scelto una strada facile.Così, dopo un istante,incrociò le braccia sul petto e increspando il labbro disse con tono di rimprovero:"Sei tu che non riesci a tenere le mani lontano da me...che colpa ne ho io se sono così tremendamente affascinante?" poi l'elfo sbuffò giocosamente e,riacquistando la serietà,aggiunse "Lo so,hai ragione.Non preoccuparti,vedrai che andrà tutto bene.Che facciamo,entriamo?"




 



 

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