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Legolas annuì immediatamente e poi si mise a correre verso il palazzo. Per un umano la distanza poteva essere tanta ma per lui era minima.

Non appena giunse a palazzo dei servitori gli dissero che Gandalf si trovava nei giardini, e che Elrond era appena arrivato. Legolas non sembrava molto entusiasta a quell'ultima notizia: l'ultima cosa di cui avevano bisogno era un altro scocciatore che voleva convincere Elessar di quanto aveva sbagliato a lasciare Arwen. Ma dopotutto Aragorn non poteva chiudergli le porte in faccia.

Nei giardini Legolas trovò Elrond, Elrohir e Gandalf. Dopo aver salutato Elrond con un cenno del capo ed Elrohir con un mezzo sorriso, Legolas si rivolse a Gandalf, tirandolo da parte e parlandogli a bassa voce.
"Abbiamo bisogno di te. Gilraen è stata ferita molto gravemente, ho paura che non ce la faccia".


Elrond represse a stento la voglia di prendere quell'elfo per il collo. Come osava salutarlo in quel modo? Non gli bastava quello che aveva fatto ad Arwen, non pensava di averlo gia' offeso abbastanza?
Ci volle qualche secondo per calmarsi, poi ascolto' la conversazione tra Legolas e Gandalf.
"Anch'io posso aiutarvi" intervenne.
Gli dispiace per Gilraen, aveva sempre avuto stima di lei

Legolas lancir un'occhiata a Gandalf a quelle parole, senza perr esprimersi in proposito.
"Vi aspettiamo alla taverna. Cerchiamo di far presto perr, perdeva troppo sangue e ho paura che sia agli sgoccioli".

Cosl dicendo, dopo un'occhiata d'intesa con l'Istari, Legolas si incamminr verso la taverna. Non era molto felice che Elrond andasse con loro, visto che nemmeno gli aveva chiesto di aiutarli, ma se poteva fare qualcosa per salvare la guerriera allora era ben accetto.


Elrohir sgranr gli occhi quando vide Legolas arrivare di corsa. Il suo sguardo era cupo ed aveva la bella fronte corrugata. Cosa diavolo poteva essere successo? E suo fratello? Fissr ansiosamente i due che parlavano a voce bassa, stringendo i pugni fino a far sbiancare le nocche, togliendo la schermatura ai suoi pensieri sperando che Elladan avrebbe cercato di comunicare con lui.

*Se torna, deve sapere tutto. Non posso rischiare di non avere un'altra possibilit`. E' amore, non c'h altro da dire...ma non oso pensare a cosa accadr` se dovesse rifiutarlo* pensr. Accorgendosi troppo tardi di non aver criptato quel pensiero, e spostando sul padre uno sguardo atterrito.

"Tua sorella sta male, Elrohir" disse Elrond distogliendo la sua attenzione da Legolas ma sperando vivamente che potesse udire le sue parole. "Il dolore che ha ricevuto h molto grande... temo che non si riprendera' piu'".
Al pensiero di Arwen lo sguardo di Elrond si era addolcito, ma subito corrugr la fronte non appena capto' i pensieri di suo figlio
*Come sarebbe a dire che ami tuo fratello? Che generi di amore provi per Elladan* gli comunico' mentalmente

*Ne parleremo in un altro momento, padre, ora mi sembra di aver capito che ci siano problemi piy urgenti. Comunque, lo amo come amo te ed Arwen se h questo che intendi* rispose lapidario.

Elrond osservo' il figlio. No, gli stava mentendo. Poteva leggere dentro di lui e vedeva che quell'amore era qualcosa di piu'. Ma preferi' non approfondire per il momento.
"Si', hai ragione Elrohir. Sara' meglio che vada con Gandalf in citta' a vedere quello che e' successo. Ma prima chiamero' qualcuno perche' ti riaccompagni in camera. Mi sembri ancora troppo debole, non vorrei che le tue condizioni peggiorassero."

I grandi occhi del giovane elfo si spalancarono per la sorpresa. Suo padre non solo aveva preso per buona la sua balla, ma si stava anche preoccupando per lui!

Ma cos'era successo? Beh, per il momento decise di godersi il momento, visto che uno dei motivi per cui voleva tornare a casa era proprio cercare di ricostruire un rapporto con quell'uomo.

Percir, dopo anni, gli rivolse un sorriso tenero e carico di affetto.

"Grazie, padre, ma preferirei restare nel giardino. Andrr a sedermi sotto quell'albero e aspetterr il vostro ritorno."

"Come vuoi" sospiro' "A volte sai essere testardo come tua madre".
Prima di andarsene comunico' al figlio mentalmente: *Elrohir, non sono venuto a Minas Tirith solo per il male. L'ho fatto anche per cercare di recuperare il rapporto con te e tuo fratello. La sofferenza di Arwen mi ha aperto gli occhi su molte cose. Non voglio vedere un altro dei miei figli soffrire come lei. Per questo voglio ricominciare con te e Elladan... e voglio vendicarmi di chi ha fatto soffrire la mia bambina*

Elrohir rimase ancora piy sorpreso dall'atteggiamento di suo padre. Proprio lui, freddo e calcolato in ogni circostanza, ora reagiva cosl?!

*Padre...parla con il re e con Legolas, ma ti prego, prima di attaccarli ascolta le loro ragioni. Anche loro hanno sofferto ed io ho parlato molto con Arwen prima che se ne andasse. Quando tornerai, se lo vorrai, ti racconterr tutto.*

*Sofferto?* sul volto di Elrond si dipinse una smorfia ironica *No, loro non sanno cosa vuol dire soffrire! Quel... quel...* si trattene a stento dall'usare improperi, indegni di un elfo della sua statura *...ramingo ha fatto di tutto per averla, e poi l'ha buttata via dopo averla usata come se fosse una... una...* a questo punto Lord Elrond non ce la fece piu' ed esplose *una puttana. Ecco! Quei due hanno trattato tua sorella come una qualunque puttanella! Ma non sanno chi si trovano davanti e ben presto lo scopriranno!*
Riprese il controllo di si. *Stasera mi racconterai tutto. Anzi, voglio vedere te e Elladan nella mia stanza. Vi chiamero' io col pensiero. Voglio parlare con voi di cio' che e' successo.*

************
Legolas era andato direttamente alle case di guarigione. Haldir ed Eomer erano già là, avevano chiesto che una grossa stanza fosse sgombrata e preparata per l'arrivo di una donna gravemente ferita in combattimento.

La stanza era molto grande. Di solito avrebbe ospitato circa quattro letti, ma visto che si trattava della Principessa di Minyatur i guaritori avevano deciso invece di lasciarne uno soltanto, aggiungendo delle poltrone, in caso qualcuno dei suoi amici e parenti volesse restare a farle compagnia, un piccolo tavolo e delle sedie.

Gilraen si sentì prendere in braccio. Quando affondò il viso nel petto dell'uomo seppe che si trattava di Boromir: avrebbe riconosciuto il suo profumo tra mille. Anche se sapeva di essere alla fine non potè fare a meno di sentirsi protetta e al sicuro tra le sue braccia.

Elladan tolse il cappuccio dalla testa e seguì il gruppo dalla taverna alle case di guarigione. Il sole risplendeva e creava strani giochi di luce coi suoi capelli corvini, illuminando gli occhi del colore del mare fino a farli sembrare bianchi, tanto erano chiari.
Il suo aspetto era fiero e composto: il guerriero aveva tagliato fuori tutte le emozioni e i sentimenti. Non ci si poteva distrarre mentre si era coinvolti in una missione del genere.

Per tutta la strada camminò al fianco di Rumil e quando arrivarono chiese a una guaritrice di dare un'occhiata a Rumil. Sapeva che l'elfo era convinto di star bene, ma voleva essere certo che fosse veramente così. Con gli occhi lo pregò di assecondarlo e farsi visitare.

*Noi stiamo bene* disse poi telepaticamente ad Elrohir, sapendo che il fratello attendeva notizie. *Ma Gilraen è stata ferita gravemente. Non so se ce la farà*.

Quando il gruppo arrivò nella stanza assegnata a Gilraen, i guaritori chiesero a Boromir di sistemare la donna nell'ampio letto matrimoniale, senza osare avvicinarsi. Dopotutto, stavano parlando con il sovrintendente di Gondor che credevano ormai morto.

*Sl, ho saputo*

rispose il giovane elfo, sentendo che un peso gli scivolava via dal cuore a sapere che almeno lui stava bene

*Nostro padre sta venendo ll...*

lo informr poi

*Cerca di farlo ragionare tu, ce l'ha a morte con Elessar e Legolas e vuole vendicarsi per quello che hanno fatto ad Arwen...non l'ho mai visto cosl, mi ha fatto quasi paura...*

*cosa?*
Elladan sembrava piuttosto turbato alla notizia ma lo fu ancora di piy quando seppe che il padre voleva vendicarsi di Aragorn e Legolas. Dovette reprimere l'istinto di lanciare improperi contro la sua testardaggine e presuntuosit` quando lo vide entrare nella stanza.
Lanciando un'occhiata a Rumil, Elladan fece un passo indietro, senza mai abbassare lo sguardo. Il volto era duro e impenetrabile, cosl come la sua mente. Elrond avrebbe potuto leggere la mente di Elrohir ma non la sua: dopo anni passati a Lothlorien Elladan aveva imparato come tenerlo fuori dai suoi affari.

*cosa?*

Elrohir si preoccupr non poco quando si rese conto che il fratello aveva chiuso la mente, comprendendo che il padre doveva essere gi` arrivato. Sospirr, sperando che andasse tutto bene.


Elrond entro' nella stanza, insieme a Gandalf. Appena si avvicino' al letto capi' che la situazione era grave ma non mortale. Il pugnale aveva colpito un'arteria causando un'emorragia. Non c'erano ferite interne, ma la perdita di sangue l'aveva indebolita a tal punto da rendere difficile l'operazione. Appoggio' le mani sul petto della donna e mormoro' un incantesimo.
Poi si volto' verso i guaritori: "Ora e' compito vostro, dovete ricucire la ferita in modo da bloccare l'emorragia". Quindi parlo' agli altri presenti nella stanza: "La ferita non e' grave ma ha perso molto sangue. Quello che mi preoccupa e' la sua debolezza. Le ho infuso la forza necessaria per poter superare l'operazione... ma non posso far altro. Ora sta a lei lottare per sopravvivere. Deve essere seguita ogni minuto: qualcuno di voi deve starle accanto. Appena vede che la situazione peggiora deve correre da me e avvisarmi, cosi' potro' infonderle nuova forza."
Infine si rivolse al solo Aragorn: "Elessar, dobbiamo parlare di quello che e' successo oggi."

Faramir si volto' verso il fratello: Boromir sembrava una statua. Guardava fisso Gil senza muovere un muscolo.
"Che ne dici se tu fai il primo turno? Cosi' starai un po' da solo con lei. Io verro' a darti il cambio tra qualche ora."

Haldir a sua volta lancir un'occhiata ad Elladan e Rumil, notando che il primo non sembrava affatto felice di rivedere il padre. Dai modi di Elrond e da come si stava comportando dedusse che non erano gli unici a non gradire la sua presenza.

Visto che non c'era altro da fare e visto che evidentemente il sovrano aveva dimenticato le buone maniere che proprio lui avrebbe dovuto sapere meglio di tutti, Haldir abbassr brevemente la testa in segno di saluto e lo fece solo e unicamente perchh quale Capitano dei Galadhrim ci teneva alla sua rispettabilit`.
Passando accanto a Legolas, l'elfo gli posr una mano sulla spalla e gli sorrise. Evidentemente l'altro capl cosa aveva in mente perchh lancir una breve occhiata al suo amato prima di seguire Haldir all'aperto.

Eomer non poth impedirsi di alzare un sopracciglio a Elrond. Vero era che la situazione era piuttosto complessa e che tutti erano preoccupati per Gilraen. Era anche vero che lui non era re da molto tempo e che la sua posizione non gli piaceva. Ma il modo in cui si era comportato Elrond, che non aveva degnato nessuno di uno sguardo nh salutato lui, il Re di Rohan, era assolutamente inaccettabile. Dov'era lui mentre loro rischiavano la vita per prendere quell'assassino? A riaccompagnare a casa la cara Arwen, tornata a casa nel disonore dopo quello che aveva fatto a Gondor.
Mentre *lui*, il Re di Rohan aveva rischiato la vita, Elrond se ne stava beato chiss` dove. E adesso senza nemmeno salutarlo nh informarsi di niente o convocare un consiglio, si rivolgeva direttamente ad Elessar. Forse non si rendeva conto che stava seriamente rischiando di incrinare i rapporti diplomatici tra Rivendell e Rohan ma a Eomer non interessava. Il rispetto e l'educazione venivano prima di tutto.

"Buongiorno anche a te, Elrond" gli disse freddamente, lanciandogli un'occhiata sprezzante prima di guardare Elessar.
Un attimo dopo era gi` fuori. Si diresse verso il palazzo reale, seguito a ruota da Legolas e Haldir.

Elladan fissr il padre con sguardo penetrante. Era da un pr che dubitava della sua saggezza ma in quel momento aveva avuto la conferma che i suoi dubbi erano fondati.


Un sorriso ironico attraverso' il volto di Elrond: poveri uomini! Credevano veramente di poter pensare quello che volevano senza che lui si accorgesse di niente? Loro, per lui, erano trasparenti... e i suoi figli dovevano saperlo piu' di qualunque altro!
Saluto' con alterigia Haldir. Cosa pensava, il capitano dei Galadhrim, ti poter comportarsi con lui come se fosse un semplice re mortale? Oh, fosse stato il SUO capo delle guardie gli avrebbe insegnato cosa volesse dire il rispetto per i piy anziani!
Evito' accuratamente di guardare Legolas e rispose al saluto ironico di Eomer con altrettanta ironia: "Buongiorno, re di Rohan.". Cosa pensava, quello stupido mandriano? Cosa gliene poteva interessare dei legami con Rohan? Finchi lui avesse governato su Rivendell niente sarebbe mai successo. Ma cosa ci si poteva aspettare da un semplice Maresciallo, diventando re per un caso del destino?
Poi guardo' il figlio: come Elrohir, anche Elladan lo respingeva. Ma con alterigia... la sua alterigia. Malgrado Elladan non volesse ammetterlo, lo rassomigliava in tutto e per tutto, cosi' come Elrohir assomigliava a Celebrian.
*Figlio mio, tuo padre e' sempre saggio. Anzi, forse ora lo e' anche di piu'... perche' ha capito di chi fidarsi o no. Stasera voglio che tu e tuo fratello veniate in camera mia. Dobbiamo parlare.*
Guardo' Rumil: "Penso che il nostro giovane elfo abbia bisogno di aiuto". Cosi' si avvicino' e lo aiuto' a sdraiarsi.

Faramir fisso' sbigottito l'elfo che era appena entrato. Gli era grato per quello che stava facendo per Gil, ma non poteva fare a meno di notare la sua maleducazione. Non aveva salutato nessuno e si comportava da padrone anche con Aragorn. Eppure dai racconti di suo padre e degli altri, Elrond gli era sempre sembrato un elfo saggio e illuminato...
Corse fuori per seguire Legolas, Haldir e Eomer e, dopo averli raggiunti, chiese: "Ma cosa sta succedendo a Lord Elrond?"

"Se ne pur occupare Gandalf, grazie" si affrettr a dire Elladan, di fatto spostando il padre di lato e mettendosi tra lui e Rumil. Non voleva che Elrond facesse qualcosa di male a una delle persone alle quali teneva di piy al mondo e se fosse stato necessario l'avrebbe difeso con la vita.

*Non ci sarr, padre. Me ne sono andato molti anni fa e non tornerr sui miei passi. Credi di essere saggio ma non sai vedere oltre il tuo egoismo. Stai sbagliando tutto.*

Gli occhi di Elrond s'intristirono nel vedere che il figlio continuava a non voler fidarsi di lui: *Elladan, voglio solo parlare con te e tuo fratello, non costringerti a fare qualcosa che non vuoi. Il dolore di tua sorella mi ha fatto capire che ho sbagliato con voi due... e voglio rimediare. E' troppo tardi, ma voglio tentare. Se sto sbagliando, e' un errore che faccio io e basta. E non temere per Rumil: non ho intenzione di fargli alcun male*

Eomer, Haldir e Legolas si fermarono per aspettare Faramir e poi continuarono a camminare, ognuno guardando dritto davanti a sh. Quando Faramir chiese quello che in realt` stava passando nelle teste di tutti, Legolas si voltr a guardarlo.
"Non lo so. Quello che so h che Aragorn non permetter` che una situazione del genere si protragga a lungo. Lo conosco fin troppo bene, non tollera la maleducazione e la mancanza di rispetto".

Haldir sospirr prima di aggiungere:"Cercherr di contattare Galadriel a riguardo. E' sempre riuscita a domare Elrond in un modo o nell'altro. So che non sar` felice di quello che lui sta facendo".

"A me non importa di quello che fa o pensa" disse Eomer senza voltarsi. "Non mi h mai piaciuto, adesso ho solo avuto la prova che avevo ragione. Pur credere che Rohan non gli serva ma si sbaglia di grosso. Se ne render` conto da solo la prossima volta che gli serviranno delle mandrie di cavalli o qualche stallone per incrociare le razze. Il nostro re dovr` imparare a camminare a piedi".

*Lascialo fuori da questa storia e st` lontano da lui* gli disse Elladan in modo minaccioso. *Mi conosci, sai che difendo coloro che amo con la mia vita. No, padre, non mi fido di te. E non puoi dire che stai sbagliando solo tu, h Rivendell che stai rovinando col tuo atteggiamento. Di questo passo perderai gli alleati piy importanti, tagliando fuori il nostro regno da tutti i rapporti commerciali. Che cosa direbbe Galadriel se ti vedesse cosl?*

Faramir incrocio' le braccia pensieroso: "So che sono monotono, ma a me quell'elfo ricorda tanto mio padre. Insomma, si e' comportato con Elrohir come Denethor faceva con me. E poi ha una strana luce negli occhi, sembra pazzo. Deve avere avuto un dolore tremendo per comportarsi in questo modo... anche se per una persona cosi' superba qualsiasi cosa puo' sembrare un'offesa. Sl, Haldir, sara' il caso di avvertire Dama Galadriel. Non abbiamo bisogno di altro risentimento in questo palazzo." Sorrise alle parole di Eomer: buon vecchio Eomer! Era l'uomo piu' alla mano che avesse conosciuto, ma guai ad offendere la sua terra e il suo popolo!
"Sara' meglio che vada a vedere come sta Elrohir. Se ha saputo che il padre e' arrivato, ne sara' rimasto sconvolto. Ha paura di lui... e dopo averlo visto ne capisco il motivo. Voi intanto andate a riposarvi, ci vediamo piu' tardi in sala da pranzo."
Sorrise agli altri, poi corse in giardino. Lui ed Elrohir erano simili: anche lui sarebbe andato in giardino per stare un po' in pace.

La tristezza lascio' il posto alla rabbia nel cuore di Elrond, davanti all'ostinazione del figlio: *Ora Rivendell e Galadriel sono al secondo posto per me! Non importa quello che gli altri pensano di me. Le uniche cose importanti siete tu, Elrohir e Arwen. Ma perche' non volete capire? Avete visto vostra sorella amare quell'uomo con tutta se stessa, rinunciare a tutto per lui. E poi? Lui la scaccia, lei ne soffre e vuole morire. Non mi interessa altro! Non voglio che anche tu e Elrohir dobbiate soffrire come lei.*


*Stai lontano da noi* gli disse freddamente con la mente.

"Gandalf, potresti per favore aiutare Rumil?" Chiese poi gentilmente all'Istari, sorridendo a Rumil.

Poi, con la mente chiamr il fratello.
*Devo parlarti, dove sei?*

Gandalf aveva seguito attentamente tutta la scena.
Cosa stava succedendo ad Elrond?
Dove era finito l'uomo fiero, forte di un tempo?

Si avvicinò a Rumil e gli mise le mani sulla fronte.
Rumil fu attraversato da un brivido caldo, chiuse gli occhi e si rilassò al tocco dell'Istaro.
Poi riapri gli occhi e sorrise a Gandalf.
- Gandalf grazie. Ora mi sento rinato. -
- Ti sentirai anche rinato, ma è meglio se tu torni a Palazzo. Devi riposare Rumil. -
- Va bene lo farò. - rispose Rumil.

Gandalf si voltò a guardare Elladan.
- Non mi convince il suo lo farò. Lo accompagni tu o vado a prendere Haldir? -
Sentendo nominare il fratello Rumil si alzò in piedi e disse:
- Vado da solo, non sono un bambino. Haldir sarebbe capace di sculacciarmi. - poi sorrise sbarazzino a Gandalf.

L'uomo mise una mano sulla spalla di Rumil e gli disse:
- Non cambiare mai Rumil. Resta così per sempre se puoi, saggio e giocoso allo stesso tempo. Ma io non scherzo vai a riposare ora. Elladan... -

Elladan sorrise nel guardare la scena tra i due e scosse la testa quando Gandalf nominò Haldir. Effettivamente quell'elfo si preoccupava veramente troppo per i suoi fratelli e conoscendolo avrebbe relegato Rumil a letto per un'intera settimana se avesse potuto!
"Non preoccuparti Gandalf, me ne occupo io" gli sorrise prima di salutarlo e poggiare una mano sulla spalla di Rumil, stringendola un momento in modo affettuoso e guidandolo all'esterno.

"Vediamo di metterti a letto, va bene? Hai sentito anche tu, devi riposare".


Elrond sospiro': *Va bene, per il momento lasciamo perdere questa discussione. Stasera parlero' solo con tuo fratello.*
Poi si rivolse ad Aragorn: "Elessar, se non ti spiace dovrei parlarti da solo."

Aragorn non era arrabbiato.
No. Era semplicemente furioso.
Come si permetteva Elrond di arrivare lì e di voler dettar legge?
Aveva trattato con insufficenza tutti. A partire da Eomer, Re di Rohan, suo amico e migliore alleato.
Questo non lo poteva sopportare.
Non aveva degnato di uno sguardo Legolas, Principe di Bosco Atro.
Era furioso.

L'uomo si avvicinò a Boromir, seduto accanto al letto di Gilraen e gli poggiò una mano sulla spalla.
Poi si abbassò e prese una mano di Boromir nelle sue e lo guardò negli occhi.
- Io torno a Palazzo. Ma di qualsiasi cosa avessi bisogno non esitare a mandarmi a chiamare Boromir. -

Boromir alzò lo sguardo e fissò gli occhi in quelli chiari del Re.
- Grazie Aragorn... - mormorò.
I suoi occhi tornarono a fissare Gilraen.
Non se ne sarebbe andato di lì. Non fino a quando la donna che amava non avesse riaperto gli occhi.

Aragorn si alzò e si avvicinò a Gandalf.
- Puoi restare con lui per favore? -
Gandalf guardò seriamente Aragorn e gli disse:
- Certamente. E se sarai tu ad avere bisogno di me chiamami. E per quanto puoi, ignoralo. - disse infine lanciando una debola occhiata ad Elrond.
- Le cose vanno sistemate subito amico mio. -

Detto questo si avvicinò ad Elrond.
I suoi occhi freddi come mai prima di quel momento.
Un'espressione dura sul suo volto.
- Prima di andare a parlare nel mio studio sappi che il tuo comportamento richiederà molte scuse. Non mi interessa chi sei Elrond. Qui io sono il Re, non tu. E con il tuo comportamento hai offeso i miei ospiti. -

Non aspettò la risposta dell'elfo.
Uscì dalle case di guarigione, passando davanti ad Haldir, Legolas ed Eomer li salutò con un cenno del capo e si avvio verso il Palazzo.

*Oh, non mi importa mio piccolo re se ti sei offeso. La battaglia e' appena cominciata e, alla fine, non saro' io a chiedere scusa.* penso' Elrond guardando ironicamente Aragorn incamminarsi verso il palazzo. Quell'andatura tronfia e quell'aspetto superbo non avrebbero cambiato la verita': era e sarebbe stato sempre un ramingo. Poi usci' e lo segui' fino al suo studio.

*******************
Legolas era andato direttamente alle case di guarigione. Haldir ed Eomer erano già là, avevano chiesto che una grossa stanza fosse sgombrata e preparata per l'arrivo di una donna gravemente ferita in combattimento.

La stanza era molto grande. Di solito avrebbe ospitato circa quattro letti, ma visto che si trattava della Principessa di Minyatur i guaritori avevano deciso invece di lasciarne uno soltanto, aggiungendo delle poltrone, in caso qualcuno dei suoi amici e parenti volesse restare a farle compagnia, un piccolo tavolo e delle sedie.

Gilraen si sentì prendere in braccio. Quando affondò il viso nel petto dell'uomo seppe che si trattava di Boromir: avrebbe riconosciuto il suo profumo tra mille. Anche se sapeva di essere alla fine non potè fare a meno di sentirsi protetta e al sicuro tra le sue braccia.

Elladan tolse il cappuccio dalla testa e seguì il gruppo dalla taverna alle case di guarigione. Il sole risplendeva e creava strani giochi di luce coi suoi capelli corvini, illuminando gli occhi del colore del mare fino a farli sembrare bianchi, tanto erano chiari.
Il suo aspetto era fiero e composto: il guerriero aveva tagliato fuori tutte le emozioni e i sentimenti. Non ci si poteva distrarre mentre si era coinvolti in una missione del genere.

Per tutta la strada camminò al fianco di Rumil e quando arrivarono chiese a una guaritrice di dare un'occhiata a Rumil. Sapeva che l'elfo era convinto di star bene, ma voleva essere certo che fosse veramente così. Con gli occhi lo pregò di assecondarlo e farsi visitare.

*Noi stiamo bene* disse poi telepaticamente ad Elrohir, sapendo che il fratello attendeva notizie. *Ma Gilraen è stata ferita gravemente. Non so se ce la farà*.

Quando il gruppo arrivò nella stanza assegnata a Gilraen, i guaritori chiesero a Boromir di sistemare la donna nell'ampio letto matrimoniale, senza osare avvicinarsi. Dopotutto, stavano parlando con il sovrintendente di Gondor che credevano ormai morto.

*Sl, ho saputo*

rispose il giovane elfo, sentendo che un peso gli scivolava via dal cuore a sapere che almeno lui stava bene

*Nostro padre sta venendo ll...*

lo informr poi

*Cerca di farlo ragionare tu, ce l'ha a morte con Elessar e Legolas e vuole vendicarsi per quello che hanno fatto ad Arwen...non l'ho mai visto cosl, mi ha fatto quasi paura...*

*cosa?*
Elladan sembrava piuttosto turbato alla notizia ma lo fu ancora di piy quando seppe che il padre voleva vendicarsi di Aragorn e Legolas. Dovette reprimere l'istinto di lanciare improperi contro la sua testardaggine e presuntuosit` quando lo vide entrare nella stanza.
Lanciando un'occhiata a Rumil, Elladan fece un passo indietro, senza mai abbassare lo sguardo. Il volto era duro e impenetrabile, cosl come la sua mente. Elrond avrebbe potuto leggere la mente di Elrohir ma non la sua: dopo anni passati a Lothlorien Elladan aveva imparato come tenerlo fuori dai suoi affari.

*cosa?*

Elrohir si preoccupr non poco quando si rese conto che il fratello aveva chiuso la mente, comprendendo che il padre doveva essere gi` arrivato. Sospirr, sperando che andasse tutto bene.


Elrond entro' nella stanza, insieme a Gandalf. Appena si avvicino' al letto capi' che la situazione era grave ma non mortale. Il pugnale aveva colpito un'arteria causando un'emorragia. Non c'erano ferite interne, ma la perdita di sangue l'aveva indebolita a tal punto da rendere difficile l'operazione. Appoggio' le mani sul petto della donna e mormoro' un incantesimo.
Poi si volto' verso i guaritori: "Ora e' compito vostro, dovete ricucire la ferita in modo da bloccare l'emorragia". Quindi parlo' agli altri presenti nella stanza: "La ferita non e' grave ma ha perso molto sangue. Quello che mi preoccupa e' la sua debolezza. Le ho infuso la forza necessaria per poter superare l'operazione... ma non posso far altro. Ora sta a lei lottare per sopravvivere. Deve essere seguita ogni minuto: qualcuno di voi deve starle accanto. Appena vede che la situazione peggiora deve correre da me e avvisarmi, cosi' potro' infonderle nuova forza."
Infine si rivolse al solo Aragorn: "Elessar, dobbiamo parlare di quello che e' successo oggi."

Faramir si volto' verso il fratello: Boromir sembrava una statua. Guardava fisso Gil senza muovere un muscolo.
"Che ne dici se tu fai il primo turno? Cosi' starai un po' da solo con lei. Io verro' a darti il cambio tra qualche ora."

Haldir a sua volta lancir un'occhiata ad Elladan e Rumil, notando che il primo non sembrava affatto felice di rivedere il padre. Dai modi di Elrond e da come si stava comportando dedusse che non erano gli unici a non gradire la sua presenza.

Visto che non c'era altro da fare e visto che evidentemente il sovrano aveva dimenticato le buone maniere che proprio lui avrebbe dovuto sapere meglio di tutti, Haldir abbassr brevemente la testa in segno di saluto e lo fece solo e unicamente perchh quale Capitano dei Galadhrim ci teneva alla sua rispettabilit`.
Passando accanto a Legolas, l'elfo gli posr una mano sulla spalla e gli sorrise. Evidentemente l'altro capl cosa aveva in mente perchh lancir una breve occhiata al suo amato prima di seguire Haldir all'aperto.

Eomer non poth impedirsi di alzare un sopracciglio a Elrond. Vero era che la situazione era piuttosto complessa e che tutti erano preoccupati per Gilraen. Era anche vero che lui non era re da molto tempo e che la sua posizione non gli piaceva. Ma il modo in cui si era comportato Elrond, che non aveva degnato nessuno di uno sguardo nh salutato lui, il Re di Rohan, era assolutamente inaccettabile. Dov'era lui mentre loro rischiavano la vita per prendere quell'assassino? A riaccompagnare a casa la cara Arwen, tornata a casa nel disonore dopo quello che aveva fatto a Gondor.
Mentre *lui*, il Re di Rohan aveva rischiato la vita, Elrond se ne stava beato chiss` dove. E adesso senza nemmeno salutarlo nh informarsi di niente o convocare un consiglio, si rivolgeva direttamente ad Elessar. Forse non si rendeva conto che stava seriamente rischiando di incrinare i rapporti diplomatici tra Rivendell e Rohan ma a Eomer non interessava. Il rispetto e l'educazione venivano prima di tutto.

"Buongiorno anche a te, Elrond" gli disse freddamente, lanciandogli un'occhiata sprezzante prima di guardare Elessar.
Un attimo dopo era gi` fuori. Si diresse verso il palazzo reale, seguito a ruota da Legolas e Haldir.

Elladan fissr il padre con sguardo penetrante. Era da un pr che dubitava della sua saggezza ma in quel momento aveva avuto la conferma che i suoi dubbi erano fondati.


Un sorriso ironico attraverso' il volto di Elrond: poveri uomini! Credevano veramente di poter pensare quello che volevano senza che lui si accorgesse di niente? Loro, per lui, erano trasparenti... e i suoi figli dovevano saperlo piu' di qualunque altro!
Saluto' con alterigia Haldir. Cosa pensava, il capitano dei Galadhrim, ti poter comportarsi con lui come se fosse un semplice re mortale? Oh, fosse stato il SUO capo delle guardie gli avrebbe insegnato cosa volesse dire il rispetto per i piy anziani!
Evito' accuratamente di guardare Legolas e rispose al saluto ironico di Eomer con altrettanta ironia: "Buongiorno, re di Rohan.". Cosa pensava, quello stupido mandriano? Cosa gliene poteva interessare dei legami con Rohan? Finchi lui avesse governato su Rivendell niente sarebbe mai successo. Ma cosa ci si poteva aspettare da un semplice Maresciallo, diventando re per un caso del destino?
Poi guardo' il figlio: come Elrohir, anche Elladan lo respingeva. Ma con alterigia... la sua alterigia. Malgrado Elladan non volesse ammetterlo, lo rassomigliava in tutto e per tutto, cosi' come Elrohir assomigliava a Celebrian.
*Figlio mio, tuo padre e' sempre saggio. Anzi, forse ora lo e' anche di piu'... perche' ha capito di chi fidarsi o no. Stasera voglio che tu e tuo fratello veniate in camera mia. Dobbiamo parlare.*
Guardo' Rumil: "Penso che il nostro giovane elfo abbia bisogno di aiuto". Cosi' si avvicino' e lo aiuto' a sdraiarsi.

Faramir fisso' sbigottito l'elfo che era appena entrato. Gli era grato per quello che stava facendo per Gil, ma non poteva fare a meno di notare la sua maleducazione. Non aveva salutato nessuno e si comportava da padrone anche con Aragorn. Eppure dai racconti di suo padre e degli altri, Elrond gli era sempre sembrato un elfo saggio e illuminato...
Corse fuori per seguire Legolas, Haldir e Eomer e, dopo averli raggiunti, chiese: "Ma cosa sta succedendo a Lord Elrond?"

"Se ne pur occupare Gandalf, grazie" si affrettr a dire Elladan, di fatto spostando il padre di lato e mettendosi tra lui e Rumil. Non voleva che Elrond facesse qualcosa di male a una delle persone alle quali teneva di piy al mondo e se fosse stato necessario l'avrebbe difeso con la vita.

*Non ci sarr, padre. Me ne sono andato molti anni fa e non tornerr sui miei passi. Credi di essere saggio ma non sai vedere oltre il tuo egoismo. Stai sbagliando tutto.*

Gli occhi di Elrond s'intristirono nel vedere che il figlio continuava a non voler fidarsi di lui: *Elladan, voglio solo parlare con te e tuo fratello, non costringerti a fare qualcosa che non vuoi. Il dolore di tua sorella mi ha fatto capire che ho sbagliato con voi due... e voglio rimediare. E' troppo tardi, ma voglio tentare. Se sto sbagliando, e' un errore che faccio io e basta. E non temere per Rumil: non ho intenzione di fargli alcun male*

Eomer, Haldir e Legolas si fermarono per aspettare Faramir e poi continuarono a camminare, ognuno guardando dritto davanti a sh. Quando Faramir chiese quello che in realt` stava passando nelle teste di tutti, Legolas si voltr a guardarlo.
"Non lo so. Quello che so h che Aragorn non permetter` che una situazione del genere si protragga a lungo. Lo conosco fin troppo bene, non tollera la maleducazione e la mancanza di rispetto".

Haldir sospirr prima di aggiungere:"Cercherr di contattare Galadriel a riguardo. E' sempre riuscita a domare Elrond in un modo o nell'altro. So che non sar` felice di quello che lui sta facendo".

"A me non importa di quello che fa o pensa" disse Eomer senza voltarsi. "Non mi h mai piaciuto, adesso ho solo avuto la prova che avevo ragione. Pur credere che Rohan non gli serva ma si sbaglia di grosso. Se ne render` conto da solo la prossima volta che gli serviranno delle mandrie di cavalli o qualche stallone per incrociare le razze. Il nostro re dovr` imparare a camminare a piedi".

*Lascialo fuori da questa storia e st` lontano da lui* gli disse Elladan in modo minaccioso. *Mi conosci, sai che difendo coloro che amo con la mia vita. No, padre, non mi fido di te. E non puoi dire che stai sbagliando solo tu, h Rivendell che stai rovinando col tuo atteggiamento. Di questo passo perderai gli alleati piy importanti, tagliando fuori il nostro regno da tutti i rapporti commerciali. Che cosa direbbe Galadriel se ti vedesse cosl?*

Faramir incrocio' le braccia pensieroso: "So che sono monotono, ma a me quell'elfo ricorda tanto mio padre. Insomma, si e' comportato con Elrohir come Denethor faceva con me. E poi ha una strana luce negli occhi, sembra pazzo. Deve avere avuto un dolore tremendo per comportarsi in questo modo... anche se per una persona cosi' superba qualsiasi cosa puo' sembrare un'offesa. Sl, Haldir, sara' il caso di avvertire Dama Galadriel. Non abbiamo bisogno di altro risentimento in questo palazzo." Sorrise alle parole di Eomer: buon vecchio Eomer! Era l'uomo piu' alla mano che avesse conosciuto, ma guai ad offendere la sua terra e il suo popolo!
"Sara' meglio che vada a vedere come sta Elrohir. Se ha saputo che il padre e' arrivato, ne sara' rimasto sconvolto. Ha paura di lui... e dopo averlo visto ne capisco il motivo. Voi intanto andate a riposarvi, ci vediamo piu' tardi in sala da pranzo."
Sorrise agli altri, poi corse in giardino. Lui ed Elrohir erano simili: anche lui sarebbe andato in giardino per stare un po' in pace.

La tristezza lascio' il posto alla rabbia nel cuore di Elrond, davanti all'ostinazione del figlio: *Ora Rivendell e Galadriel sono al secondo posto per me! Non importa quello che gli altri pensano di me. Le uniche cose importanti siete tu, Elrohir e Arwen. Ma perche' non volete capire? Avete visto vostra sorella amare quell'uomo con tutta se stessa, rinunciare a tutto per lui. E poi? Lui la scaccia, lei ne soffre e vuole morire. Non mi interessa altro! Non voglio che anche tu e Elrohir dobbiate soffrire come lei.*


*Stai lontano da noi* gli disse freddamente con la mente.

"Gandalf, potresti per favore aiutare Rumil?" Chiese poi gentilmente all'Istari, sorridendo a Rumil.

Poi, con la mente chiamr il fratello.
*Devo parlarti, dove sei?*

Gandalf aveva seguito attentamente tutta la scena.
Cosa stava succedendo ad Elrond?
Dove era finito l'uomo fiero, forte di un tempo?

Si avvicinò a Rumil e gli mise le mani sulla fronte.
Rumil fu attraversato da un brivido caldo, chiuse gli occhi e si rilassò al tocco dell'Istaro.
Poi riapri gli occhi e sorrise a Gandalf.
- Gandalf grazie. Ora mi sento rinato. -
- Ti sentirai anche rinato, ma è meglio se tu torni a Palazzo. Devi riposare Rumil. -
- Va bene lo farò. - rispose Rumil.

Gandalf si voltò a guardare Elladan.
- Non mi convince il suo lo farò. Lo accompagni tu o vado a prendere Haldir? -
Sentendo nominare il fratello Rumil si alzò in piedi e disse:
- Vado da solo, non sono un bambino. Haldir sarebbe capace di sculacciarmi. - poi sorrise sbarazzino a Gandalf.

L'uomo mise una mano sulla spalla di Rumil e gli disse:
- Non cambiare mai Rumil. Resta così per sempre se puoi, saggio e giocoso allo stesso tempo. Ma io non scherzo vai a riposare ora. Elladan... -

Elladan sorrise nel guardare la scena tra i due e scosse la testa quando Gandalf nominò Haldir. Effettivamente quell'elfo si preoccupava veramente troppo per i suoi fratelli e conoscendolo avrebbe relegato Rumil a letto per un'intera settimana se avesse potuto!
"Non preoccuparti Gandalf, me ne occupo io" gli sorrise prima di salutarlo e poggiare una mano sulla spalla di Rumil, stringendola un momento in modo affettuoso e guidandolo all'esterno.

"Vediamo di metterti a letto, va bene? Hai sentito anche tu, devi riposare".


Elrond sospiro': *Va bene, per il momento lasciamo perdere questa discussione. Stasera parlero' solo con tuo fratello.*
Poi si rivolse ad Aragorn: "Elessar, se non ti spiace dovrei parlarti da solo."

Aragorn non era arrabbiato.
No. Era semplicemente furioso.
Come si permetteva Elrond di arrivare lì e di voler dettar legge?
Aveva trattato con insufficenza tutti. A partire da Eomer, Re di Rohan, suo amico e migliore alleato.
Questo non lo poteva sopportare.
Non aveva degnato di uno sguardo Legolas, Principe di Bosco Atro.
Era furioso.

L'uomo si avvicinò a Boromir, seduto accanto al letto di Gilraen e gli poggiò una mano sulla spalla.
Poi si abbassò e prese una mano di Boromir nelle sue e lo guardò negli occhi.
- Io torno a Palazzo. Ma di qualsiasi cosa avessi bisogno non esitare a mandarmi a chiamare Boromir. -

Boromir alzò lo sguardo e fissò gli occhi in quelli chiari del Re.
- Grazie Aragorn... - mormorò.
I suoi occhi tornarono a fissare Gilraen.
Non se ne sarebbe andato di lì. Non fino a quando la donna che amava non avesse riaperto gli occhi.

Aragorn si alzò e si avvicinò a Gandalf.
- Puoi restare con lui per favore? -
Gandalf guardò seriamente Aragorn e gli disse:
- Certamente. E se sarai tu ad avere bisogno di me chiamami. E per quanto puoi, ignoralo. - disse infine lanciando una debola occhiata ad Elrond.
- Le cose vanno sistemate subito amico mio. -

Detto questo si avvicinò ad Elrond.
I suoi occhi freddi come mai prima di quel momento.
Un'espressione dura sul suo volto.
- Prima di andare a parlare nel mio studio sappi che il tuo comportamento richiederà molte scuse. Non mi interessa chi sei Elrond. Qui io sono il Re, non tu. E con il tuo comportamento hai offeso i miei ospiti. -

Non aspettò la risposta dell'elfo.
Uscì dalle case di guarigione, passando davanti ad Haldir, Legolas ed Eomer li salutò con un cenno del capo e si avvio verso il Palazzo.

*Oh, non mi importa mio piccolo re se ti sei offeso. La battaglia e' appena cominciata e, alla fine, non saro' io a chiedere scusa.* penso' Elrond guardando ironicamente Aragorn incamminarsi verso il palazzo. Quell'andatura tronfia e quell'aspetto superbo non avrebbero cambiato la verita': era e sarebbe stato sempre un ramingo. Poi usci' e lo segui' fino al suo studio.




 

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