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CENA ARAGORN - LEGOLAS
Aragorn passeggiava nervosamente nella sua stanza, tutto era stato preparato
alla perfezione per la cena, Legolas come sempre aveva organizzato le cose
al meglio.
Ora il problema era un altro, come avrebbe reagito l'elfo a quello che aveva
da dirgli? Certo era positivo, aveva lasciato Arwen, ma lui avrebbe capito
che il suo comportamente era dovuto a quello che provava? O avrebbe pensato
che voleva solo divertirsi con lui?
Lui e Legolas si conoscevano da molto tempo, la loro era un'amicizia molto
forte, si erano sempre capiti al volo, tra di loro non occorrevano parole,
bastava uno sguardo, eppure negli ultimi due giorni qualcosa era cambiato,
ogni cosa dicesse sembrava essere il contrario di ciò che Legolas voleva
sentirsi dire, non sapeva più dove sbattere la testa.
Uscì un attimo sul grande terrazzo, respirare l'aria della notte lo faceva
star meglio, ma l'ansia non passava... così come non passavano i minuti...
E finalmente, dopo un'attesa che gli parve interminabile, qualcuno bussò
alla sua porta.
Dopo aver bussato, Legolas aprì la porta, facendo capolino all'interno,
com'era sua abitudine. Quando vide Elessar gli sorrise nervosamente, facendo
qualche passo in avanti e premurandosi di chiudere la porta alle sue spalle.
Tutto era stato organizzato alla perfezione in camera sua. Il tavolino per
la cena era stato sistemato vicino alla finestra, e su di esso era stata
messa una tovaglia di pizzo celeste, uno dei colori preferiti da Elessar. Su
due carrelli erano state sistemate le varie portate, coperte da grossi
coperchi sistemati apposta per non far freddare la cena.
"Vedo che è già tutto pronto..." mormorò l'elfo. "Vogliamo sederci?"
Aragorn osservò Legolas e gli sorrise a sua volta.
Si sentiva stupido ed impacciato e si rese conto che in quelle condizioni
non avrebbe potuto mangiare nulla. Aprì la finesta e fece segno a Legolas di
seguirlo fuori sul terrazzo.
Rimase per un attimo in silenzio, rapito dal silenzio della notte, poi,
senza girarsi disse:
- Oggi ho trovato Arwen svenuta nella sua stanza, stava male Legolas. Ha
capito tutto, prima di me... ha capito che non la amo più prima e che,
probabilmente, non potrò farlo mai più. Le voglio bene, non voglio vederla
soffrire, ma so che questo è ciò che è successo, è quello che ho fatto...
l'ho fatta soffrire. Nonostante tutto non mi pento del mio comportamento,
delle cose che le ho detto... e quello che ho detto a lei è giusto che lo
sappia anche tu Legolas, anche se so che corro il rischio che quello che sto
per dirti possa rovinare per sempre il rapporto che c'è tra noi... ho
lasciato Arwen, e l'ho fatto perchè il sentimento che provo te è forte,
molto forte e va al di là dell'amicizia... Legolas io... io credo di
amarti... -
Chiuse gli occhi e si lasciò accarezzare il volto dalla lieve brezza della
sera... e rimase in attesa, in attesa di ciò che Legolas avrebbe potuto
dirgli.
Seguendolo sul terrazzo, Legolas cercò di farsi coraggio, e si promise che
qualunque cosa lui avesse detto, il suo cuore sarebbe rimasto forte. Il suo
viso non avrebbe mutato espressione.Non ci sarebbero stati segni di
cedimento nemmeno se lui avesse deciso di allontanarlo da Minas Tirith.
Perchè era questo che voleva, giusto? Elessar voleva comunicargli che quello
che era successo era riprovevole e che non era più il benvenuto nell'intera
Gondor.
Ma quando quelle magiche parole lasciarono le sue labbra, tutti i propositi
di Legolas si sgretolarono. Aveva sentito bene?
Gli tornarono in mente tanti ricordi di bei momenti passati insieme.
Ricordava le battaglie combattute fianco a fianco, tutte le volte che si
erano consolati a vicenda, e tutte le volte che era stato lì pronto a
sorreggerlo ogni volta che Aragorn rischiava di cedere per via dello
scoramento.
Ed ora era lì con lui, a dirgli che aveva lasciato l'unica donna che avesse
mai amato. Tutto per lui, perchè Elessar lo amava.
Bagnandosi le labbra con la punta della lingua, Legolas entrò dentro per un
momento, riempiendo di vino tiepido speziato due calici e poi tornò alla
terrazza.
Offrì una delle due coppe ad Elessar, poi sorseggiò il suo vino, prima di
parlare.
"Io non credo che questo sentimento sia nato in un giorno o due.Piuttosto
credo che fosse là, giaceva dimenticato mentre noi combattevamo fianco a
fianco, troppo impegnati per darvi peso. E ora è venuto fuori, come un fiume
in piena. E non c'è modo di fermarlo..." disse, poi bevve un altro pò di
vino prima di continuare. "Si, Elessar... ti amo anch'io..."
Lentamente Aragorn abbassò il capo... una lacrima solitaria gli rigò il
volto...
Era mai stato così felice in vita sua? Solo in quel momento si rese conto
che, nemmeno quando Arwen gli aveva detto di amarlo, si era sentito così
completo...
Bevve d'un sorso il vino dal calice che Legolas gli aveva porto, poi si
voltò e fissò i suoi occhi in quelli profondi dell'elfo.
Gli sorrise, un sorriso sincero, pieno d'amore verso quella creatura che da
sempre era al suo fianco.
Alzò un braccio e dolcemente appoggiò una mano sulla guancia di Legolas e
gli chiese:
- Avevi paura venendo qui vero? Cosa temevi che ti dicessi? Quando sei
entrato in questa stanza un ombra cupa era sui tuoi occhi, per questo non ho
voluto aspettare di cenare prima di parlare con te, sai non sono così
sadico... -
Voleva restare serio, ma non ci riuscì e scoppiò in una sonora risata che
gli permise di allentare la tensione.
Quando vide la sua lacrima, Legolas aggrottò le sopracciglia ancora una
volta. Cos'aveva sbagliato? Era stato troppo affrettato?
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