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Middle Earth Heroes -- Vers.1
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Design & Graphics
by:Gilraen
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Era ormai sera inoltrata quando Haldir uscì dalle sue stanze con passo
deciso. Un elfo non aveva bisogno
di molto riposo, nè di dormire, questo era vero. Però anche lui aveva dei
limiti, e il lungo viaggio lo aveva
a dir poco messo a dura prova. Aveva passato il pomeriggio disteso sul suo
letto, gli occhi aperti a fissare
il soffitto, e la mente lontana, che si perdeva nella dolcezza dei ricordi
di Lothlorien.
Grazie a quello, e a un piccolo incantesimo che aveva operato su se stesso,
l'elfo si sentiva decisamente
meglio.
"Maledetto...vestito..." stava imprecando Gilraen tra sè e sè, cercando di
sistemare le pieghe di un vestito
cremisi che proprio non volevano saperne di stare a posto. Fu solo dopo
innumerevoli tentativi che la
donna finalmente riuscì a rendersi presentabile, ma sbuffò lo stesso davanti
allo specchio. Sapeva di non
potersi sottrarre ancora una volta alla cena con gli altri, anche se avrebbe
preferito restare sola in camera
sua, indossando un paio di comodi pantaloni e leggendo un libro davanti al
camino acceso. Quella si che
sarebbe stata una bella serata! E in vece era stata costretta a mettersi in
ghingheri per scendere nel salone
principale, visto che non voleva guadagnarsi la reputazione di asociale.
Un ghigno degno di un monello apparve sul volto di Haldir quando la vide
uscire dalla sua stanza mentre
ancora stava litigando con il piccolo diadema che portava sulla fronte.
Quella donna non sarebbe mai
cambiata, ormai si erano rassegnati un pò tutti. Non sarebbe mai stata una
perfetta "signora del maniero",
ma piuttosto una guerriera pronta a sacrificare la propria vita per le
persone che le stanno a cuore. E
infondo infondo piaceva a tutti proprio per questo.
"Quale onore rivederti..."
Alzando gli occhi lentamente, Gilraen rimase a bocca aperta quando vide a
chi apparteneva quella voce, e
un sorriso radioso le illuminò il viso.
"Haldir! Quando sei arrivato?"
"Soltanto questa mattina, e mi è stato detto che eri impegnata con il tuo
uomo" rispose l'elfo
abbracciandola calorosamente.
I due si avviarono per i lunghi corridoi di palazzo, raccontandosi tutto
quello che era successo, e
guardandosi intorno quando arrivarono nella sala da pranzo, per vedere chi
altro avrebbe cenato con loro.
Frodo già da un pò si trovava nella sala da pranzo, ed aveva fame, molta
fame.
"Possibile che stasera non arrivi nessuno???" si chiese l'hobbit un pò
sorpreso.
Finalmente sentì delle voci e vide entrare nella sala Gilraen ed Haldir.
- Eccovi finalmente, pensavo di dover cenare da solo questa sera.-
"Oh no piccolo Frodo... credo che dovrai sopportare persino la mia presenza
questa sera" ridacchiò Gilraen,
sapendo benissimo che l'hobbit doveva avere una gran fame.
Haldir invece si meravigliò piuttosto del fatto che il piccoletto non avesse
già attaccato i grossi cesti di pane
sistemati sul tavolo. Ma forse era solo questione di tempo, si disse.
"Perchè non cominciamo a sederci? Non credo che gli altri tarderanno molto,
e in ogni caso credo sia
inutile aspettarli così in piedi..."
Frodo non se lo fece ripetere due volte e si sedette a tavola, i suoi occhi
spaziavano sui cesti di pane,
aveva un aspetto così invitante...
Allungò una mano ed afferò un panino, poi guardò Gilraen ed Haldir e gli
diede un morso dicendo:
- Non credo che gli altri si offenderanno... -
"Non credo proprio" ridacchiò Haldir, strizzando un occhio alla piccola
creatura, mentre Gilraen li
osservava entrambi con aria divertita. Era così strano vedere Haldir
finalmente rilassato!
Frodo si sentiva beato, ah finalmente il cibo... sorrise tra se, poteva
vivere in una grande città degli uomini,
ma alla fine restava sempre un piccolo hobbit della Contea.
Guardò i due elfi, tutte le volte si trovava a pensare a quanto era
fortunato ad avere vicino persone come
loro.
Appena ebbe finito di mangiare chiese:
- Ma Aragorn, Legolas e tutti gli altri ci raggiungono? -
"Non credo che Legolas sarà dei nostri questa sera...E nemmeno Elessar"
rispose Haldir, voltandosi a
strizzare l'occhio a Gilraen. Sapeva che anche lei aveva intuito che c'era
qualcosa tra i due.
Gilraen poi si voltò quando sentì un rumore, e sgranò gli occhi quando notò
il nuovo arrivato. Meriadoc!
Non era possibile!! L'ultima volta che l'aveva visto era stato anni prima!
Merry quando entrò nella sala e vide tutti scoppiò a piangere dalla gioia e
andò ad abbracciare tutti.
Non poteva credere di essere di nuovo con tutti i suoi amici...tutti tranne
Sam,che purtroppo decise di
fermarsi alla locanda del puledro impennato.
"Qualcuno di voi ha notizie di Sam?" chiese Merry.
"Dovevamo arrivare insieme" spiegò "Ma lui decise di fermarsi alla locanda
del puledro impennato, mi ha
detto che mi avrebbe raggiunto e che mi avrebbe spiegato il motivo per cui
si è fermato là.Ma sono
preoccupato è da molto che non lo vedo".
Poi si fermò, iniziò a guardarsi intorno e si accorse che mancavano altre
persone oltre a Sam.
"Dove sono Boromir Legolas e Aragorn? Come mai non sono qua con voi? Dove
posso trovarli? Scusate se
vi tempesto così di domande, ma è da tanto tempo con non vedo anche loro che
vorrei rivederli.
Frodo rimase fermo, immobile, seduto sulla sedia.
Merry... Merry a Minas Tirith...
Non poteva crederci...
Lentamente si alzò e si avvicino all'amico. Un grande sorriso si dipinse sul
suo volto:
- Merry sono così felice di rivederti, non immagini quanto. - disse rivolto
all'amico - Aragorn e Legolas
questa sera non ceneranno con noi, ma presto ci raggiungeranno gli altri
ospiti del palazzo. -
Doris aveva vagato un pò in giro, mentre si avvicinava la sera. Lei amava il
tramonto e la lieva malinconia
che le dava la fine del giorno.Inoltre quello per lei era stato un giorno
speciale... Aveva conosciuto il
capitano dei Galadrim, Haldir e si sentiva affascinata da lui come non lo
era stata da nessun altro. Aveva
conosciuto gente nuova e rivisto il suo amato Gandalf e Dama Arwen. Aveva
percepito qualcosa di strano
in Arwen e Aragorn ed era sicura che c' entrasse Legolas, ma in fondo non
erano affari suoi...
Era rimasta così tanto tempo immersa nei suoi pensieri, affacciata alla
finestra della sua camera, che non si
era resa conto di essere in ritardo per la cena.
* Accidenti! Ora mi vesto e vado*
Indossò l'unico abito che avesse, visto che di solito indossava abiti da
guerriera. Era lungo, azzurro, che
risaltava la sua femminilità. Si raccolse delicatamente i capelli con un
fermaglio luccicante e uscì dalla sua
stanza. Quando arrivò a cena, nessuno si era accorta di lei. Erano tutti
presi da una persona con cui
stavano conversando. A primo acchito Doris pensò fosse un bambino, poi
osservandolo meglio si rese
conto che era un Hobbit. Ed accanto a lui vide colui che stava turbando la
sua vita: Haldir
*Eccolo! Valar se è stupendo!?!* si disse *Come potrà mai accorgersi di me?
Lui è meraviglioso ed io...
Guardatemi... Faccio pena! Gilraen, lei si che è una bella donna! Ed accanto
a lui sarebbe superba, se non
avesse il cuore impegnato... Sono ridicola! Mi agito per un elfo che neanche
mi considera! Non si accorgerà
mai di me* pensava, mentre una piccola fitta trapassava il suo cuore. *Ma
ormai siamo qui e tanto vale
restarci. Se non altro cenerò in modo egregio* si disse, cercando di
allentare la tensione che sentiva in se...
Gandalf era immerso nei suoi pensieri, mentre si preparava per la cena.
Aragorn ed Arwen si erano lasciati. Di questo era sicuro, visto i pensieri
di Aragorn. Non erano affari suoi,
lo sapeva, ma non voleva che la stella del vespro stesse troppo male per
questo.
*Piccola Arwen... Spero tu riesca a trovare la forza di reagire... *
pensava, uscendo dalla sua camera.
Ma una volta davanti alla porta della giovane dama, bussò.
"Avanti!"
Arwen era già pronta, con un abito bianco che esaltava la sua bellezza
elfica. Era affacciata alla finestra e
stava ammirando il tramonto. Nei suoi occhi vi era un dolore immenso e
persino la sua figura pareva
ancora più esile di quella del mattino.
"Buonasera, Gandalf... L' aspettavo! Immaginavo che sarebbe venuto da me"
"Buonasera, Arwen. Volevo chiederle se fosse così gentile da accompagnarmi a
cena e da essere la mia
Dama questa sera" le sorrise il Maiar
"Io non so se... " Arwen voleva respingere il suo invito. Non se la sentiva
ancora di affrontare tutti gli altri,
sopratutto non voleva affrontare Legolas davanti a tutti. Avrebbe voluto
parlargli da solo. Voleva dirgli
quello che pensava da sola...
"So a cosa pensi, Arwen. Ma Aragorn e Legolas non saranno a cena con noi,
questa sera, e prima o poi
dovrai affrontare anche tutti gli altri. Non puoi rinchiuderti qui dentro
per sempre" gli disse Gandalf che
aveva intuito i suoi pensieri
"Oh! Gandalf..." mormorò Arwen prima di fare qualcosa che non avrebbe mai
fatto prima: Abbacciarlo!
Come se cercasse in lui quella protezione che non aveva più da nessun altro.
Gandalf si sentì morire! Era così delicata ed indifesa... Non meritava di
soffrire così! Ma lui sapeva che ai
sentimenti non si comanda... Lo sapeva fin troppo bene... Semplicemente
contraccambiò il suo abbraccio e
attese le sue reazioni.
Arwen gli raccontò tutto ciò che era successo quel giorno, da quando aveva
avvertito di Aragorn e Legolas,
fino all' incontro con suo fratello. Non sapeva perchè, ma era sicura che
potesse fidarsi davvero solo di
lui...
"Non puoi comandare i tuoi sentimenti, Arwen. Se soffri per Sire Aragorn,
non devi nasconderlo, ma non
devi lasciarti andare. Sei molto importante per tanti di noi. Ed anche per
il Re. Tu sarai sempre la persona
che lo conosce meglio di tutti. Legolas gli è stato amico per tanto tempo,
ma solo con te lui è stato davvero
se stesso per anni. Niente cambierà questo. Prendi tutto ciò che di buono ti
ha dato il tuo amore per lui e
usalo per diventargli amica. Una vera amica. Aragorn, ora, ha bisogno
esattamente di quello da te. Ed
anche Elrohir ha bisogno di te. Non puoi lasciarlo solo. Troverai una
persona che ti ama davvero, e
profondamente. Sono sicuro che già c'è. Ma devi essere tu la prima a
crederci" le disse l'Istaro, mentre
prendeva il suo viso tra le mani
"Lo so , Gandalf! Ma è così difficile... E poi... mi sento così sola, ora.
E' come se non avessi più alcuna
ragione per vivere" gli disse lei guardandolo nei suoi occhi profondi
"So cosa provi. Anch' io tempo fa ho sentito quello che senti tu. Anch'io ho
amato una persona che non mi
ha mai amato. Ma ho cercato di trarre la mia forza da questo amore per
andare avanti. E' questo che ci
rende vivi: l'amore. Non lasciarti andare... Vedrai che un giorno anche tu
sarai felice... di nuovo"
"E tu, Gandalf? Hai trovato la felicità?" gli chiese lei, osservandolo
attentamente. A lei pareva di osservarlo
davvero solo allora, come se lo vedesse per la prima volta
"Ho continuato ad amare quella persona, a vederla felice con un altro. E
sono stato felice per lei" rispose
lui, allontanandosi da lei un pò
"Ma non è il caso di tediarvi ancora con i miei discorsi, Lady Arwen.
Andiamo a cena. Sono sicuro che ne
avete bisogno. E poi, sarò sempre io al vostro fianco" le sorrise lui,
incoraggiante.
"Va bene Gandalf. Andiamo. Vi fido di voi" gli sorrise
E quando arrivarono in sala trovarono una piacevole sorpresa: Merry...
Merry mentre parlava, si interruppe all'improvviso, sentì dei passi, si girò
e vide Arwen bellissima come
l'ultima volta che si incontrarono e Gandalf, quando lo vide non riuscì a
parlare, era come paralizzato, gli
voleva bene, per lui era stato più di un compagno in quell'avventura, gli
era mancato terribilmente, così
appena lo vide gli corse incontro e lo abbracciò senza parlare, non ci
riusciva.
Era rimasto abbracciato a Gandalf per così tanto tempo che hanno dovuto
chiamarlo all'ordine altrimenti
sarebbe rimasto attaccato a Gandalf chissa per quanto tempo ancora.
Quando salutò Arwen la vide strana,non era la stessa persona con lo sguardo
felice di sempre, era triste lo
si leggeva negli occhi anche se lei non voleva far sapere niente,così decise
di non chiederle niente del
perchè avesse quello sguardo
"Che gioia rivederti, Merry. Come stai? Cosa ti ha portato fin qui?" lo
salutò allegro Gandalf
"Io sto bene,grazie.Doveva esserci anche Sam ma purtroppo non ha continuato
il viaggio con me,non ha
voluto dire il motivo,ma ci raggiungerà....spero il prima possibile." si
fermò per un secondo, poi riprese "A
me e Sam è apparsa Galadriel in sogno, dicendo di venire a Minas Tirith da
Frodo...ma senza dirci il
motivo" l'ultima frase la disse con le lacrime che gli rigavano il viso e il
cuore in gola.
Era preoccupato per Frodo.
"Ditemi,come mai Galadriel ci ha chiamato,è successo qualcosa dobbiamo
rimetterci in viaggio per qualche
avventura o c'è un nuovo pericolo?"
Lo dovettero interrompere perchè non finiva più di fare domande.
"Calma, Calma, Merriadoc! Avrai una valida risposta alle tue domande quando
ne sarà il momento. Per ora
puoi vedere da te che Frodo sta bene ed è in ottima compagnia" gli sorrise
Gandalf.
"A proposito di compagnia, vorrei presentarti Doris Eldalie di Rivendell.
Non credo tu la conosca" disse
l'Istaro facendo segno alla giovane di avvicinarsi
"Piacere!" sorrise lei
"Il piacere è tutto mio!" rispose arrossendo.
Era felicissimo di vedere che stavano tutti bene, e impaziente di rivedere
anche Aragorn e Legolas
Haldir e Gilraen osservarono la scena con interesse, e con un sorriso
divertito sulle labbra. Mentre gli altri
discutevano, loro ascoltarono tutto, mangiando di gusto insieme a Frodo.
Ma Gilraen voleva andare in camera sua, non era più abituata a stare in
mezzo a tanta gente, e in più il
giorno dopo voleva svegliarsi presto per andare a prendere Boromir. Gli
aveva promesso una passeggiata,
e lei manteneva sempre le sue promesse.
L'elfo si alzò dal suo posto, guardando Arwen, Gandalf e Doris che
parlottavano allegramente, prima di
stiracchiarsi e sorridere a Frodo.
"Resti qui oppure preferisci ritirarti in camera tua, amico mio?"
- Mi ritiro anche io, sono un pò stanco, credo che proverò domani a parlare
con Merry. - rispose Frodo.
Dopo essersi alzata a sua volta, Gilraen si congedò in maniera educata,
uscendo dalla sala a passo svelto.
Doveva essere impazzita di sicuro. Si, era certamente pazza.
La stanza di Boromir era sorvegliata giorno e notte, ma le sentinelle
avevano l'ordine di far passare soltanto
il Re, Legolas, Haldir, Gilraen e Gandalf. Riconoscendo la donna, separarono
le lance per lasciarla entrare,
senza fare domande.
Come la maggior parte delle stanze private nel palazzo reale, anche quelle
in cui era stato sistemato
Boromir avevano una piccola anticamera, dalla quale si poteva poi andare in
camera da letto o in uno
studio con tanto di libreria.
Aprendo leggermente la porta che dava sulla camera da letto in cui era stato
sistemata la reincarnazione
dell'uomo che aveva amato più di ogni altra cosa, Gilraen rimase a osservare
quella forma avvolta nelle
coperte per qualche minuto, senza osare avvicinarsi. Non sapeva se lui
l'avesse notata oppure no, nè se
desiderasse vederla.
Dopo un pò, dandosi mentalmente della stupida, la donna richiuse la porta e
si avviò a passo spedito verso
la rassicurante familiarità delle sue stanze.
Boromir si trovava in uno stato di dormiveglia... aveva avvertito la
presenza di qualcuno nella stanza, ma
gli occhi non volevano aprirsi, le membra erano stanche e il bisogno di
riposo era impellente.
Quando sentì la porta richiudersi sorrise tra sè e si girò dall'altra parte,
aveva una mezza idea di chi potesse
avergli fatto quella visita notturna, l'indomani ne avrebbe avuto conferma.
Gilraen era rimasta a vivere nelle stanze che una volta erano di Boromir e
che poi erano diventate sue dopo
la *scomparsa* dell'uomo.
Il rosso era il colore dominante in quelle stanze, visto che la maggior
parte dei soffici tappeti che
ricoprivano il pavimento erano di quel colore. Le coperte sul grande letto a
baldacchino erano di un rosso
scuro, esattamente come il velluto del letto e dei divani. Gli appartamenti
erano piuttosto ampi, e Gilraen
aveva sistemato tutti i suoi libri nella grande libreria a ridosso del muro,
aggiungendo col passare del
tempo un tocco sempre più personale a quelle camere. Vari quadri erano
appesi alle pareti, e la maggior
parte erano ritratti di un giovane Boromir in divisa commissionati da
Denethor quando era ancora in vita.
Qualcuno era stato poi dipinto da Gilraen, e proprio quelli rappresentavano
forse al meglio l'uomo, e non il
soldato. Ogni suo ritratto di Boromir raffigurava un uomo sorridente, che
sembrava vero, tanta era la cura
che la donna dedicava a ogni particolare.
Annessa alle sue camere vi era poi anche una grande sala da bagno privata,
che era un vero e proprio
trionfo di marmi e oro. Nel palazzo di Minas Tirith lo sfarzo era ovunque.
Dopo aver infilato una vestaglia di seta, la guerriera controllò il segno
sullo zigomo lasciato dal colpo di
Boromir, ancora piuttosto visibile. Sospirando profondamente poi si avviò
verso il grande letto, spegnendo
la candela e sistemandosi sotto le pesanti coperte di pelliccia.
Haldir si avviò con Frodo verso il corridoio, e lo salutò calorosamente
prima di ritirarsi in camera sua,
raccomandandosi di chiamarlo oppure mandare qualcuno a chiamarlo la mattina
dopo per la colazione. Il
viaggio era stato lungo e non voleva rischiare di poltrire tutto il giorno a
letto!
Una volta in camera sua, l'elfo slacciò velocemente gli stivali, sfilò la
tunica e infilò poi un paio di pantaloni
che utilizzava proprio per dormire.
Si addormentò poco dopo, nel classico sonno degli elfi, profondo e privo di
sogni, con gli occhi
grigio/azzurri ancora spalancati.
**ARRIVO MERRY**
Dopo molti e molti giorni di cammino Merry arrivò a Gondor,purtroppo senza
Sam.
Lui si era fermato a Brea,nn ha voluto spiegere il motivo a Merry e gli ha
detto che gli dirà tutto quando si
rivedranno.
Quando varco le mura di Gondor,iniziarono a riaffiorare i ricordi e iniziò a
sentirsi triste perchè gli
mancavano tutti i suoi amici.
Decise di passare la notte a Gondor e poi di proseguire verso Minas Tirith
dove incontrerà di nuovo tutti
Il giorno dopo merry si svegliò,preparò il suo zainetto e partì per Minas
Tirith.
Appena partì, iniziò a pensare a Sam a cosa lo aveva trattenuto a Brea, e
che si sentiva perso da solo,aveva
paura che se ci fossero dei pericoli nn saprebbe se riuscirebbe a
sconfiggerli e come ci potrebbe riuscire.
E con questi pensieri continuò il suo cammino con la speranza che Sam lo
ragginga da un momento
all'altro.
Merry arrivò alle mura di Mina Tirith,lui stava per entrare ma due guardie
lo fermarono e gli chiesere chi
fosse.
Lui rispose: "Sono Merry,sono arrivato fin qui dalla Contea per rivedere
Frodo e tutti i nostri amici."
Detto questo, la guardia lo accompagno nella sala da pranzo dove avrebbe
rivisto tutti i suoi amici e
compagni di quella incredibile avventura.
Nn vedeva l'ora di rivedere tutti per raccontare come era andato il vuaggio
per sapere se avevano notizie di
Sam e per sapere come stavano tutti e come hanno passato tutto questo tempo
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