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Era mattina presto quando la carovana si mise in viaggio per Minas Tirith. La distanza tra la Citt` Bianca e Dol Amroth non era molta, ma i cavalli dovevano trasportare un peso non indifferente e non potevano andare veloci. Molti bagagli erano accattastati sulla groppa delle povere bestie e, in ognuno di essi, vi erano decine di vestiti, gioielli, spazzole, profumi, scarpe... Il corredo della principessina Lothiriel, unica figlia del fiero Imrahil, principe di Belfalas. Il principe, durante la guerra dell'anello, aveva strappato ad Eomer, divenuto re di Rohan, la promessa di sposare sua figlia. Il principe confidava molto in questo matrimonio: mai padre ne avrebbe sperato uno migliore per sua figlia. Certo, sarebbe stato piy importante farla sposare con Aragorn e renderla regina di Gondor. Ma il re era gi` impegnato con la figlia di Elrond e Imrahil non aveva perso tempo: doveva farla sposare con Eomer prima che qualcun'altro avesse la sua stessa idea!
Beh, Rohan non era forse degna di loro: un paese di bovari mal vestiti che vivevano in mezzo ai cavalli. Ma Eomer era sempre un re, certamente piy importante di un principe... Stranamente, da quando era tornato a Rohan, Eomer aveva sempre rimandato l'incontro con Lothiriel. Non aveva neanche voluto conoscerla. Eppure i suoi consiglieri avrebbero dovuto convincerlo a sposarsi e a dare un erede al regno. Cosl Imrahil, appena venne a sapere che Eomer era diretto a Minas Tirith, non aveva perso tempo e aveva deciso di spedire sua figlia "casualmente" in visita dai cugini.

La giovane scese le scale diretta alla carovana. Appena uscl all'aria aperta il sole brillr sui suoi capelli color dell'oro. La bellezza della ragazza era sconvolgente... ma fredda. Se da sua zia Finduilas aveva ereditato l'aspetto, non aveva il suo carattere dolce e allegro. I suoi occhi azzurri erano duri come l'acciaio, da sempre abituati a guardare gli altri dall'alto in basso, come esseri inferiori. Il corpo morbido e delicato era dal colore della porcellana, ma dritto e rigido, come chi non h abituato a piegarsi davanti a nessuno. L'aspetto era di Finduilas, tutti lo sapevano a Gondor, ma il carattere era superbo come quello del padre.
Si avvicinr al suo cavallo bianco e vi sall aiutata dal padre, venuto a salutarla.
"Tieni, ti affido queste lettere per il re di Gondor e per il tuo futuro sposo. Ti prego di tenermi informato di tutto cir che succede". Poi si allungr per baciarla sulla fronte: "Mi raccomando bimba mia, fatti rispettare. Non permettere a quel "contadino" di offenderti. Tu sei superiore a lui e a chiunque altro: sei mia figlia!"
Una lacrima scese dagli occhi della ragazza: "Mi mancherete, padre mio!"
Poi la carovana partl alla volta di Minas Tirith. La giovane si voltr un attimo per godere della vista del mare: come avrebbe potuto vivere cosl lontano? Avrebbe mai potuto abituarsi a non vedere tutti i giorni quella distesa azzurra sotto i suoi occhi? Avrebbe mai potuto amare quel re?


 

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