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Era ancora molto presto quando Eomer arrivò al palazzo reale. La cittadella
sembrava stranamente agitata, ed il Re pensò che ormai le notizie che anche
Eowyn gli aveva riportato dovessero aver fatto il giro del regno. Nessuno si
sentiva più al sicuro, neppure nelle proprie case. Come potevano lottare o
difendersi contro un aggressore invisibile?
Le guardie all'ingresso lo riconobbero e lo fecero entrare nelle stalle
reali, dove subito due stallieri si occuparono della sua cavalcatura ed
affidarono il suo bagaglio a dei servitori, che lo avrebbero riposto nella
stanza assegnatagli.
Eomer non era ancora abituato a tutte quelle premure, ma non disse niente,
si limitò ad un cenno del capo, prima di avviarsi all'interno del palazzo.
Frodo e Gandalf stavano passeggiando nei lunghi corridoi, quando videro una
figura a loro familiare entrare nel palazzo.
Gli si fecero incontro e l'Istaro sorrise al nuovo arrivato:
- La partenza improvvisa di Eowyn non poteva che essere l'annuncio del tuo
prossimo arrivo Eomer di Rohan... -
"Gandalf" sorrise il Maresciallo, stringendo l'elmo sotto al braccio e
avvicinandosi agli altri due.
"Si, hai ragione. Eowyn mi ha avvisato del pericolo e ho pensato che Aragorn
avrebbe potuto aver bisogno del mio aiuto.Spero che la situazione non sia
precipitata nel frattempo..."
- Precipitata? No direi di no, anche se purtroppo nell'aria c'è molta
tensione. Abbiamo preso delle decisioni sul modo di agire, Gilraen farà da
esca, mentre qualcuno la seguirà sempre portando i mantelli di Lothlorien...
- rispose Gandalf ad Eomer.
Frodo sorrise al nuovo arrivato, poi gli disse:
- Che ne dici ora di andare a riposare Eomer, devi essere molto stanto. O
vuoi prima mangiare qualcosa? - un sorriso illuminò il volto del giovane
hobbit.
***********************************
Correva nei corridoi senza una meta, completamente offuscato dal dolore
quando travolse un uomo. I due caddero a ter-ra insieme: ancora intontito si
accorse di essere sdraiato sopra un uomo biondo, dall’aspetto marziale.
“Eomer…” sussurrò.
Eomer sospirò profondamente alle parole di Gandalf. La tensione non avrebbe
fatto bene a nessuno, e lui lo sapeva meglio di chiunque altro, avendo
vissuto per mesi e mesi a Edoras con suo zio che era stato soggiogato da
Vermilinguo e l'esercito pronto a rivoltarsi contro di lui.
"Dobbiamo stare attenti. Non sappiamo con chi abbiamo a che fare e forse
Gilraen potrebbe correre un pericolo più grande di quello che crediamo"
disse, e poi, come se quel dettaglio gli fosse venuto in mente solo allora:"
Ma Boromir e Faramir come mai le hanno permesso di partecipare alla missione
in un ruolo così rischioso?"
Prima ancora che gli altri potessero rispondere, Faramir gli fu praticamente
addosso. Eomer si scostò da lui, rivolgendogli un mezzo sorriso. Gli era
sempre sembrato che quel ragazzo avesse un pò la testa tra le nuvole, quindi
non disse niente riguardo all'incidente.
"Faramir".
Gandalf guardò con sorpresa il nuovo arrivato.
Il suo aspetto non lasciava dubbi sul fatto che le cose non andavano bene.
Non era da lui intromettersi negli affari personali delle persone perciò
decise di restare in silenzio.
Il giovane hobbit al contrario era di natura curiosa, perciò non riuscì a
trattenersi:
- Faramir che è successo? Hai una faccia... -
Di certo a Frodo non passò inosservata l'occhiataccia che Gandalf gli lanciò
appena finito di parlare.
Faramir ci mise qualche secondo per riprendere il controllo di sé.
"Oh, non è niente!" disse sorridendo all'hobbit "E' l'emozione per il
ritorno di Boromir. Dopo aver parlato con lui ieri sera mi sono fatto
trascinare dalle emozioni"
Poi si voltò verso il re di Rohan: "Perdonami Eomer. Non vedevo dove stavo
andando. A volte mi comporto proprio come un bambino!"
Faramir cercò di ridere, ma non ci riuscì. Era ancora troppo sconvolto per
parlare...
Cercò di nascondere il proprio turbamento. "Cosa ti conduce a Gondor? Eowyn
ti ha informato di cosa sta succedendo a MInas Tirith?"
"Non scusarti", si affrettò a rassicurarlo Eomer, che poi annuì. "Si, mia
sorella in questo momento è rimasta a Edoras per regnare in mia assenza,
anche se manderà dei messaggeri di tanto in tanto per informarmi
sull'andamento delle cose. Io non potevo fare a meno di venire di persona".
*****************************************
In quel momento, Legolas si avvicinò al gruppo, sorridendo a Eomer.
"E' molto che non ci vediamo, amico mio. Non sapevo che tu fossi arrivato a
Minas Tirith".
"Sono appena arrivato, Legolas. Sapevi che non potevo mancare, mi conosci,
no?" rispose il re con un sorriso.
"Si, lo so, mi aspettavo che tu saresti arrivato prima o poi" disse Legolas,
ammiccando un altro sorriso. "Sono venuto qui perchè ho paura che dovrò
rubarvi Faramir per un pò, vi dispiace?"
Il Maresciallo guardò brevemente Faramir e poi Legolas, scuotendo le spalle.
"No, no di certo! Stavo giusto andando a fare colazione, immagino che là
vedrò anche Elessar, giusto?"
"Esattamente, dovrebbe arrivare tra un pò" annuì l'elfo, prima di rivolgersi
a Faramir direttamente. "Allora, mi puoi concedere qualche minuto?"
*********************************************
Gandalf rimase in disparte ad osservare la scena.
Era sollevato dall'arrivo di Legolas, parlare con lui avrebbe fatto bene al
giovane Faramir.
Quando i due si furono allontanati l'Istaro chiese ad Eomer:
- Cosa vuoi fare ora? -
"Credo che andrò a fare colazione e aspetterò che Aragorn si liberi dai suoi
impegni" disse Eomer, che poi lanciò un'occhiatina divertita a Frodo.
"Inoltre ho una fame da lupi! Mi faresti compagnia, piccolo hobbit?"
Frodo sorrise ad Eomer, poi gli disse:
- E me lo chiedi anche? Andiamo avanti... -
Gandalf sorrise, era sempre contento di vedere Frodo di buon umore.
Eomer si avviò verso la sala da pranzo, dove Merry stava facendo già
colazione. Il re lo salutò cordialmente, in quanto proprio Merry aveva
prestato servizio come scudiero per suo zio Theoden durante la guerra
dell'anello.
Dopo essersi seduto a poca distanza, il Maresciallo sorrise a una cameriera
che gli sistemò davanti un vassoio con un'abbondante colazione.
"Direi che questo è proprio il modo migliore per iniziare la giornata!"
"Buongiorno a tutti" Disse Merry,in tono triste. Poi continuò "Scusate se
non sarò di molta compagnia oggi ma sono molto giù,sto pensando a
Pipino,vorrei tanto sapere che fine ha fatto,mi manca tanto in fin dei conti
ne abbiamo passate tante insieme e combinate di cotte e di crude" Finì Merry
con ancora quasi il piatto intero,non aveva quasi toccato cibo,eppure si sa
che gli hobbit mangiano sempre tanto
Frodo si sedette vicino all'amico, mentre Gandalf restava in piedi accanto
alla finestra.
- Merry stai tranquillo, sono sicuro che Pipino sta bene... -
Non sapeva se le sue parole sarebbero riuscite a calmare l'amico così disse:
- Eomer non lo pensi anche tu? -
Forse il Re di Rohan sarebbe stato in grado di confortarlo meglio di lui.
"Sono sicuro che sta benissimo" Eomer disse con un sorriso, voltandosi per
un momento a guardare Merry prima di divorare la sua colazione.
"Nemmeno io vedo spesso i miei amici che vivono lontano, ma non per questo
mi deprimo a quel modo..."
Si,avete ragione.Starà sicuramente bene,solo che nessuno sa che fine abbia
fatto...ma sicuramente mi sto preoccupando per niente,se gli fosse successo
qualcosa lo avremmo saputo"
Merry,si stava riprendendo un pò,e questo grazie al sostegno dei suoi amici
che gli sono sempre vicini quando serve,e finalmente incominciò a mangiare
come sempre.
Gandalf osservò la scena sorridendo.
Meriadoc si preoccupava sempre troppo. Era certo che Peregrino stesse più
bene di tutti loro messi insieme.
Si sedette a tavola ed anche lui iniziò silenziosamente a mangiare.
Insieme si avviarono verso la sala da pranzo, scendendo le scale in silenzio
e muovendosi velocemente. Non c'era tempo da perdere, quell'assassino
avrebbe potuto colpire di nuovo.
Appena entrato in sala da pranzo, Haldir sorrise nel vedere Eomer seduto
insieme a Gandalf, Frodo e Merry.
"Il Maresciallo del Mark" disse con la sua solita aria arrogante, sapendo
che l'amico avrebbe capito che stava solo scherzando. "Dobbiamo essere
proprio nei guai allora..."
Eomer ridacchiò a quelle parole, alzandosi in piedi e scusandosi con Frodo e
Merry per salutare i nuovi arrivati.
"Sapevo che non sareste riusciti a risolvere nulla senza di me e allora mi
sono messo in viaggio" disse, cercando di restare serio, per poi scoppiare a
ridere. "E' un piacere rivederti, Haldir. Ti ringrazio di aver scortato mia
sorella da Edoras a Minas Tirith".
"Non devi ringraziarmi, sai che è stato un piacere" sorrise l'elfo.
"Rumil!" esclamò poi Eomer. "Non sapevo che anche tu fossi qui".
Rumil sorrise ad Eomer, poi gli disse:
- Sono arrivato solo questa mattina... e non sono l'unico a quanto vedo. -
Voleva aggiungere qualcosa ma avvertì la sua presenza nella stanza... si
girò e lo vide seduto in un angolo.
Non poteva rimandare oltre, doveva parlare con lui...
Si scuso con Haldir ed Eomer e si avvicinò a lui...
Faramir rimase a fissare la porta dove era appena scomparso Legolas,
indeciso sul da farsi. Il giardino era sempre stato il suo luogo
preferito, dove rifugiarsi per pensare e per sfuggire ai rimproveri
del padre. L'aria fresca lo faceva stare meglio e per un attimo lo
aveva allontanato dai problemi. Ma non poteva continuare ad evitare
gli altri… Inoltre il suo stomaco aveva cominciato a brontolare: era
dal pranzo del giorno prima che non toccava cibo! Così si alzò e si
diresse verso la sala da pranzo.
Entrando diede un'occhiata: erano tutti radunati lì tranne Legolas,
Aragorn, Boromir e Gilraen. Sapeva che Legolas stava parlando con suo
fratello e probabilmente il re stava facendo lo stesso con Gil.
Scacciò l'attimo di tristezza che gli aveva preso il cuore al
pensiero che la sua amata stava per correre un serio pericolo.
Guardando più attentamente vide che mancava anche uno dei figli di
Elrond; l'altro, Elladan, stava parlando con un altro elfo,
probabilmente giunto in città quella mattina. Portò la sua attenzione
sulle altre persone. I due hobbit stavano mangiando mentre Eomer e
Haldir si stavano salutando. Gandalf osservava la scena seduto. Si
accorse di essere stato molto scortese ultimamente. Non aveva mai
salutato Gandalf, il suo vecchio maestro e amico, né Haldir. Inoltre
aveva letteralmente travolto Eomer appena questi era giunto a Minas
Tirith.
Decise di rimediare e si avvicinò alla tavola: "Salve a tutti! Devo
scusarmi ancora per il mio comportamento di poco prima… o meglio di
questi giorni. Soprattutto con te, Mithrandir. Mi spiace di non
averti accolto in città come ho sempre fatto". Faramir sorrise in
direzione dell'Istaro, poi si rivolse al re di Rohan: "Allora, caro
Eomer, vedo che apprezzi la cucina gondoriana!"
Eomer sorrise a Rumil, battendogli una mano sulla spalla in segno
d'amicizia. Quando sedette di nuovo notò che anche Faramir aveva deciso di
raggiungerli per la colazione e ridacchiò al suo commento.
"Beh, dopo questo lungo viaggio avrei veramente mangiato di tutto, amico
mio! Persino la cucina dei nani mi sarebbe sembrata raffinata!"
Faramir rise al commento; era la prima vera risata da parecchi giorni...
"Peccato che Gimli non sia qui: mi sarebbe piaciuto vedere la sua
espressione!".
Si sedette vicino a lui mentre gli veniva servita la colazione.Intanto con
gli occhi intanto seguiva i movimenti di Gandalf: l'Istaro si era avvicinato
ad Elrohir e stava parlando con lui. Quell'elfo lo incuriosiva: non ne aveva
mai visto uno con i capelli così corti. Poi aveva quell'aria triste...gli
ricordava la sua quando doveva restare da solo a Minas Tirith insieme al
padre, senza l'appoggio di Boromir. Gli sarebbe piaciuto parlare con lui.
Intanto rivolse le sue attenzioni ad Eomer: "Allora, quali nuove dalle terre
del Mark? Come ci si sente a fare il re?"
"Come?" rispose Eomer, sistemandosi meglio sulla sedia e godendosi
finalmente un pò di comodità dopo aver passato giorni a cavallo.
"Beh non è per niente facile, ho tante responsabilità e preoccupazioni,
infondo devo cercare di far bene per il mio popolo e decidere di tante
persone non è mai un compito facile".
Dopo un leggero sospiro, Eomer spostò la testa di lato, un ghigno birichino
sul viso.
"Allora, Faramir. Ti sei già fidanzato? Ricordo che quando era in vita mio
zio cercava di convincermi di continuo a prendere moglie!"
Faramir colse l'ironia nelle parole di Eomer: quando Theoden e Denethor
erano ancora vivi, volevano unificare i loro regni facendolo sposare Eowyn.
Poi il ritorno di Sauron aveva sconvolto tutti i piani.
Sorridendo furbescamente disse: "Ancora no, però potrei chiedere ad Eowyn se
vuole ancora sposarmi. Che ne dici? Così poi ti chiamerei fratellino mio!".
Senza farsi vedere allungò la mano e iniziò a fare il solletico ad Eomer.
"E tu? Quando mi renderai zio?"
Eomer si limitò a ridere sonoramente, scostandosi un poco in modo da non
essere più raggiungibile dalla mano di Faramir.
"Questa è una cosa che dovresti discutere con lei, ci siamo promessi di non
intrometterci nella vita dell'altro" spiegò il Maresciallo. "Quanto a me,
non posso essere preciso, diciamo che spero che una notizia del genere possa
essere presto diffusa ad Edoras".
Faramir non poté nascondere l'ombra di tristezza che, per un attimo, gli
offuscò gli occhi. Aveva ripensato al periodo successivo alla guerra, quando
lui e Eowyn si erano incontrati nelle Case della Guarigione. Pensò che
sarebbe stato meglio se avesse approfondito il loro rapporto invece di
fermarsi ad una semplice amicizia. Avrebbe potuto sposare la dolce Eowyn e
andare con lei nell'Ithilien. Se lo avesse fatto, ora Gilraen e Boromir non
starebbero soffrendo a causa sua...ma lui sì, e così Eowyn, legata ad un
uomo che non la amava.
Non voleva che Eomer percepisse il suo turbamento, così gli sorrise e chinò
la testa sul piatto.
"Spero che tu possa presto incontrare una donna da amare e che tu possa
essere felice con lei"
"Speriamo" Eomer annuì.
Il Maresciallo aveva notato fin troppo bene il turbamento dell'altro, ma non
sapeva se attribuirlo a sua sorella Eowyn o a quello che stava succedendo a
Minas Tirith.
Faramir respirò a fondo per riprendere il controllo di sé, poi si
voltò verso Eomer: "Hai saputo che Boromir è tornato in vita?"
Alzando la testa, Eomer guardò Faramir per un lungo momento prima di
rispondere. Cercò di scegliere le parole con cura per evitare di rattristare
ancora di più l'amico.
"Si, Eowyn me ne ha parlato. Sono contento per te e per Gilraen".
"Già... per me... e per Gilraen..." disse in un sussurro Faramir.
In quel momento non pensava più a Eomer né a nessun altro nella stanza.
Guardava fisso davanti a sé, senza notare niente, immerso nei suoi pensieri.
Rivide nella sua mente i bei momenti passati con suo fratello e con Gil. Gli
sembravano così lontani un tempo, quando Boromir era morto. E ora, proprio
quando avrebbe potuto riviverli insieme ai suoi cari, si stavano
allontanando ancora di più...
Senza rendersene conto le lacrime iniziarono a scendere lentamente sulle sue
guance e a gocciolare nel piatto e sulla tavola.
Eomer alzò gli occhi per guardare Faramir. Non era bravo in quel genere di
cose e si sentì terribilmente fuori luogo in quel momento.
"Ho detto qualcosa di sbagliato?"
Faramir appoggiò i gomiti e nascose il volto tra le mani: da giorni si stava
comportando come uno stupido. Non faceva altro che dare spettacolo di sé;
proprio lui che era abituato a non farsi mai notare, a restare in disparte
come un'ombra.
"No" sussurrò "sono io ad essere sbagliato. Dovrei essere felice: sono vivo,
ho ritrovato mio fratello, sono principe di una terra incantevole. Dovrei
solo sposarmi e trascorrere i miei giorni in serenità. Invece mi sono
innamorato di una donna che doveva essere per me solo una sorella e il
destino che mi aspetta è di dolore e sofferenza. Perché devo essere sempre
così stupido? Perché?". Senza rendersene conto aveva iniziato ad alzare la
voce e a stringere le mani, tanto che le unghie gli graffiarono la pelle
della fronte facendola sanguinare.
Eomer a quel punto non sapeva più cosa fare nè cosa dire. Nonostante il
fatto che Faramir fosse un suo amico, tra di loro non c'era una confidenza
tale che lui sapesse come consolarlo. Inoltre la confessione che aveva
appena fatto lo lasciò senza parole.
Il comportamento di Faramir dall'inizio gli era sembrato piuttosto allegro
quasi che volesse mostrare una certa disponibilità verso gli altri... lui in
particolare. La cosa non gli era dispiaciuta, anche se probabilmente quello
che aveva da offrire non era quello che Faramir cercava.
Ora però aveva appena confessato di essere innamorato di Gilraen, promessa
sposa del fratello. Ovviamente Eomer era rimasto interdetto perchè niente
mostrava il fatto che Faramir potesse essere innamorato... e di Gilraen!
Lanciando un'occhiata a Gandalf, il Maresciallo, che si sentiva ormai
terribilmente fuori luogo, si alzò, spostando la propria sedia all'indietro.
"Credo di aver mangiato abbastanza" disse, con voce piatta. "Vogliate
scusarmi, ho bisogno di cambiarmi d'abito e poi di parlare con re Aragorn,
sarò di ritorno tra poco".
Dopo aver sorriso a Frodo, scompigliandogli affettuosamente i suoi morbidi
capelli neri, Eomer si allontanò dalla sala da pranzo a passo deciso. I
servitori gli avevano già assegnato una stanza e lo guidarono là con
un'enorme profusione di inchini che lui trovò alquanto divertente.
Appena arrivato in camera il Re scosse la testa. La situazione era peggiore
di quella che Eowyn gli aveva descritto: Minas Tirith sembrava una gabbia di
matti!
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