Menu
►
Home Links
Gilraen's FF Page Linkati a noi
Note
Site best viewed at 1024x768 Punto di contattoDisclaimer Questo è un sito
senza scopo di lucro, creato da fans del Signore degli Anelli per altre fans.
Non otteniamo alcun beneficio economico dalla nostra attività, e i copyright
di tutte le immagini usate in questo sito non sono nostri ma dei rispettivi
proprietari. CreditsDesign & Graphics
by:Gilraen
|
![]() La Dama della luce gli aveva raccomandato di passare per Edoras, e di chiedere diEowyn prima di recarsi a Minas Tirith. E questo Haldir avrebbe fatto. Il guardiano di Lothlorien e capitano dei Galadrim era l'unico a parlare la lingua comune e in quanto tale era stato scelto per portare un dispaccio al re Elessar. I suoi fratelli Rumil e Orophin avrebbero sorvegliato i confini della loro terra in sua assenza, rispondendo a lui personalmente se qualcosa fosse successo. Essendo un Elfo, Haldir aveva viaggiato piuttosto velocemente, ansioso di raggiungere Minas Tirith e consapevole del fatto che Eowyn avrebbe rallentato il suo viaggio. In quanto umana, la donna avrebbe avuto bisogno di dormire e riposare, mentre lui poteva viaggiare anche di notte, fermandosi solo per qualche ora e solo per far riposare il suo destriero. Edoras era ormai vicina, e Haldir era sicuro che lo avessero già avvistato. Un pò difficile non notare un elfo che si avvicinava al galoppo su un manifico cavallo bianco... Anche al Palazzo d'Oro erano arrivate varie voci dei nuovi avvenimenti che stavano travolgendo la Terra di Mezzo, voci di morti che tornano alle loro dimore e di nuovi malefici. Voci vaghe, nulla di certo. Anche da Minas Tirith, da qualche tempo, non arrivavano più notizie molto chiare. Eowyn sapeva che non poteva starsene ferma a guardare, ad afferrare oscuri stralci di notizie poco chiare. Aveva discusso a lungo col fratello della faccenda, ed era giunta alla conclusione che era necessario, per lei e per il popolo di Rohan, muoversi alla ricerca di notize. Così si stava preparando per il viaggio verso Minas Tirith. Aveva mandato già un uomo per avvisare Aragorn del suo arrivo.. per avvisare Faramir del suo ritorno.. Stava sistemando le ultime cose in vista della partenza, quando fu attirata da voci concitate riguardo alla sagoma di un uomo... un cavaliere che si avvicinava veloce alla città. Uscì dalla sua stanza, e si mosse a passo veloce verso l'ingresso del Palazzo. Non appena fu arrivato ad Edoras, Haldir smontò da cavallo, porgendo le redini ad un ragazzino nelle stalle con un sorriso. Raccomandandosi di rifocillare il suo destriero perchè sarebbero ripartiti tra non molto.
Mentre aspettava nella hall del palazzo, Haldir aveva colto più di una persona che lo guardava con occhi sgranati. Evidentemente la gente di quei luoghi non era abituata a vedere elfi. "Haldir!" chiamò Eowyn, entrando nella grande sala. "Il tuo arrivo ha gettato un certo scompiglio.. era un po' tempo che non si vedeva un elfo passare per le pianure di Rohan" disse mentre si faceva vivo nella sua mente il ricordo delle battaglie passate. Lo scaccio e continuò a parlare. "Speravo in una visita del genere. Ad Edoras arrivano da giorni strane voci.." Si fermò di fronte all'elfo e lo guardò un attimo, cercando inutilmente di percepire i pensieri di quello sguardo antico, fiero e quasi impenetrabile. "Mi sto preparando per partire verso Minas Tirith, in cerca di notizie, ma forse tu stesso puoi spiegarmi cosa si sta muovendo.." Non era sicura che l'elfo avesse davvero intenzione di dirle tutto, anche se lo sperava. Ma sapeva che poteva darle utili indicazioni sul da farsi, e questo attendeva. Sorridendo con gentilezza alla giovane donna, Haldir incrociò le braccia sul petto. Dunque ecco perchè la Signora di Lothlorien gli aveva chiesto di fermarsi ad Edoras. Non voleva che Lady Eowyn corresse pericoli inutili nel viaggiare da sola.
Conoscendo la bionda e combattiva fanciulla di fronte a lui, Haldir era più che certo che non avrebbe voluto portare una scorta con lei, ritenendosi capace di viaggiare da sola. Si augurò che almeno accettasse la sua compagnia, visto che aveva promesso a Galadriel di proteggerla e farla arrivare a Minas Tirith sana e salva.
"Lady Eowyn" la salutò, avvicinandosi a lei e tenendo la voce bassa in modo che i servitori di passaggio non potessero udire la conversazione. "Mi stavo appunto recando a Minas Tirith e la mia Signora mi ha chiesto di fermarmi qui. Probabilmente sapeva che anche tu saresti partita e ha pensato che avremmo potuto viaggiare insieme. Spero non ti dispiaccia.."
Purtroppo nemmeno a lui era dato sapere tutto, ma rispettava le scelte dei suoi Signori e si fidava ciecamente del loro giudizio. Non c'era bisogno di sapere tutto, altrimenti gliene avrebbero parlato. "Di che genere di voci si tratta?" Eowyn si guardò attorno per un secondo per assicurarsi che nessuno stesse ascoltando la loro conversazione. Non voleva allarmare la sua gente ulteriormente, e se avessero sentito le parole che stava scambiando con l'elfo, queste avrebbero di sicuro incrementato le incertezze. "Alcuni contadini sono arrivati in città raccontando di morti.. Guerrieri ritornati a casa, dopo anni! Alle prime voci pensavamo si trattasse di invenzioni di qualche pazzo..ma ormai gli stessi racconti provengono da troppi luoghi. Per questo mi sto recando a Minas Tirith, per cercare di capire cosa ha fatto nascere queste storie.. sempre che siano solo storie. Ho già mandato un messaggero ad annunciare il mio arrivo, ormai sono quasi pronta a partire. Sarò lieta di viaggiare assieme a te" Sorrise la dama. Aveva già deciso di fare il viaggio da sola, ma l'arrivo di questo compagna inaspettato l'aveva in qualche modo tranquillizzata. Sapeva che avrebbe potuto arrivare a Gondor da sola, ma si trattava di più giorni di viaggio, e avere qualcuno vicino nel cammino in fondo le faceva piacere. "Potremmo partire subito dopo che ti sarai rifocillato, se per te va bene." "Non credo che siano solo voci, Eowyn..." Haldir mormorò alla donna, mordendosi il labbro inferiore e cercando di decidere il modo migliore per dirglielo.
L'elfo non era mai stato bravo nei giri di parole e alla fine decise di andare direttamente al punto.
"Lady Galadriel non mi ha rivelato molto, ma pare che i Valars stiano rimandando indietro i guerrieri migliori. Credo che ci siano nuove minacce in arrivo, o altrimenti non sarebbero ricorsi a una misura così estrema".
Considerando le sue ultime parole, Haldir scosse la testa. "Non ho bisogno di riposare, e ho mangiato del lembas non molto tempo fa. Per quanto mi riguarda possiamo partire anche subito. Sono curioso di sapere che nuove ci sono a Minas Tirith".
Alle parole dell'elfo, Eowyn non potè trattenersi dal sussultare. Aveva immaginato si trattasse di una nuova minaccia, aveva condiviso i suoi timori col fratello, ma sentire che le sue paure erano realtà le aveva portato un'angoscia che non si aspettava. Fece un sospiro, per scacciare i suoi timori e ascolto le ultime parole dell'elfo. "Partiremo subito, allora. Non c'è tempo da perdere." Lo sguardo della dama era deciso. "Dammi solo il tempo di sistemare le ultime cose, non ci metterò molto. Intanto puoi avviarti alle stalle a riprendere il tuo cavallo, ti raggiungerò lì." Annuendo alle parole della giovane donna, Haldir si avviò immediatamente verso le stalle.
Dopo aver lodato il giovane stalliere che si era preso cura del suo cavallo per l'ottimo lavoro svolto, l'elfo carezzò il soffice muso della sua cavalcatura, guidandola nel cortile.
Mentre aspettava Eowyn, Haldir montò in sella, sgranocchiando un altro pezzetto di lembas. La donna non mise molto tempo a raggiungerlo alle stalle. Aveva dato ordine di prepare il suo cavalo alla partenza, e quando arrivò con la sacca con il necessario per il viaggio, la caricò subito sul destriero che già la attendeva. Si era cambiata d'abito, portava un vestito di taglio maschile, assai più comodo per i lunghi viaggi delle lunghe gonne a cui era solita. Legò alla sella la spada e salì a cavallo. Era così immersa nei suoi pensieri che compì tutti i gesti automaticamente, senza pensarci. L'arrivo dell'elfo le aveva fatto anticipare la partenza, che aveva previsto per il giorno seguente. Eomer non era a palazzo, e non si sentiva del tutto serena all'idea di partire senza parlargli, ma sapeva che era la cosa giusta da fare e che suo fratello avrebbe capito. Solo una volta in sella si rese conto della presenza di Haldir. Sospirò e sorrise all'elfo con tutta la tranquillità che i suoi pensieri le permettevano. "Sono pronta a partire!"
Haldir dal canto suo aveva osservato tutta la scena, un sorriso divertito sul volto. Era ormai abituato ad avere a che fare con cose che non capiva o che non gli era dato sapere, e una situazione del genere non lo disturbava più di tanto. Spesso i suoi fratelli Rumil e Orophin lo prendevano in giro, dicendo che il capitano dei Galadrims dovrebbe essere meno ferreo, che dovrebbe preoccuparsi di meno. Ma per Haldir era impossibile. Aveva delle responsabilità e non voleva deludere i suoi Signori. Forse non sarebbe stato male viaggiare con Eowyn visto il tempismo col quale si era preparata. "Benissimo" le rispose. Eowyn precedette l'elfo fuori dalle stalle, dove l'attendevano alcune guardie del palazzo a cui diede le ultime indicazioni sul da farsi in sua assenza, nell'attesa del ritorno di Eomer. Lasciò loro il compito di informare il fratello dell'arrivo di Haldir e della loro partenza verso Minas Tirith. Poi proseguì, scendendo lungo le vie che conducevano ai cancelli della città. Cercò di mostrarsi il più traquilla possibile, nonostante gli sguardi preoccupati della gente di Rohan, che osservava il suo passaggio, con cenni di saluto e parole di buon augurio. "Quale strada pensi sia meglio percorrere?" chiese all'elfo, più che altro per diminuire la tensione che sentiva. Notando il nervosismo della donna, Haldir cercò le parole giuste per rassicurarla. Avrebbe voluto dirle che andava tutto bene, che non c'era da preoccuparsi. Ma la sua coscienza glielo impediva. Le avrebbe mentito, e lui non voleva farlo. Più volte aveva discusso con i fratelli di quello che stava accadendo. La spiegazione poteva essere soltanto una : qualcosa di veramente grave stava per succedere, o i Valars non avrebbero riportato in vita guerrieri morti in passato. Si chiese brevemente se anche suo padre sarebbe potuto tornare, ma poi accantonò quei pensieri, voltandosi verso Eowyn. "Conosco un percorso abbastanza veloce che ho utilizzato più volte in passato" così dicendo le porse una piccola mappa che prese da una delle sue borse da sella. Indicandole il percorso con un dito. "Ecco, guarda... Lo conosci?" La dama distolse lo sguardo dalle case di Edoras e osservò la strada che Haldir le stava indicando sulla mappa. L'aveva, a tratti, percorsa più volte nei suoi viaggi nel regno di Rohan, così fece un cenno di assenso col capo. "Ci porterà a destinazione in poco tempo." "Pensi che viaggeremo tranquilli?" chiese, dopo una pausa, senza dare molto peso alla domanda. Era come se i suoi dubbi fossero diventati parole senza che lei lo desiderasse particolarmente. Ma anche solo fare quella domanda, cavalcando al fianco dell'elfo, la stava tranquillizzando. Intanto le porte della città si facevano sempre più vicine. "Non mi è dato sapere se incontreremo pericoli sulla nostra strada" rispose l'elfo con un tono di voce piuttosto basso e calmo. Se qualcuno l'avesse guardato, non avrebbe mai pensato che Haldir aveva viaggiato per giorni, che era preoccupato per le sorti della terra di mezzo e che si sentiva in colpa per aver lasciato i suoi fratelli da soli a controllare i confini di Lothlorien. Come al solito, il suo viso era fisso in quella che poteva apparire una maschera d'indifferenza ed altezzosità. Molti l'avevano criticato per questo, accusandolo di non avere sentimenti e avere sprecato tutta una vita al servizio dei signori di Lorien. Ma quante cose non sapevano! Il Capitano dei Galadhrim non parlava molto nemmeno coi i suoi adorati fratelli. Non dei suoi sentimenti almeno. Era stato educato come un soldato. I suoi genitori erano morti presto, entrambi uccisi da un gruppo di orchetti, e Haldir si era dovuto occupare da solo di Rumil e Orophin. Non era abituato a preoccuparsi per sè stesso o ad esprimere i suoi sentimenti. "Quello che è certo è che essendo un viaggio lungo, sarebbe troppo bello non incontrare pericoli. Possiamo solamente tenere gli occhi aperti e guardarci le spalle l'un l'altro." Eowyn sorrise "E' ciò che faremo" Ascoltare la voce tranquilla dell'elfo la rassicurava. Se le sue impressioni erano giuste, era una grande fortuna poter viaggiare assieme a lui. Sapeva che era un grande capitano e un valoroso guerriero, e d'altronde queste caratteristiche trasparivano dal suo modo di fare. Forse sarebbe stato bello essere più simile a lui, pensava.. ma la sua impassibilità le incuteva un certo timore, a volte. Erano ormai usciti dai cancelli della città. La dama fermò il cavallo e si guardò indietro. Si erano lasciati alle spalle i grandi cancelli, e lungo la strada che avevano appena percorso poteva scorgere il brulicare degli abitanti della città. A Edoras tutti continuavano i loro compiti, lanciando di rado qualche occhiata nella loro direzione. Sollevò lo sguardo verso la reggia, che intravedeva in alto, maestosa e quasi abbagliante sotto la luce del sole. "Ti capisco" mormorò lui, fermandosi ad aspettarla. Senza tuttavia voltarsi indietro. Non lo faceva mai, perchè sapeva che era inutile. Portava Lothlorien con sè nel suo cuore, che bisogno c'era di farsi prendere inutilmente dalla nostalgia? "E' sempre difficile, e non ci si abitua mai. Pensa solo al fatto che vedrai presto il tuo Faramir. Potrebbe aiutarti, non trovi?" Il sentire il nome del giovane gondoriano riportò il sorriso sul viso di Eowyn. Haldir aveva decisamente colpito nel segno. L'idea di rivedere Faramir la spronava decisamente verso Minas Tirith, mettendo in secondo piano i pericoli che si preparavano per loro. Si voltò verso l'elfo e gli rivolse un sorriso deciso e finalmente più sereno. "Allora, cosa aspettiamo a spronare i cavalli? Ci siamo già attardati abbastanza!" Finalmente, dopo giorni e giorni, Haldir sorrise. Era un sorriso aperto, e soprattutto divertito. "Colgo un certo cambiamento d'umore. E' solo una mia impressione o cosa?" "Stare troppo a lungo rinchiusa tra le mura di
Edoras mi stava soffocando senza che me ne rendessi conto" rispose
Eowyn, sinceramente. "Amo la mia città, il mio popolo. Ma non sono
fatta per stare ferma ad aspettare." Sorrise. "E poi a Minas Tirith
attendono il nostro arrivo.." "Sono sicuro che Faramir avrà già percepito il tuo arrivo. E' sempre stato molto percettivo, quasi che avesse sangue elfico nelle vene..." "E' un uomo di Gondor, ha uno spirito forte.. e sì, sa che sto arrivando" sorrise. Continuava a cavalcare verso Minas Tirith, attraversando le vaste pianure di Rohan che conosceva così bene. "Hai idea di chi troveremo ad attenderci, oltre a Faramir ed Aragorn, a Gondor?" chiese in tono discorsivo, visto il comportamento aperto dell'elfo.
"Credo che sicuramente incontreremo Lady Arwen" Haldir rispose in tono cordiale. "So che come te era impaziente di rivedere il suo amato, e a meno che non fosse impegnato, anche suo padre dovrebbe essere lì con lei. Elrond è un padre piuttosto protettivo..." "Dama Arwen! E' passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo incontrate" disse Eowyn, cercando nella memoria l'ultimo suo incontro con Arwen.. era insieme a Faramir, allora.. Il pensiero che pochi giorni di viaggio la separavano dal suo amato la riempiva di una grandissima gioia mista a un filo di agoscia e agitazione. Non poteva sapere se il viaggio sarebbe stato davvero tranquillo, ne se sarebbero riusciti a muoversi abbastanza velocemente. Scacciò via quei pensieri e rispose all'elfo, sorridendo "Sono sicura che Aragorn troverà del tempo da dedicare alla sua dama". Eppure era difficile, per lei, togliersi dalla mente i timori per ciò che stava accadendo nella Terra di Mezzo; la sua voce cambiò tono. "Per quanto Elrond sia un padre protettivo, non credo che il viaggio di sua figlia sia l'unico motivo per cui possa aver deciso di recarsi a Minas Tirith." Voltandosi a guardarla con un'espressione indecifrabile sul volto, Haldir rimase in silenzio per alcuni momenti. Come studiando il volto di quella giovane umana che gli aveva riservato più di una gradita sorpresa. "Ancora una volta la tua perspicacia mi sorprende..." mormorò infine, sorridendole. "Credo che tu abbia ragione. Se Elrond è andato a Minas Tirith, significa che c'è qualcosa che lo preoccupa. Se poi ci sarà anche Gandalf, allora le nostre paure saranno divenute realtà. Qualcosa di terribile sta per succedere. O forse sta già succedendo e noi non ce ne siamo resi conto..." Eowyn si stupì non poco della risposta dell'elfo. Certo, sapeva che dovevano aspettarsi momenti difficili nel futuro, ma visto quanto in precedenza Haldir era stato vago, non si attendeva delle parole così decise. Il pensiero di dover tornare a combattere le faceva uno strano effetto.. da un lato era pronta, sentiva che era ciò per cui era destinata, era ciò che voleva. Ma dall'altro nella sua mente si insinuavano tantissimi dubbi.. come sarebbe stata la battaglia questa volta? Avrebbe sopportato ancora tanta morte, tanto sangue, tanto orrore? E Faramir? Una cosa era certa, non lo avrebbe lasciato andare a combattere senza far nulla, l'avrebbe seguito ovunque. Eppure tutti i timori che sentiva erano in qualche modo leniti dalla presenza di Haldir. Man mano che il loro viaggio procedeva, si sentiva sempre più vicina all'elfo. Non riusciva a capire cosa lui provasse, ma il fatto che fosse lì con lei la confortava. "Abbiamo potenti alleati dalla nostra parte" disse guardando l'elfo "e abbiamo sconfitto nemici che sembravano invincibili.. avremo ancora la forza per farlo ancora.." Haldir sospirò, come se avesse colto i pensieri della donna. Era impossibile ovviamente, visto che questo richiedeva un legame affettivo di qualche tipo, che tra loro non esisteva ancora. Solo la Dama della Luce aveva poteri tali che le permettevano di leggere la mente anche se non c'era contatto fisico o un legame ben definito. Però quello che Eowyn provava lo si poteva leggere nei suoi occhi. Senza volerlo, l'elfo tornò con la mente alla battaglia del fosso di Helm, dov'era stato gravemente ferito. Era là che l'aveva intravista per la prima volta. Ricordava il freddo, la piogga, il fango che ricopriva i volti di suoi amici caduti in battaglia. E pioveva tanto. La pioggia e le grida degli Uruk hai avevano reso l'atmosfera ancora più macabra. Rabbrividendo, Haldir cercò di riportare l'attenzione su Eowyn. "L'unione fa la forza. Se riusciremo ad unirci ancora una volta, riusciremo a fronteggiare anche il più pericoloso dei nemici".
"Sì, se saremo ancora uniti potremo sicuramente
vincere di nuovo" rispose decisa.
Se da un lato poteva sembrare una pessima idea parlare di
questi argomenti mentre viaggiavano, senza sapere a cosa andavano incontro,
dall'altro Eowyn veniva molto rincuorata nei suoi timori dalle parole di
Haldir.. o forse era semplicemente il fatto di poterli esprimere con
qualcuno che aveva questo effetto, non poteva saperlo.
Era già da un po' di tempo che cavalcavano, e la donna
cominciava a sentirsi stanca, ma non voleva che il viaggio si dilungasse
troppo per causa sua, e comunque sentiva di poter continuare a cavalcare
ancora per qualche tempo.
"Come era Lothlorien quando l'hai lasciata?" chiese, un po' per
cambiare argomento e un po' per avere più notizie su dama Galadriel e Celeborn.
"Bellissima, come sempre" Haldir rispose subito, un bagliore
mai visto prima nei suoi occhi. Ogni volta che si parlava di casa sua una
felicità indescrivibile lo pervadeva, unita a una sottile malinconia al
pensiero di essere lontano da tutto quello che amava.
"Il Bosco d'oro è sempre più bello, ho lasciato i miei due
fratelli ad organizzare la difesa dei confini" l'elfo spiegò. "Lord Celeborn e
Lady Galadriel sono sempre più uniti, nonostante il passare degli anni. Un pò
li invidio, sai? Mi chiedo se mai riuscirò ad avere qualcosa di così perfetto
nella mia vita, ma probabilmente i Valars non pensano che me lo meriti..."
Eowyn sorrise mentre Haldir le parlava di Lothlorien. Non
aveva mai visto quella foresta, eppure ne era profondamente affascinata;
tutte le persone che l'avevano visitata, quando ne parlavano, avevano una
luce negli occhi, come se fossero stati nel luogo più bello della terra e
sapessero che non avrebbero mai trovato nulla di più perfetto..rimaneva
sempre stupita da quella luce, che faceva crescere in lei il desiderio di
poter vedere questo luogo magico di persona.
La ultime parole di Haldir la fecero quasi sussultare.
Un'altra volta l'elfo l'aveva stupita con i suoi pensieri.
"Non credo che i Valar possano pensare che tu non meriti una
cosa così perfetta.." disse la dama, con un tono inizialmente incerto, come
di chi non è sicuro delle sue parole perchè sente di non conoscere
abbastanza "ma ogni cosa bella è tale anche perchè si fa attendere. Sono
sicura che anche tu troverai qualcuno che amerai profondamente, e che
ricambierà il tuo sentimento"
"Ti ringrazio per l'incoraggiamento, ma so che non è facile
starmi vicino" l'elfo sorrise amaramente, scuotendo le spalle come se la
faccenda non lo riguardasse.
Eppure dentro di sè sentiva un'indicibile tristezza.
"Sono sempre di guardia o in giro per conto dei signori di
Lothlorien, e la cosa non mi è mai pesata più di tanto. Per tutta la mia
lunga vita però mi sono soltanto preso cura dei miei fratelli e ho servito
Lord Celeborn e Lady Galadriel. Di tanto in tanto mi chiedo se la mia
esistenza si ridurrà sempre e solo a questo... "
Eowyn non capiva che cosa provasse l'elfo.. nelle sue parole
percepiva come una sorta di rassegnazione, ma era come se l'elfo non dicesse
tutto ciò che provava. Non riusciva a comprendere che cosa davvero sentisse
Haldir, e non sapeva bene come rispondere alle sua parole.
"Forse pensi così perchè non hai trovato la persona giusta.
Ma non per questo devi pensare che non esista..
Fino ad ora hai sempre fatto quello che hai ritenuto giusto
fare. Non penso sia mai stata una costrizione servire i tuoi signori, e sono
sicura che loro non vogliono lo diventi.."
"Non ho mai detto che è stata una costrizione" l'elfo rispose
immediatamente, guardando dritto davanti a sè. "Ma nella mia vita c'è sempre
stato soltanto il dovere nei confronti dei miei Signori e dei miei fratelli.
Sono sempre stato o il Capitano dei galadhrims, o il fratello di Orophin e
Rumil. E' un pò difficile ritagliarsi degli spazi propri in questa
condizione. Ed è quasi impossibile trovare l'amore... soprattutto con quell'impiccione
di mio fratello Rumil! E' sempre lì a prendermi in giro non appena una
qualsiasi elfa mi rivolge la parola!"
Un'ombra di sorriso attraversò il suo volto alla menzione dei
giochi e scherzi che suo fratello Rumil gli indirizzava. Se da una parte gli
era terribilmente insopportabile, dall'altra non potè fare a meno di sentire
una fitta di nostalgia.
A Eowyn sorse spontanea una risata, sentendo l'elfo
parlare di Rumil. Più tempo passava con Haldir, più facile era per lei
immaginarlo in situazioni diverse dalla battaglia e sentirlo parlare del
fratello a quel modo faceva uno strano effetto; era così diverso da ciò
che aveva sempre visto di lui!
"Non ho mai pensato che sia stata una costrizione per te!"
rispose seria e decisa, non voleva che Haldir fraintendesse le sua parole.
"Ma non credo che i Signori vorrebbe che tu rinunciassi alla tua felicità
per servirli.. So che ciò che fai ti rende felice, ma la solitudine che
sta crescendo dentro di te, a lungo andare, potrebbe toglierti questa
felicità.."
In realtà Eowyn non era sicura delle sue parole, e subito
dopo averle dette si pentì..temeva di star andando troppo oltre.. ma ormai
era fatto. Si voltò verso l'elfo, in attesa della reazione.
Notando la stanchezza nella sua voce e nei suoi occhi, Haldir decise di
fermarsi per la notte.
I due si accamparono in una piccola radura, evitando di accendere un fuoco
per non attirare troppa attenzione. L'ultima cosa di cui avevano bisogno
era un attacco notturno. Erano entrambi troppo stanchi per combattere e
non sarebbero stati in grado di difendersi.
Dopo una cena frugale, entrambi si sitemarono sulle loro coperte e si
addormentarono quasi subito. La mattina dopo si sarebbero dovuti svegliare
all'alba.
|