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 " Avanti, è aperto "
Il cuore di Elrohir diede un balzo, e il giovane elfo si ritrovò subito con la bocca secca. Quanto tempo era passato da quando la voce di Elladan così dolce si rivolgeva a lui? Aveva avvertito, chissà come, la preoccupazione del Capitano per il suo morale al momento dell'incontro. Ma non ce n'era motivo: lui voleva davvero rimettere a posto le cose. Prese un grosso respiro ed entrò nella stanza. I bagagli erano ancora intatti, e il pensiero che il fratello volesse già andarsene per colpa sua lo atterrì. Si richiuse la porta alle spalle. Sapeva che non sarebbe stata una conversazione facile.
Elladan non si voltò subito, anche perchè aveva visto il riflesso del fratello nello specchio. Cosa voleva ancora? Non gli era bastata la pessima figura che avevano fatto con Haldir?
Cercando di calmarsi, con una volontà ferrea Elladan finì prima di intrecciare i capelli e poi si voltò, appoggiandosi al tavolino che reggeva lo specchio, studiando il fratello con aria sospettosa, e facendo sempre più attenzione a crearsi mentalmente un muro intorno per impedirgli di leggergli la mente.
" Non ho nessunissima voglia di litigare. Sono stanco e ho ancora tante cose da fare, per cui se sei venuto per continuare quello che poco civilmente hai iniziato in giardino, sappi che non ne ho intenzione. Puoi tornare dopo, nel frattempo potresti andare a divertirti coi tuoi amici, così torneresti ancora più rinvigorito, per trattarmi anche peggio. Che ne pensi? Allettante, vero? "
Se Elladan gli avesse lanciato contro qualcosa, probabilmente gli avrebbe fatto meno male. Elrohir impallidì vistosamente, mentre la sua fragile speranza di ricucire il loro rapporto si ifrangeva miseramente contro il muro che il fratello aveva eretto a scudo dei suoi pensieri. Neanche le lacrime riuscirono a uscire, intorno a lui tutto diventava sempre più scuro. Non aveva mai provato una sofferenza così totale ed immensa. Per la prima volta capì perchè la sorella avesse desiderato lasciarsi morire. " Io. . . veramente. . . volevo parlarti. Solo cinque minuti, d'accordo? Poi ti lascerò in pace, e se vorrai uscirò dalla tua vita. . . ma prima c'è qualcosa che devo dirti. . . " ma cosa diavolo stava dicendo? Uscire dalla sua vita?! Qualcosa dentro di lui gridava. Ma non gli era venuto in mente niente di meglio per convincerlo ad ascoltarlo. .
E così finalmente Elrohir era riuscito a dirlo. Lo voleva fuori dalla sua vita, ma forse prima era stato troppo occupato a vomitargli addosso accuse senza senso e parole aspre per tirare finalmente fuori la verità. Non era felice di avere un fratello come lui, come se ad Elladan facesse piacere che il padre cercasse di metterli sempre l'uno contro l'altro o che lo caricasse di tante responsabilità.
Per un lungo momento l'elfo rimpianse di non avere un fratello saggio come Haldir, che avrebbe potuto aiutarlo, e di non essere rimasto con Rumil, che forse era l'unico che lo conosceva veramente.
" Benissimo allora " disse, in tono neutrale. " Ti ascolto " .
Elrohir si guardò nervosamente intorno, poi si morse il labbro, cercando nella confusione che gli turbinava in testa le parole per spiegarsi ed evitare di essere nuovamente frainteso. Finalmente spostò gli occhi argentati sul volto di Elladan, così uguale al suo che quasi nessuno riusciva a distinguerli. Lui però sapeva che quando sorrideva Elladan inarcava il sopracciglio sinistro. Desiderò ardentemente che lo facesse, per avere la conferma che non era lui davanti allo specchio ma che davvero suo fratello gli era così vicino che avrebbe potuto toccarlo. Mosse un passo verso di lui, e allungò la mano fino a sfiorare con la punta delle dita il mantello dell'elfo.
Quasi senza pensare, Elladan afferrò la mano di Elrohir, senza mai distogliere gli occhi. La sua presa fu salda all'inizio, quasi arrabbiata, perchè era così che si sentiva dentro, pieno di rabbia verso l'unica persona che avrebbe dovuto capirlo e invece lo faceva star male da secoli. Pian piano però la stretta si addolcì, e i suoi occhi si schiarirono, mostrando tutto l'affetto che aveva sempre provato per quel fratello che proprio non lo voleva. Nonostante tutti i suoi sforzi di seppellire giù infondo al suo cuore tutti quei sentimenti, Elladan aveva fallito, sapeva di aver anche solo momentaneamente abbassato le difese e sperò di non doversene pentire.
Il calore della pelle di Elladan rievocò un ricordo che Elrohir aveva seppellito da qualche parte. Non riusciva ancora a vederlo chiaramente, ma sentiva che era importante. Proprio mentre si concentrava al massimo per recuperarlo, la sua mente si riempì di affetto e tenerezza, donandogli un calore interiore oltre che fisico. Il ragazzo socchiuse gli occhi per assaporarlo, poi capì che si trattava dei pensieri di suo fratello sfuggiti al suo controllo. E si sentì felice. Istintivamente si avvicinò ancora, allungando la mano libera verso i capelli setosi di Elladan: rendendosi però conto di aver invaso lo spazio dell'altro, arrossì furiosamente e si scansò di scatto, sedendosi sull'ampio letto, mentre il cuore palpitava come impazzito.
Elladan quasi non poteva credere ai suoi occhi quando Elrohir allungò una mano e gli toccò i capelli. Quanto tempo era passato dall'ultima volta in cui erano stati semplicemente fratelli ed amici, senza pensare male l'uno dell'altro? Troppo.
Ma proprio mentre sembrava che avessero ritrovato la vecchia intesa, Elrohir si discostò, ed Elladan sospirò, richiudendo la sua mente e incrociando le braccia sul petto, mentre si appoggiava morbidamente al tavolino.
" Hai detto che dovevi parlarmi " disse.
" Non è così facile. . . " balbettò il ragazzo, che ancora cercava di recuperare un colorito normale e di calmare il battito. " Ho mille cose da dirti, non so da dove cominciare. . . "
" Segui il tuo cuore " disse semplicemente Elladan, fermandosi giusto in tempo prima di lasciarsi sfuggire un caustico *se ancora ne hai uno*.
Elrohir lo guardò sorpreso. Ma non era lui quello delle frasi sentimentali e le romanticherie? Come mai il fratello forte e virile aveva detto una cosa del genere senza battere ciglio? Comunque, aveva ragione. Deglutì e poi parlò, con voce un po' tremante. " Senti, mi dispiace. Non volevo offenderti o mancarti di rispetto, non ho mai voluto farlo, ma ogni volta che ti ho di fronte mi esce sempre dalla bocca il contrario di quello che vorrei! E il tuo sguardo sembra sempre giudicarmi, e io so di non rispondere alle tue aspettative, e Haldir ti conosce meglio di me, e tu ti sei innamorato di Rumil e poi nostro padre mi considera una tua brutta copia, e " a questo punto le lacrime iniziarono a sgorgare " e la mamma mi manca, perchè lei mi capiva, e Gandalf ha detto che con il tempo tutto si risolverà e che se non mi accetto io non mi accetterà nessuno, e tu sei l'altra parte di me, e vorrei mi accettassi, e. . . "
Elladan sospirò profondamente quando udì quelle parole e vide le lacrime negli occhi del fratello. Chiudendo i suoi grandi occhi grigi per un momento, l'elfo si strofinò le tempie con le punte delle dita, come se fosse in preda a un attacco di emicrania.
" Tu non hai mai provato a capirmi " mormorò infine. " Sai soltanto giudicarmi, credendo che mi faccia piacere quello che sono, pensando che sia bello avere tante responsabilità e gli occhi di tutti puntati su di me, ma ti sbagli. Non sai quanto ti sbagli. Hai ragione però su due cose. . . Haldir mi conosce meglio di te, semplicemente perchè si è fermato a parlarmi invece di trarre conclusioni affrettate. E io ho amato Rumil profondamente. Ma non credo che sia una cosa di cui debba discutere con te " .
E di nuovo si parlava di Rumil. E di nuovo il loro grande amore veniva tirato fuori E di nuovo una sensazione lacerante si impossessò di lui. " E' vero, non è una cosa che mi riguardi " ammise il giovane, lasciando scorrere liberamente le proprie emozioni " ma non è vero che non ho mai provato a capirti. Ci ho provato, davvero, solo che. . . non mi è piaciuto quello che ho capito, perchè. . . "
" Ecco, spiegamelo il perchè " sbottò Elladan, convinto ancora una volta che il fratello fosse geloso di lui, che diventasse cattivo ogni volta che lui era felice. Cosa c'entrava Rumil adesso? Perchè ancora una volta doveva sputare veleno sull'unica persona al mondo che lo aveva amato davvero e che lo capiva?
" Mi piacerebbe finalmente saperlo, dopo anni e anni. Forse potrei finalmente capire che per te non c'è speranza e potrei lasciarti andare, senza essere ferito ogni volta che ti arroghi il diritto di offendere le persone che mi amano. Che diresti se offendessi Doris allo stesso modo in cui offendi Rumil? Eh? Dimmi, Elrohir, come la prenderesti? "
Doris. . . Doris. . . Doris! Certo! Con i suoi lunghi capelli, le labbra morbide, gli occhi grigi. . . no, un momento, Doris non aveva gli occhi grigi. . . eppure. . . " Ecco, io. . . non so, insomma, lei. . . è. . . oh, al diavolo! " esclamò Elrohir stringendosi la testa fra le mani. Gli sembrava di impazzire. " Perchè devi sempre rivoltare la frittata! " strillò con voce alterata " Non mi è piaciuto capire che qualcun altro fosse più importante di me ai tuoi occhi mentre io invece ti cercavo in chiunque mi veniva vicino! " ammutolì di colpo. Finalmente era riuscito a dirlo. Finalmente aveva recuperato quel ricordo.
" Perchè avrei dovuto pensare a te, Elrohir? Eh? Spiegamelo! " disse a quel punto Elladan, perdendo la sua proverbiale calma e avvicinandosi al fratello, prendendolo per le spalle per costringerlo a guardarlo negli occhi.
" Perchè, dopo tutto il male che mi hai fatto, tutte le parole dure che mi hai sempre rivolto, tutte le cose che mi hai sempre rinfacciato, perchè avrei dovuto cercare un altro te? Non capisci quanto mi hai ferito? Proprio non ce la fai a capirlo? Se cercavi sempre me negli altri, perchè non sei venuto da me nemmeno una volta? Le cose sarebbero potute andare diversamente! "
" appunto. . . " rispose in un sussurro Elrohir evitando il suo sguardo. *molto* diversamente, aggiunse dentro di sé, sperando di essere riuscito a nascondere quel pensiero al fratello.
" Non mi hai risposto " ribattè il fratello. Aveva percepito il suo pensiero, ma ancora non riusciva a capire cosa volesse dirgli Elrohir.
Il ragazzo sbuffò esasperato. " Cosa ti aspetti che ti dica? " gli ringhiò a due centimetri dal viso. " Che non volevo esserti di peso? Che avevo paura di non essere in grado di lasciarti andare quando tu avessi voluto qualcun altro al tuo fianco? Che i tuoi occhi dovevano guardare solo me e quando erano fissi su Rumil avevo voglia di ucciderlo? Cosa preferisci? " lo scansò con uno spintone, e voltandogli le spalle si diresse verso la porta. " Sono uno stupido " mormorò rabbioso " sarebbe stato meglio se avessi lasciato le cose come stavano. Fai finta che io non sia mai venuto a parlarti. . . "
" Se esci da quella porta adesso, non osare mai più rivolgermi la parola di nuovo, perchè quando lo farai ti prometto che te ne farò pentire amaramente, Elrohir " Disse Elladan freddamente, alzandosi in piedi con uno sguardo duro. Ai suoi occhi, il fratello era soltanto andato di nuovo a sputare veleno e prenderlo in giro. Il baratro che Haldir aveva annunciato poco prima era ormai vicinissimo. Non voleva sentir parlare di quel fratello tanto cattivo e immaturo, e anzi se avesse deciso di andarsene per sempre non l'avrebbe fermato. Visto che non valeva la pena di stare così male per un individuo tanto meschino ed egoista. Non valeva la pena.
Elrohir si fermò per un momento, indeciso sul da farsi, con la mano sulla maniglia della porta. Ormai aveva capito, quello che fino a poco prima gli sembrava confuso e insensato ora era andato a comporre un mosaico perfetto nella sua mente. Ma sapeva che sarebbe stato solo dolore. Fino a quel momento era stato il fratello a dover portare addosso il peso dei problemi fra loro, era ora che anche lui ne prendesse una parte. E nonostante si sentisse morire all'idea di perderlo così, non se la sentiva di squarciare il suo mondo. Era meglio che pensasse di avere un fratello meschino ed egoista che lo odiava piuttosto che dirgli la verità. E poi se lo avesse guardato negli occhi un'altra volta non sarebbe riuscito a mentire ancora. Sospirò. " Non sarò mai come mi vorresti, Elladan " aggiunse perciò " e credimi, è meglio così per tutti e due. Ma sappi una cosa: non ti ho mai preso in giro. Neppure per un istante. " Represse un singhiozzo, attendendo le dure parole di risposta con cui l'altro elfo avrebbe chiuso per sempre il loro rapporto.
A quel punto Elladan non riuscì più a reprimere la rabbia che provava nei confronti di quell'essere così immaturo che era suo fratello, che non riusciva a capire nemmeno le regole basilari del saper vivere, figurarsi come poteva capire cos'erano l'affetto e l'amore!
Spostandolo di lato con violenza, l'elfo girò la chiave nella toppa, e poi se la sistemò bene al sicuro in tasca.
" Se Haldir ti ha portato qui, significa che sei riuscito a convincerlo che non sei un essere così spregevole come ti stai dimostrando adesso. Non te ne andrai finchè non l'avrò deciso io " Elladan sibilò minacciosamente, afferrando Elrohir per le spalle con una presa d'acciaio, il suo alito caldo che gli soffiava sul viso, tanto erano vicini.
" Non sai stare al mondo, Elrohir. E' questo il punto. Non saprai mai cosa significa amare, nè provare affetto, perchè dovresti prima imparare ad accettare ed amare te stesso, e ti è impossibile " .
Poi, senza pensare, senza dargli tempo di divincolarsi, e anzi stringendo la presa ancora di più, avvicinò le labbra alle sue, e lo baciò a lungo, aprendogli la mente e cercando per l'ultima volta di fargli capire il suo dolore, tutta la sofferenza che gli faceva provare ogni volta che lo trattava così male, l'amore che provava per lui e il modo in cui ogni volta che si avvicinava sperasse che l'altro avesse finalmente parole cariche d'amore per lui e non di odio come invece accadeva di solito.
Staccandosi da lui, ma senza tuttavia lasciarlo andare, Elladan lo guardò fisso negli occhi.
" *Questo* è amore, Elrohir. Perchè non vuoi capire? Perchè ti ostini a voler vivere nell'odio? E' talmente brutto avermi come fratello? "
Elrohir tremava violentemente, con gli occhi spalancati, e le labbra socchiuse, guardando il volto candido del fratello come se lo vedesse per la prima volta. Gli cedettero le gambe e così si aggrappò disperatamente alle braccia dell'altro. " Io. . . io. . . " boccheggiò in cerca d'aria. " Io avevo paura che mi avresti disprezzato e rifiutato se avessi saputo che. . . " nascose il viso nel petto di Elladan aspirando il suo profumo. " Forse non so bene cos'è l'amore, ma so cosa vuol dire mentire a se stessi per paura di non poterlo sapere mai. . . "
" Sta calmo. . . " mormorò Elladan, sospirando profondamente e circondandolo con le braccia, come a volerlo sostenere per paura che cadesse.
" Hai ancora tanta strada da fare. Ne abbiamo entrambi. . . questo non vuol dire che con un bacio abbiamo risolto tutto, ma che dobbiamo impegnarci. Tutti e due. Senza fuggire dalle cose che ci fanno paura, ma imparando ad affrontarle " .
" Vuoi dire. . . " Elrohir lo guardò incredulo " . . . che da oggi in poi ci sarà un 'noi'? Che anche tu. . . " poi si sciolse dall'abbraccio, nonostante il pallore non accennasse a lasciare il suo volto. " Dimmi, Elladan, cosa provi per me? Perchè io credo di amarti e non sopporterei che tu invece. . . "
" Aspetta, Elrohir " si affrettò a dire l'altro elfo, alzandogli il mento con un dito per guardarlo bene negli occhi. " Intendo dire che non ci potrà essere un noi fino a quando non avremo appianato tutte le nostre divergenze. Se non impariamo a comportarci in modo civile, se non riusciamo nemmeno ad essere fratelli. . . come. . . come potrebbe esserci un *noi*? "
Il giovane elfo scrutò l'argenteo sguardo del fratello, cercandovi la verità al di là delle parole. Non vi lesse menzogna, ma solo la radicata paura che tutto fosse ormai compromesso. E sorrise, perchè sapeva che era lo stesso che Elladan poteva leggere nel suo. " Non c'è problema " rispose quindi, con una dolcezza nella voce che non sapeva neanche di poter avere " perchè non è che io non sapessi essere tuo fratello. . . io non volevo esserlo. . . "
" Che ne dici di. . . dare tempo al tempo, vedere come. . . come funziona senza spingere troppo le cose? " chiese Elladan, spostando la testa di lato con fare interrogativo. E mentalmente aggiunse *so che non mi feriresti, ma non voglio che tu mi faccia del male anche se non intenzionalmente*.
Elrohir gli accarezzò una guancia. " Per me va bene. . . seguiremo il corso degli eventi senza forzarli. E credo anche " aggiunse strofinandosi maliziosamente contro il petto del fratello " che forse per me sia ora di dare il primo bacio. . . "
" Il solito piccolo bricconcello. . . " mormorò Elladan, guardando il fratello con aria divertita. Era ancora diviso però. Da una parte voleva finalmente lasciare che i suoi sentimenti si mostrassero chiari ad Elrohir, ma dall'altra aveva ancora paura.
" Voglio parlare con te. Forse mi considererai noioso, ma abbiamo bisogno di chiarire molte cose. Sono passati troppi anni dall'ultima volta in cui abbiamo parlato veramente " .
Sbuffando Elrohir assunse un'aria imbronciata che sua madre diceva renderlo adorabile, poi sedette sul letto e incrociò le gambe, tirandosi però dietro il fratello. Non voleva più stargli lontano neppure per un secondo. *sai quanto ho sperato che questo potesse accadere? sai quanto ho lottato con me stesso per impormi di chiuderti fuori dal mio cuore? sai quanto ho invidiato Rumil per aver ottenuto ciò che io potevo solo sognare?* trasmise questo pensiero senza guardarlo, mentre le guance si imporporavano. non aveva il coraggio di dirglielo guardandolo in faccia, non ancora.
Portando gli occhi al cielo in modo scherzoso, come a fingersi esasperato dal suo comportamento, Elladan si lasciò guidare sul letto, sedendo accanto a Elrohir, però sistemandosi sulla schiena, raddrizzando i gomiti in modo da poterlo guardare bene in viso.
" Non mi sono mai vantato con te del fatto che nostro padre mi considera il migliore dei due " iniziò, con aria seria. " E non ho mai voluto essere il migliore, semplicemente perchè volevo che lui si accorgesse anche di te. Mi hai sempre incolpato di qualcosa di cui non ho colpa, senza renderti conto di quante responsabilità mi sono state date, di quanto sia difficile cercare sempre di essere all'altezza delle sue aspettative. . . è dura. . . "
" Lo so bene " rispose il ragazzo " solo che è dura anche essere continuamente paragonato e sminuito! Comunque so che ho esagerato, ma vedi. . . ero un po' frustrato " concluse con una smorfia.
" Ma hai esagerato per anni però. . . " Elladan rispose. " E poi. . . non dovresti essere geloso di Rumil, visto che hai sempre avuto Doris, molto prima che io me ne andassi con Rumil. . . "
" Ma io e Doris siamo stati sempre solo amici, Elladan " gli ricordò l'altro " non l'ho mai guardata con gli occhi che sembravano due stelle, come invece facevi tu con Rumil. . . "
Doris. . . pensò. L'unica persona a cui aveva permesso di vedere un po' di sè. Avrebbe dovuto parlare con lei, una volta messe a posto le cose con suo fratello. Dopotutto non meritava di soffrire, in quanto gli aveva sempre voluto bene. Ma lui aveva la coscienza a posto, sapeva di non averle mai mentito.
" E poi sono sempre stato un ragazzino viziato " sospirò. " Nostra madre mi trattava come il centro del suo universo, e quando è mancata mi sono sentito perso, sai? "
Quando Elrohir nominò la loro defunta madre, Elladan gli carezzò delicatamente i morbidi capelli, avvicinandosi a lui e cingendogli le spalle con un braccio.
" Tu sei sempre stato speciale " gli disse all'orecchio, tanto piano che soltanto grazie al loro fine udito elfico il fratello lo potè udire. " E per me sei sempre stato il centro dell'universo, nonostante tu abbia tante volte cercato di cacciarmi via e di ferirmi " .
" Non credo che tu voglia sentire il perchè mi sono avvicinato tanto a Rumil. . . " Elladan mormorò, preoccupato perchè sapeva che il fratello sarebbe stato ferito, e probabilmente lo era già, per il suo legame con l'elfo di Lothlorien.
Elrohir si voltò, trovandosi a pochi millimetri dal volto candido del fratello. " Io voglio sapere tutto, di te " rispose piano " nel bene e nel male, per non avere rimpianti o rimorsi qualsiasi cosa accada " aggiunse strofinando il naso nell'incavo del suo collo. " Sono stato uno stupido a credere che allontanandoti avrei potuto soffrire meno. . . "
Sospirando profondamente, Elladan chiuse gli occhi per un lungo momento prima di cominciare. Sperò che non avrebbe rovinato tutto.
" Rumil mi ha insegnato tutto quello che so. Lui. . . lui mi ha sempre capito e sostenuto, nonostante per me non fosse facile tener testa agli impegni e alle responsabilità che mi venivano assegnate. Lo amavo veramente, Elrohir. Di un amore vero. . . . "
Elrohir si morse un labbro cercando di contenere il dolore scatenato da quelle parole. Avrebbe voluto gridargli di tacere, tapparsi le orecchie, fuggire da quella stanza e dall'illusorio calore della sua vicinanza, ma non fece niente di tutto questo. Semplicemente abbassò lo sguardo e annuì silenziosamente, invitandolo a proseguire. Ignorò bellamente la sofferenza: non poteva basare un rapporto, forse l'unico che avrebbe mai avuto, sulla mancanza di sincerità. Anche a costo di farsi male.
" Sai, quello che più mi mancava era l'affetto di una vera famiglia " Elladan continuò placidamente. " Arwen era sempre impegnata o preoccupata per via di Elessar e io non me la sentivo di caricarla anche dei miei problemi. Nostro padre. . . beh lo conosci. E tu non mi volevi, non riuscivo a parlarti, eravamo capaci solo di litigare, così quando ho incontrato per la prima volta Rumil e i suoi fratelli mi sono sentito accettato ed amato. Forse per la prima volta in vita mia. Erano una seconda famiglia, ma una che mi voleva bene, e per questo più di una volta avevo pensato di trasferirmi definitivamente a Lothlorien. Avrei potuto essere un messaggero o un guardiano, nostro padre non me l'avrebbe negato " .
Il ragazzo lo guardò smarrito, afferrandogli le mani. Come avrebbe reagito se fosse accaduta una cosa simile? Forse si sarebbe lasciato morire. . .
Un sorriso un pò stanco curvò le labbra di Elladan, che strinse le mani di Elrohir tra le sue e si chinò a baciargli teneramente una guancia.
" Non aver paura " gli mormorò.
Un brivido gli percorse la schiena quando il fiato caldo del fratello gli accarezzò la pelle. Decise di lasciarsi guidare, e girando il volto incontrò con le sue le labbra morbide di Elladan. Non approfondì il bacio, però, attendendo la reazione dell'altro a quel contatto che gli faceva il cuore tanto leggero che aveva paura gli volasse via.
" Se mi ami come dici. . . " mormorò allora Elladan con un filo di voce. Era ancora evidentemente preoccupato per il fratello. " Allora mostramelo. . . lasciati andare, sono qui davanti a te, Elrohir, e non ti giudicherò, dovresti saperlo. Lasciati andare e non aver paura di me. . . "
" Cosa vuoi dire? " balbettò l'elfo arrossendo. Lasciarsi andare? Lui? E poi. . . lo amava? Non avrebbe più potuto tornare indietro una volta fatto quel passo, lo sapeva. . . ma gli bastò un istante per sapere cosa sentiva. Sì. Lo amava.
" Stà calmo " sorrise Elladan, con aria divertita, strofinando il naso contro quello del fratello prima di allontanarsi un poco, guardando il suo riflesso nello specchio e poi alzandosi in piedi. Gli era bastata un'occhiata per capire che non era pronto.
" Intendevo soltanto dire che adesso abbiamo superato una importante barriera. Con il tempo le cose cambieranno tra noi in meglio. Per ora però magari cercheremo di fare soltanto quello che ti fa stare bene e non ti crea imbarazzo. Non preoccuparti di niente " .
" Sai che c'è? " rispose Elrohir, rasserenato dalla tenerezza e dalla comprensione che il fratello gli dimostrava " Tu hai già. . . beh. . . sai cosa voglio dire! Io no. E poi. . . So che siamo gemelli, eppure ho sempre paura che potrei. . . ecco, non piacerti. . . o non essere capace "
Porgendogli una mano come per aiutarlo ad alzarsi, Elladan gli sorrise di nuovo. E di nuovo si chiese se si sarebbe pentito di rovinare la vita del fratello a quel modo. In fondo erano fratelli, quel legame così stretto non era contro natura?
" Ai miei occhi tu sei perfetto, Elrohir " gli disse per rassicurarlo. " Non devi preoccuparti di niente, le cose verranno da sole, per adesso dobbiamo soltanto rilassarci e goderci questa felicità che ci è mancata per troppo tempo " .
Il fratello aveva ragione. Così Elrohir prese la mano che questo gli porgeva, ma con uno strattone improvviso se lo tirò addosso, ritrovandosi schiacciato sotto di lui. " Com'era quel detto? 'Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente'. . . " aggiunse con uno sguardo pieno di calore ed aspettativa.
Ridacchiando a quel gesto così improvviso, Elladan scosse la testa, alzandosi sulle braccia per non schiacciare il fratello.
" Qualcosa mi dice che siamo piuttosto impazienti, eh? " gli disse per stuzzicarlo. " La pazienza è una virtù, mio caro fratellino. E il passo che compirai sarà senza ritorno, dovrai essere assolutamente sicuro. Non voglio approfittare di te adesso, abbiamo tutto il tempo di questo mondo. Ma prima. . . promettimi solennemente che non andrai mai via da me. . . "
" Lo prometto " rispose senza esitare Elrohir, mentre accarezzava piano le braccia forti di suo fratello con la punta delle dita. " E poi. . . anche se dovessimo allontanarci, per qualunque motivo, sento che adesso potrei davvero comunicare con te come se fossimo a pochi centimetri di distanza. Ho abbattuto il muro che avevo eretto attorno al mio cuore perchè non potessi leggervi dentro, quindi ora potrai tornarci ogni volta che vorrai. . . "
Sorridendo al fratello, Elladan si abbassò finalmente a baciarlo. Lo baciò come non aveva mai baciato nessuno a parte Rumil, mostrandogli tutto il suo amore e la sua passione. Presto però si ritrasse, alzandosi in piedi e cercando di mettere un pò di distanza tra loro. L'ultima cosa che voleva era spaventare Elrohir.
" Che ne dici di una passeggiata? "
" Pa. . . pa. . . passeggiata? Sì. . credo. . . wow. . . " balbettò Elrohir passandosi le dita sulle labbra. Non sapeva che un bacio potesse essere così caldo. Poi arrossì fino alle orecchie. " Ecco. . . io. . . " respirò a fondo, poi guardò il fretello e con un sorriso timido gli chiese candidamente " Come sono andato? "
Ridacchiando a quelle parole, Elladan scosse la testa, voltandosi ad osservare il fratello per un lungo momento. Era come se i suoi occhi stessero cercando di imprimere nella memoria tutto quello che vedevano, ogni piega dei suoi vestiti, ogni dettaglio di quel corpo tanto perfetto. Aveva paura. Paura che cambiasse idea, che lo lasciasse per Doris, che pensasse che non fosse giusto e tornasse a disprezzarlo. E lo detestava. Elladan non era abituato ad aver paura.
" Non è una gara " mormorò con un debole sorriso. " Per me sarà sempre perfetto, non dimenticarlo mai "
Arrossì di nuovo. In lui si agitava la paura che il fratello potesse cambiare idea, tornare da Rumil o da una delle bellissime donne con cui lo aveva visto in passato. Ma le parole rassicuranti di Elladan lo riscaldarono. Sapeva, chissà come, che anche lui aveva qualcosa che lo turbava, ma non riusciva a capire di cosa si trattasse. Aveva occultato i suoi pensieri, e quindi gli era impossibile leggerli. Mettendosi a sedere e guardandolo con aria di rimprovero, disse " Elladan, io ti ho dichiarato i miei sentimenti, ti ho aperto il mio cuore e la mia mente. . . dunque perchè tu invece continui a nascondermi la tua? C'è forse qualcosa che non devo sapere? " la voce tremò appena, sull'ultima affermazione.
" Devi darmi tempo, Elrohir " disse Elladan, appoggiando la schiena alla porta. Aveva letto i suoi pensieri e il tutto gli sembrò ridicolo. Davvero suo fratello pensava che lui fosse così volubile?
" Dovresti conoscermi ormai, e sai che non mi apro facilmente e tendo a tenermi tutto dentro. . . però posso dirti che i tuoi timori sono infondati. Impara ad avere fiducia in me, non sono tipo da saltare da un letto ad un altro per il puro piacere di ferire le persone. . . "
" E allora scusami, io ti sembro il tipo che salta addosso a suo fratello fregandosene altamente della morale comune e poi saluta ringrazia e se ne va? " rispose inarcando un sopracciglio, ritenendo questa l'unica preoccupazione che potesse pesare su Elladan in quel momento.
" Non mi pare di aver mai detto questo, perchè continui a mettermi in bocca cose che non ho mai nemmeno sognato di dirti? " Rispose con aria seccata Elladan, che ancora non capiva perchè il fratello fosse così testardo con lui.
" E' questo il punto " ribattè Elrohir incrociando le braccia " non hai detto questo. . . ma nemmeno ALTRO! Io ti conosco poco, Elladan, troppo poco. . . vorrei sapere tutto di te, ogni dettaglio, ogni pensiero, ma invece tu. . . me ne chiudi fuori. . . "
" Ma perchè sei così impaziente? " si spazientì Elladan. Quell'Elrohir avrebbe fatto perdere la pazienza a un santo! " Non ci siamo parlati per anni, adesso dovrei dirti tutto in mezz'ora? E' questo che vuoi? Ti dirò, Elrohir. E' per questo che penso che tu non sia pronto per un passo del genere. Tu vuoi tutto e subito, e se non si fa come dici tu cominci coi capricci. Le cose che vengono per gradi sono quelle che durano. Se facessimo tutto come dici tu, saremmo finiti prima di una settimana, come una stella cadente. Che fretta c'è? Perchè non capisci che ho bisogno di tempo? Ecco, vedi? Ricomincio a sentirmi incompreso quando ti sono intorno! "
Elrohir abbassò la testa. " E' la stessa sensazione che ho io " sussurrò. " Tu credi che io sia impaziente, o faccia capricci, ma non ti rendi conto che avrei solo bisogno di qualche certezza a cui appigliarmi. . . qualcosa da richiamare alla mente quando sarò fuori da questa stanza e avrò paura di essermi immaginato tutto. Avevo quasi perso le speranze, ormai, e non riesco ancora a credere di essere qui, con te, e di stare per iniziare un nuovo capitolo della mia vita. . . Sono insicuro, lo ammetto, anche se questo mi farà sembrare un bambino, ai tuoi occhi. . . "
" Elrohir io voglio che tu capisca che non ci saranno mai certezze, perchè io non te ne posso dare, mi è impossibile " disse Elladan con una voce mortalmente seria. " Siamo fratelli gemelli. Sangue dello stesso sangue. Entrambi uomini. Credi seriamente che la gente farà salti di gioia nel vederci insieme? Non potremmo mai dichiarare al mondo quello che proviamo l'uno per l'altro. Mai. Dovremo nasconderci sempre, e sentirci colpevoli per quello che stiamo facendo. Mi serve tempo perchè voglio capire se è soltanto un'illusione creata dalla mia mente o è veramente qualcosa di profondo, che non ci lascerà mai. Una volta iniziato non ci si può più tirare indietro. Ecco perchè ho bisogno di tempo. . . "
Elrohir annuì. " Non so se sono più ingenuo o più saggio di te. . . " disse avvicinandosi a lui " ma io penso che quello che c'è tra noi solo a noi appartiene. . . e non è di *quel* tipo di sicurezze che parlavo. Comunque " concluse scrollando le spalle " In fondo ti ho aspettato per anni, non avrò problemi ad aspettarti ancora un po'! "
" Spero che tu sia sincero. . . " mormorò Elladan, per una volta lasciandogli vedere uno spiraglio soltanto di tutti i pensieri che gli turbinavano nella mente, a partire dalla paura che lui cambiasse idea, che pretendesse troppo, che tornasse da Doris per abbandonarlo ai suoi deliri. Adesso forse avrebbe avuto un'idea più chiara.
Nell'avvertire le infondate preoccupazioni del fratello, Elrohir gli si gettò tra le braccia stringendolo forte e affondando il viso nei suoi capelli. " Scemo. . . se sono qui adesso con te e fino ad oggi non ho fatto che sognare questo momento, potrei giocarmelo in modo così stupido?Sei l'unico che io abbia mai amato e che amerò mai. . . " poi gli bacio l'angolo della bocca e fece scivolare le dita a intrecciarsi con le sue. Fece combaciare i loro petti in modo che Elladan sentisse l'effetto che gli faceva. " Ci sei solo tu per me. . . "
Sorridendo tra sè e sè, Elladan ricambiò l'abbraccio del fratello, baciandogli la fronte e poi facendo un passo indietro.
"Vedremo..." gli disse con un sorriso da monello, aprendo la porta.
*Vedremo se hai così tanta pazienza come dici* lo tentò con la mente, uscendo dalla stanza e aspettando per lui in corridoio, senza mai smettere di sorridergli.
*ah, vuoi la guerra, eh?guarda che posso farti rimpiangere di avermi chiesto di aspettare...* rispose sempre mentalmente con un luccichio sospetto negli occhi mentre lo raggiungeva in corridoio. *Elladan...come facciamo con nostra sorella? Le diciamo del nostro...semi-noi?* chiese poi, pensando che con Doris avrebbe dovuto parlarci senz'altro, e appena possibile. Intimamente sperava che il fratello non volesse dire niente a nessuno, e che sarebbe stato un dolce segreto, solo per loro due...








 

 

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